Translate

domenica 25 agosto 2019

Adama e Tonio (Laura Tullio, Chiara Curione)


Riprendo le recensioni su questo blog con «Adama e Tonio: un’amicizia senza confini», scritto da Chiara Curione e Laura Tullio, un libro breve ma intenso dedicato al tema dell'immigrazione, che racconta con semplicità l'incontro/scontro tra un bambino senegalese e uno pugliese: Adama e Tonio..


copertina Adama e Tonio
copertina Adama e Tonio
Incontri e scontri
«Adama e Tonio: un’amicizia senza confini» è un testo sull’immigrazione vista attraverso gli occhi di due ragazzii: il senegalese Adama e il pugliese Tonio.
Una scrittura semplice, con pochi capitoli in cui si alternano le voci narranti dei due ragazzi ed emergono i loro conflitti, interiori e esteriori, i loro dubbi, le loro paure, i reciproci pregiudizi.
Una storia di amicizia non edulcorata che mette in luce anche le difficoltà iniziali tipiche di ogni incontro con persone nuove, ambientata in una tipica masseria, con annesso allevamento di cavalli, dislocata nelle campagne di Gioia del Colle.
Nelle Murge selvagge - svela Chiara -, i due bambini si scontrano prima e si incontrano poi in una serie di vicissitudini che costellano il loro percorso di scoperta di sé, dell’altro e della natura.
Aliou, padre di Adama, va a lavorare come addestratore di cavalli nella masseria di Rino Balone, padre di Tonio, per occuparsi del nuovo purosangue arabo acquistato per il compleanno del ragazzo, portando con sé suo figlio per dargli l'opportunità di studiare in Italia.
I due ragazzi vengono a contatto in maniera improvvisa, scoprendo le loro diversità, sia caratteriali che culturali, le loro paure, i loro reciproci pregiudizi. Il racconto si sviluppa soprattutto attraverso i dialoghi che accompagnano il cammino di incontro/scontro, l'intreccio narrativo tra i due bambini.
Tonio teme che Adama invada il suo territorio e si chiude in se stesso, manifestando apertamente la propria ostilità verso il nuovo arrivato e ribadendo in ogni occasione il suo ruolo di figlio del propretario. A cominciare dal rapporto con il cavallo, a cui entrambi sono affezionati. Ciascuno assegna all'animale un nome diverso, contentendosene l’affetto e considerandolo proprio. Una reciproca gelosia che si ripropone anche nel rapporto con la compagna di scuola Marica.

Culture a confronto
La storia è anche ricca di dettagli sulle due culture di cui i protagonisti sono portatori, la narrazione di come si possono superare i pregiudizi per aprirsi all'altro e lasciarsi arricchire dall'incontro.
Scopriamo nell’avvio del libro che in Senegal è molto diffuso l’allevamento dei cavalli, poi come si svolge il rito dl tè riservato agli adulti, la funzione del «mbotou» che consente di trasportare i figli più piccoli in grembo mantenendo le mani libere; impariamo pian piano a capire come un africano vede il nostro paese e il nostro modo di vivere.
Chiaro l’intento didattico, a cominciare dallo stile semplice e senza inutili fronzoli; non a caso il testo è stato adottato in alcune scuole per affrontare i temi del razzismo e delle diversità. Dialoghi nitidi e pensieri espressi con semplicità, diretti, una scrittura che ben si presta ad una lettura animata o a una rappresentazione teatrale,

Racconto a due voci alternate
Per scrivere la storia le autrici si sono divise il lavoro: Chiara ha interpretato la voce di Tonio, simbolo di una Puglia che sa accogliere, ma anche arroccarsi nel pregiudizio. Laura, da tempo impegnata in progetti multiculturali, ha cercato di tradurre i pensieri di Adama, gli stati d'animo di un bambino che affronta un lungo viaggio per andare a vivere lontano da casa in un paese sconosciuto, la difficoltà di comprendere e integrarsi in una cultura differente dalla sua. Attraverso la voce di Adama parla di un popolo, di una cultura, mettendone in luce le ansie e le difficoltà, ma anche le qualità. Il personaggio di «Adama» è la summa di varie figure senegalesi che ha conosciuto, incluso suo marito, una sintesi della cultura di quel popolo.
Chiara e Laura, si sono conosciute in uno dei tanti incontri apparentemente casuali che avvengono sulla strada della scrittura ed è subito nata una sintonia che ha permesso di dare vita a questo libro, che cerca di affrontare temi non facili come l'intercultura e il razzismo, di ricordare che nulla è facile nella vita, che non è facile accettare le differenze, vivere in una società multietnica.

Attraverso il mare
Il libro evita di raccontare gli aspetti più drammatici del viaggio di molti migranti: i centri di detenzione, il viaggio sui barconi, le violenze. Aliou e Adama arrivano semplicemnte in Italia per mare, con già una prospettiva di lavoro precisa; certo più fortunati di tanti altri migranti che vagano alla deriva senza prospettive.
Le autrici hanno preferito soffermarsi piuttosto sul mondo interiore dei due ragazzi e dei loro amici, sulle loro riflessioni. Molto belle quelle del primo capitolo sull'immensità del mare, quel mare Mediterraneo che significa «Mare di mezzo», un mare che è di tutti e non è di nessuno.
Oltre i due protagonisti, che si alternano nel raccontare la storia dal loro punto di vista, ci sono vari personaggi apparentemente  marginali: Aliou, padre di Adama, sua madre e i suoi fratelli/sorelle rimasti in Senegal che compaiono sempre nei suoi ricordi; Rino Balone e sua moglie, genitori di Tonio, il nonno, l'istruttore Vanni; e poi i compagni di scuola Marica, Mimmo, Filippo e Donato, le insegnanti, etc.
Arrichiscono il testo le variopinte illustrazioni del grafico/poeta/cantante Davide Mangione.


Titolo: Adama e Tonio: un’amicizia senza confini
Traduttore: -
Editore: Il Grillo (marzo 2018)
Illustratore: Davide Mangione
ISBN:  9788866530978
ASIN: --
Scheda cartaceo: IBS | Amazon | Mondadori Store | La Feltrinelli |
Pagine: 88 p., ill. , Brossura
Prezzo copertina: 12,00 euro


Età di lettura: Da 12 anni

---
Laura Tullio
Laura Tullio
Laura Tullio è nata a Bari nel 1976 e vive a Roma. Laureata in Scienze della Comunicazione, ha conseguito un Master in Comunicazione e Organizzazione e uno in Editoria e Comunicazione. Ha lavorato come freelance in case editrici tra le quali Atanòr e nell’agenzia letteraria Herzog. Ha adattato classici per bambini e ragazzi per la casa editrice Ardea e ha tenuto laboratori di scrittura creativa per alcune associazioni culturali. Ha pubblicato articoli su Sentieri Selvaggi, Next e Orlando. È autrice di due testi teatrali, della sceneggiatura di un cortometraggio e di alcuni racconti, uno di essi, Rumori nella pancia, finalista al concorso 8×8 di Oblique Studio, è stato pubblicato da CartaCanta nell’antologia Si sente la voce. Attualmente insegna italiano ai richiedenti asilo e rifugiati nei centri di accoglienza.


Chiara Curione
Chiara Curione
Chiara Curione è autrice di racconti e romanzi. È nata a Bari nel 1962 e vive a Gioia del Colle, dove collabora con il laboratorio di lettura della biblioteca. Ha pubblicato per EEE – Edizioni Ebook La sartoria di Matilde, l’opera teatrale Giuseppe e Maria e il romanzo storico Il tramonto delle aquile; per Edizioni Pugliesi una raccolta di fiabe storiche su Federico II; mentre per Besa il romanzo storico Un eroe dalla parte sbagliata e la saga familiare Una ricetta per la felicità. I suoi libri sono stati adottati per progetti di lettura nelle scuole medie ed elementari e hanno offerto lo spunto per alcune rappresentazioni teatrali. Con Il tramonto delle aquile ha ricevuto nel 2017 il premio speciale della giuria Zingarelli.



Recensione pubblicata anche su Braviautori il 26/08/2019
https://www.braviautori.com/book_adama-e-tonio-un-amicizia-senza-confini.html

sabato 20 luglio 2019

MoonDay - poesia Oltre l'orizzonte


In occasione del cinquantenario delo sbarco sulla luna, mi sembra giusto proporre un piccolo omaggio all'allunaggio, incluso nella mia prima raccolta "Fogli diVersi". 
Lo stupore di un piccolo uomo rinchiuso in una grande tuta davanti ai misteri dell'immenso universo.


Oltre l’orizzonte


Il buio si squarciò,
di colpo,
e il mondo apparve
al piccolo uomo
nella grande tuta.
Vide la luna in cielo,
poi guardò ancora
e capì che quella era la Terra.
Era bella,
vista da lì,
sembrava serena,
senza tanti problemi.
Egli rise
e corse con ardore
e dentro il cuore
ripensò al suo amore,
lasciato lì,
dove la luna splende ancora,
in quel mondo felice e disperato,
vicino eppur lontano,
il cui segreto era ormai nei suoi occhi,
nel suo cuore,
in quel pugno di polvere lunare
che stringeva fra le dita.

mercoledì 27 marzo 2019

Le parole di Chiara




Sono trascorsi alcuni anni dall'uscita del mio libro "Ricominciare" e ho pensato di provare a immaginare una presentazione "atipica" di questo libro, non un incontro con l'autore, ma una chiacchierata "virtuale" con la protagonista del libro, il personaggio che si racconta ai lettori a modo suo.
Con questo testo inauguro la nuova rubrica "Ritorno di Voce" che riprenderà alcuni testi già pubblicati sul quindicinale locale La Voce del paese/Gioianet


Le parole di Chiara


Chiara, la protagonista del libro
L'accogliente sala al primo piano è gremita di amici, parenti e semplici curiosi per la presentazione del libro dell'anno, un evento atteso da tutti con trepidazione.
In fondo alla sala un lungo bancone e alcune poltrone, destinate a ospitare l'autore, l’organizzatore della serata e la giornalista chiamata a presentare l’evento.
All'ingresso un tavolino con alcune copie del libro in bella mostra e la sorridente libraia accovacciata in un angolo, pronta a intercettare i potenziali lettori.
Passano i minuti, i relatori continuano a girare nervosamente per la sala, senza sapere cosa fare, cosa raccontare agli spettatori. L'autore non è ancora arrivato, cosa strana per uno solitamente molto puntuale, spesso in anticipo sui tempi concordati. Tutti si meravigliano che non sia ancora arrivato, qualcuno è anche preoccupato che possa aver avuto un problema grave.
Sembra improvvisamente sparito, fuggito chi sa dove, forse colto da un attacco di panico prima della presentazione. Non risponde al cellulare, ai ripetuti sms e messaggi sui social inviati a raffica per ricordargli l’appuntamento.
All'improvviso un calo di tensione fa tremolare i faretti, per una frazione di secondo la sala diventa completamente buia. Poi, piano piano, si riaccendono uno per volta, tornando a illuminare l’ambiente.
Tutti guardano stupiti. Sulla poltrona centrale adesso è seduta una giovane donna, molto bella, occhi neri, capelli scuri, legati in una soffice coda, e un colorito leggermente abbronzato.
Tutti la osservano con sorpresa. Nessuno l'ha vista arrivare, nessuno sa chi sia o perché si sia seduta al tavolo dei relatori. Non figura tra i nomi nella locandina, eppure il suo aspetto, il suo viso hanno qualcosa di vagamente familiare.
La sicurezza con cui ha preso posto sulla poltrona dimostra che non è lì per caso.

Sono Chiara, la protagonista di questo libro
«Sono Chiara, faccio l'attrice e sono la protagonista di questo libro.» si presenta con voce ferma. «Sono venuta a raccontarvi la mia storia, Gio preferisce non stare troppo al centro dell'attenzione, preferisce che siano le sue storie a parlare. Gio è il mio autore, Giovanni, io lo chiamo così per brevità.
Il libro l'ha scritto lui, ma io ero sempre presente, praticamente è come se lo avessimo scritto insieme, ho assistito alla scelta di ogni scena, di ogni parola.
Secondo lui un autore deve parlare con i suoi scritti, non con la sua biografia; alle presentazioni si dovrebbe parlare del contenuto del libro, non della vita o delle opinioni dell’autore su qualche altro astruso argomento. Invece spesso in queste occasioni si parla più dell’autore che della sua opera. O si parla di tutto tranne che del libro.»

Dopo un momento di sorpresa, di incredulità, di incertezza, la relatrice si siede accanto alla misteriosa ragazza, come sospinta da una forza magnetica. In silenzio anche il suo collega la imita, restando però in religioso silenzio, quasi ammutolito.
La giornalista saluta il pubblico e introduce brevemente il libro in questione, un racconto lungo intitolato “Ricominciare” pubblicato nel 2013 da Giovanni Capotorto, ma finora mai presentato ufficialmente al pubblico. Apre il taccuino dove ha appuntato alcuni spunti di riflessione, cercando di nascondere la sua ansia per l'insolita situazione.
Non accenna all’assenza dell’autore, sembra aver accettato la presenza della misteriosa ragazza come sua portavoce ufficiale.
Tra le due donne c’è stato un silenzioso scambio di sguardi, un impercettibile e muto cenno d’intesa. Prende il mano il libro, come per mostrarlo al pubblico, sfoglia alcune pagine e poi comincia con le domande.

L'intervista


Come definiresti questa storia? In che genere letterario la collocheresti?
«Difficile darle una collocazione precisa: oggi libri vengono catalogati in base a categorie basate su quelle americane che non sempre corrispondono alle nostre.
È stato inserito genericamente come Narrativa, non è facile incasellarlo in un genere preciso.
Forse potrebbe rientrare in quello che un tempo era il genere drammatico (ma con un lieto fine). Oppure essere visto come un racconto di formazione, dato che racconta il mio percorso di crescita umana e le difficoltà che ho dovuto affrontare nella mia vita.»

Nel testo vengono affrontati parecchi temi sociali: la povertà, la prostituzione minorile, le mine antiuomo, la disabilità, le adozioni internazionali, etc. Può essere considerato un racconto di denuncia ?
«Non è nato con questo intento o per trattare argomenti specifici. I temi sociali sono venuti fuori nel corso della narrazione, ma Gio ha cercato di trattarli in maniera delicata, senza insistere troppo sui particolari «scabrosi». La violenza, le sofferenze possono essere intuite, ma non vengono descritte minuziosamente. Forse è stata una scelta per proteggermi dalle cattiverie del mondo; Gio è sempre stato molto protettivo nei miei confronti, offrendomi comunque una via d'uscita e la possibilità di ricominciare la mia vita.
Si affrontano questi temi perché sono questioni che non possono essere ignorate, sperando di provocare delle riflessioni nella mente del lettore. Sono stati inseriti in coda anche alcuni link utili per approfondire le tematiche sociali solo accennate nel testo.»

Il libro ripercorre brevemente la tua infanzia e giovinezza. Parlaci della tua storia.
«Non posso dire molto, rischierei di anticipare quanto scritto nel libro.
Vengono raccontati gli episodi fondamentali della mia vita: gli anni della povertà nella baraccopoli, poi l’incidente e il periodo in ospedale, la paura di non trovare più una collocazione nella società,
la rinascita attraverso l’adozione e la possibilità di studiare, l’avvio della carriera cinematografica.»

Nella narrazione mancano indicazioni precise su dove si svolge la storia e anche il tuo vero nome viene sempre omesso. Chiara sembra essere soltanto un nome simbolico.
«Il nome Chiara è nato sin dalla prima stesura, ma ha assunto un significato preciso solo nel corso della narrazione, anche per segnare una differenza con gli altri personaggi dalla pelle più scura.
La scelta di non indicare la precisa collocazione geografica e il nome precedente è stata in parte casuale, poi ha acquistato un significato preciso.
La povertà e la disperazione della gente sono uguali in ogni parte del mondo, non importa dare un nome al paese, ambientare la storia in Asia, in Africa, in America o in Europa. Le baraccopoli della gente povera si somigliano tutte, comunque le si voglia chiamare, baraccopoli, favelas, etc.
Non ha senso puntare il dito contro una nazione o un continente e dimenticare che le stesse cose spesso accadono anche sotto casa nostra.
La maggior parte dei personaggi non ha un nome, viene indicato solo per la sua funzione, proprio per evitare una identificazione geografica. Anch'io fino alla fine vengo indicata solo come Chiara, senza un cognome, né viene mai specificato il mio nome precedente.»
copertina Ricominciare

Come è nato questo libro? Credi che la tua storia sia stata raccontata nel modo migliore ?
«Credo di sì. Gio naturalmente ha preso solo i momenti salienti della mia vita. La mia storia è molto più lunga e complessa, servirebbe un romanzo per raccontarla tutta. Chissà, forse un giorno lo scriverà - aggiunge strizzando l'occhio al pubblico.
All’inizio questo doveva essere solo un racconto breve, pensato per una rivista letteraria chiamata “Inchiostro”. Poi ha scelto di non spedirla e per parecchi anni è rimasta nascosta in una cartellina tra gli altri suoi testi inediti. »

Quando ha deciso di pubblicarla? E perché?
«La storia è riemersa quando Gio ha deciso di riprendere a scrivere dopo un lungo periodo di pausa, intorno al 2009/2010. In quel periodo si era avvicinato ad alcuni siti letterari dove si svolgevano periodicamente delle gare tra autori esordienti (Braviautori, Forum Autori Esordienti).
Su uno di questi siti chiamato EbooKingdom è nato il progetto di un collana di ebook, selezionati dalla curatrice Tanja Sartori e, dopo molte esitazioni, Gio ha deciso di partecipare, inviando la mia storia.
Il racconto è piaciuto, così lo ha ampliato un po', anche grazie ai suggerimenti della responsabile del sito, inserendo alcune scene nuove. Poi è stato messo online in formato pdf, liberamente scaricabile.
Dopo qualche anno ha scoperto il mondo del self-publishing, pubblicando con la Youcanprint la raccolta di poesie “Fogli diversi”, praticamente già pronta e impaginata da anni, ma ancora inedita.
Dopo l’uscita di questo libro in molti gli chiedevano se aveva altre storie, se aveva scritto racconti o romanzi e ha deciso di riproporre “Ricominciare”, in una versione ampliata e con una nuova copertina.»

Qualche parola sul self-publishing.
«Fino a qualche anno fa l'autopubblicazione veniva considerata una cosa negativa, riservata a chi non era riuscito ad attirare l'attenzione di una casa editrice. Ancora oggi molti la considerano una scelta di serie B, confondendola con l’editoria a pagamento; alcuni per pregiudizio si rifiutano di leggere libri autopubblicati, preferendo magari le biografie dei personaggi famosi, ammucchiate all’entrata di alcune librerie per stuzzicare l’appetito del lettore incerto.
Con l'avvento di Lulu, Ilmiolibro, Youcanprint e altre piattaforme simili si è diffuso anche in Italia il fenomeno del self-publishing, spesso tradotto letteralmente come autopubblicazione, che ha riscontrato molto successo negli Stati Uniti, producendo anche libri di successo.
In Italia è stato accolto con timore dalle case editrici tradizionali, che hanno cercato in ogni modo di arginare il fenomeno o di controllarlo, spesso screditando quelli che sarebbe meglio definire “scrittori indipendenti”, un po’ il corrispettivo della “indie” in campo musicale.
Autori che investono nelle loro opere senza censure o imposizioni, svolgendo molte funzioni che prima venivano delegate alla casa editrice. Una scelta che da un lato consente una maggiore libertà espressiva, la possibilità di costruire da solo il tuo libro, utilizzando la propria creatività e i servizi offerti dalla piattaforma di pubblicazione, dall'altro espone a maggiori rischi e responsabilità per produrre un libro attraente e ben scritto.
Tra l’altro c’è anche la comodità di stampare solo le copie necessarie su richiesta attraverso il print on demand (una sorta di tiratura limitata) o di offrire i propri testi anche in formato ebook, ancora snobbato da molti autori nostalgici del “profumo” della carta. Un odore che in verità col tempo diventa anche piuttosto sgradevole, ma insistere su questo punto per alcuni fa “immagine”, sublima il concetto di grande lettore.
L’autore self sa che forse non venderà tante copie, forse il suo testo non sarà un capolavoro, ma sarà il tuo libro e saprai di aver dato il massimo per renderlo speciale, un’attenzione e una cura che non sempre gli editori tradizionali riservano.»

Perché è stato inserito il capitolo aggiuntivo «Ritorno a casa»?
«Dopo l'uscita dell'ebook alcuni lettori hanno evidenziato che la storia aveva un finale troppo aperto e non sembravano soddisfatti della mia carriera di attrice, sembrava quasi un cedimento al mondo consumistico occidentale.
Per cui è venuto spontaneo dare un seguito alla storia, dando un significato diverso, un senso alle mie scelte successive. Ricucire alcune situazioni che erano rimaste in sospeso.
Abbiamo preferito lasciarlo come capitolo extra per non stravolgere la struttura dei due testi, per mostrare l’evoluzione della storia anche dal punto di vista stilistico.»

Questo nuovo capitolo potrebbe essere la base per un romanzo dedicato alla tua storia?
«Ogni tanto Gio progetta di fare della mia storia un vero e proprio romanzo, raccontando nei particolari alcune cose che sono state solo accennate nel racconto, ma forse ancora non si sente pronto per fare questo passo.
Si sente più a suo agio con i racconti, storie brevi dove si arriva subito al sunto della storia, invece di tergiversare per centinaia di pagine, solo per riempire dei fogli bianchi e fingere di creare aspettative del lettore. Purtroppo alcuni autori e anche tanti lettori credono che il valore di un libro si misuri dallo spessore, dal numero di pagine che lo compongono. E questo non è sempre vero, spesso si riesce solo a risultare noiosi.
Anche molti capolavori della letteratura sarebbero stati molto più efficaci e leggibili se l’autore avesse omesso alcuni capitoli messi solo come riempitivo per ritardare il finale. Una cosa normale nell’Ottocento quando i racconti venivano pubblicati a puntate sui giornali e quindi bisognava creare aspettative nel lettore, invogliarlo a comprare il numero successivo, e forse c’era anche più tempo da dedicare alla lettura.

Progetti per il futuro?
Per prima cosa credo ritrovare la voglia di scrivere che negli ultimi anni si è un po' affievolita, soprattutto in ambito narrativo. Dopo «Ricominciare» Gio ha pubblicato una seconda raccolta di poesie intitolata «Lungo gli argini», che completa e chiude, almeno per ora, il suo percorso poetico.
Al momento scrive articoli su La Voce del Paese/GioiaNet e sul suo blog «Fogli diversi».
Ha anche fatto nascere la pagina Facebook e poi il blog «Scrittori di Gioia (del Colle)», nati per far conoscere tra loro e al pubblico i tanti talenti letterari gioiesi.
Sa fare tante cose; non sempre al meglio, secondo lui, e mai forse quel che servirebbe in quel momento. Ha scritto poesie, articoli, racconti, ma non si sente né poeta, né scrittore, né giornalista. O forse è tutte e tre le cose insieme, ma non lo ammetterà mai. Non gli piace mettersi in mostra o farsi inscatolare in una categoria precisa. Gli piace scrivere, anche se a volte lo fa con sofferenza.
Spesso è più insoddisfatto di quel che non riesce a fare che ebbro dei suoi tanti talenti e dei progetti che è riuscito a creare e portare avanti senza troppi clamori.
Sono in programma una raccolta di racconti e altri progetti, ma per ora è ancora tutto in alto mare, non riesce mai a trovare il tempo e soprattutto la concentrazione per seguire al meglio i suoi progetti.


testatina Blog Fogli Diversi

domenica 3 marzo 2019

Revisione sito Marzo 2019

Dopo un lungo periodo in cui ho trascurato questo sito, nelle prossime settimane cercherò di rinnovare un po' questo spazio prima di riprendere delle pubblicazioni più regolari.

La prima modifica che forse salta  subito all'occhio è l'eliminazione delle tre vetrine Streetlib Stores e dei relativi gadget diretti di vendita dalla Home page e dael pagine interne.
Una scelta già ipotizzata qualche mese fa, esprimendo dubbi sull'effettiva utilità di questo servizio, ora diventata obbligata dopo che improvvisamente Streetlib ha cancellato i riferimenti alle vetrine esistenti, che adesso rimandano al catalogo generale. Si tratta di un processo di riorganizzazione del sito Streetlib; in attesa di novità per ora ho tolto ogni riferimento.

IN questo ultimo anno ho avviato una collaborazione con il giornale locale La Voce del paese/Gioiane, occupandomi principalmente di temi culturali. Ho pensato di riprendere alcuni degli articoli pubblicati e riadattarli per questo sito.


Cercherò di tenervi informati delle altre modifiche che saranno effettuate a mano a mano che troverò elementi obsoleti da cancellare o rinnovare.
Grazie per la pazienza e a presto su un sito rinnovato.

sabato 26 gennaio 2019

Giornata della Memoria 2019

In vista della Giornata della Memoria segnalo alcune iniziative e pubblicazioni interessanti.

- Il 26/27 gennaio 2019 presso il Teatro Rossini l'Università della Terza Età propone lo spettacolo di Marco Baliani "Del coraggio silenzioso"

- La casa editrice La Meridiana di Molfetta propone una selezione di libri dedicati alla Shoah intitolata "I libri della Memoria".
Tra gli altri è disponibile anche la graphic novel "174517 Deportato Primo Levi" di Franco Portinari e Giovanna Carbone, dedicata alla figura e la storia di Primo Levi.


- Segnalo inoltre due testi scritti qualche anno fa che ho avuto modo di leggere: