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lunedì 24 agosto 2015

Come nasce una (mia) recensione



Nel tentativo di semplificare il blog, eliminando le parti superflue, ho recentemente deciso di accorpare le sezioni Libri che mi sono piaciuti e Recensioni, nate inizialmente con scopi diversi.
La prima per raccogliere un elenco dei libri letti che mi erano particolarmente piaciuti e che consigliavo agli altri, la seconda per riunire i testi di cui avevo scritto un mio commento su questo blog (e su BraviAutori o altri siti).
Dato che spesso gli elementi dei due elenchi coincidevano, ho ritenuto opportuno integrarli, con una grafica comune, aggiungendo in coda a parte quei testi recensiti che non mi avevano particolarmente convinto.
Approfitto dell'occasione per tornare sul tema delle recensioni (già affrontato in un altro articolo) e condividere qualche considerazione.

La ricerca ossessiva della recensione
La lettura immerge in nuovi mondi
Le recensioni sono per ogni scrittore una fonte di gioie e di dolori.
Alcuni dicono di non darci troppa importanza, altri le cercano spasmodicamente, spammando senza ritegno i loro titoli su qualsiasi sito/blog/profilo Facebook, alcuni sembra quasi che le collezionino, come se avere cento recensioni positive, praticamente identiche tra loro, fosse da solo indice di successo.
Fa piacere a tutti, indubbiamente, leggere commenti (possibilmente positivi) sul proprio scritto, sapere che qualcuno ci ha letti, ha perso un po' del proprio tempo sulle nostre sudate pagine.
Qualcuno dice che i commenti positivi siano inutili perché alimentano solo l'ego dell'autore senza mettere in luce eventuali difetti.

In parte sono d'accordo, soprattutto ritengo inutili i commenti entusiastici spesso inseriti sui siti web o nelle fascette dei libri: cose come "l'autore del secolo", "il libro dell'anno", "un capolavoro assoluto", "il nuovo NomeAutoreFamoso", etc. Parole ormai abusate e perciò svuotate di ogni significato che a mio parere finiscono per svalutare il testo perchè non aggiungono nessuna informazione utile al lettore, non gli danno nessun motivo valido per leggere quel libro piuttosto che un altro.
Personalmente in genere evito i libri enfatizzati in questo modo perchè spesso oltre la fascetta non c'è niente, non c'è un libro valido, ujn contenuto ma solo una ricca campagna pubblicitaria.
Nello stesso modo pubblicizzare troppo il proprio testo o richiedere recensioni a tutti potrebbe avere un effetto negativo sul potenziale lettore/recensore, spingendolo piuttosto a ignorare le nostre richieste, segnalare il nostro account per spam  o addirittura a parlare male dell'autore troppo insistente.

I commenti negativi fanno male, soprattutto quelli scritti solo per demolire l'autore senza spiegare cosa non è piaciuto, nè offrire consigli utili per migliorare.
Bisogna comunque sempre accettarli con umiltà, evitando polemiche inutili, e possibilmente farne tesoro per cercare di migliorare il proprio modo di scrivere. Tutti commettiamo degli errori, soprattutto agli inizi: qualche refuso, qualche svista grammaticale o ingenuità nella trama o nella narrazione.
Alcuni autori comunque hanno saputo sfruttare i loro presunti difetti per creare uno stile personale, riconoscibile, diverso da quello di tutti gli altri.

Le classifiche di vendita
Molti autori si fanno in quattro per accumulare recensioni e risalire le classifiche su Amazon o altre librerie online, spesso dando meno peso al lavoro di scrittura e revisione, quasi che cercare di proporre un buon prodotto fosse solo un fattore accessorio e non un dovere verso i propri lettori.
Nati come un utile strumento di vendita di libri e condivisione di pareri letterari, questi siti per molti sono diventati solo uno squallido strumento di marketing.
Alcuni autori usano amici compiacenti per scrivere (o spesso si scrivono da soli) commenti entusiastici per attirare l'attenzione sul loro testo o per risalire le classifiche di vendita.

Qualche anno fa ho potuto verificare personalmente l'inconsistenza delle classifiche di Amazon: per un caso due amici separatamente avevano acquistato online nello stesso giorno una copia di un mio libro di poesie  e magicamente il titolo era schizzato ai primi posti nella classifica dedicata, accanto a classici e poeti affermati.
All'inizio avevo accolto la notizia con piacere, quasi con orgoglio, poi mi sono reso conto di come fosse facile manipolare i risultati, senza neanche ricorrere a pratiche scorrette, semplicemente concentrando tutte le vendite in un breve periodo.

Molti autori infatti approfittano delle periodiche promozioni gratuite offerte dal sito per risalire le classifiche di vendita.
Essere ai primi posti, anche solo per qualche giorno, a volte influisce su quei lettori che in buona fede comprano i libri in alto in classifica credendoli i migliori, aumentando le vendite e perpetuando la posizione in classifica, indipendentemente dalla qualità del testo.
Consiglio sempre di diffidare delle classifiche e dei commenti; meglio piuttosto leggere le anteprime gratuite fornite ormai da quasi tutte le librerie online per farsi un'idea del testo che andiamo ad acquistare. Un libro si valuta dal contenuto, quasi mai dalla bella confezione.

Leggere il libro da recensire
Sembra scontato, ma spesso si leggono in rete recensioni fatte senza aver mai letto il libro in questione o avendone assaporato solo l'incipit o le prime pagine.
I libri sono tanti, il tempo per leggere poco e magari non si vuole scontentare nessuno. Così capita a volte che si scriva di un testo solo per sentito dire, leggendo qualche pagina, pescando da altri commenti già presenti in rete o rielaborando in maniera creativa la quarta di copertina.
I risultati a volte sono buoni, quasi indistinguibili dalle vere recensioni; un espediente possibile soprattutto se il testo è già molto noto e ne esistono altri commenti, ma che ci espone da un lato all'accusa di plagio (se la copia è troppo spudorata), dall'altro a una pessima figura (se smascherati).
Basta solo che un lettore pignolo, conoscendo il libro in questione, ci chieda chiarimenti su qualche frase sibillina o ci faccia notare di aver scritto delle baggianate per far emergere la verità.

Scrivere di un libro, di un film, di uno spettacolo o di un evento qualsiasi senza averlo mai visto mi sembra un'offesa al lettore; meglio piuttosto rimandare la recensione o rinunciarci, spiegando magari le nostre motivazioni. Meglio non scrivere per qualche giorno,  piuttosto che mettere insieme pagine arrangiate pur di riempire qualche schermata ad ogni costo.
Qualcuno dice che la scrittura dovrebbe impegnarci ogni giorno, diventare quasi come un lavoro, ma mi sembra evidente che non sempre questo sia possibile. Spesso la vita ci impone altri ritmi, altre priorità, ci costringe a dedicare il nostro tempo ad altre cose, sacrificando le nostre passioni.
Scrivere non è un hobby, intendiamoci, richiede costanza e sacrificio, ma un lavoro, lo dimenticano in molti, presuppone anche una retribuzione e non solo la soddisfazione di avere creato qualcosa di bello.

Come preparare una recensione
Non esiste una ricetta unica, ciascuno si organizza in modo personale anche in funzione del genere e della lunghezza del libro da esaminare.
C'è chi preferisce leggere interamente il libro e solo alla fine cominciare ad abbozzare un commento, chi lo scrive pian piano in parallelo alla lettura del libro, stilando puntualmente un resoconto capitolo per capitolo.
Io consiglio di leggere tenendo a portata di mano un quaderno o qualche foglio di carta per prendere velocemente qualche appunto, senza distogliersi troppo dalla lettura, da usare come riferimento in fase di stesura del commento. Poche righe, qualche parola o frase, materiali che poi non sempre vengono effettivamente utilizzati tutti, ma comunque aiutano a tenere memoria di quanto letto, evitando di dover ogni volta tornare sui alcuni punti che non ricordiamo bene.
Se si legge in cartaceo meglio allegare a ogni appunto il relativo numero di pagina per poterla ritrovare velocemente. Gli ebook invece offrono delle comode funzioni di ricerca: inserendo qualche parola o frase particolare si può risalire rapidamente al contesto. Oppure si possono ulilizzare i classici segnalibri cartacei o digitali.

Non avere fretta
Un'altra cosa importante è non avere fretta di scrivere tutta la recensione subito, magari a caldo appena terminata la lettura del libro, quando sembra che le riflessioni e le parole sgorghino di getto.
Errore che ho spesso fatto anch'io, credendo di velocizzare i tempi

Meglio lasciar passare un po' di tempo, anche solo qualche ora per permettere a quanto letto di sedimentarsi in noi e riuscire a vederlo con maggiore obiettività. Non troppo, chiaramente, perchè altrimenti la memoria vacilla e si perdono alcuni riferimenti (per questo è sempre utile avere degli appunti sottomano).
Una cosa importante è anche tenere nota dei nomi dei personaggi e luoghi principali per evitare di confonderli durante la scrittura della recensione. Per romanzi molto lunghi e articolati consiglio comunque un altro controllo veloce prima della stesura finale.

Dare un giudizio comunque ?
Come comportarsi se il libro da recensire non ci è proprio piaciuto?
Può capitare, ognuno di noi ha gusti, esigenze e sensibilità differenti e quindi a volte uno stesso libro può raccogliere contemporaneamente consensi e stroncature, piacere al pubblico e non alla critica o viceversa, etc.
Alcuni recensori preferiscono dare un giudizio solo se il  libro è piaciuto per evitare di mettere in cattiva luce chi lo ha scritto e per non sottrarre tempo a testi più meritevoli.
Altri si esprimono comunque, dicendo quello che pensano, per onestà intelletuale o per puro gusto della polemica, dando vita spesso a flame infiniti con autori troppo suscettibili,  che purtroppo a volte sfociano in attacchi personali.

Diario delle letture
Scrivere commenti mi serve soprattutto per tenere traccia dei libri che ho letto e gradito, una sorta di diario delle letture migliori che poi consiglio anche a chi mi segue, sempre con l'avvertenza che si tratta di giudizi personali e non di recensioni scritte da un professionista.
Se un libro non mi è piaciuto in genere evito di esprimere giudizi; al limite se conosco l'autore gli scrivo in privato per spiegargli  quali sono state le parti che ho gradito e quelle che non mi hanno convinto. Senza troppe pretese.
Come autore comprendo il desiderio di ricevere recensioni, l'amarezza per il silenzio attorno al proprio capolavoro (per un autore resta tale anche se tutti lo demoliscono, come un figlio un po' ribelle) che fa venire qualche dubbio, a volte motivato, sulle proprie capacità espressive.
Finora mi è capitato di ricevere una sola recensione, dopo uno scambio di letture con un altro autore, che metteva in luce anche alcuni aspetti negativi del mio testo, difetti su cui dovrò lavorare per i lavori successivi.
Una critica motivata può aiutare a crescere e a volte confrontarsi con i lettori ci permette di trovare strade nuove per esprimere le nostre sensazioni. Inutile chiudersi in difesa del proprio testo o accusare il lettore di non capirci. Se il messaggio che volevamo trasmettere non arriva a tutti la responsabilità è anche nostra.

Il mercato delle recensioni
Da alcuni anni proliferano i blog a tema letterario, segno che il libro non è ancora morto nonostante le politiche miopi di alcuni editori, e molti blogger si dedicano anche alla promozione dei nuovi autori attraverso la creazione di schede o vetrine dedicate alle nuove uscite o la scrittura di recensioni.
Alcuni autori inondano tutti i blog esistenti (e sono davvero tanti) di richieste di recensioni per farsi conoscere, ottenendo spesso  buoni risultati in termini di visibilità, ma rischiando di ricevere tanti commenti simili concentrati in un breve periodo o di essere etichettati come spammer.
E di perdere potenziali lettori inviando per la recensione troppe copie dei loro ebook o testi cartacei.
Il modo di porsi, di richiedere la recensione, la troppa insistenza, insieme al tempo disponibile e agli impegni pregressi determinano poi il normale evolversi di questi rapporti di collaborazione.
La maggior parte di questi siti offrono il loro spazio gratuitamente, chiedendo all'autore solo di fare pubblicità al proprio portale, nel reciproco interesse.
Spesso gli autori sono anche blogger per cui si crea un circolo di collaborazioni, scambio di letture e reciproche recensioni, in cui ciascuno promuove anche le opere degli autori amici.
Niente di male, soprattutto se fatto alla luce del sole. Sappiamo tutti che gli autori indipendenti faticano a farsi notare e darsi una mano a vicenda, mettendo da parte rivalità e invidie, a volte e a volte l'unico modo per trovare degli spazi nelle ristrette maglie del mercato editoriale.
Il rovescio della medaglia è che molti lettori tendono a sottovalutare le opere presentate perchè pensano che nella rete di reciproche recensioni ci sia spazio solo per commenti positivi e che non tutti i libri proposti meritino davvero di essere letti.
Chissà perchè nessuno si pone la stessa questione quando autori, conduttori, opinionisti e giornalisti noti fanno rete nello stesso modoper promuoversi su giornali e televisioni.
In effetti questo tipi di scambi espone ad alcuni rischi:
  • le recensioni sono considerate a priori troppo benevole o etichettate frettolosamente come semplici spot pubblicitari di opere non sempre all'altezza
  • chi scrive una recensione positiva per un autore amico si aspetta un trattamento analogo da parte dei colleghi e non sempre accdetta serenamente eventuali critiche.
  • una recensione negativa o solo un po' critica viene percepita dall'autore come un attacco personale, un segno dell'invidia di chi scrive il ommento, generando discussioni infinite
  • alcuni recensori, per evitare problemi, evitano o ritardano ogni commento a opere di autori che conoscono, aspettando magari che qualcun altro si esponga prima.
Ricevere una critica non piace, è naturale, ma è sbagliato prenderla come un attacco personale o solo pensare di poter piacere a tutti. Possiamo aver scritto un libro bellissimo, ma ci sarà sempre qualcuno che non gradirà la trama, il genere, lo stile perchè magari abituato a leggere altro. Credo che a tutti sia capitato di leggere un libro, osservare un quadro o ascoltrare una musica e poi commentare "L'autore è bravo, ma non è il mio genere" che significa "apprezzo il tuo talento, ma non ho gli strumenti per giudicarlo.in maniera obietiva. Ogni lettore ha gusti e sensibilità personali differenti e, per fortuna, il pubblico non può essere omologato come un'entità unica.

Consiglio ancora di usare le recensioni come primo contatto con autori che non conosciamo, senza farci circuire da commenti eccessivamente entusiastici, affidandoci invece alla lettura diretta dei testi, l'unico mezzo valido per comprenderne il reale valore.
Un metodo che andrebbe sempre applicato, anche in ambito scolastico, dove spesso di ci affida più all'autorità dei critici e alle loro opinioni su un autore che alla conoscenza e lettura dei testi.

Concludo mettendo in guardia gli autori dai alcuni siti che offrono recensioni a pagamento,
Capisco che in tempo di crisi molti cerchino di far fruttare anche economicamente le proprie passioni,  chiedendo un corrispettivo in cambio del servizio offerto. Alcuni fanno anche un buon lavoro, chiedendo magari in cambio una piccola somma, presentata come rimborso spese per l'onere della lettura.
In generale meglio evitare le recensioni a pagamento, spesso ospitate su siti  "civetta", che restano online giusto per il tempo necessario per intascare i soldi, sparendo magicamente senza realizzare alcuna recensione.
A mio parere sono comunque una doppia fregatura:
  • per l'autore, costretto a pagare un commento su commissione, spesso redatto in fretta o magari usando lo stesso schema, ripetendo gli stessi concetti, proponendo recensioni fotocopia dove tutti sono "la rivelazione dell'anno" e variando soltanto titolo e autore.
  • per il pubblico perché generalmente una recensione a pagamento è sempre positiva, indipendentemente dal reale valore del testo, per cui sono solo parole inutili. Alcuni recensori "più seri" comunque si riservano il diritto di poter anche scrivere note negative, offrendo forse  una maggiore garanzia al lettore, ma vanificando l'investimento economico e di immagine dell'autore.
Meglio affidarsi sempre a siti conosciuti, possibilmente presenti in rete da tempo e con una reputazione consolidata, esaminando le recensioni già realizzate prima di chiederne una, per  valutarne la qualità.
E fare marcia indietro alla prima richiesta di denaro! ;-)