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sabato 26 gennaio 2019

Giornata della Memoria 2019

In vista della Giornata della Memoria segnalo alcune iniziative e pubblicazioni interessanti.

- Il 26/27 gennaio 2019 presso il Teatro Rossini l'Università della Terza Età propone lo spettacolo di Marco Baliani "Del coraggio silenzioso"

- La casa editrice La Meridiana di Molfetta propone una selezione di libri dedicati alla Shoah intitolata "I libri della Memoria".
Tra gli altri è disponibile anche la graphic novel "174517 Deportato Primo Levi" di Franco Portinari e Giovanna Carbone, dedicata alla figura e la storia di Primo Levi.


- Segnalo inoltre due testi scritti qualche anno fa che ho avuto modo di leggere:

martedì 4 dicembre 2018

Ciao Andrea Leonelli

Dopo un lungo periodo di silenzio, di quasi abbandono di questo blog, avevo programmato di riprendere le pubblicazioni per dicembre, ripescando una delle tante recensioni non ancora pubblicate.
Poi, casualmente, ieri ho letto un post di Piera Rossotti di Edizioni Esordienti Ebook che annunciava sgomenta che nella notte del 3 dicembre ci aveva lasciati l'amico Andrea Leonelli. 
Dopo qualche ora di sbigottimento per la notizia dolorosa e inaspettata, ho messo da parte tutto il resto e provato a dare forma ai ricordi, a inviare un ultimo saluto ad Andrea, e un grande abbraccio alla sua famiglia e a quanti lo hano conosciuto.

lunedì 15 ottobre 2018

ebook L'Italiano e la rete (Accademia della Crusca)

Anche quest'anno in occasione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo l'Accademia della Crusca diffonde gratuitamente un ebook realizzato in collaborazione con goWare.intitolato L'Italiano e la rete, le reti per l'italiano.

Di seguito il comunicato dell'Accademia della Crusca


Un nuovo libro elettronico dell'Accademia in occasione della Settimana della lingua italiana nel mondo: L'italiano e la rete, le reti per l'italiano


Sono ormai cinque anni che, in occasione della Settimana della lingua italiana nel mondo l'Accademia diffonde gratuitamente un libro in formato elettronico. Dopo L'editoria italiana nell'era digitale (2014, Quattordicesima Settimana), L'italiano della musica nel mondo (2015, Quindicesima Settimana) e L’italiano e la creatività: marchi e costumi, moda e design (2016, Sedicesima Settimana), L'italiano al cinema, l'italiano nel cinema (2017, Diciassettesima Settimana), quest'anno l'Accademia, in collaborazione con il MAECI, pubblica L'italiano e la rete, le reti per l'italiano (2017, Diciassettesima Settimana).

Il libro è curato da Giuseppe Patota, accademico della Crusca e docente di Linguistica all'Università di Siena-Arezzo, e da Fabio Rossi, docente di Linguistica italiana e Storia del cinema presso l'Università di Messina.
Il volume contiene interventi di Elena Pistolesi, Mirko Tavosanis, Massimo Palermo, Giuliana Fiorentino, Vera Gheno, Massimo Prada, Stefania Iannizzotto e Raffaella Setti, Enrico Pio Ardolino e Dalila Bachis, Rita Fresu.
Il libro sarà scaricabile gratuitamente durante tutta la Diciottesima Settimana della lingua italiana nel mondo (15-21 ottobre 2018) dalle principali librerie online collegandosi all’indirizzo:

domenica 8 luglio 2018

Mi rifaccio il trullo, film con Uccio De Santis




Qualche anno fa ho casualmente ritrovato su internet gli amici Silvio Donà e Antonio De Santis, scoprendo che stavano lavorando insieme ad una sceneggiatura.
Un progetto allora "top secret", di cui ancora forse neanche loro avevano ben chiari i possibili sviluppi, che poi si è concretizzato nel 2016 nel film "Mi rifaccio il trullo", una divertente commedia diretta da Vito Cea, che recentemente ho finalmente avuto modo di vedere e recensire.



locandina Mi rifaccio il trullo


Il protagonista Michele Modugno (Uccio De Santis), è un muratore con la passione per la musica e le donne.
Per ripianare i debiti contratti con la banca, d'estate Michele e sua sorella Melania (Antonella Genga) affittano ai turisti il trullo di famiglia al mare; sono proprio in attesa di un'anziana turista milanese quando il cognato Sebastiano (Umberto Sardella) scopre che il trullo è stato rubato, probabilmente smontato pezzo per pezzo per poi essere ricostruito altrove, probabilmente nel nord italia.
Un disastro, perché tutte le risorse economiche della famiglia si basano sui proventi del'affitto del trullo.
Uccio De Santis e Lorena Cacciatore
Michele non si perde d'animo e decide di trovare una sistemazione alternativa alla signora, approfittando della sua veneranda età per confonderle le idee, cercando contemporaneamente di mantenere segreta la notizia del furto all'anziana madre (Giustina Bonomo).
Solo che al posto dell'anziana si presenta la giovane Gaia (Lorena Cacciatore), attraente manager milanese poco propensa a credere alle sue fantasiose argomentazioni per spacciare per un "moderno" trullo una normale villetta.
Michele sarà costretto a ospitarla a casa sua; l'inizio di una convivenza difficile a causa di incomprensioni linguistiche e caratteriali, col rischio di complicazioni sentimentali.
Come nel precedente film "Non me lo dire" Uccio è stato ben coaudiuvato da molti attori pugliesi, in gran parte provenienti dal suo programma televisivo Mudù, trasmesso da Telenorba, che hanno fatto risaltare il suo talento per la battuta.
Cito per tutti solo Umberto Sardella, ottima spalla nel film come in tante barzellette di Mudù, con cui ormai c'è un affiatamento e una complicità sul palco che oserei paragonare alle mitiche scenette tra Totò e Peppino, e Antonella Genga, convincente nella parte della sorella che deve rimediare ai disastri di Michele.
Uccio De Santis
Stesso regista, stesso cast del programma televisivo, stessa atmosfera gioiosa che hanno reso molto naturale la recitazione, con l'inserimento di altri ottimi attori, pugliesi e non, come Gianni Ciardo, Tiziana Schiavarelli, Stefano Masciarelli, Claudio Insegno, etc.
Gli sceneggiatori Silvio Donà e Antonio De Santis e il regista Vito Cea sono riusciti a evitare l'effetto frammentazione, a non fare un film fatto solo dalla somma di tante scenette divertenti in stile Mudù, creando invece una struttura unitaria e scorrevole.
Molto brava Lorena Cacciatore,  credibile nella parte della turista milanese e capace di ben dosare la sua bellezza, risultando sexy in alcune scene, ma senza mostrare più del necessario.
Divertenti le incomprensioni e le invenzioni linguistiche (l'ape, l'acronimo ASAP) oppure il tormentone del "letto a nord". Anche lei è riuscita a creare con Uccio un'ottima sintonia recitativa pur non avendo, credo, mai lavorato prima insieme.
Da sottolineare anche l'intensa intrerpretazione di Giustina Bonomo nel ruolo della madre di Michele; capace di comunicare solo con uno sguardo o un'inflessione della voce, senza troppe parole.
Nel complesso una commedia divertente, godibile, con un linguaggio mai volgare e adatto a tutti; potrebbe essere anche una bella cartolina per promuovere le bellezze della nostra regione.
Se l'avete perso al cinema potete acquistarlo in DVD su IBS o su Chili.

Trailer

traler Mi rifaccio il trullo su Film up
traler Mi rifaccio il trullo e intervista Uccio e Lorena su YouTube

Link utili
scheda su Wikipedia
scheda su Film Scoop
scheda su Coming soon
scheda su My Movies
scheda su Filmup

Scheda film (fonte Coming Soon)

DATA USCITA: 03 marzo 2016
GENERE: Commedia
ANNO: 2016
REGIA: Vito Cea
ATTORI: Uccio De Santis, Lorena Cacciatore, Pietro Genuardi, Stefano Masciarelli, Antonella Genga, Umberto Sardella, Gianni Ciardo, Claudio Insegno, Beppe Convertini
PAESE: Italia
DISTRIBUZIONE: Adriatica Film s.r.l.

TRAMA MI RIFACCIO IL TRULLO:
Michele Modugno, un muratore pugliese con l'hobby della musica, vive in un grande trullo con la vecchia madre, la sorella Melania e il cognato Sebastiano, anche lui muratore e suo socio. Per ripianare un debito contratto con la banca, Michele affitta d'estate un piccolo trullo sul mare di sua proprietà. Il giorno prima di ospitare una turista (Giada), riceve però, una brutta sorpresa: qualcuno ha rubato il trullo. La costruzione è stata depredata delle pietre e del cono. Michele cerca un'altra sistemazione per la turista, ma alla fine, è costretto ad ospitarla in casa sua. La convivenza con Giada, una bella manager milanese, porta lo scompiglio nella vita del povero muratore. I due, per caratteri e modi di vivere diversi, all'inizio si scontrano e litigano su tutto. Ma poi, lentamente, scoprono di essere attratti l’uno dell’altro e tra loro inizia una bella, quanto improbabile storia d'amore.




sabato 30 giugno 2018

Liber uscita - giugno 2018




Questo mese dedico questo spazio alla raccolta di poesie "Altissima miseria" di Claudia Di Palma, poetessa che ho avuto modo di ascoltare il 21 aprile 2018 per l'iniziativa di Palazzo Romano per la giornata mondiale della poesia "Versi della memoria" . 
Non so perché tra i tanti bravi poeti che si sono alternati quella sera, forse a ritmo troppo rapido per poter assaporare i loro versi nel modo migliore, le sue poesie hanno particolarmente attirato la mia attenzione, per cui ho poi cercato di documentarmi sulla sua produzione letteraria. 

In genere evito di commentare le poesie altrui, credo che "un poeta" sia spesso la persona meno indicata per analizzare un testo poetico in maniera obiettiva perchè inevitabilmente cercherà di rapportarla al proprio mondo letterario, preferendo quelle più affini ai suoi scritti e trascurando le altre. Operazione che forse inconsciamente ho fatto anch'io scegliendo questa raccolta.

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Altissima miseria

di Claudia Di Palma


«Altissima miseria» è il libro d'esordio della giovane scrittrice salentina Claudia Di Palma, nata nel 1985 a Maglie e vincitrice nel 2017 del Premio Opera Prima "Luciana Notari".

Una scrittura semplice, diretta, dissacrante, che arriva dritto al cuore del lettore e lo invita a riflettere..
La raccolta, secondo i critici, parla di resa, sembra un invito ad arrendersi alla vita, alla propria miseria, ad esprimere il bisogno di esternare il proprio dolore di essere in questo mondo.
A mio parere i versi dicono anche altro, lasciano comunque uno spiraglio aperto ala speranza.
È vero che nella poesia d'avvio l'autrice offre la sua bandiera bianca, ma nello stesso tempo invita il lettore nel "luogo stupendo della mia resa, la scrittura" dove "le briciole non hanno pietà dell'indifferenza". Dove c'è una scrittura libera e la lotta all'indifferenza non può esserci resa, al massimo consapevolezza dei propri limiti, di non poter andare oltre un certo punto.
In un altro componimento l'autrice confessa "Scrivo per non lasciare andar via l’effimero", con il proposito per preservare l'attimo, per essere d'aiuto alle cose cagionevoli e non lasciarle morire. Evocativa la copertina dell'artista Benedetta Longo, in sintonia con i versi di Claudia.Deludente la veste grafica della versione ebook che ho avuto modo di leggere, con un ampio spazio dedicato ai pareri dei critici (metà del volume!) e un sovrabbondarnte e fastidioso abuso del grassetto, che rischia di sviare l'attenzione dai testi, riprodotti in una sequenza continua, con solo una sottile riga a separare le composizioni, quasi tutte prive di titolo.

  • Titolo: Altissima miseria
  • Autrice: Claudia Di Palma
  • Editore: Musicaos
  • Data di Pubblicazione: 15 aprile 2017
  • ISBN: 9788899315627
  • Pagine: 92 p. Brossura
  • Disponibile anche in ebook

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    martedì 12 giugno 2018

    Non solo don Camillo. Riscopriamo Guareschi


    Negli ultimi mesi ho completato la lettura del ciclo di don Camillo e Peppone di Giovannino Guareschi e mi sono appassionato a questo autore, forse noto oggi più per le trasposizioni cinematografiche dei suoi libri che per i suoi scritti, cercando di leggere altri suoi libri meno conosciuti.


    Don Camillo e Peppone
    Giovannino Guareschi (wikipedia)
    Don Camillo e Peppone sono personaggi che credo tutti conoscano nel nostro paese, grazie ai film in bianco e nero interpretati da Fernandel e Gino Cervi, riproposti periodicamente con successo in televisione.
    Come spesso capita, ormai identifichiamo i personaggi con i loro volti, nonostante altri attori abbiano in seguito interpretato questi ruoli, ma tendiamo a dimenticare chi ha scritto le storie da cui sono stati tratti.
    Per molti oggi il nome di Giovannino Guareschi risulta quasi ignoto; si sa che è stato il creatore di questi personaggi, ma pochi hanno letto i suoi libri o conoscono la sua vita travagliata, l'amicizia con Cesare Zavattini, le sue esperienze professionali come giornalista, umorista e caricaturista con il "Bertoldo" e il "Candido".
    Politicamente fu convinto monarchico e anticomunista, ma la sua penna pungente prese di mira anche le altre forze politiche, senza fare sconti a nessuno, pagando in prima persona per le sue parole taglienti e irriverenti; fu il primo e unico giornalista italiano a scontare interamente una pena detentiva in carcere per il reato di diffamazione a mezzo stampa.
    Guareschi è forse lo scrittore italiano più tradotto e venduto nel mondo eppure in Italia si tende ancora a considerarlo un autore minore. Emarginato probabilmente per le sue posizioni politiche scomode e forse anche per la miopia di alcuni critici.
    Anch'io in verità fino allo scorso anno lo conoscevo poco e ho ritenuto doveroso colmare questa lacuna leggendo i brevi racconti che narrano il rapporto conflittuale fra don Camillo e Peppone, fatto di liti e grandi prove di amicizia, di odio/amore, di bisticci nati forse più per rispettare ciascuno il proprio ruolo "politico" che per reale convinzione, sempre pronti comunque a darsi una mano e ad andare contro le regole se il buonsenso lo richiedeva.
    In commercio si trovano varie raccolte, sia cartacee che in ebook, che riuniscono in vario modo i 346 racconti sul Mondo Piccolo apparsi inizialmente sul settimanale Candido.
    Racconti dedicati non solo a don Camillo e Peppone, ma soprattutto al mondo contadino della pianura padana, alle sue storie "portate dal grande fiume", a genti determinate e energiche.
    Storie inventate così verosimili da sembrare reali e storie ispirate alle realtà che appaiono come favole, leggende popolari d'altri tempi.
    Mi ha sorpreso non trovare un racconto unitario, un romanzo su don Camillo, ma solo una serie di racconti brevi, storie indipendenti e spesso scollegate tra loro. Sono stati molto bravi gli sceneggiatori  a scegliere e ricucire questi piccoli episodi per adattarle al pubblico cinematografico e televisivo, talvolta in contrasto con il il parere dell'autore.

    Nel 2013 BUR ha pubblicato una collana di 31 ebook dedicati allo scrittore emiliano, comprendenti la maggior parte della sua produzione letteraria e un ebook gratuito che fornisce una mappa dei suoi libri e alcune informazioni biografiche raccolte dai suoi figli, poste a presentazione di ogni uscita.
    Purtroppo in rete non ho trovato link per l'acquisto di queste opere, forse messe nel frattempo fuori commercio.
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    Guareschi ha scritto anche tanti altri libri, forse meno noti, ma
    Nella redazione del "Candido"
    in cui emerge maggiormente la sua ironia (e autoironia).
    Un autore capace di far riflettere sui cambiamenti e i mali della società contemporanea, strappando un sorriso.
    Guareschi nelle sue storie rievoca spesso una società contadina, forse perduta, con nostalgia.
    Una società genuina con le sue regole immutabili, restia ai cambiamenti; forse un po' idealizzata nel confronto con l'epoca moderna, vista dall'autore sempre con occhio critico.
    Per ora ne ho letti solo due Il marito in collegio e Vita in famiglia, differenti sia come ambientazione che come stile e che meriterebbero maggiore notorietà.


    Il marito in collegio


    Una storia piena di ironia e spunti di riflessione sull'ipocrisia dei rapporti sociali e familiari.
    Una famiglia nobile in dissesto economico è costretta a vivere solo con la rendita che il ricco zio Casimiro Wonder passa mensilmente alla nipote Carlotta Wonder, l'unica componente della famiglia da lui presa in considerazione.
    Un  giorno lo zio Casimiro, stanco di mantenere tutti questi parenti, impone alla nipote Carlotta di trovare entro due giorni un marito, a lui gradito. In caso contrario la sua eredità andrà all'ospizio e tutta la famiglia Madellis-Food-Foulard-Wonder finirà sul lastrico.
    Interessante la premessa in cui Guareschi ricostruisce ironicamente le vicende di Saffo Madellis e Leonida Foulard, capostipiti della famiglia, ripercorrendo la storia che ha portato i loro eredi prima a una grande ricchezza e ascesa sociale e poi al tracollo finanziario.
    Zio Casimiro, Carlotta e gli altri componenti della famiglia sono descritti in poche righe attraverso dei veri e propri ritratti delle loro caratteristiche fisiche e morali. la famiglia appare spesso come una sorta di entità superiore, in nome della quale ogni sacrificio e nefandezza sono consentiti.
    Le frequenti discussioni si concludono ironicamente sempre con un tormentone ricorrente relativo al nipote Edo "il quale non mancava di un certo senso pratico" e propone improbabili soluzioni ai loro problemi.
    La ragazza sottopone inutilmente allo zio due suoi pretendenti, entrambi ritenuti troppo spendaccioni e scansafatiche.
    Disperata, decide di proporre allo zio il giovane artigiano Camillo Debrai che vive nella villa accanto alla sua e da tempo le fa la corte di nascosto. Un uomo onesto che però tutta la famiglia considera inferiore come rango nobiliare.
    Lo zio approva il matrimonio, celebrato di nascosto di notte, ma la famiglia, per evitare la convivenza matrimoniale tra Carlotta e Camillo, decide di mandarlo in un collegio in svizzera, con la scusa di fargli imparare le buone maniere, in attesa di trovare come liberarsi di lui senza perdere l'eredità di zio Casimiro.
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    Vita in famiglia

    Questa raccolta di racconti restituisce un quadro più intimo della famiglia Guareschi, raccontando vicende e battibecchi quotidiani.
    Tornano temi cari all'autore come il recupero della campagna, la critica alla nascente motorizzazione di massa, alle vacanze forzate, alla dipendenza dalla tecnologia.
    Fa sorridere leggere oggi le sue critiche contro l'invasività della segreteria telefonica o altre tecnologie allora agli albori; piccole cose in confronto ai mali della società odierna.
    Forse Guareschi aveva intuito la direzione che la società stava prendendo; chissà cosa avrebbe pensato vedendo il nostro mondo, la dipendenza da smarphone, computer e altri aggeggi tecnologici, i selfie, etc.
    Protagonista dei racconti è Giò, collaboratrice familiare (ColFam) di casa Guareschi, che offre spunti di dialogo e discussione con il padrone di casa (indicato semplicemente come Lui, senza un nome).
    Ci sono poi la moglie Margherita e i figli e nipoti, indicati spesso con dei soprannomi: la Pasionaria, madre di Michelone e Albertino, padre della Fenomena.

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    mercoledì 30 maggio 2018

    Liber uscita - maggio 2018





    Nelle ultime settimane ho partecipato alla presentazione di tre libri legati alla storia del mio paese, Gioia del Colle e mi è sembrato opportuno citarli in questo spazio perché meritano di essere conosciuti maggiormente, anche attraverso la rete.

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    Il segreto di padre Giovanni Semeria

    di Giuseppe Mastromarino


    Padre Semeria è stato sacerdote, oratore, scrittore, "uomo del suo tempo, apostolo di carità, profeta dell'avvenire", un protagonista del mondo religioso e culturale dei primi del Novecento.
    Un personaggio poliedrico che ha attraversato un periodo drammatico della nostra storia, occupandosi degli orfani e delle vittime della guerra, facendosi "accattone per amore, servo degli orfani" come si definiva.
    Insieme a padre Giovanni Minozzi ha fondato l'Opera Nazionale per il Mezzogiorno d'Italia, attiva anche a Gioia del Colle attraverso l'istituto che porta il suo nome.
    Padre Semeria è considerato uno degli uomini pubblici più in vista del suo tempo; il suo pensiero in campo sociale è ancora attuale e spesso in anticipo sui tempi.
    Un uomo "insoddisfatto", sempre in cammino e in continua ricerca; un uomo vivo che vede lontano e non si è stancato di cercare. Un anticipatore lucido e coraggioso, uomo del suo tempo, ma con un piede nel futuro, in una chiesa spesso bloccata nel passato e poco aperta alle novità.
    Mastromarino da molti anni studia padre Semeria e padre Minozzi, contribuendo a dare onore e far conoscere queste importanti figure attraverso le sue numerose pubblicazioni.
    • Titolo: Il segreto di Padre Giovanni Semeria
      uomo del suo tempo apostolo di carità profeta dell'avvenire
    • Autore: Giuseppe Mastromarino
    • Editore: Edizioni Giannattelli - Matera
    • Data di Pubblicazione: marzo 2018
    • ISBN: 9788897906483
    • Pagine: 336
     
     

    La Banda Musicale di Gioia del Colle 1818-2017

    di Franco Giannini


    copertina tomo II
    Con la nascita delle Bande Musicali la musica è stata portata fuori dai teatri, è arrivata nelle piazze, in maniera democratica, tra la gente. Tra gli appassionati vive ancora oggi il ricordo della Banda Musicale di Gioia del Colle, una delle formazioni più antiche e più premiate nella penisola, nota soprattutto per la fama conquistata nel periodo della direzione del maestro Paolo Falcicchio.
    Franco Giannini in quest'opera corposa, suddivisa in due tomi per motivi pratici, ripercorre 200 anni di storia di questa prestigiosa formazione musicale; raccontando avvenimenti, persone che ne hanno fatto parte, i maestri che si sono avvicendati alla direzione, i musicanti e i solisti che l'hanno resa grande, i successi e i periodi di crisi, visti in parallelo con gli avvenimenti storici dell'epoca.

    Una ricerca durata 26 anni, consultando archivi storici, ascoltando testimonianze, raccogliendo materiale fotografico.
    Giannini ha anche curato insieme a Sebastiano Lagosante il volume "A tutto tondo. San Filippo Neri patrono di Gioia del Colle".
    • Titolo: La Banda Musicale di Gioia del Colle 1818-2017
      Storia, documenti, immagini, testimonianze
    • Autore: Franco Giannini
    • Editore: SUMA Editore
    • Data di Pubblicazione: maggio 2018
    • ISBN tomo 2 - 9788896310618
    • Pagine: 356
     
    primo tomo
    secondo tomo





    Il Vocabolario del Dialetto di Gioia del Colle

    di Lorenzo Santoiemma

    Lorenzo Santoiemma, gioiese che vive a Milano da molti anni, ha sempre provato nostalgia per il suo paese natale, non si è fatto fagocitare dalla parlata del luogo dove vive.
    Per anni ha trascritto pazientemente su semplici pezzi di carta,  le parole del suo dialetto che gli tornavano in mente, archiviandole gelosamente in una busta.
    Foglietti stropicciati da cui ha tratto la prima versione del Vocabolario del Dialetto gioiese, un importante patrimonio storico e linguistico per le generazioni future.

    Una raccolta che conta oggi più di 6000 termini, molti corredati dall'etimologia e arricchiti da modi di dire riferiti a quella parola.
    Oggi i giovani non parlano più il dialetto e spesso ognuno lo pronuncia a modo proprio.
    Per capire come scrivere correttamente ogni parola, l'autore si è basato sugli studi di Alfredo Giovine sul dialetto barese, adattandoli al gioiese.
    Le relazioni tra le persone spesso si realizzano attraverso il dialetto. Il senso di appartenenza di una comunità passa attraverso la condivisione di un linguaggio che identifica geograficamente un territorio, un popolo che non scompare, ma rivive nella parola. Il Vocabolario ci ridona identità, ci rimette insieme.
    Santiemma è impegnato oggi in una nuova sfida lnguistica: tradurre in dialetto gioiese la Divina Commedia di Dante; ha già pubblicato l'Inferno e sta lavorandop sulle altre cantiche.

    • Titolo: Il Vocabolario del Dialetto di Gioia del Colle
    • Autore: Lorenzo Santoiemma
    • Editore: SUMA Editore
    • Data di Pubblicazione: maggio 2018
    • ISBN: 9788896310625
    • Pagine: 365