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mercoledì 27 marzo 2019

Le parole di Chiara




Sono trascorsi alcuni anni dall'uscita del mio libro "Ricominciare" e ho pensato di provare a immaginare una presentazione "atipica" di questo libro, non un incontro con l'autore, ma una chiacchierata "virtuale" con la protagonista del libro, il personaggio che si racconta ai lettori a modo suo.
Con questo testo inauguro la nuova rubrica "Ritorno di Voce" che riprenderà alcuni testi già pubblicati sul quindicinale locale La Voce del paese/Gioianet


Le parole di Chiara


Chiara, la protagonista del libro
L'accogliente sala al primo piano è gremita di amici, parenti e semplici curiosi per la presentazione del libro dell'anno, un evento atteso da tutti con trepidazione.
In fondo alla sala un lungo bancone e alcune poltrone, destinate a ospitare l'autore, l’organizzatore della serata e la giornalista chiamata a presentare l’evento.
All'ingresso un tavolino con alcune copie del libro in bella mostra e la sorridente libraia accovacciata in un angolo, pronta a intercettare i potenziali lettori.
Passano i minuti, i relatori continuano a girare nervosamente per la sala, senza sapere cosa fare, cosa raccontare agli spettatori. L'autore non è ancora arrivato, cosa strana per uno solitamente molto puntuale, spesso in anticipo sui tempi concordati. Tutti si meravigliano che non sia ancora arrivato, qualcuno è anche preoccupato che possa aver avuto un problema grave.
Sembra improvvisamente sparito, fuggito chi sa dove, forse colto da un attacco di panico prima della presentazione. Non risponde al cellulare, ai ripetuti sms e messaggi sui social inviati a raffica per ricordargli l’appuntamento.
All'improvviso un calo di tensione fa tremolare i faretti, per una frazione di secondo la sala diventa completamente buia. Poi, piano piano, si riaccendono uno per volta, tornando a illuminare l’ambiente.
Tutti guardano stupiti. Sulla poltrona centrale adesso è seduta una giovane donna, molto bella, occhi neri, capelli scuri, legati in una soffice coda, e un colorito leggermente abbronzato.
Tutti la osservano con sorpresa. Nessuno l'ha vista arrivare, nessuno sa chi sia o perché si sia seduta al tavolo dei relatori. Non figura tra i nomi nella locandina, eppure il suo aspetto, il suo viso hanno qualcosa di vagamente familiare.
La sicurezza con cui ha preso posto sulla poltrona dimostra che non è lì per caso.

Sono Chiara, la protagonista di questo libro
«Sono Chiara, faccio l'attrice e sono la protagonista di questo libro.» si presenta con voce ferma. «Sono venuta a raccontarvi la mia storia, Gio preferisce non stare troppo al centro dell'attenzione, preferisce che siano le sue storie a parlare. Gio è il mio autore, Giovanni, io lo chiamo così per brevità.
Il libro l'ha scritto lui, ma io ero sempre presente, praticamente è come se lo avessimo scritto insieme, ho assistito alla scelta di ogni scena, di ogni parola.
Secondo lui un autore deve parlare con i suoi scritti, non con la sua biografia; alle presentazioni si dovrebbe parlare del contenuto del libro, non della vita o delle opinioni dell’autore su qualche altro astruso argomento. Invece spesso in queste occasioni si parla più dell’autore che della sua opera. O si parla di tutto tranne che del libro.»

Dopo un momento di sorpresa, di incredulità, di incertezza, la relatrice si siede accanto alla misteriosa ragazza, come sospinta da una forza magnetica. In silenzio anche il suo collega la imita, restando però in religioso silenzio, quasi ammutolito.
La giornalista saluta il pubblico e introduce brevemente il libro in questione, un racconto lungo intitolato “Ricominciare” pubblicato nel 2013 da Giovanni Capotorto, ma finora mai presentato ufficialmente al pubblico. Apre il taccuino dove ha appuntato alcuni spunti di riflessione, cercando di nascondere la sua ansia per l'insolita situazione.
Non accenna all’assenza dell’autore, sembra aver accettato la presenza della misteriosa ragazza come sua portavoce ufficiale.
Tra le due donne c’è stato un silenzioso scambio di sguardi, un impercettibile e muto cenno d’intesa. Prende il mano il libro, come per mostrarlo al pubblico, sfoglia alcune pagine e poi comincia con le domande.

L'intervista


Come definiresti questa storia? In che genere letterario la collocheresti?
«Difficile darle una collocazione precisa: oggi libri vengono catalogati in base a categorie basate su quelle americane che non sempre corrispondono alle nostre.
È stato inserito genericamente come Narrativa, non è facile incasellarlo in un genere preciso.
Forse potrebbe rientrare in quello che un tempo era il genere drammatico (ma con un lieto fine). Oppure essere visto come un racconto di formazione, dato che racconta il mio percorso di crescita umana e le difficoltà che ho dovuto affrontare nella mia vita.»

Nel testo vengono affrontati parecchi temi sociali: la povertà, la prostituzione minorile, le mine antiuomo, la disabilità, le adozioni internazionali, etc. Può essere considerato un racconto di denuncia ?
«Non è nato con questo intento o per trattare argomenti specifici. I temi sociali sono venuti fuori nel corso della narrazione, ma Gio ha cercato di trattarli in maniera delicata, senza insistere troppo sui particolari «scabrosi». La violenza, le sofferenze possono essere intuite, ma non vengono descritte minuziosamente. Forse è stata una scelta per proteggermi dalle cattiverie del mondo; Gio è sempre stato molto protettivo nei miei confronti, offrendomi comunque una via d'uscita e la possibilità di ricominciare la mia vita.
Si affrontano questi temi perché sono questioni che non possono essere ignorate, sperando di provocare delle riflessioni nella mente del lettore. Sono stati inseriti in coda anche alcuni link utili per approfondire le tematiche sociali solo accennate nel testo.»

Il libro ripercorre brevemente la tua infanzia e giovinezza. Parlaci della tua storia.
«Non posso dire molto, rischierei di anticipare quanto scritto nel libro.
Vengono raccontati gli episodi fondamentali della mia vita: gli anni della povertà nella baraccopoli, poi l’incidente e il periodo in ospedale, la paura di non trovare più una collocazione nella società,
la rinascita attraverso l’adozione e la possibilità di studiare, l’avvio della carriera cinematografica.»

Nella narrazione mancano indicazioni precise su dove si svolge la storia e anche il tuo vero nome viene sempre omesso. Chiara sembra essere soltanto un nome simbolico.
«Il nome Chiara è nato sin dalla prima stesura, ma ha assunto un significato preciso solo nel corso della narrazione, anche per segnare una differenza con gli altri personaggi dalla pelle più scura.
La scelta di non indicare la precisa collocazione geografica e il nome precedente è stata in parte casuale, poi ha acquistato un significato preciso.
La povertà e la disperazione della gente sono uguali in ogni parte del mondo, non importa dare un nome al paese, ambientare la storia in Asia, in Africa, in America o in Europa. Le baraccopoli della gente povera si somigliano tutte, comunque le si voglia chiamare, baraccopoli, favelas, etc.
Non ha senso puntare il dito contro una nazione o un continente e dimenticare che le stesse cose spesso accadono anche sotto casa nostra.
La maggior parte dei personaggi non ha un nome, viene indicato solo per la sua funzione, proprio per evitare una identificazione geografica. Anch'io fino alla fine vengo indicata solo come Chiara, senza un cognome, né viene mai specificato il mio nome precedente.»
copertina Ricominciare

Come è nato questo libro? Credi che la tua storia sia stata raccontata nel modo migliore ?
«Credo di sì. Gio naturalmente ha preso solo i momenti salienti della mia vita. La mia storia è molto più lunga e complessa, servirebbe un romanzo per raccontarla tutta. Chissà, forse un giorno lo scriverà - aggiunge strizzando l'occhio al pubblico.
All’inizio questo doveva essere solo un racconto breve, pensato per una rivista letteraria chiamata “Inchiostro”. Poi ha scelto di non spedirla e per parecchi anni è rimasta nascosta in una cartellina tra gli altri suoi testi inediti. »

Quando ha deciso di pubblicarla? E perché?
«La storia è riemersa quando Gio ha deciso di riprendere a scrivere dopo un lungo periodo di pausa, intorno al 2009/2010. In quel periodo si era avvicinato ad alcuni siti letterari dove si svolgevano periodicamente delle gare tra autori esordienti (Braviautori, Forum Autori Esordienti).
Su uno di questi siti chiamato EbooKingdom è nato il progetto di un collana di ebook, selezionati dalla curatrice Tanja Sartori e, dopo molte esitazioni, Gio ha deciso di partecipare, inviando la mia storia.
Il racconto è piaciuto, così lo ha ampliato un po', anche grazie ai suggerimenti della responsabile del sito, inserendo alcune scene nuove. Poi è stato messo online in formato pdf, liberamente scaricabile.
Dopo qualche anno ha scoperto il mondo del self-publishing, pubblicando con la Youcanprint la raccolta di poesie “Fogli diversi”, praticamente già pronta e impaginata da anni, ma ancora inedita.
Dopo l’uscita di questo libro in molti gli chiedevano se aveva altre storie, se aveva scritto racconti o romanzi e ha deciso di riproporre “Ricominciare”, in una versione ampliata e con una nuova copertina.»

Qualche parola sul self-publishing.
«Fino a qualche anno fa l'autopubblicazione veniva considerata una cosa negativa, riservata a chi non era riuscito ad attirare l'attenzione di una casa editrice. Ancora oggi molti la considerano una scelta di serie B, confondendola con l’editoria a pagamento; alcuni per pregiudizio si rifiutano di leggere libri autopubblicati, preferendo magari le biografie dei personaggi famosi, ammucchiate all’entrata di alcune librerie per stuzzicare l’appetito del lettore incerto.
Con l'avvento di Lulu, Ilmiolibro, Youcanprint e altre piattaforme simili si è diffuso anche in Italia il fenomeno del self-publishing, spesso tradotto letteralmente come autopubblicazione, che ha riscontrato molto successo negli Stati Uniti, producendo anche libri di successo.
In Italia è stato accolto con timore dalle case editrici tradizionali, che hanno cercato in ogni modo di arginare il fenomeno o di controllarlo, spesso screditando quelli che sarebbe meglio definire “scrittori indipendenti”, un po’ il corrispettivo della “indie” in campo musicale.
Autori che investono nelle loro opere senza censure o imposizioni, svolgendo molte funzioni che prima venivano delegate alla casa editrice. Una scelta che da un lato consente una maggiore libertà espressiva, la possibilità di costruire da solo il tuo libro, utilizzando la propria creatività e i servizi offerti dalla piattaforma di pubblicazione, dall'altro espone a maggiori rischi e responsabilità per produrre un libro attraente e ben scritto.
Tra l’altro c’è anche la comodità di stampare solo le copie necessarie su richiesta attraverso il print on demand (una sorta di tiratura limitata) o di offrire i propri testi anche in formato ebook, ancora snobbato da molti autori nostalgici del “profumo” della carta. Un odore che in verità col tempo diventa anche piuttosto sgradevole, ma insistere su questo punto per alcuni fa “immagine”, sublima il concetto di grande lettore.
L’autore self sa che forse non venderà tante copie, forse il suo testo non sarà un capolavoro, ma sarà il tuo libro e saprai di aver dato il massimo per renderlo speciale, un’attenzione e una cura che non sempre gli editori tradizionali riservano.»

Perché è stato inserito il capitolo aggiuntivo «Ritorno a casa»?
«Dopo l'uscita dell'ebook alcuni lettori hanno evidenziato che la storia aveva un finale troppo aperto e non sembravano soddisfatti della mia carriera di attrice, sembrava quasi un cedimento al mondo consumistico occidentale.
Per cui è venuto spontaneo dare un seguito alla storia, dando un significato diverso, un senso alle mie scelte successive. Ricucire alcune situazioni che erano rimaste in sospeso.
Abbiamo preferito lasciarlo come capitolo extra per non stravolgere la struttura dei due testi, per mostrare l’evoluzione della storia anche dal punto di vista stilistico.»

Questo nuovo capitolo potrebbe essere la base per un romanzo dedicato alla tua storia?
«Ogni tanto Gio progetta di fare della mia storia un vero e proprio romanzo, raccontando nei particolari alcune cose che sono state solo accennate nel racconto, ma forse ancora non si sente pronto per fare questo passo.
Si sente più a suo agio con i racconti, storie brevi dove si arriva subito al sunto della storia, invece di tergiversare per centinaia di pagine, solo per riempire dei fogli bianchi e fingere di creare aspettative del lettore. Purtroppo alcuni autori e anche tanti lettori credono che il valore di un libro si misuri dallo spessore, dal numero di pagine che lo compongono. E questo non è sempre vero, spesso si riesce solo a risultare noiosi.
Anche molti capolavori della letteratura sarebbero stati molto più efficaci e leggibili se l’autore avesse omesso alcuni capitoli messi solo come riempitivo per ritardare il finale. Una cosa normale nell’Ottocento quando i racconti venivano pubblicati a puntate sui giornali e quindi bisognava creare aspettative nel lettore, invogliarlo a comprare il numero successivo, e forse c’era anche più tempo da dedicare alla lettura.

Progetti per il futuro?
Per prima cosa credo ritrovare la voglia di scrivere che negli ultimi anni si è un po' affievolita, soprattutto in ambito narrativo. Dopo «Ricominciare» Gio ha pubblicato una seconda raccolta di poesie intitolata «Lungo gli argini», che completa e chiude, almeno per ora, il suo percorso poetico.
Al momento scrive articoli su La Voce del Paese/GioiaNet e sul suo blog «Fogli diversi».
Ha anche fatto nascere la pagina Facebook e poi il blog «Scrittori di Gioia (del Colle)», nati per far conoscere tra loro e al pubblico i tanti talenti letterari gioiesi.
Sa fare tante cose; non sempre al meglio, secondo lui, e mai forse quel che servirebbe in quel momento. Ha scritto poesie, articoli, racconti, ma non si sente né poeta, né scrittore, né giornalista. O forse è tutte e tre le cose insieme, ma non lo ammetterà mai. Non gli piace mettersi in mostra o farsi inscatolare in una categoria precisa. Gli piace scrivere, anche se a volte lo fa con sofferenza.
Spesso è più insoddisfatto di quel che non riesce a fare che ebbro dei suoi tanti talenti e dei progetti che è riuscito a creare e portare avanti senza troppi clamori.
Sono in programma una raccolta di racconti e altri progetti, ma per ora è ancora tutto in alto mare, non riesce mai a trovare il tempo e soprattutto la concentrazione per seguire al meglio i suoi progetti.


testatina Blog Fogli Diversi

domenica 3 marzo 2019

Revisione sito Marzo 2019

Dopo un lungo periodo in cui ho trascurato questo sito, nelle prossime settimane cercherò di rinnovare un po' questo spazio prima di riprendere delle pubblicazioni più regolari.

La prima modifica che forse salta  subito all'occhio è l'eliminazione delle tre vetrine Streetlib Stores e dei relativi gadget diretti di vendita dalla Home page e dael pagine interne.
Una scelta già ipotizzata qualche mese fa, esprimendo dubbi sull'effettiva utilità di questo servizio, ora diventata obbligata dopo che improvvisamente Streetlib ha cancellato i riferimenti alle vetrine esistenti, che adesso rimandano al catalogo generale. Si tratta di un processo di riorganizzazione del sito Streetlib; in attesa di novità per ora ho tolto ogni riferimento.

IN questo ultimo anno ho avviato una collaborazione con il giornale locale La Voce del paese/Gioiane, occupandomi principalmente di temi culturali. Ho pensato di riprendere alcuni degli articoli pubblicati e riadattarli per questo sito.


Cercherò di tenervi informati delle altre modifiche che saranno effettuate a mano a mano che troverò elementi obsoleti da cancellare o rinnovare.
Grazie per la pazienza e a presto su un sito rinnovato.

sabato 26 gennaio 2019

Giornata della Memoria 2019

In vista della Giornata della Memoria segnalo alcune iniziative e pubblicazioni interessanti.

- Il 26/27 gennaio 2019 presso il Teatro Rossini l'Università della Terza Età propone lo spettacolo di Marco Baliani "Del coraggio silenzioso"

- La casa editrice La Meridiana di Molfetta propone una selezione di libri dedicati alla Shoah intitolata "I libri della Memoria".
Tra gli altri è disponibile anche la graphic novel "174517 Deportato Primo Levi" di Franco Portinari e Giovanna Carbone, dedicata alla figura e la storia di Primo Levi.


- Segnalo inoltre due testi scritti qualche anno fa che ho avuto modo di leggere:

martedì 4 dicembre 2018

Ciao Andrea Leonelli

Dopo un lungo periodo di silenzio, di quasi abbandono di questo blog, avevo programmato di riprendere le pubblicazioni per dicembre, ripescando una delle tante recensioni non ancora pubblicate.
Poi, casualmente, ieri ho letto un post di Piera Rossotti di Edizioni Esordienti Ebook che annunciava sgomenta che nella notte del 3 dicembre ci aveva lasciati l'amico Andrea Leonelli. 
Dopo qualche ora di sbigottimento per la notizia dolorosa e inaspettata, ho messo da parte tutto il resto e provato a dare forma ai ricordi, a inviare un ultimo saluto ad Andrea, e un grande abbraccio alla sua famiglia e a quanti lo hano conosciuto.

lunedì 15 ottobre 2018

ebook L'Italiano e la rete (Accademia della Crusca)

Anche quest'anno in occasione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo l'Accademia della Crusca diffonde gratuitamente un ebook realizzato in collaborazione con goWare.intitolato L'Italiano e la rete, le reti per l'italiano.

Di seguito il comunicato dell'Accademia della Crusca


Un nuovo libro elettronico dell'Accademia in occasione della Settimana della lingua italiana nel mondo: L'italiano e la rete, le reti per l'italiano


Sono ormai cinque anni che, in occasione della Settimana della lingua italiana nel mondo l'Accademia diffonde gratuitamente un libro in formato elettronico. Dopo L'editoria italiana nell'era digitale (2014, Quattordicesima Settimana), L'italiano della musica nel mondo (2015, Quindicesima Settimana) e L’italiano e la creatività: marchi e costumi, moda e design (2016, Sedicesima Settimana), L'italiano al cinema, l'italiano nel cinema (2017, Diciassettesima Settimana), quest'anno l'Accademia, in collaborazione con il MAECI, pubblica L'italiano e la rete, le reti per l'italiano (2017, Diciassettesima Settimana).

Il libro è curato da Giuseppe Patota, accademico della Crusca e docente di Linguistica all'Università di Siena-Arezzo, e da Fabio Rossi, docente di Linguistica italiana e Storia del cinema presso l'Università di Messina.
Il volume contiene interventi di Elena Pistolesi, Mirko Tavosanis, Massimo Palermo, Giuliana Fiorentino, Vera Gheno, Massimo Prada, Stefania Iannizzotto e Raffaella Setti, Enrico Pio Ardolino e Dalila Bachis, Rita Fresu.
Il libro sarà scaricabile gratuitamente durante tutta la Diciottesima Settimana della lingua italiana nel mondo (15-21 ottobre 2018) dalle principali librerie online collegandosi all’indirizzo:

domenica 8 luglio 2018

Mi rifaccio il trullo, film con Uccio De Santis




Qualche anno fa ho casualmente ritrovato su internet gli amici Silvio Donà e Antonio De Santis, scoprendo che stavano lavorando insieme ad una sceneggiatura.
Un progetto allora "top secret", di cui ancora forse neanche loro avevano ben chiari i possibili sviluppi, che poi si è concretizzato nel 2016 nel film "Mi rifaccio il trullo", una divertente commedia diretta da Vito Cea, che recentemente ho finalmente avuto modo di vedere e recensire.



locandina Mi rifaccio il trullo


Il protagonista Michele Modugno (Uccio De Santis), è un muratore con la passione per la musica e le donne.
Per ripianare i debiti contratti con la banca, d'estate Michele e sua sorella Melania (Antonella Genga) affittano ai turisti il trullo di famiglia al mare; sono proprio in attesa di un'anziana turista milanese quando il cognato Sebastiano (Umberto Sardella) scopre che il trullo è stato rubato, probabilmente smontato pezzo per pezzo per poi essere ricostruito altrove, probabilmente nel nord italia.
Un disastro, perché tutte le risorse economiche della famiglia si basano sui proventi del'affitto del trullo.
Uccio De Santis e Lorena Cacciatore
Michele non si perde d'animo e decide di trovare una sistemazione alternativa alla signora, approfittando della sua veneranda età per confonderle le idee, cercando contemporaneamente di mantenere segreta la notizia del furto all'anziana madre (Giustina Bonomo).
Solo che al posto dell'anziana si presenta la giovane Gaia (Lorena Cacciatore), attraente manager milanese poco propensa a credere alle sue fantasiose argomentazioni per spacciare per un "moderno" trullo una normale villetta.
Michele sarà costretto a ospitarla a casa sua; l'inizio di una convivenza difficile a causa di incomprensioni linguistiche e caratteriali, col rischio di complicazioni sentimentali.
Come nel precedente film "Non me lo dire" Uccio è stato ben coaudiuvato da molti attori pugliesi, in gran parte provenienti dal suo programma televisivo Mudù, trasmesso da Telenorba, che hanno fatto risaltare il suo talento per la battuta.
Cito per tutti solo Umberto Sardella, ottima spalla nel film come in tante barzellette di Mudù, con cui ormai c'è un affiatamento e una complicità sul palco che oserei paragonare alle mitiche scenette tra Totò e Peppino, e Antonella Genga, convincente nella parte della sorella che deve rimediare ai disastri di Michele.
Uccio De Santis
Stesso regista, stesso cast del programma televisivo, stessa atmosfera gioiosa che hanno reso molto naturale la recitazione, con l'inserimento di altri ottimi attori, pugliesi e non, come Gianni Ciardo, Tiziana Schiavarelli, Stefano Masciarelli, Claudio Insegno, etc.
Gli sceneggiatori Silvio Donà e Antonio De Santis e il regista Vito Cea sono riusciti a evitare l'effetto frammentazione, a non fare un film fatto solo dalla somma di tante scenette divertenti in stile Mudù, creando invece una struttura unitaria e scorrevole.
Molto brava Lorena Cacciatore,  credibile nella parte della turista milanese e capace di ben dosare la sua bellezza, risultando sexy in alcune scene, ma senza mostrare più del necessario.
Divertenti le incomprensioni e le invenzioni linguistiche (l'ape, l'acronimo ASAP) oppure il tormentone del "letto a nord". Anche lei è riuscita a creare con Uccio un'ottima sintonia recitativa pur non avendo, credo, mai lavorato prima insieme.
Da sottolineare anche l'intensa intrerpretazione di Giustina Bonomo nel ruolo della madre di Michele; capace di comunicare solo con uno sguardo o un'inflessione della voce, senza troppe parole.
Nel complesso una commedia divertente, godibile, con un linguaggio mai volgare e adatto a tutti; potrebbe essere anche una bella cartolina per promuovere le bellezze della nostra regione.
Se l'avete perso al cinema potete acquistarlo in DVD su IBS o su Chili.

Trailer

traler Mi rifaccio il trullo su Film up
traler Mi rifaccio il trullo e intervista Uccio e Lorena su YouTube

Link utili
scheda su Wikipedia
scheda su Film Scoop
scheda su Coming soon
scheda su My Movies
scheda su Filmup

Scheda film (fonte Coming Soon)

DATA USCITA: 03 marzo 2016
GENERE: Commedia
ANNO: 2016
REGIA: Vito Cea
ATTORI: Uccio De Santis, Lorena Cacciatore, Pietro Genuardi, Stefano Masciarelli, Antonella Genga, Umberto Sardella, Gianni Ciardo, Claudio Insegno, Beppe Convertini
PAESE: Italia
DISTRIBUZIONE: Adriatica Film s.r.l.

TRAMA MI RIFACCIO IL TRULLO:
Michele Modugno, un muratore pugliese con l'hobby della musica, vive in un grande trullo con la vecchia madre, la sorella Melania e il cognato Sebastiano, anche lui muratore e suo socio. Per ripianare un debito contratto con la banca, Michele affitta d'estate un piccolo trullo sul mare di sua proprietà. Il giorno prima di ospitare una turista (Giada), riceve però, una brutta sorpresa: qualcuno ha rubato il trullo. La costruzione è stata depredata delle pietre e del cono. Michele cerca un'altra sistemazione per la turista, ma alla fine, è costretto ad ospitarla in casa sua. La convivenza con Giada, una bella manager milanese, porta lo scompiglio nella vita del povero muratore. I due, per caratteri e modi di vivere diversi, all'inizio si scontrano e litigano su tutto. Ma poi, lentamente, scoprono di essere attratti l’uno dell’altro e tra loro inizia una bella, quanto improbabile storia d'amore.




sabato 30 giugno 2018

Liber uscita - giugno 2018




Questo mese dedico questo spazio alla raccolta di poesie "Altissima miseria" di Claudia Di Palma, poetessa che ho avuto modo di ascoltare il 21 aprile 2018 per l'iniziativa di Palazzo Romano per la giornata mondiale della poesia "Versi della memoria" . 
Non so perché tra i tanti bravi poeti che si sono alternati quella sera, forse a ritmo troppo rapido per poter assaporare i loro versi nel modo migliore, le sue poesie hanno particolarmente attirato la mia attenzione, per cui ho poi cercato di documentarmi sulla sua produzione letteraria. 

In genere evito di commentare le poesie altrui, credo che "un poeta" sia spesso la persona meno indicata per analizzare un testo poetico in maniera obiettiva perchè inevitabilmente cercherà di rapportarla al proprio mondo letterario, preferendo quelle più affini ai suoi scritti e trascurando le altre. Operazione che forse inconsciamente ho fatto anch'io scegliendo questa raccolta.

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Altissima miseria

di Claudia Di Palma


«Altissima miseria» è il libro d'esordio della giovane scrittrice salentina Claudia Di Palma, nata nel 1985 a Maglie e vincitrice nel 2017 del Premio Opera Prima "Luciana Notari".

Una scrittura semplice, diretta, dissacrante, che arriva dritto al cuore del lettore e lo invita a riflettere..
La raccolta, secondo i critici, parla di resa, sembra un invito ad arrendersi alla vita, alla propria miseria, ad esprimere il bisogno di esternare il proprio dolore di essere in questo mondo.
A mio parere i versi dicono anche altro, lasciano comunque uno spiraglio aperto ala speranza.
È vero che nella poesia d'avvio l'autrice offre la sua bandiera bianca, ma nello stesso tempo invita il lettore nel "luogo stupendo della mia resa, la scrittura" dove "le briciole non hanno pietà dell'indifferenza". Dove c'è una scrittura libera e la lotta all'indifferenza non può esserci resa, al massimo consapevolezza dei propri limiti, di non poter andare oltre un certo punto.
In un altro componimento l'autrice confessa "Scrivo per non lasciare andar via l’effimero", con il proposito per preservare l'attimo, per essere d'aiuto alle cose cagionevoli e non lasciarle morire. Evocativa la copertina dell'artista Benedetta Longo, in sintonia con i versi di Claudia.Deludente la veste grafica della versione ebook che ho avuto modo di leggere, con un ampio spazio dedicato ai pareri dei critici (metà del volume!) e un sovrabbondarnte e fastidioso abuso del grassetto, che rischia di sviare l'attenzione dai testi, riprodotti in una sequenza continua, con solo una sottile riga a separare le composizioni, quasi tutte prive di titolo.

  • Titolo: Altissima miseria
  • Autrice: Claudia Di Palma
  • Editore: Musicaos
  • Data di Pubblicazione: 15 aprile 2017
  • ISBN: 9788899315627
  • Pagine: 92 p. Brossura
  • Disponibile anche in ebook

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