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giovedì 30 marzo 2017

Sono nato troppo presto (Giovanna Avignoni)


La prima volta che ho visto questo libro di Giovanna Avignoni ho subito pensato "devo leggerlo", ancora prima di apprenderne la trama.
Mi incuriosiva molto il richiamo al nascere prima contenuto nel titolo; anch'io sono nato prematuro e in queste pagine ho potuto ripercorrere alcune tappe della mia vita, rivivere con maggiore consapevolezza l'esperienza della nascita, della separazione, dell'incubatrice, il legame speciale tra gemelli, etc., ricordi lontani rimasti ai margini della memoria cosciente.
L'autrice ha saputo raccontare una storia non facile con sensibilità, ironia e leggerezza, senza mai cadere nel pietismo, mescolando sapientemente realtà e fantasia. 

Dedico questa recensione alla mia gemella, ancora insieme anche oltre la morte.

copertina Sono nato troppo presto
copertina Sono nato troppo presto

Una storia commovente e spiazzante che non è facile commentare senza fare spoiler o ripetere quanto già detto da chi ha letto e recensito il libro prima di me.
Leggendo le prime righe che raccontano la nascita di Fabio e Guido, due gemelli prematuri e la scoperta della disabilità di uno di loro, ci saremmo forse aspettati una storia strappalacrime di amore tra fratelli, di dedizione e cura verso il gemello più debole.
Invece l'autrice sceglie di affidare la narrazione a Fabio, quello che la società vorrebbe subito etichettare come disabile e che invece reclama subito la sua unicità, la sua voglia di esistere, di essere se stesso, di essere solo Fabio, Fabio e basta, senza altri inutili aggettivi.
Una scelta non facile, nè scontata, ma che apre nuove possibililità narrative.
Fabio racconta la sua storia, il suo mondo, in prima persona e a modo suo, mescolando realtà e fantasia, desideri e avvenimenti.
I due gemelli, ribattezzati Zorro e Arlecchino per le mascherine portate nell'incubatrice, crescono accuditi dalla mamma e dai nonni, lui sempre pronto a dare consigli e risolvere i problemi, lei apparentemente più defilata, ma sempre presente.
Il nonno in particolare è una figura fondamentale per la crescita di Fabio; è lui che inventa strane favole per spiegare la menomazione di Fabio, vittima di volta in volta di una rana invidiosa, del misterioso bergello o di un mago burlone, è lui che conserva gelosamente le mascherine per non dimenticare la lotta dei due gemelli per sopravvivere, indossandole nei momenti cruciali per coprire il proprio dolore. Un gesto simbolico o reale, non si sa, e in fondo forse neanche importa più di tanto; è inutile cercare di separare realtà e fantasia nel racconto di Fabio, i due elementi convivono nella sua percezione del mondo esterno.
Fabio e Guido crescono, nonostante le previsioni negative dei medici; nonostante l'abbandono del padre, impaurito dalal disabilità di Fabio.
Sono dei combattenti. Come forse tutti i gemelli prematuri sono affamati di vita e la loro madre, ribattezzata dal nonno "la forza bambina" li spinge ad andare avanti nonostante tutto, a non arrendersi davanti alle difficoltà, a non considerarsi mai differenti dagli altri.
La diversità, probabilmente, dipende solo dal nostro modo di percepire la realtà; lo stesso oggetto può essere per alcuni solo una sedia a rotelle, ma diventare per Fabio una bicicletta speciale, che soltanto lui ha il privilegio di portare anche a scuola. Oppure l'ascensore una splendida astronave che gli consente di raggiungere la sua aula al primo piano.
Spesso nel corso della narrazione l'autrice ricorre a queste metafore, immagini alternative della realtà così come percepita dal bambino, a volte spaesando un po' i lettori, forse troppo abituati a dover tenere ben separato il mondo della fantasia.
Visioni a metà tra sogno e realtà, disegni che diventano vivi, rispecchiano i suoi desideri, le sue speranze, il cui Fabio riesce perfino a lasciare uno spazio per un padre colpevolmente assente.
Fabio ha tante cose da dire, la sua mente è brilante e fantasiosa, ma spesso le parole si accavallano sul suo autobus e non riescono ad uscire. La metafora dell'autobus ricorre spesso all'interno della storia, forse troppe volte, ma rende bene l'idea dele difficoltà di comunicazione di Fabio.
Solo Guido riesce a comprenderlo e essere la sua voce, aiutandolo a mettere ordine tra i suoi pensieri e a comunicare con il mondo esterno.
Spesso invece l'ncapacità di riuscire a esprimere i propri pensieri, la difficoltà di interagire con gli altri lo porta ad esprimersi in maniera violenta, a ribellarsi al silenzio forzato con urla sgradevoli.
I due gemelli vanno a scuola, prima insieme e poi separati in classi diverse per renderli indipendenti; pian piano anche Fabio impara ad esprimersi da solo, aiutato da Pinocchio e altre figure fantastiche, che intervengono per aiutarlo a mettere ordine nei suoi pensieri, stipati alla rinfusa sul suo autobus e spesso incapaci di venirne fuori in maniera ordinata.
Pinocchio, Peter Pan e altre figure immaginarie che ricorrono nella storia, segnano tappe importanti nel percorso di crescita di Fabio, in qualche modo lo aiutano a uscire dall'isolamento e a interagire con il mondo esterno.
Altre due figure fondamentali per il bambino sono il medico e la logopedista che seguono il suo percorso, anche loro percepiti in forma di favola e ribattezzati nela sua fantasia "il dottore con le mani grandi e le unghie sporche" e "la ragazza piccolina con gli occhi grandi e la bocca sottile", gli unici oltre alla famiglia ad aver sempre creduto in lui.
Come Pinocchio, Fabio non è più solo un pezzo di legno, un cerebroleso grave, come dicono gli altri dottori, è una persona. È Fabio. solo Fabio. Punto.
Un bambino che va a scuola con la sua bicicletta speciale, senza pedali e rotelle, e può anche portarla in classe; a volte si sente un privilegiato per questo, a volte vorrebbe stare seduto sulle seggioline come gli altri.
Impara a farsi capire, prima con poche parole, poi attraverso il disegno, facendo rivivere nelle sue casette scarabocchiate le persone che ama. Perfino suo padre ha un posto nelle sue case sbilenche: finalmente lo sente vicino, nei sogni gli concede una seconda opportunità, un perdono per la sua vile fuga.
Disegna solo a matita, disdegnando inizialmente i colori, gli bastano pochi tratti per popolare i suoi fogli, far rivivere le persone più care tra quelle pagine.
Crescendo Fabio inizia a confrontare i suoi disegni con quelli della sua compagna di scuola Chiara, da sempre l'amore della sua vita, e a desiderare di immergersi anche nel suo mondo.
Su suggerimento delle maestre, inizia a usare un computer, capace di amplificare le sue possibilità espressive, di fargli imparare nuove parole.
Passi forse insignificanti per gli altri, ma notevoli per Fabio e la sua famiglia, eccitata da ogni parola che il bambino faticosamente riesce a far salire o scendere dal suo autobus.
Pinocchio è sempre lì, a correre dietro alle parole per tenerle nel giusto ordine, per aiutarlo a sistemare al loro posto i tanti stimoli che riceve e che lo aiutano a crescere, a far volare la sua fantasia.
Fabio ascolta con interesse le favole che le maestre gli raccontano, si immerge nelle storie e le rielabora a modo suo, cambiandone a volte il finale negativo.
Tutti possono farcela, basta saper aspettare e dare gli stimoli giusti.


L'ultima parte del libro procede in maniera un po' affrettata, come a voler concludere la storia al più presto, forse perché  l'autrice non può più affidarsi alla narrazione impregnata di fantasia di Fabio, nel frattempo cresciuto, che è forse il punto di forza di questo romanzo molto bello.
Cerca di riassumere in poche pagine quanto accaduto dopo gli anni dell'infanzia, la disillusione di dover chiamare le cose con il loro nome, ma anche la gratitudine verso chi ha sempre voluto considerare Fabio un bambino come gli altri, senza etichette, facendogli vivere una vita normale. È Fabio. Solo Fabio, punto e basta.

Titolo: Sono nato troppo presto
Autore: Giovanna Avignoni
Traduttore: -
Anno: 2014
Editore (cartaceo): Youcanprint
ISBN cartaceo: 9788891133878
ISBN ebook:  9788891140753   
ASIN: B00K5NPA6Q
Scheda cartaceo: Youcanprint | IBS | Amazon |
Lunghezza stampa: 192 p.
Scheda ebook: Youcanprint | IBS | Amazon | Streetlib |
Dimensioni file: 866 KB


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Recensione pubblicata anche su Braviautori il 30/03/2017
http://www.braviautori.com/book_sono-nato-troppo-presto.html


lunedì 13 marzo 2017

Facciamo un Sal.To. a Torino?



Questo post nasce per coinvolgere anche gli autori e autrici Youcanprint che ancora non sono iscritti al nostro gruppo Youcaniani e aspiranti autori di Youcanprint (o alla fan page Autori Youcaniani), ma vorrebbero partecipare con noi a maggio al prossimo Salone del Libro di Torino. Stiamo già raccogliendo le adesioni e disponibilità a collaborare, ma c'è tempo solo fino al 26 marzo 2017, data limite fissata per confermare la nostra adesione alla manifestazione.


Dopo l'evento di Firenze che vi ho raccontato recentemente, ci stiamo preparando come Autori Youcaniani per partecipare ad altre due importanti manifestazioni letterarie: saremo dal 19 al 23 aprile a Milano Tempo di Libri e poi dal 18 al 22 maggio al Salone del Libro di Torino.
In passato molti autori/autrici Youcanprint, dopo aver appreso dai nostri articoli o dalla newsletter di Youcanprint di queste iniziative organizzate come  gruppo Autori Youcaniani, hanno chiesto maggiori informazioni oppure di poter aderire spesso quando purtroppo i termini per le iscrizioni erano ormai scaduti.
A malincuore abbiamo dovuto dire di no anche se, probabilmente, qualche autore e titolo in più ci avrebbe anche fatto comodo, sia perchè avrebbe fatto scendere le quote individuali per l'affitto dello stand, sia per una maggiore visibilità.
Ma accogliere gli autori in ritardo avrebbe voluto dire ricalcolare tutte le quote individuali fissate, restituire i soldi a chi aveva già pagato e tanti altri problemi logistici e aggiustamenti che avrebbero finito per rallentare una macchina organizzativa già avviata, con il rischio di vanificare tutto il lavoro già fatto.
Perciò questa volta giochiamo d'anticipo, invitando tutti gli autori e autrici che hanno pubblicato con Youcanprint a chiedersi se vogliono partecipare con noi al Salone del Libro di Torino, da anni una delle maggiori manifestazioni letterarie italiane e internazionali.
Una formula ormai collaudata la nostra, sebbene sempre bisognosa di piccoli aggiustamenti: tanti autori indipendenti che si uniscono per proporre insieme le proprie opere letterarie, dividendo le spese dello stand e mettendo a disposizione tempo, buona volontà, capacità organizzative e creative, talenti nascosti e tanto entusiasmo.
Uniti per promuovere l'autoeditoria e vendere i nostri libri, senza fare differenze tra chi è presente fisicamente dietro il bancone e chi vive lontano e ha solo spedito i propri titoli e le proprie speranze.
L'unica condizione richiesta, oltre alla volontà di lavorare insieme, è aver pubblicato i propri libri con la piattaforma Youcanprint.
Purtroppo non possiamo accettare titoli pubblicati con altre case editrici, sia per rispetto verso la Youcanprint che comunque ci sostiene e ci permette di utilizzare il proprio marchio, sia per non confondere il lettore con proposte diverse, non in linea con lo spirito di queste iniziative nate dal basso dalla collaborazione di autori e autrici provenienti da un po' tutta l'Italia, accomunati dalla passione per la scrittura e dall'aver utilizzato questa piattaforma.
All'inizio forse era solo un modo per dividere le spese per l'allestimento dello stand; col tempo stanno nascendo amicizie, collaborazioni, stiamo diventando sempre più un gruppo, stiamo imparando a lavorare insieme, a mettere in comune idee e proposte.
Insieme per avere una vetrina comune per le nostre opere, proponendo un'ampia varietà di stili e generi letterari, tante copertine variopinte e originali e prezzi adatti a ogni tasca.
Chi non ha ancora confermato la propria adesione può farlo entro il 26 marzo nel gruppo creato appositamente per l'organizzazione di questa manifestazione, seguendo la nostra pagina Facebook Youcaniani e aspiranti autori di Youcanprint oppure la fan page Autori Youcaniani, dove troverete informazioni su tutte le nostre iniziative.
Affrettatevi. Vi aspettiamo.