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lunedì 15 ottobre 2018

ebook L'Italiano e la rete (Accademia della Crusca)

Anche quest'anno in occasione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo l'Accademia della Crusca diffonde gratuitamente un ebook realizzato in collaborazione con goWare.intitolato L'Italiano e la rete, le reti per l'italiano.

Di seguito il comunicato dell'Accademia della Crusca


Un nuovo libro elettronico dell'Accademia in occasione della Settimana della lingua italiana nel mondo: L'italiano e la rete, le reti per l'italiano


Sono ormai cinque anni che, in occasione della Settimana della lingua italiana nel mondo l'Accademia diffonde gratuitamente un libro in formato elettronico. Dopo L'editoria italiana nell'era digitale (2014, Quattordicesima Settimana), L'italiano della musica nel mondo (2015, Quindicesima Settimana) e L’italiano e la creatività: marchi e costumi, moda e design (2016, Sedicesima Settimana), L'italiano al cinema, l'italiano nel cinema (2017, Diciassettesima Settimana), quest'anno l'Accademia, in collaborazione con il MAECI, pubblica L'italiano e la rete, le reti per l'italiano (2017, Diciassettesima Settimana).

Il libro è curato da Giuseppe Patota, accademico della Crusca e docente di Linguistica all'Università di Siena-Arezzo, e da Fabio Rossi, docente di Linguistica italiana e Storia del cinema presso l'Università di Messina.
Il volume contiene interventi di Elena Pistolesi, Mirko Tavosanis, Massimo Palermo, Giuliana Fiorentino, Vera Gheno, Massimo Prada, Stefania Iannizzotto e Raffaella Setti, Enrico Pio Ardolino e Dalila Bachis, Rita Fresu.
Il libro sarà scaricabile gratuitamente durante tutta la Diciottesima Settimana della lingua italiana nel mondo (15-21 ottobre 2018) dalle principali librerie online collegandosi all’indirizzo:

domenica 8 luglio 2018

Mi rifaccio il trullo, film con Uccio De Santis




Qualche anno fa ho casualmente ritrovato su internet gli amici Silvio Donà e Antonio De Santis, scoprendo che stavano lavorando insieme ad una sceneggiatura.
Un progetto allora "top secret", di cui ancora forse neanche loro avevano ben chiari i possibili sviluppi, che poi si è concretizzato nel 2016 nel film "Mi rifaccio il trullo", una divertente commedia diretta da Vito Cea, che recentemente ho finalmente avuto modo di vedere e recensire.



locandina Mi rifaccio il trullo


Il protagonista Michele Modugno (Uccio De Santis), è un muratore con la passione per la musica e le donne.
Per ripianare i debiti contratti con la banca, d'estate Michele e sua sorella Melania (Antonella Genga) affittano ai turisti il trullo di famiglia al mare; sono proprio in attesa di un'anziana turista milanese quando il cognato Sebastiano (Umberto Sardella) scopre che il trullo è stato rubato, probabilmente smontato pezzo per pezzo per poi essere ricostruito altrove, probabilmente nel nord italia.
Un disastro, perché tutte le risorse economiche della famiglia si basano sui proventi del'affitto del trullo.
Uccio De Santis e Lorena Cacciatore
Michele non si perde d'animo e decide di trovare una sistemazione alternativa alla signora, approfittando della sua veneranda età per confonderle le idee, cercando contemporaneamente di mantenere segreta la notizia del furto all'anziana madre (Giustina Bonomo).
Solo che al posto dell'anziana si presenta la giovane Gaia (Lorena Cacciatore), attraente manager milanese poco propensa a credere alle sue fantasiose argomentazioni per spacciare per un "moderno" trullo una normale villetta.
Michele sarà costretto a ospitarla a casa sua; l'inizio di una convivenza difficile a causa di incomprensioni linguistiche e caratteriali, col rischio di complicazioni sentimentali.
Come nel precedente film "Non me lo dire" Uccio è stato ben coaudiuvato da molti attori pugliesi, in gran parte provenienti dal suo programma televisivo Mudù, trasmesso da Telenorba, che hanno fatto risaltare il suo talento per la battuta.
Cito per tutti solo Umberto Sardella, ottima spalla nel film come in tante barzellette di Mudù, con cui ormai c'è un affiatamento e una complicità sul palco che oserei paragonare alle mitiche scenette tra Totò e Peppino, e Antonella Genga, convincente nella parte della sorella che deve rimediare ai disastri di Michele.
Uccio De Santis
Stesso regista, stesso cast del programma televisivo, stessa atmosfera gioiosa che hanno reso molto naturale la recitazione, con l'inserimento di altri ottimi attori, pugliesi e non, come Gianni Ciardo, Tiziana Schiavarelli, Stefano Masciarelli, Claudio Insegno, etc.
Gli sceneggiatori Silvio Donà e Antonio De Santis e il regista Vito Cea sono riusciti a evitare l'effetto frammentazione, a non fare un film fatto solo dalla somma di tante scenette divertenti in stile Mudù, creando invece una struttura unitaria e scorrevole.
Molto brava Lorena Cacciatore,  credibile nella parte della turista milanese e capace di ben dosare la sua bellezza, risultando sexy in alcune scene, ma senza mostrare più del necessario.
Divertenti le incomprensioni e le invenzioni linguistiche (l'ape, l'acronimo ASAP) oppure il tormentone del "letto a nord". Anche lei è riuscita a creare con Uccio un'ottima sintonia recitativa pur non avendo, credo, mai lavorato prima insieme.
Da sottolineare anche l'intensa intrerpretazione di Giustina Bonomo nel ruolo della madre di Michele; capace di comunicare solo con uno sguardo o un'inflessione della voce, senza troppe parole.
Nel complesso una commedia divertente, godibile, con un linguaggio mai volgare e adatto a tutti; potrebbe essere anche una bella cartolina per promuovere le bellezze della nostra regione.
Se l'avete perso al cinema potete acquistarlo in DVD su IBS o su Chili.

Trailer

traler Mi rifaccio il trullo su Film up
traler Mi rifaccio il trullo e intervista Uccio e Lorena su YouTube

Link utili
scheda su Wikipedia
scheda su Film Scoop
scheda su Coming soon
scheda su My Movies
scheda su Filmup

Scheda film (fonte Coming Soon)

DATA USCITA: 03 marzo 2016
GENERE: Commedia
ANNO: 2016
REGIA: Vito Cea
ATTORI: Uccio De Santis, Lorena Cacciatore, Pietro Genuardi, Stefano Masciarelli, Antonella Genga, Umberto Sardella, Gianni Ciardo, Claudio Insegno, Beppe Convertini
PAESE: Italia
DISTRIBUZIONE: Adriatica Film s.r.l.

TRAMA MI RIFACCIO IL TRULLO:
Michele Modugno, un muratore pugliese con l'hobby della musica, vive in un grande trullo con la vecchia madre, la sorella Melania e il cognato Sebastiano, anche lui muratore e suo socio. Per ripianare un debito contratto con la banca, Michele affitta d'estate un piccolo trullo sul mare di sua proprietà. Il giorno prima di ospitare una turista (Giada), riceve però, una brutta sorpresa: qualcuno ha rubato il trullo. La costruzione è stata depredata delle pietre e del cono. Michele cerca un'altra sistemazione per la turista, ma alla fine, è costretto ad ospitarla in casa sua. La convivenza con Giada, una bella manager milanese, porta lo scompiglio nella vita del povero muratore. I due, per caratteri e modi di vivere diversi, all'inizio si scontrano e litigano su tutto. Ma poi, lentamente, scoprono di essere attratti l’uno dell’altro e tra loro inizia una bella, quanto improbabile storia d'amore.




sabato 30 giugno 2018

Liber uscita - giugno 2018




Questo mese dedico questo spazio alla raccolta di poesie "Altissima miseria" di Claudia Di Palma, poetessa che ho avuto modo di ascoltare il 21 aprile 2018 per l'iniziativa di Palazzo Romano per la giornata mondiale della poesia "Versi della memoria" . 
Non so perché tra i tanti bravi poeti che si sono alternati quella sera, forse a ritmo troppo rapido per poter assaporare i loro versi nel modo migliore, le sue poesie hanno particolarmente attirato la mia attenzione, per cui ho poi cercato di documentarmi sulla sua produzione letteraria. 

In genere evito di commentare le poesie altrui, credo che "un poeta" sia spesso la persona meno indicata per analizzare un testo poetico in maniera obiettiva perchè inevitabilmente cercherà di rapportarla al proprio mondo letterario, preferendo quelle più affini ai suoi scritti e trascurando le altre. Operazione che forse inconsciamente ho fatto anch'io scegliendo questa raccolta.

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Altissima miseria

di Claudia Di Palma


«Altissima miseria» è il libro d'esordio della giovane scrittrice salentina Claudia Di Palma, nata nel 1985 a Maglie e vincitrice nel 2017 del Premio Opera Prima "Luciana Notari".

Una scrittura semplice, diretta, dissacrante, che arriva dritto al cuore del lettore e lo invita a riflettere..
La raccolta, secondo i critici, parla di resa, sembra un invito ad arrendersi alla vita, alla propria miseria, ad esprimere il bisogno di esternare il proprio dolore di essere in questo mondo.
A mio parere i versi dicono anche altro, lasciano comunque uno spiraglio aperto ala speranza.
È vero che nella poesia d'avvio l'autrice offre la sua bandiera bianca, ma nello stesso tempo invita il lettore nel "luogo stupendo della mia resa, la scrittura" dove "le briciole non hanno pietà dell'indifferenza". Dove c'è una scrittura libera e la lotta all'indifferenza non può esserci resa, al massimo consapevolezza dei propri limiti, di non poter andare oltre un certo punto.
In un altro componimento l'autrice confessa "Scrivo per non lasciare andar via l’effimero", con il proposito per preservare l'attimo, per essere d'aiuto alle cose cagionevoli e non lasciarle morire. Evocativa la copertina dell'artista Benedetta Longo, in sintonia con i versi di Claudia.Deludente la veste grafica della versione ebook che ho avuto modo di leggere, con un ampio spazio dedicato ai pareri dei critici (metà del volume!) e un sovrabbondarnte e fastidioso abuso del grassetto, che rischia di sviare l'attenzione dai testi, riprodotti in una sequenza continua, con solo una sottile riga a separare le composizioni, quasi tutte prive di titolo.

  • Titolo: Altissima miseria
  • Autrice: Claudia Di Palma
  • Editore: Musicaos
  • Data di Pubblicazione: 15 aprile 2017
  • ISBN: 9788899315627
  • Pagine: 92 p. Brossura
  • Disponibile anche in ebook

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    martedì 12 giugno 2018

    Non solo don Camillo. Riscopriamo Guareschi


    Negli ultimi mesi ho completato la lettura del ciclo di don Camillo e Peppone di Giovannino Guareschi e mi sono appassionato a questo autore, forse noto oggi più per le trasposizioni cinematografiche dei suoi libri che per i suoi scritti, cercando di leggere altri suoi libri meno conosciuti.


    Don Camillo e Peppone
    Giovannino Guareschi (wikipedia)
    Don Camillo e Peppone sono personaggi che credo tutti conoscano nel nostro paese, grazie ai film in bianco e nero interpretati da Fernandel e Gino Cervi, riproposti periodicamente con successo in televisione.
    Come spesso capita, ormai identifichiamo i personaggi con i loro volti, nonostante altri attori abbiano in seguito interpretato questi ruoli, ma tendiamo a dimenticare chi ha scritto le storie da cui sono stati tratti.
    Per molti oggi il nome di Giovannino Guareschi risulta quasi ignoto; si sa che è stato il creatore di questi personaggi, ma pochi hanno letto i suoi libri o conoscono la sua vita travagliata, l'amicizia con Cesare Zavattini, le sue esperienze professionali come giornalista, umorista e caricaturista con il "Bertoldo" e il "Candido".
    Politicamente fu convinto monarchico e anticomunista, ma la sua penna pungente prese di mira anche le altre forze politiche, senza fare sconti a nessuno, pagando in prima persona per le sue parole taglienti e irriverenti; fu il primo e unico giornalista italiano a scontare interamente una pena detentiva in carcere per il reato di diffamazione a mezzo stampa.
    Guareschi è forse lo scrittore italiano più tradotto e venduto nel mondo eppure in Italia si tende ancora a considerarlo un autore minore. Emarginato probabilmente per le sue posizioni politiche scomode e forse anche per la miopia di alcuni critici.
    Anch'io in verità fino allo scorso anno lo conoscevo poco e ho ritenuto doveroso colmare questa lacuna leggendo i brevi racconti che narrano il rapporto conflittuale fra don Camillo e Peppone, fatto di liti e grandi prove di amicizia, di odio/amore, di bisticci nati forse più per rispettare ciascuno il proprio ruolo "politico" che per reale convinzione, sempre pronti comunque a darsi una mano e ad andare contro le regole se il buonsenso lo richiedeva.
    In commercio si trovano varie raccolte, sia cartacee che in ebook, che riuniscono in vario modo i 346 racconti sul Mondo Piccolo apparsi inizialmente sul settimanale Candido.
    Racconti dedicati non solo a don Camillo e Peppone, ma soprattutto al mondo contadino della pianura padana, alle sue storie "portate dal grande fiume", a genti determinate e energiche.
    Storie inventate così verosimili da sembrare reali e storie ispirate alle realtà che appaiono come favole, leggende popolari d'altri tempi.
    Mi ha sorpreso non trovare un racconto unitario, un romanzo su don Camillo, ma solo una serie di racconti brevi, storie indipendenti e spesso scollegate tra loro. Sono stati molto bravi gli sceneggiatori  a scegliere e ricucire questi piccoli episodi per adattarle al pubblico cinematografico e televisivo, talvolta in contrasto con il il parere dell'autore.

    Nel 2013 BUR ha pubblicato una collana di 31 ebook dedicati allo scrittore emiliano, comprendenti la maggior parte della sua produzione letteraria e un ebook gratuito che fornisce una mappa dei suoi libri e alcune informazioni biografiche raccolte dai suoi figli, poste a presentazione di ogni uscita.
    Purtroppo in rete non ho trovato link per l'acquisto di queste opere, forse messe nel frattempo fuori commercio.
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    Guareschi ha scritto anche tanti altri libri, forse meno noti, ma
    Nella redazione del "Candido"
    in cui emerge maggiormente la sua ironia (e autoironia).
    Un autore capace di far riflettere sui cambiamenti e i mali della società contemporanea, strappando un sorriso.
    Guareschi nelle sue storie rievoca spesso una società contadina, forse perduta, con nostalgia.
    Una società genuina con le sue regole immutabili, restia ai cambiamenti; forse un po' idealizzata nel confronto con l'epoca moderna, vista dall'autore sempre con occhio critico.
    Per ora ne ho letti solo due Il marito in collegio e Vita in famiglia, differenti sia come ambientazione che come stile e che meriterebbero maggiore notorietà.


    Il marito in collegio


    Una storia piena di ironia e spunti di riflessione sull'ipocrisia dei rapporti sociali e familiari.
    Una famiglia nobile in dissesto economico è costretta a vivere solo con la rendita che il ricco zio Casimiro Wonder passa mensilmente alla nipote Carlotta Wonder, l'unica componente della famiglia da lui presa in considerazione.
    Un  giorno lo zio Casimiro, stanco di mantenere tutti questi parenti, impone alla nipote Carlotta di trovare entro due giorni un marito, a lui gradito. In caso contrario la sua eredità andrà all'ospizio e tutta la famiglia Madellis-Food-Foulard-Wonder finirà sul lastrico.
    Interessante la premessa in cui Guareschi ricostruisce ironicamente le vicende di Saffo Madellis e Leonida Foulard, capostipiti della famiglia, ripercorrendo la storia che ha portato i loro eredi prima a una grande ricchezza e ascesa sociale e poi al tracollo finanziario.
    Zio Casimiro, Carlotta e gli altri componenti della famiglia sono descritti in poche righe attraverso dei veri e propri ritratti delle loro caratteristiche fisiche e morali. la famiglia appare spesso come una sorta di entità superiore, in nome della quale ogni sacrificio e nefandezza sono consentiti.
    Le frequenti discussioni si concludono ironicamente sempre con un tormentone ricorrente relativo al nipote Edo "il quale non mancava di un certo senso pratico" e propone improbabili soluzioni ai loro problemi.
    La ragazza sottopone inutilmente allo zio due suoi pretendenti, entrambi ritenuti troppo spendaccioni e scansafatiche.
    Disperata, decide di proporre allo zio il giovane artigiano Camillo Debrai che vive nella villa accanto alla sua e da tempo le fa la corte di nascosto. Un uomo onesto che però tutta la famiglia considera inferiore come rango nobiliare.
    Lo zio approva il matrimonio, celebrato di nascosto di notte, ma la famiglia, per evitare la convivenza matrimoniale tra Carlotta e Camillo, decide di mandarlo in un collegio in svizzera, con la scusa di fargli imparare le buone maniere, in attesa di trovare come liberarsi di lui senza perdere l'eredità di zio Casimiro.
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    Vita in famiglia

    Questa raccolta di racconti restituisce un quadro più intimo della famiglia Guareschi, raccontando vicende e battibecchi quotidiani.
    Tornano temi cari all'autore come il recupero della campagna, la critica alla nascente motorizzazione di massa, alle vacanze forzate, alla dipendenza dalla tecnologia.
    Fa sorridere leggere oggi le sue critiche contro l'invasività della segreteria telefonica o altre tecnologie allora agli albori; piccole cose in confronto ai mali della società odierna.
    Forse Guareschi aveva intuito la direzione che la società stava prendendo; chissà cosa avrebbe pensato vedendo il nostro mondo, la dipendenza da smarphone, computer e altri aggeggi tecnologici, i selfie, etc.
    Protagonista dei racconti è Giò, collaboratrice familiare (ColFam) di casa Guareschi, che offre spunti di dialogo e discussione con il padrone di casa (indicato semplicemente come Lui, senza un nome).
    Ci sono poi la moglie Margherita e i figli e nipoti, indicati spesso con dei soprannomi: la Pasionaria, madre di Michelone e Albertino, padre della Fenomena.

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    mercoledì 30 maggio 2018

    Liber uscita - maggio 2018





    Nelle ultime settimane ho partecipato alla presentazione di tre libri legati alla storia del mio paese, Gioia del Colle e mi è sembrato opportuno citarli in questo spazio perché meritano di essere conosciuti maggiormente, anche attraverso la rete.

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    Il segreto di padre Giovanni Semeria

    di Giuseppe Mastromarino


    Padre Semeria è stato sacerdote, oratore, scrittore, "uomo del suo tempo, apostolo di carità, profeta dell'avvenire", un protagonista del mondo religioso e culturale dei primi del Novecento.
    Un personaggio poliedrico che ha attraversato un periodo drammatico della nostra storia, occupandosi degli orfani e delle vittime della guerra, facendosi "accattone per amore, servo degli orfani" come si definiva.
    Insieme a padre Giovanni Minozzi ha fondato l'Opera Nazionale per il Mezzogiorno d'Italia, attiva anche a Gioia del Colle attraverso l'istituto che porta il suo nome.
    Padre Semeria è considerato uno degli uomini pubblici più in vista del suo tempo; il suo pensiero in campo sociale è ancora attuale e spesso in anticipo sui tempi.
    Un uomo "insoddisfatto", sempre in cammino e in continua ricerca; un uomo vivo che vede lontano e non si è stancato di cercare. Un anticipatore lucido e coraggioso, uomo del suo tempo, ma con un piede nel futuro, in una chiesa spesso bloccata nel passato e poco aperta alle novità.
    Mastromarino da molti anni studia padre Semeria e padre Minozzi, contribuendo a dare onore e far conoscere queste importanti figure attraverso le sue numerose pubblicazioni.
    • Titolo: Il segreto di Padre Giovanni Semeria
      uomo del suo tempo apostolo di carità profeta dell'avvenire
    • Autore: Giuseppe Mastromarino
    • Editore: Edizioni Giannattelli - Matera
    • Data di Pubblicazione: marzo 2018
    • ISBN: 9788897906483
    • Pagine: 336
     
     

    La Banda Musicale di Gioia del Colle 1818-2017

    di Franco Giannini


    copertina tomo II
    Con la nascita delle Bande Musicali la musica è stata portata fuori dai teatri, è arrivata nelle piazze, in maniera democratica, tra la gente. Tra gli appassionati vive ancora oggi il ricordo della Banda Musicale di Gioia del Colle, una delle formazioni più antiche e più premiate nella penisola, nota soprattutto per la fama conquistata nel periodo della direzione del maestro Paolo Falcicchio.
    Franco Giannini in quest'opera corposa, suddivisa in due tomi per motivi pratici, ripercorre 200 anni di storia di questa prestigiosa formazione musicale; raccontando avvenimenti, persone che ne hanno fatto parte, i maestri che si sono avvicendati alla direzione, i musicanti e i solisti che l'hanno resa grande, i successi e i periodi di crisi, visti in parallelo con gli avvenimenti storici dell'epoca.

    Una ricerca durata 26 anni, consultando archivi storici, ascoltando testimonianze, raccogliendo materiale fotografico.
    Giannini ha anche curato insieme a Sebastiano Lagosante il volume "A tutto tondo. San Filippo Neri patrono di Gioia del Colle".
    • Titolo: La Banda Musicale di Gioia del Colle 1818-2017
      Storia, documenti, immagini, testimonianze
    • Autore: Franco Giannini
    • Editore: SUMA Editore
    • Data di Pubblicazione: maggio 2018
    • ISBN tomo 2 - 9788896310618
    • Pagine: 356
     
    primo tomo
    secondo tomo





    Il Vocabolario del Dialetto di Gioia del Colle

    di Lorenzo Santoiemma

    Lorenzo Santoiemma, gioiese che vive a Milano da molti anni, ha sempre provato nostalgia per il suo paese natale, non si è fatto fagocitare dalla parlata del luogo dove vive.
    Per anni ha trascritto pazientemente su semplici pezzi di carta,  le parole del suo dialetto che gli tornavano in mente, archiviandole gelosamente in una busta.
    Foglietti stropicciati da cui ha tratto la prima versione del Vocabolario del Dialetto gioiese, un importante patrimonio storico e linguistico per le generazioni future.

    Una raccolta che conta oggi più di 6000 termini, molti corredati dall'etimologia e arricchiti da modi di dire riferiti a quella parola.
    Oggi i giovani non parlano più il dialetto e spesso ognuno lo pronuncia a modo proprio.
    Per capire come scrivere correttamente ogni parola, l'autore si è basato sugli studi di Alfredo Giovine sul dialetto barese, adattandoli al gioiese.
    Le relazioni tra le persone spesso si realizzano attraverso il dialetto. Il senso di appartenenza di una comunità passa attraverso la condivisione di un linguaggio che identifica geograficamente un territorio, un popolo che non scompare, ma rivive nella parola. Il Vocabolario ci ridona identità, ci rimette insieme.
    Santiemma è impegnato oggi in una nuova sfida lnguistica: tradurre in dialetto gioiese la Divina Commedia di Dante; ha già pubblicato l'Inferno e sta lavorandop sulle altre cantiche.

    • Titolo: Il Vocabolario del Dialetto di Gioia del Colle
    • Autore: Lorenzo Santoiemma
    • Editore: SUMA Editore
    • Data di Pubblicazione: maggio 2018
    • ISBN: 9788896310625
    • Pagine: 365

    martedì 15 maggio 2018

    Conosciamo il gruppo Scrittori di Gioia (del Colle)








    Il prossimo 20 maggio compie due anni il gruppo Facebook Scrittori di Gioia (del Colle), un luogo di incontro virtuale tra coloro che scrivono libri a Gioia del Colle, uno spazio dove potersi incontrare, conoscere, promuovere i propri testi o eventi vari.
    Mi sembra giusto finalmente parlarne anche su questo blog, raccontare come e perché è nato e la strada percorsa finora, a volte forse un po' a rilento.

    Le motivazioni iniziali

    Dopo una chiacchierata sugli autori gioiesi con un amico scrittore  mi sono reso conto di non conoscere i nomi che lui citava e che lui non conosceva quelli di cui parlavo io.
    Autori con percorsi letterari simili, paralleli che condividono lo stesso territorio, ma spesso non hanno mai modo di incontrarsi, di conoscersi tra loro. Magari si incrociano per caso durante qualche evento in uno dei pochi contenitori culturali disponibili (Teatro Rossini, Palazzo Romano e Spazio UnoTre, finché c'è stato), stanno per qualche ora seduti uno accanto all'altro alla presentazione di un nuovo libro, ma senza sapere di avere una passione letteraria.comune, di condividere il classico "libro nel cassetto" o già pubblicato.
    Nessuno va in giro a dire a gran voce «ho scritto un libro», è una notizia che di solito viene solo sussurrata, per timidezza o per timore di essere troppo invadenti. Per il resto ciascuno rimane chiuso nel proprio guscio, senza condividere con gli altri il proprio percorso, pubblicizzare i propri scritti, le proprie passioni. Tanti miei amici ancora non conoscono i libri che ho scritto e probabilmente anch'io ignoro che alcuni di loro hanno pubblicato qualcosa.
    «Non sapevo che anche tu scrivessi» è la frase che ripetiamo frequentemente partecipando alla presentazione dei libri dei nostri amici/amiche di cui ignoravamo il percorso di scrittura.
    Ci sono anche quelli che prendono come una missione diffondere il loro libro ovunque, cogliendo ogni occasione per parlarne con chiunque. Forse riescono a vendere molte copie, ma alla fine diventano irritanti, fastidiosi e la gente tende a evitarli.

    Come nasce Scrittori di Gioia e perchè

    L'idea del nome per il gruppo è venuta in maniera automatica; subito mi è piaciuto il suono, il messaggio positivo suggerito da quello «Scrittori di Gioia», cui ho dovuto solo aggiungere (del Colle) per connotare anche geograficamente la cosa e collegarla con il nostro paese.
    Mi è piaciuta l'idea di creare uno spazio virtuale d'incontro che non si sovrapponga a quelli fisici già esistenti, ma cerchi di fare da collante, sia come una bacheca in cui riportare i vari appuntamenti perché tutti possano vederli, in cui tutti possano annunciare le nuove uscite, le presentazioni, gli eventi. O semplicemente scambiarsi pareri, esperienze, dove poter chiacchierare con altri autori anche stando comodamente a casa, superando grazie alla rete anche la timidezza che spesso impedisce il contatto diretto, il dialogo.
    Contatti virtuali che poi possono trasformarsi in conoscenze reali, o viceversa; a volte preludio di future collaborazioni e di una maggiore conoscenza della produzione letteraria altrui.
    Se gestita in maniera saggia la tecnologia può essere un'ottima opportunità d'incontro, aiutando le persone più timide ad uscire dal proprio guscio.
    Nel gruppo cerco di promuovere tutti gli eventi letterari/culturali di cui vengo a conoscenza, di pubblicizzare i lavori degli altri, amici o sconosciuti, famosi o esordienti.
    Non sempre riesco a farlo in maniera puntuale, per cui invito gli autori e gli operatori culturali a iscriversi al gruppo o farlo conoscere alle persone che potrebbero essere interessate, a inserire direttamente le notizie dei loro appuntamenti, a segnalarmi la pubblicazione dei nuovi testi, notizie che a me talvolta potrebbero sfuggire.
    Ogni tanto parlo anche di me, condividendo i miei progetti e gli articoli che scrivo su questo blog; cerco di farlo in maniera discreta, senza manie di protagonismo. O almeno ci provo.

    Gli errori da evitare

    Il primo problema che si è presentato è stato trovare un logo che potesse rappresentare il gruppo; ho subito trovato una bella fotografia, un prato con una macchina da scrivere e ho aggiunto il nome del gruppo. Doveva essere solo una soluzione provvisoria, da tenere giusto il tempo di trovare qualcosa di meglio; dopo due anni è ancora lì e probabilmente rimarrà ancora a lungo.
    Primo errore. Avrei dovuto fare le cose con maggiore calma, pianificando le motivazioni del gruppo, progettando con cura il logo come fanno i bravi grafici, ma mi sono fatto prender dalla smania di far partire subito il progetto, forse per evitare di pensarci troppo e magari poi decidere di mettere da parte l'idea.
    Creato il gruppo ho subito precettato l'amica Miriam Mastrovito come «moderatrice» del gruppo, un po' per non sentirmi solo in questa follia, un po' per condividere con una persona fidata questa nuova avventura.
    Secondo errore. Ho inserito il suo nome senza neanche chiederle se era disponibile, avvisandola solo a cose fatte, senza tenere conto dei suoi tanti impegni, sempre immersa in piacevoli letture o nella scrittura di puntuali recensioni sul suo blog. Ne approfitto per chiederle scusa ancora per la mia leggerezza e ringraziarla per il suo supporto.
    Poi, preso dalla frenesia di questo nuovo progetto, ho cominciato a inserire i nominativi degli scrittori che conoscevo, senza aggiungere un minimo messaggio di presentazione. Non sapevo bene cosa scrivere, come spiegare le mie motivazioni, forse mi imbarazzava presentarmi come «fondatore» di questo gruppo. 
    Ho spiegato le mie ragioni solo in seguito, con un post generico rivolto a tutti gli autori/autrici che nel frattempo avevano accettato l'invito, scusandomi per le spiegazioni postume.
    Terzo errore. Avrei dovuto già da allora mandare un messaggio personale a ogni autore/autrice, spiegando brevemente le motivazioni del gruppo, invece di un invito anonimo, che qualcuno giustamente ha preferito accantonare, non fidandosi di un invadente sconosciuto.
    Il passo successivo è stato chiedere aiuto all'amica Dalila Bellacicco di GioiaNet/La Voce del Paese che mi ha gentilmente fornito i nominativi di autori/autrici gioiesi che hanno pubblicato negli ultimi anni. Un prezioso aiuto che mi ha permesso di espandere il gruppo e stilare una prima lista provvisoria delle opere esistenti.

    Il progetto cresce

    Contrariamente alle mie previsioni ho ricevuto subito anche risposte positive, non solo dagli amici, ma anche da autori/autrici che non mi conoscevano e si sono fidati a venire a dare un'occhiata a questo progetto in costruzione. 
    Alcuni hanno anche accolto la mia richiesta di segnalarmi o invitare direttamente altri scrittori potenzialmente interessati a far parte di questo gruppo.
    Non avevo le idee chiare su quel che volevo realizzare, forse non le ho neanche adesso, ma mi sembrava importante creare questo punto d'incontro, questo contenitore culturale virtuale. Poi ci avremmo pensato insieme a come riempirlo.
    Ho cominciato a fare ricerche in rete per scoprire altri scrittori gioiesi, basandomi inizialmente solo sul criterio del luogo di nascita, e a prendere nota dei loro scritti,
    È nata così l'idea dell'archivio dei libri degli scrittori gioiesi, una lista di opere e autori in continua crescita. Inizialmente era solo un promemoria ad uso personale, per non perdermi in un groviglio di nomi e titoli e segnarmi eventualmente i libri da acquistare.
    Ne ho letti alcuni, ma con l'espandersi della lista diventa sempre più difficile poter accontentare tutti.
    Per fare un lavoro più accurato ho aggiunto due campi importanti per poter meglio identificare i testi e reperire informazioni su di essi:
    •  il codice ISBN, oggi obbligatorio per mettere in commercio un testo e rintracciarlo in ogni parte del mondo, sia nelle librerie fisiche che in quelle online (IBS, Mondadori Store, La Feltrinelli, Rizzoli, HOEPLI, etc. )
    • in mancanza dell'ISBN in alcuni casi ho inserito il codice ASIN, utilizzato solo da Amazon per identificare i testi presenti sul suo sito o nei lettori Kindle;.
    • come ulteriore controllo ho aggiunto il codice OPAC SBN, utilizzato dal Catalogo del Servizio Bibliotecario Nazionale, che caratterizza tutti i testi stampati nel nostro paese di cui è stato effettuato il Deposito Legale nelle Biblioteche Nazionali. Per i testi più recenti questo dato potrebbe essere ancora assente a causa dei lunghi tempi necessari per sincronizzare l'archivio digitale con l'elenco delle opere depositate.
    Probabilmente gli studiosi troveranno poco scientifici i miei criteri di raccolta, le fonti e il metodo utilizzato. Per molti aspetti sono ancora dati grezzi, una base di partenza che magari qualcuno in futuro potrà ampliare e studiare con maggiore accuratezza. Andrebbero filtrati per abbinare con certezza le opere agli autori gioiesi, individuare omonimie o errate attribuzioni.
    Soprattutto per le pubblicazioni più datate, pubblicate prima dell'introduzione dell'ISBN è spesso difficile individuare informazioni certe
    In coda all'archivio ho aggiunto una piccola sezione chiamata «autori gioiesi ad honorem», contenente persone nate altrove, ma in qualche modo collegate al nostro paese, per averci vissuto o studiato, o magari solo presentato i loro lavori.

    Voglia di legittimazione?

    Ho sempre avuto molte remore a considerarmi e soprattutto a definirmi scrittore o poeta, nonostante ci siano ormai tre pubblicazioni cartacee/ebook che riportano il mio nome.Forse per modestia, forse per paura di non essere all'altezza delle aspettative altrui o di essere etichettato in una particolare categoria.
    Sono una persona che scrive: a volte poesie, a volte articoli, a volte racconti o altro. Non mi considero poeta, giornalista o scrittore; forse solo in senso etimologico, inteso come colui che scrive. Il dizionario in questo caso suggerisce di dire piuttosto «scrivente», ma francamente è un termine che non mi piace e non vedo poi molta differenza nell'usare l'uno o l'altro.
    Fondando questo gruppo, provando a riunire gli «scrittori» e le «scrittrici» gioiesi, forse inconsciamente ho cercato di sentirmi anch'io parte della categoria.
    Il gruppo non vuole essere un circolo campanilistico, uno sfoggio di orgoglio gioiese da opporre agli altri; dopo il periodo iniziale ho cercato di aprirlo anche a non gioiesi e a non scrittori.
    Da quando Facebook ha cambiato le modalità di iscrizione ai gruppi, permettendo di inserire solo persone presenti nella propria cerchia di «amici» ho dovuto cambiare il mio approccio verso gli autori invitati, allegando un breve messaggio personale di presentazione. Adesso ho anche trovato una formula più diplomatica, presentandomi solo come «Giovanni Capotorto del gruppo Scrittori di Gioia (del Colle)» senza ribadire il mio ruolo di «fondatore» del gruppo.
    È solo un caso che abbia creato io questo spazio, non certo per i miei meriti letterari o organizzativi. Nel nostro paese ci sono sicuramente persone più titolate e competenti in campo letterario, probabilmente capaci di svolgere meglio questo ruolo. Spero che col tempo si possano creare delle collaborazioni, dei progetti comuni invece delle solite rivalità e gelosie che spesso fanno fallire molti ottimi progetti.

    I criteri di scelta

    Nel gruppo convivono autori che hanno venduto solo poche decine di copie con vincitori di prestigiosi premi letterari, autori famosi e dalla carriera consolidata ed esordienti alla prima pubblicazione, scrittori apprezzati dai critici e dai lettori e umili artigiani della penna senza grandi pretese e ambizioni letterarie.
    Nel gruppo siamo tutti sullo stesso piano, indipendentemente dalle qualità letterarie dei nostri scritti, dalla notorietà o dal numero di copie vendute. Accomunati solo dalla voglia di comunicare, trasmettere emozioni e magari rendere migliore la nostra Gioia.
    Almeno nelle mie intenzioni, spero che nessuno si faccia mai prendere dal complesso di «superiorità», ponendosi al di sopra degli altri o usando toni non appropriati. Non mi piacerebbe dover fare pesare il mio ruolo di moderatore, ma spero che prevalgano sempre l buonsenso e il rispetto reciproco.
    Non ho fatto distinzioni neanche per le modalità di pubblicazione: libri cartacei o ebook, editi da case editrici tradizionali, digitali o piattaforme di self publishing.
    In teoria avrei voluto escludere gli editori a pagamento (EAP), ma poi mi sono reso conto che spesso è difficile riconoscerle nel «mare magnum» di piccole case editrici presenti in Italia.
    Tante si presentano come editori tradizionali, poi chiedono all'incauto autore cifre esorbitanti o impongono l'acquisto di un numero elevato di copie da vendere agli amici o alle presentazioni; praticamente un modo per recuperare in anticipo le spese, scaricando tutto il rischio sull'inconsapevole autore.
    Non mi andava di mettermi a fare «l'investigatore», indagando sulle modalità di azione di ogni casa editrice, sospettando di ogni autore. Non spetta a me dare un giudizio a priori sulle modalità di pubblicazione altrui e non sarebbe stato giusto penalizzare chi ha avuto la sfortuna di incappare in queste sanguisughe, moralmente discutibili, ma che agiscono spesso nel rispetto della legge.
    E poi, francamente, a me interessa cosa pubblichi, non come lo fai; possono esserci ottimi testi autopubblicati e bestseller dal contenuto illeggibile.
    Inizialmente l'accesso al gruppo era riservato solo agli scrittori/scrittrici nati o residenti a Gioia, poi ho deciso di ampliare il bacino inserendo anche giornalisti, operatori culturali, artisti, grafici e autori nati altrove, ma che hanno un legame con il nostro paese.
    Il criterio iniziale è rimasto solo per l'elenco delle opere, per quanto possibile, visto che ormai a Gioia non nasce più nessuno e tanti «gioiesi» risultano nati negli ospedali dei comuni vicini.

    Progetti per il futuro

    In questi ultimi mesi il gruppo è cresciuto, grazie a una mia maggiore intraprendenza nel contattare gli autori/autrici che ho avuto modo di incrociare nel corso di vari eventi letterari, a una maggiore sicurezza nelle potenzialità di questo gruppo.
    Ho voluto scrivere questo articolo per presentare il gruppo alla nostra città, alle persone che mi seguono sul mio blog, sperando di raggiungere un pubblico più ampio, invogliare altri scrittori/scrittrici gioiesi a frequentare questo spazio.
    Nell'immediato ci sono due progetti in cantiere:
    • completare l'aggiornamento dell'elenco degli Scrittori gioiesi, fermo ancora al 2016, inserendo le uscite di questi ultimi anni;
    • creare una pagina dedicata al gruppo Scrittori di Gioia all'interno del mio blog, in modo da poter raggiungere, seppure con aggiornamenti parziali, anche chi non è iscritto a Facebook.



    giovedì 3 maggio 2018

    vetrine Streetlib, ha senso mantenerle?


    A ottobre 2016 ho avviato su Streetlib tre negozi/vetrine, spazi dedicati alla visualizzazione e vendita degli ebook presenti nel catalogo della piattaforma.
    Tre vetrine diverse: 
    • una dedicata agli autori autopubblicati, principalmente provenienti dalla piatttaforma di selfpublishing  Youcanprint; in generale a tutti autori emergenti;
    • uno dedicato a testi di carattere religioso cattolico e alle tematiche della pace e nonviolenza;
    • l'ultima comprendente l'intero catalogo Streetlib.
    Un'opportunità per mettere in risalto i propri autori preferiti e acquistare i loro testi in maniera veloce, senza uscire dal blog.
    Dopo più di un anno mi  sembra giusto fare un bilancio di questa esperienza, anche per capire se vale la pena portarla avanti.
    vetrina dedicata agli autori emergenti


    Una buona opportunità


     Dal punto di vista tecnico la piattaforma funziona bene e i banner che rimandano alle tre vetrine sono poco invasivi, sicuramente più efficaci del sistema precedente che permetteva di inserire una piccola galleria a scorrimento (widget)

    con le copertine dei propri libri preferiti.
    L'attuale sistema permette di selezionare l'intero catalogo Streetlib oppure scegliere un sottoinsieme che ci interessa applicando dei filtri: possiamo selezionare una casa editrice, tutti i libri di un particolare autore, fino a inserire manualmente solo i singoli titoli che ci interessano.
    Quest'ultima possibilità ricalca un po' la prima versione della piattaforma ed è piuttosto scomoda.
    Consiglio la selezione per autore o al limite per casa editrice, in modo da poter abbracciare anche le future pubblicazioni di un certo autore/autrice che ci interessa.
    Il sistema gestisce tutte le transazioni e offre una percentuale del 15% sul prezzo di copertina di ogni libro venduto sul proprio spazio a chi gestisce la vetrina sul proprio sito o blog,
    Vetrina di autori cristiani, pace e nonviolenza
       
    Per ricerche e acquisti
    Tutto qui l'intero catalogo Streetlib
    Per acquistare un libro è sufficiente individuarlo nell'elenco dei testi disponibili sulla propria vetrina e cliccare sulla copertina;compaiono due voci intuitive: acquista e dettagli.
    La prima permette di effettuare l'acquisto, selezionando il formato richiesto e poi accedendo al proprio account Streetlib oppure inserendo  indirizzo email e nazione di appartenenza.
    Ho provato a effettuare vari acquisti, sia di testi gratuiti per testare il sistema, sia di ebook che mi interessavano e tutto si è svolto con estrema semplicità e rapidità.
    La sezione dettagli rimanda ad una mini vetrina dedicata al singolo libro, funzione denominata in origine Mybook.is che permette di consultare le informazioni relative al libro, comprese le recensioni inserite dai lettori.
    Uno spazio che l'autore può eventualmente "rivendicare" con una semplice procedura e personalizzare aggiungendo altri elementi oltre quelli forniti dal sistema.




    con risultati deludenti
    i primi widget Streetlib
    Dall'avvio delle vetrine ho inserito parecchi autori/autrici, youcaniani e non, nell'elenco, soprattutto in occasione della nostra partecipazione alle principali fiere letterarie, pubblicizzando la cosa in maniera discreta.
    Non ho mai pensato di fare grandi guadagni; vedo queste vetrine più come un'opportunità per tenere d'occhio e eventualmente acquistare gli ebook dei propri autori preferiti.
    Una volta inserito il nominativo di un autore/autrice il sistema segnala in automatico le nuove uscite digitali di quello scrittore/scrittrice, indipendentemente dalla casa editrice o piattaforma di autopubblicazione utilizzata, permettendo di seguirne la carriera letteraria, almeno per quanto riguarda gli ebook.
    Al momento la vetrina dedicata agli autori autopubblicati e emergenti contiene 647 titoli, quella dedicata ai libri cattolici 2453 mentre la versione completa del catalogo ben 314923 titoli.
    Un numero in crescenteaumento: nei giorni scorsi è stato ufficializzato il passaggio di PubMe sulla piattaforma Stretlib che già ospita i titoli Youcanprint , Booksprint e altri.
    I ricavi in questi anni sono stati esigui, dell'ordine di pochi centesimi, derivanti solo da miei acquisti, per cui mi chiedo spesso se valga la pena tenere in piedi questa struttura, che comunque occupa spazio e risorse all'interno del blog.
    Per ora ho deciso di mantenere le vetrine soprattutto come servizio personale, lasciando comunque la possibilità anche agli altri di accedere e eventualmente acquistare.
    Poi si vedrà, se nessuno vorrà approfittare di questa opportunità offerta, deciderò se toglierle dal blog o relegare i ink in qualche pagina interna, solo per un uso personale.
    Com'è la vostra esperienza con le vetrine Streetlib? Ne conoscevate l'esistenza? Le avete mai utilizzate? Come vi siete trovati?