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venerdì 27 dicembre 2013

Ma gli androidi sognano pecore elettriche? (Philip K. Dick)

Blade runner è uno dei pochi film di fantascienza che ho apprezzato davvero, ma non avevo mai letto questo racconto di Dick da cui è stato tratto. In verità questo è anche il mio primo approccio con questo autore che finora ho un po'  trascurato.



Ma gli androidi sognano pecore elettriche? - Philip K. Dick


Generalmente i film tratti da romanzi celebri deludono le aspettative del lettore per le inevitabili semplificazioni e i cambiamenti nella storia operati durante la trasposizione cinematografica. La stessa sensazione di stupore e delusione si prova inizialmente leggendo questo romanzo dal titolo strano, che mette insieme sogni, androidi e pecore elettriche e da cui è stato tratto il più celebre "Blade runner".
Sono passati parecchi anni dall'ultima volta che ho visto il film, ma subito sono emerse molte differenze, sia nell'ambientazione, che nella caratterizzazione dei personaggi. Per apprezzare al meglio il romanzo, comunque bello, bisogna mettere da parte i ricordi (magari sbiaditi) del film e concentrarsi solo sulla storia.

La trama è simile, anche se ambientata in anni diversi: Rick Deckart vive con sua moglie e la loro pecora elettrica in un appartamento sulla Terra del 1992, dopo che la maggior parte della popolazione è stata decimata da una guerra nucleare, che ha lasciato come pesante eredità una fastidiosa polvere radioattiva che lentamente modifica le caratteristiche genetiche degli individui, trasformandoli in "speciali", creature dal livello intellettivo inferiore.
L'unico modo per sfuggire a questo crudele destino è emigrare sui pianeti esterni, esodo incoraggiato anche dal governo assegnando a ogni terrestre in partenza un androide come aiuto.
Esseri artificiali dotati di caratteristiche fisiche superiori, emozioni e ricordi artificiali, in grado di svolgere i compiti più pesanti, ma destinati a vivere solo pochi anni.
Rick è un cacciatore di taglie della polizia, incaricato di "ritirare" gli androidi fuggiti dalle colonie spaziali e rifugiati sulla Terra. Dover sottoporre a test degli esseri apparentemente del tutto umani e nel caso ucciderli è un compito difficile e pericoloso, non privo di imbarazzi morali e del rischio di provare empatia nei loro confronti.
Deckart è ossessionato dal desiderio di possedere un animale vero, ormai divenuto uno status symbol e solo per questo continua a svolgere il suo ingrato ma ben retribuito lavoro.
Il suo incarico è eliminare alcuni androidi appena fuggiti da Marte, appartenenti al sofisticato modello Nexus --6, quasi indistinguibili dagli esseri umani, se non con un elaborato test empatico.
Nel libro gli androidi appaiono più passivi, quasi rassegnati al loro destino mentre nel film lottavano per poter vivere la loro vita, provare emozioni e sentimenti, sentirsi umani.

Diversa anche l'ambientazione: qui tutto si svolge su una terra quasi deserta, con palazzi fatiscenti invasi dalla palta (una sorta di spazzatura in decomposizione), dove i pochi abitanti sopravvivono programmando i propri stati d'animo col modulatore d'umore, affidandosi ai deliri mistici del Mercerianesimo oppure all'infinito talkshow televisivo unico di Buster Friendly. Uomini e donne che a volte appaioni meno umani dei loro androidi.


Titolo: Ma gli androidi sognano pecore elettriche?
Autore: Philip K. Dick
Traduttore: Riccardo Duranti
Editore: Fanucci Editore
ISBN: 9788834721698

Recensione pubblicata anche su Braviautori il 10/08/2012