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martedì 2 gennaio 2018

Le mie letture per il 2018


Buon anno a tutti! ;-)
Qualche mese fa avevo stilato una lista di libri che avrei voluto leggere entro l'anno 2017.
Alcuni li ho letti, alcuni sono attualmente in lettura, altri sono ancora in attesa, altri si sono aggiunti prepotentemente scavalcando quelli già in lista.
Mi sembra giusto cominciare il nuovo anno con un breve riepilogo della situazione, ribadendo gli obiettivi da raggiungere nel 2018.
Da alcuni anni partecipo al Goodreads Reading Challenge, una competizione in cui ogni lettore fissa i propri obiettivi di lettura e cerca di raggiungerli entro la fine dell'anno.

Per il 2017 avevo ottimisticamente fissato il traguardo a 50; in realtà sono riuscito ad arrivare solo a 21 libri letti, comunque un buon risultato tenendo conto del ritmi frenetici dell'era moderna e del crescente disamore per la lettura. Questo è il mio profilo.

E voi quanti libri leggerete quest'anno ?



Libri letti

  • Emilio Salgari - I Pirati della Malesia
  • Emilio Salgari - La rivincita di Yanez
  • Allison J. Wade - Artemis 
  • Giovannino Guareschi - don Camillo Tutti i racconti - parte 1
  • Giovannino Guareschi - don Camillo Tutti i racconti - parte 2
  • Giovannino Guareschi - don Camillo Tutti i racconti - parte 3
  • Giovannino Guareschi - don Camillo Tutti i racconti - parte 4
  • Giovannino Guareschi - don Camillo Tutti i racconti - parte 5
  • Giovannino Guareschi - Il marito in collegio
  • Giovannino Guareschi - Vita di famiglia
altri libri letti (fuori lista)
  • Tullio De Mauro - Prima lezione sul linguaggio 
  • Giuseppe Patota e Fabio Rossi (a cura di ) - L'taliano al cinema - l'italiano nel cinema
  • Carme Aris e LLuisa Cladellas (a cura di) - Fiabe saharawi
  • Ferenc Molnar - I ragazzi della via Pal
  • Lorenzo Milani - A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca
  • Lorenzo Milani - Lettera a una professoressa
  • Lorenzo Milani - L'obbedienza non è più una virtù
  • Lorenzo Milani - Lettere di don Milani, priore di Barbiana
  • Emilio Salgari - Alla conquista della Luna
  • AA. VV. Siamo solo noi: 5 scrittori raccontano Vasco
  • Carlo Santi -La bibbia oscura
  • Enrico Bellone - La scienza negata: il caso italiano
  • Ernesto Ferrero - Disegnare il vento

Libri in lettura

Ripresa la lettura dei libri del ciclo di Salgari dedicata a Sandokan, 11 testi di cui solo 2 letti finora, in ordine sparso. Per seguire l'ordine cronologico e apprendere alcune notizie aggiuntive sono ripartito dall'inizio, affidandomi alla versione ebook della raccolta Tutte le avventure di Sandokan  realizzata dalla Newton Compton.

Ancora in lettura anche l'unico cartaceo della lista: Ho attraversato la valle solitaria di Francesco Resta, al momento sono circa a metà percorso.

Da leggere

Classici

Resta ancora tutto da leggere il gruppo dedicato ai classici, cui si è aggiunta una raccolta di racconti di H. G. Wells.

  • Jack London - I grandi romanzi e i racconti - link
  • R. L. Stevenson - Il club dei suicidi - link
  • Charles Dickens - I grandi romanzi - link
  • Joseph Conrad - Cuore di tenebra - link
  • Harriet Beecher Stowe - La capanna dello zio Tom - link
  • H. G. Wells. - Racconti dello spazio e del tempo - link

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Nuovi Autori/Autrici

Praticamente inalterata, la lista dedicata ai nuovi autori/autrici a parte la lettura di Artemis di Allison J. Wade, di cui ho scritto anche una recensione, e il deludente Il trionfo dell'impiegato, in apparenza solo un'accozzaglia di frasi senza senso, molto lontana dalle ironiche vicende familiari narrate anni fa da Fabrizio Venerandi sul canale ICM (it.computer.macintosh).

  • Rita Carla Francesca Monticelli - L'isola di Gaia - link
  • Rita Carla Francesca Monticelli - Il mentore - link
  • Rita Carla Francesca Monticelli - Affinità d'intenti - link
  • Rita Carla Francesca Monticelli - Sindrome - link
  • Giovanni Venturi - Racconti dall'isola - link
  • Giovanni Venturi - Joe è tra noi - link
  • Massimo Baglione - La donna dipinta per caso - link
  • Massimo Baglione - Un passo indietro - link
  • Dominique Bisset - Menhir - link
  • Allison J. Wade - Artemis link
  • Alessandro Girola - Il treno di Moebius - link
  • Alessandro Panico - Le impronte dell'angelo - link
  • Francesco Resta - Ho attraversato la valle solitaria - link
  • Rocco Barbalinardo - Il prezzo dell'onore - link
  • Samantha L'Ile - Generazione magica - link
  • Roberto Tartaglia - Lo scacciapensieri - link
  • Laura Schirru - New Babel - download FREE





giovedì 21 aprile 2016

Il blocco del blogger



Lo scorso 18 aprile questo blog ha compiuto il suo terzo anno di vita; una ricorrenza vissuta senza troppi clamori, come nello stile un po' soft di queste pagine, purtroppo caratterizzate fin dall'inizio da una presenza altalenante.
Sono trascorse parecchie settimane dal mio ultimo post, nonostante varie bozze di messaggi scritte parzialmente e poi messe da parte perché non mi soddisfacevano pienamente.
Come ben sa chi segue da tempo questo spazio, spesso preferisco il silenzio piuttosto che annoiarvi con articoli scritti solo per riempire uno spazio o rispettare una scadenza.
Ho deciso perciò di dedicare un breve post a questo argomento.


Sei uno scrittore, un giornalista, un blogger, ti occupi in qualche modo di scrittura e comunicazione?
Allora certamente sarà capitato anche a te di fissare la pagina bianca, o il cursore lampeggiante sullo schermo, chiedendoti cosa scrivere.
Le scadenze sono vicine, il giornale deve uscire, il blog è da troppo tempo una landa desolata, il tuo romanzo è indietro sui tempi di almeno un paio di capitoli.
E tu? Cerchi la grande idea per riempire quello spazio, per comunicare qualcosa.
Prendi appunti, scarabocchi titoli o frasi a effetto, poi cancelli, riscrivi, senza un criterio, senza una logica, spinto solo dal tuo impulso creativo (e dalla disperazione).


Ci sono tante idee in cantiere, ma a volte poco tempo e voglia di realizzarle. Tanti pezzi incompleti che non riesci ad incastrare insieme, .
Cominci a scrivere qualcosa: un articolo, un post, un racconto, un capitolo di un romanzo.
Poi lo rileggi e vedi che non ti piace.
Allora lo metti da parte per limarlo un po' con calma, magari riscriverlo
I testi migliori hanno bisogno di tempo per riposare, come il buon vino.
Però il tuo spazio è ancora vuoto, i lettori aspettano (forse) le tue sagge parole.
Allora cominci a scrivere qualcos'altro e poi ancora; ti incarti sempre più tra i frammenti del nulla.


Il tuo blog resta vuoto, abbandonato, come le pareti cadenti di un palazzo in costruzione abbandonato.
A volte pensi che forse sarebbe il caso di chiuderlo, di non perdere tante ore per qualcosa di così improduttivo, che dovresti impiegare meglio il tuo tempo, nella vita reale.
Non ha senso perdere il sonno per scrivere noiosi post per dei lettori che non conosci, che  forse solo raramente manifestano la loro presenza, che in realtà neanche sai se ci sono davvero o sono solo un miraggio.
Ma sei uno scrittore, senti il bisogno di scrivere, senti di avere ancora tante cose da dire.
Non importa se scrivi solo per te, per pochi amici o per migliaia di persone, se il tuo spazio è visitato solo dai bot automatici, dagli spammer o da qualche naufrago del mare digitale capitato per caso.
Se hai scritto finora mille libri o solo la lista della spesa, se sei un autore autopubblicato o hai un contratto con una piccola/medio/grande casa editrice. Se ti sei lasciato lusingare dalle vane promesse di qualche editore a pagamento (quelli meglio evitarli, in effetti!).
Sei uno scrittore, uno che ama scrivere, che vuole comunicare. Anche se hai venduto finora solo poche decine di copie della tua silloge poetica o della tua straordinaria trilogia.
Magari ti fermi un po', cerchi di chiarirti le idee, di stilare un progetto per il futuro e poi riparti, più forte (e incasinato) di prima.
Cominci a scrivere senza un motivo apparente, senza una logica, senza un piano preciso. Solo perché senti il bisogno di farlo. E di colpo le parole si incastrano nel modo giusto, il tuo pensiero sembra fluire sul foglio o sullo schermo in maniera chiara, senti che stai riuscendo a comunicare qualcosa.
Sperando che qualche lettore sia ancora dall'altra parte dello schermo. ;-)

martedì 8 marzo 2016

Libera me, lungometraggio di Sarah Iles, Max Aiello e Piero De Luca


Qualche mese fa mi hanno segnalato su FB la pagina dedicata al lungometraggio Libera me, scritto da Sarah Iles, di cui seguivo il vecchio blog Sulle parole.
Navigando nella pagina e cercando informazioni in rete sul progetto, ho potuto vedere alcuni trailer di questo film, dedicato alla violenza domestica, che mi hanno incuriosito e affascinato.
Ho pensato di proporlo oggi,  in occasione della Festa della Donna, per riflettere su un problema purtroppo ancora attuale.

Il mio augurio per tutte le donne, per tutti noi, che la violenza fisica e psicologica possa un giorno diventare solo un brutto ricordo del passato.

locandina di Libera me


Premetto che non è semplice descrivere un film senza averlo ancora visto per intero; al momento posso basare le mie considerazioni solo sulle informazioni e gli spezzoni trovati in rete.
Libera me è un film che tratta con coraggio il tema della violenza sulle donne, soffermandosi soprattutto sul lato psicologico, spesso messo in secondo piano rispetto alle vessazioni fisiche, ma che forse scava solchi ancora più profondi nell'animo della vittima. Un vero viaggio all'interno della psiche umana che unisce drammaticità e colpi di scena a momenti di riflessione.

Fabiola Rigano
Sono stato subito catturato dallo sguardo magnetico e dal viso delicato ed espressivo della protagonista Sabrina, interpretata dall'esordiente Fabiola Rigano, attrice molto brava a esternare le emozioni contrastanti di questa giovane donna, prima immensamente felice di andare finalmente a convivere col suo fidanzato Alessandro e poi spaventata dal suo improvviso cambiamento di carattere e di atteggiamenti, dai suoi repentini sbalzi d'umore.


L'uomo, interpretato da un convincente Alessandro Fricano Gagliardo, si mostra prima premuroso e
innamorato, ma presto diventa  geloso, possessivo, paranoico, violento, sia verbalmente che fisicamente, tenendola continuamente nell'ansia, nella paura e trasformando la sua vita in un incubo, da cui tenta ripetutamente di fuggire. Uno stato continuo di soggezione psicologica che la porta al limite della follia, facendole quasi perdere il contatto con la realtà.

Sara Iles
L'autrice Sarah Iles definisce la storia "un viaggio nell'anima di Sabrina".
Un progetto nato quasi per caso, durante una chiacchierata davanti ad un caffè con il regista Max Aiello, che lo ha diretto  insieme a Piero De Luca, avvalendosi delle coinvolgenti musiche di Marcello Salamone.
Un gruppo di lavoro affiatato, impegnato nella selezione degli attori/attrici per un nuovo  progetto cinematografico che dovrebbe prendere forma nei  prossimi mesi.


Alessandro Fricano Gagliardo
Nonostante il budget minimo, i registi sono riusciti a riunire un cast di giovani attori di talento e a coinvolgerli in quello che inizialmente doveva essere solo un breve spot contro la violenza domestica.
"Abbiamo tentato di esplorare la psiche umana, cercare di entrare negli ingranaggi della mente umana provando a individuare i meccanismi che si innescano quando qualcosa va storto" hanno detto i protagonisti di questo lungometraggio non facile da interpretare, da vivere.
Completano il cast Angela Misuraca, Stefano Picone, Maurizio Gagliardo e Martina Scardina.
Il lungometraggio è stato girato a Bagheria, città d'origine dei due registi, negli scenari naturali del lungomare e del faro di Mongervino e a Santa Flavia in provincia di Palermo ed è stato proiettato in prima assoluta il 29 aprile e il 13 Maggio presso il Cine Excelsior di Bagheria.
Queste finora le uniche occasioni per vedere il film, non disponibile per il grande pubblico perché in gara in concorsi che richiedono opere non ancora proiettate nelle sale cinematografiche.
Dovremo avere ancora un po' di pazienza e tifare per questa pellicola che nel 2015 ha raccolto vari riconoscimenti e partecipazioni a importanti festival cinematografici a livello internazionale.
L'augurio è che possa presto essere visto e apprezzato anche dal pubblico italiano.

il cast di Libera me

Riconoscimenti internazionali - 2015
  
Los Angeles Cine Fest 2015: Official Selection - Best Feature Film
Libera me ha vinto nel 2015  con il  il massimo dei voti e il miglior parere valutativo, la categoria Lungometraggi al “Los Angeles cine Fest“, festival del Cinema Indipendente Internazionale, unico italiano dei 24 lungometraggi selezionati nella fase preliminare tra gli oltre 850 pervenuti.
Vittoria prestigiosa che ha permesso alla pellicola di accedere, come premio riservato ai vincitori di questa manifestazione, in concorso al Sunset Film Festival  svoltosi a maggio 2015 a Los Angeles, che vede annualmente riunire esponenti della Academy, con una visibilità a livello mondiale.


Color International Film Festival of India 2015: Narrative Feature
Libera me è stato selezionato al CIFFI (Color International Film Festival of India), festival alla sua seconda edizione che si svolge a  Ahmedabad e quest'anno ha ricevuto oltre 600 film provenienti da ogni parte del mondo.
"Il film, oltre a rappresentare un'attualissima problematica indiana, spicca per la toccante naturalezza interpretativa e per l'interessante simbiosi regia/soggetto che ne fanno un prodotto indipendente di buon livello" - si legge in una note degli organizzatori dell'evento. Per l'intero cast é naturalmente motivo di soddisfazione ma nello stesso tempo di riflessione su quanto il delicato tema della violenza domestica sia tristemente un fenomeno mondiale.

BIFF Boston Independent Film Festival 2015: Selezione ufficiale
Libera me è stato selezionato alla terza edizione del BIFF (Boston Indipendent Internationa Film Festival). Dopo una selezione accurata e pignola dei 198 lungometraggi presentati, Libera me è stato incluso, unico film italiano, nei 7 titoli ammessi alla fase finale.



Libera me inoltre a settembre 2015 è entrato in finale al Miami International Film FEST e al Bar Independent Film FEST di Montenegro, selezionato, in una rosa di oltre 300 film provenienti da ogni parte del mondo, in una prima fase e successivamente inserito nel palinsesto dei film giunti alla fase finale delle manifestazioni.
Il film è stato proiettato in entrambi i festival nel mese di ottobre 2015 e parteciperà a un evento speciale che si terrà a Miami a fine aprile 2016.
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Libera me in breve  

i registi Piero De Luca e Max Aiello
Libera me
scritto da Sarah Iles
diretto da Piero De Luca e Max Aiello.
Interpretato da Fabiola Rigano, Alessandro Fricano Gagliardo, Angela Misuraca, Stefano Picone, Maurizio Gagliardo e Martina Scardina.
Musiche Marcello Salamone.

Maggiori informazioni nella scheda su Filmitalia.




Trailer
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Ringrazio l'autrice Sarah Iles per i chiarimenti, il regista Piero De Luca per i trailer presi dalla sua pagina YouTube e i giornali online La voce di Bagheria, Bagheria News, Quotidiano di Sicilia e CefaluNews, il Comune di Bagheria e altri siti da cui ho tratto le informazioni sul film. 





 
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Aggiornamento 10/07/2019
Ho finalmente visto il film "Libera me", disponibile online su Youtube, e la visione ha confermato il giudizio positivo che avevo dato vedendo i soli trailer.

Il lungometraggio "Libera me" è disponibile in versione con sottotitoli in inglese all'indirizzo
https://www.youtube.com/watch?v=ZsOBSMXauWg&t
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giovedì 14 gennaio 2016

Un calendario per il nuovo anno



Comincia un nuovo anno: tempo di bilanci e di buoni propositi, prontamente disattesi.
E tempo di calendari di ogni tipo, cartacei e digitali, standard e personalizzati.

Nelle ultime settimane anch'io ho cercato di stilare un programma di massima per il blog, alternando momenti di entusiasmo per i nuovi argomenti da trattare a fasi di stanchezza e voglia di concludere questa esperienza che forse finora non ha prodotto i risultati sperati.
Non so ancora quale parte prevarrà alla fine; nel frattempo continuo a scrivere, proponendovi tre programmi per crearsi da soli un proprio semplice calendario fotografico personalizzato.

Calme 

Lo slogan di questo programma è "Calendars Made Easy" che potremmo tradurre "i calendari resi facili"; proprio la semplicità d'uso è il punto di forza di questo software freeware che permette di scegliere tra una decina di modelli personalizzabili.

I modelli di calendari e planner disponibili

Dopo aver stabilito il tipo di calendario desiderato, si entra nella finestra principale che offre nella parte centrale l'anteprima del calendario e nella barra laterale sinistra  i comandi principali (Calendar, Format, Margins, Image editor, Border, Font, Print preview, Main menu), facilmente comprensibili nonostante l'interfaccia in inglese.

la schermata principale di Calme
Calendar  permette di scegliere mese e anno e se vogliamo visualizzare anche le festività.
Format imposta il formato cartaceo finale.
Margins definisce lo spessore del bordo bianco attorno al calendario.
Image editor permette di importare l'immagine trascinandola direttamente nel riquadro oppure localizzandola attraverso il comando Open image.
Border imposta lo spessore e il colore dell'eventuale bordino colorato attorno all'immagine.
Font permette di variare il carattere e lo stile (normale, grassetto, corsivo, etc.) utilizzato all'interno del calendario.
Infine Print preview visualizza un'anteprima del lavoro prima della stampa e Main menù consente di tornare al menù principale.


L'unico limite di questo semplice programma è la necessità di creare ogni mese singolarmente, assemblando il calendario completo solo in fase di stampa.
Possiamo usare una stampante virtuale come PDFCreator  per creare una copia in formato PDF e poi l'utility PDFill per assemblare il tutto (e eventualmente stamparlo in formato cartaceo)
Un esempio di calendario fatto con Calme


 Scribus

Scribus è un programma di impaginazione multipiattaforma e open source, disponibile anche in italiano, che offre una valida alternativa gratuita a Quark Xpress, Adobe Indesign, Microsoft Publisher e altri noti programmi di questo tipo. E consente anche di creare un fotocalendario personalizzato.

la finestra dello script Calendar Wizard
Per attivarlo occorre selezionare dal menu Script la voce Calendar Wizard (l'interfaccia è in inglese anche se usiamo Scribus in italiano).
Nella colonna di sinistra Select language possiamo selezionare la lingua desiderata e poi premere change language per attivare la modifica. Nel riquadro Months i nomi dei mesi cambiano di conseguenza.
Il programma permette di scegliere tra tre tipi di calendario: Classic, Event (Horizontal) e Event (Vertical). Consiglio di usare sempre Classic, gli altri servono per creare una sorta di agenda di cui non ho ben capito la funzione e l'utilità.
Alla voce Week begin with possiamo indicare se preferiamo che la settimana cominci dal lunedì (Mon) o dalla domenica (Sun).
La voce Year consente di impostare l'anno desiderato. Whole Year permette di creare un calendario annuale, altrimenti possiamo selezionare nella colonna Months il mese desiderato.
Selezionando un mese diverso da gennaio possiamo far partire il calendario da qualunque altro mese dell'anno (comunque per dodici mesi).
L'ultima opzione Draw Image Frame imposta automaticamente in ogni pagina un riquadro dove inserire l'immagine voluta.
Dando l'ok viene visualizzata nuovamente la finestra Nuovo documento e poi compaiono le pagine del calendario in cui è possibile inserire le immagini nei riquadri.

Esempio calendario fatto con Scribus

Si può personalizzare il carattere del nome del mese e dei giorni selezionando i riquadri di testo e poi scegliendo la linguetta Testo nella finestra Proprietà.
La finestra in genere non è immediatamente visibile e va attivata tramite il tasto F2 oppure scegliendo Proprietà dal menu Finestre.

I riquadri con i nomi della settimana non sono modificabili direttamente perché contenuti nella Pagina Mastro Weekdays che occorre prima selezionare da Modifica/ Pagine mastro.


Scribus è un buon programma, ma all'inizio risulta piuttosto ostico, soprattutto per chi è abituato a lavorare con altri software di impaginazione, per la diversa disposizione e l'apparente assenza di comandi che eravamo abituati ad avere sempre a portata di mano.

12print Creations


Programma per la creazione di calendari fotografici personalizzati e fotolibri  di vari tipi e dimensioni attraverso un comodo percorso di creazione guidata.

schermata principale di 12print
Dopo aver scelto cosa creare (Fotolibri, Fotolibri in Carta Fotografica e Calendari), cliccare il pulsante Crea nella barra laterale sinistra per accedere al percorso voluto

A questo punto i Fotolibri consentono di definire il formato, il tema (Semplice, Nascita, Compleanno, Vacanze, Viaggi, Nozze, Pagina Intera, etc.) e il numero di foto necessarie.
Per un libro di 20 pagine sono necessarie tra 21 e 158 fotografie.




schermata per scelta formato calendario
Nel percorso Calendari possiamo scegliere il formato, il modello e l'anno prescelto.
Di default l'anno comincia con il mese di gennaio, ma è anche possibile selezionare un mese diverso.
Di seguito è possibile indicare se inserire le festività nazionali, internazionali e religiose.


Segue la scelta delle foto (almeno 13, compresa la copertina del calendario) e del titolo da abbinare eventualmente ad ogni pagina.
In base al formato prescelto la frase può apparire sopra o accanto ai mesi selezionati.
Possiamo infine visualizzare un riquadro con l'anteprima del mese precedente e successivo e indicare alcuni eventi personali da aggiungere alle festività.

Terminato il percorso guidato ci viene mostrato il risultato finale che può essere eventualmente personalizzato con i comandi di editing delle foto e del testo e altri effetti aggiuntivi (bordi, forme, clipart, modelli, etc.).
Un segnale di pericolo (punto esclamativo in triangolo rosso) evidenzia eventuali errori (foto con risoluzione troppo bassa, etc.); selezionando anteprima possiamo scorrere una lista degli errori.
Possiamo salvare il progetto per archiviarlo, modificarlo o riutilizzarlo in seguito, ma manca un comando di stampa diretta.
C'è invece il comando "invia per la stampa a 12print.it" che rimanda ad un servizio professionale di stampa on demand e rilegatura a pagamento, con tariffe che variano in base al lavoro e al numero di copie richieste. Il listino prezzi può essere consultato dal menù principale del programma oppure dal sito http://www.12print.it/ che offre anche stampa di altri prodotti (stampa su tela, tazze, gadget, etc.)
Prima della preparazione e dell'invio dei file ci viene nuovamente mostrata la schermata con gli eventuali errori e data la possibilità di vedere un'anteprima in formato pdf (protetto con filigrana). Se il progetto ci soddisfa a questo punto possiamo confermare l'invio del file, approvando il contenuto delle bozze e l'ordine del numero di stampe richieste.

anteprima Calendario (con filigrana)

Creazione calendari online 

Ci sono oggi molti siti che permettono la creazione di fotocalendari personalizzati online; alcuni offrono anche un servizio stampa a pagamento. Per completezza ne elenco alcuni.
Per approfondire l'argomento consiglio due interessanti articoli




mercoledì 16 dicembre 2015

Comunicare con semplicità


Sono trascorsi quasi due mesi dal mio ultimo post su questo blog.
Nonostante i buoni propositi e vari idee sugli argomenti da affrontare non sono riuscito a mantenere l'impegno di pubblicare almeno un post alla settimana, considerato il minimo per una presenza costante, ma non invasiva sulla rete.
Mi scuso con i miei quattro lettori e con coloro a cui avevo promesso di dedicare uno spazio sul blog  e spero nelle prossime settimane di recuperare gli articoli rimasti in sospeso.


Riparto con un post sulla comunicazione, riprendendo brevemente alcuni consigli tratti dal capitolo "Suggerimenti per la redazione di testi chiari" del Codice di stile delle Comunicazioni scritte nelle Pubblica Amministrazione (Sabino Cassese 1994) , uno dei primi tentativi di semplificare e mettere ordine nella comunicazione della pubblica amministrazione, spesso caratterizzata da un linguaggio poco comprensibile per i cittadini.
Suggerimenti semplici, che mettono insieme efficacia e buonsenso, utili per chiunque si occupi di scrittura e comunicazione, in qualsiasi campo.

Per chi volesse approfondire la storia dei vari tentativi fatti finora per semplificare la burocrazia e la comunicazione all'interno della Pubblica Amministrazione consiglio il resoconto di Daniele Fortis e altri interessanti articoli e link presenti sul sito di Luisa Carrada.

http://images.slideplayer.it/1/540978/slides/slide_2.jpg
Le tappe della semplificazione della Comunicazione nella PA



Pensare in modo chiaro
Sembra banale, ma spesso si comincia a lavorare a un progetto senza aver ben chiaro cosa si vuole comunicare e a chi.
Perdere qualche minuto per chiarirsi le idee, dipanare eventuali dubbi, capire quale sia il messaggio che vogliamo trasmettere, può aiutarci a essere più comprensibili.
Spesso, invece, soprattutto nella comunicazione burocratica o in altri linguaggi tecnici specialistici, si tendono a ricopiare formule preconfezionate di cui si ignora il reale significato, tanto da non riuscire a volte a tradurle con termini più comprensibili.
In generale ogni progetto di comunicazione o scrittura procede meglio e più velocemente se viene prima progettato, pensato con cura.
Non occorre scendere nei particolari; a volte basta un semplice schema, una scaletta degli argomenti per evitare di dimenticare qualcosa o riprendere il filo del discorso dopo qualche divagazione.

Annotare a parte altre idee
Spesso nel corso della progettazione di un testo o nella fase di scrittura ci vengono in mente altre idee che possono arricchire l'argomento o evidenziarne i punti deboli. Divagazioni o critiche che a volte ci allontanano dal tema principale, facendoci perdere il filo del discorso.
Sarebbe bene annotare ogni altro spunto a parte, riprendendolo in un secondo momento, per non interrompere il flusso delle idee.
Consiglio di conservare momentaneamente anche le parti cancellate che potrebbero essere utili in seguito. Una divagazione ritenuta inappropriata per un certo testo, può magari fornire uno spunto di riflessione o di approfondimento per un lavoro successivo.
Molti autori raccolgono appunti, note, immagini che li hanno colpiti e che magari al momento non sanno come utilizzare.

Rileggere a distanza di tempo
Sarà capitato anche a voi di scrivere di getto un commento o un post per il vostro blog e dopo averlo pubblicato rendervi conto di aver commesso qualche stupido errore di battitura.
La fretta è sempre cattiva consigliera per cui, se possibile, dopo aver terminato di scrivere un testo (ricordatevi di salvarlo!) conviene riposarsi e lasciarlo riposare per qualche ora (oppure, qualche giorno, mese o anno, dipende dal lavoro e dal tempo a disposizione).
Poi, a mente fresca, rileggerlo e correggere tutti i refusi e le imperfezioni che a un primo sguardo non avevamo notato, riscrivere quelle parti che vi sembravano perfette e adesso non vi convincono più.
Le pause tra una revisione e l'altra aiutano il nostro cervello a recuperare in pieno la propria efficienza e a valutare quanto scritto con maggiore obiettività e distacco.
Rileggere dopo molto tempo un testo aiuta anche a limitare quello che io chiamo "l'effetto memoria", ossia la tendenza a non leggere quanto effettivamente compare sullo schermo o su carta, ma piuttosto ripassare la sua immagine ancora presente nella nostra mente, cosa che spesso ci impedisce di notare i refusi presenti.

Affidare la lettura a persone esterne
Chi si occupa di scrittura lo sa bene: tutti siamo bravi a trovare i refusi... degli altri, un po' meno i nostri.
Far leggere quello che scriviamo a persone esterne ci aiuta a stanare gli errori nascosti, ma soprattutto a valutare se e quanto il nostro testo sia comprensibile a tutti.
Soprattutto in caso di testi tecnici destinati al grande pubblico è importante che il lettore non sia una persona competente della materia, in modo da poter individuare i punti più oscuri che necessitano di un'ulteriore revisione.

Tradurre i termini specialistici con parole di uso comune
Ogni professione ha il suo gergo tecnico, compreso solo dagli addetti ai lavori e spesso se ne fa un uso esagerato, a volte solo per mettersi in mostra e sfoggiare la propria preparazione accademica.
I termini tecnici andrebbero usati solo quando realmente indispensabili o limitati alle conversazioni tra specialisti. Negli altri casi, soprattutto per testi destinati al grande pubblico, vanno sostituiti con parole di uso comune.
Nel Codice di Stile sono presenti molti esempi di riscrittura e semplificazione di moduli e documenti burocratici. Inoltre in appendice è riportato il Vocabolario di Base della Lingua Italiana compilato dal linguista Tullio De Mauro, un elenco delle 7000 parole indispensabili per conoscere la nostra lingua che andrebbe preso come riferimento per ogni lavoro di semplificazione.

Rendere immediatamente disponibili le parole chiave
Spesso nelle comunicazioni tecniche e burocratiche, si antepongono al testo lunghe e spesso noiose introduzioni prima di arrivare a definire le informazioni basilari: chi scrive, a chi è rivolto, qual è il messaggio principale.
Sarebbe invece utile, prendendo esempio dal linguaggio giornalistico, dare queste informazioni all'inizio del testo per permettere al lettore di comprendere immediatamente cosa gli viene comunicato o quali azioni gli viene chiesto di effettuare.
Il consiglio vale anche per i testi letterari dove andrebbero evitate le lunghe premesse o limitate le descrizioni particolareggiate di ambienti e personaggi che tendono ad annoiare il lettore e a spezzare il ritmo della narrazione.

lunedì 24 agosto 2015

Come nasce una (mia) recensione



Nel tentativo di semplificare il blog, eliminando le parti superflue, ho recentemente deciso di accorpare le sezioni Libri che mi sono piaciuti e Recensioni, nate inizialmente con scopi diversi.
La prima per raccogliere un elenco dei libri letti che mi erano particolarmente piaciuti e che consigliavo agli altri, la seconda per riunire i testi di cui avevo scritto un mio commento su questo blog (e su BraviAutori o altri siti).
Dato che spesso gli elementi dei due elenchi coincidevano, ho ritenuto opportuno integrarli, con una grafica comune, aggiungendo in coda a parte quei testi recensiti che non mi avevano particolarmente convinto.
Approfitto dell'occasione per tornare sul tema delle recensioni (già affrontato in un altro articolo) e condividere qualche considerazione.

La ricerca ossessiva della recensione
La lettura immerge in nuovi mondi
Le recensioni sono per ogni scrittore una fonte di gioie e di dolori.
Alcuni dicono di non darci troppa importanza, altri le cercano spasmodicamente, spammando senza ritegno i loro titoli su qualsiasi sito/blog/profilo Facebook, alcuni sembra quasi che le collezionino, come se avere cento recensioni positive, praticamente identiche tra loro, fosse da solo indice di successo.
Fa piacere a tutti, indubbiamente, leggere commenti (possibilmente positivi) sul proprio scritto, sapere che qualcuno ci ha letti, ha perso un po' del proprio tempo sulle nostre sudate pagine.
Qualcuno dice che i commenti positivi siano inutili perché alimentano solo l'ego dell'autore senza mettere in luce eventuali difetti.

In parte sono d'accordo, soprattutto ritengo inutili i commenti entusiastici spesso inseriti sui siti web o nelle fascette dei libri: cose come "l'autore del secolo", "il libro dell'anno", "un capolavoro assoluto", "il nuovo NomeAutoreFamoso", etc. Parole ormai abusate e perciò svuotate di ogni significato che a mio parere finiscono per svalutare il testo perchè non aggiungono nessuna informazione utile al lettore, non gli danno nessun motivo valido per leggere quel libro piuttosto che un altro.
Personalmente in genere evito i libri enfatizzati in questo modo perchè spesso oltre la fascetta non c'è niente, non c'è un libro valido, ujn contenuto ma solo una ricca campagna pubblicitaria.
Nello stesso modo pubblicizzare troppo il proprio testo o richiedere recensioni a tutti potrebbe avere un effetto negativo sul potenziale lettore/recensore, spingendolo piuttosto a ignorare le nostre richieste, segnalare il nostro account per spam  o addirittura a parlare male dell'autore troppo insistente.

I commenti negativi fanno male, soprattutto quelli scritti solo per demolire l'autore senza spiegare cosa non è piaciuto, nè offrire consigli utili per migliorare.
Bisogna comunque sempre accettarli con umiltà, evitando polemiche inutili, e possibilmente farne tesoro per cercare di migliorare il proprio modo di scrivere. Tutti commettiamo degli errori, soprattutto agli inizi: qualche refuso, qualche svista grammaticale o ingenuità nella trama o nella narrazione.
Alcuni autori comunque hanno saputo sfruttare i loro presunti difetti per creare uno stile personale, riconoscibile, diverso da quello di tutti gli altri.

Le classifiche di vendita
Molti autori si fanno in quattro per accumulare recensioni e risalire le classifiche su Amazon o altre librerie online, spesso dando meno peso al lavoro di scrittura e revisione, quasi che cercare di proporre un buon prodotto fosse solo un fattore accessorio e non un dovere verso i propri lettori.
Nati come un utile strumento di vendita di libri e condivisione di pareri letterari, questi siti per molti sono diventati solo uno squallido strumento di marketing.
Alcuni autori usano amici compiacenti per scrivere (o spesso si scrivono da soli) commenti entusiastici per attirare l'attenzione sul loro testo o per risalire le classifiche di vendita.

Qualche anno fa ho potuto verificare personalmente l'inconsistenza delle classifiche di Amazon: per un caso due amici separatamente avevano acquistato online nello stesso giorno una copia di un mio libro di poesie  e magicamente il titolo era schizzato ai primi posti nella classifica dedicata, accanto a classici e poeti affermati.
All'inizio avevo accolto la notizia con piacere, quasi con orgoglio, poi mi sono reso conto di come fosse facile manipolare i risultati, senza neanche ricorrere a pratiche scorrette, semplicemente concentrando tutte le vendite in un breve periodo.

Molti autori infatti approfittano delle periodiche promozioni gratuite offerte dal sito per risalire le classifiche di vendita.
Essere ai primi posti, anche solo per qualche giorno, a volte influisce su quei lettori che in buona fede comprano i libri in alto in classifica credendoli i migliori, aumentando le vendite e perpetuando la posizione in classifica, indipendentemente dalla qualità del testo.
Consiglio sempre di diffidare delle classifiche e dei commenti; meglio piuttosto leggere le anteprime gratuite fornite ormai da quasi tutte le librerie online per farsi un'idea del testo che andiamo ad acquistare. Un libro si valuta dal contenuto, quasi mai dalla bella confezione.

Leggere il libro da recensire
Sembra scontato, ma spesso si leggono in rete recensioni fatte senza aver mai letto il libro in questione o avendone assaporato solo l'incipit o le prime pagine.
I libri sono tanti, il tempo per leggere poco e magari non si vuole scontentare nessuno. Così capita a volte che si scriva di un testo solo per sentito dire, leggendo qualche pagina, pescando da altri commenti già presenti in rete o rielaborando in maniera creativa la quarta di copertina.
I risultati a volte sono buoni, quasi indistinguibili dalle vere recensioni; un espediente possibile soprattutto se il testo è già molto noto e ne esistono altri commenti, ma che ci espone da un lato all'accusa di plagio (se la copia è troppo spudorata), dall'altro a una pessima figura (se smascherati).
Basta solo che un lettore pignolo, conoscendo il libro in questione, ci chieda chiarimenti su qualche frase sibillina o ci faccia notare di aver scritto delle baggianate per far emergere la verità.

Scrivere di un libro, di un film, di uno spettacolo o di un evento qualsiasi senza averlo mai visto mi sembra un'offesa al lettore; meglio piuttosto rimandare la recensione o rinunciarci, spiegando magari le nostre motivazioni. Meglio non scrivere per qualche giorno,  piuttosto che mettere insieme pagine arrangiate pur di riempire qualche schermata ad ogni costo.
Qualcuno dice che la scrittura dovrebbe impegnarci ogni giorno, diventare quasi come un lavoro, ma mi sembra evidente che non sempre questo sia possibile. Spesso la vita ci impone altri ritmi, altre priorità, ci costringe a dedicare il nostro tempo ad altre cose, sacrificando le nostre passioni.
Scrivere non è un hobby, intendiamoci, richiede costanza e sacrificio, ma un lavoro, lo dimenticano in molti, presuppone anche una retribuzione e non solo la soddisfazione di avere creato qualcosa di bello.

Come preparare una recensione
Non esiste una ricetta unica, ciascuno si organizza in modo personale anche in funzione del genere e della lunghezza del libro da esaminare.
C'è chi preferisce leggere interamente il libro e solo alla fine cominciare ad abbozzare un commento, chi lo scrive pian piano in parallelo alla lettura del libro, stilando puntualmente un resoconto capitolo per capitolo.
Io consiglio di leggere tenendo a portata di mano un quaderno o qualche foglio di carta per prendere velocemente qualche appunto, senza distogliersi troppo dalla lettura, da usare come riferimento in fase di stesura del commento. Poche righe, qualche parola o frase, materiali che poi non sempre vengono effettivamente utilizzati tutti, ma comunque aiutano a tenere memoria di quanto letto, evitando di dover ogni volta tornare sui alcuni punti che non ricordiamo bene.
Se si legge in cartaceo meglio allegare a ogni appunto il relativo numero di pagina per poterla ritrovare velocemente. Gli ebook invece offrono delle comode funzioni di ricerca: inserendo qualche parola o frase particolare si può risalire rapidamente al contesto. Oppure si possono ulilizzare i classici segnalibri cartacei o digitali.

Non avere fretta
Un'altra cosa importante è non avere fretta di scrivere tutta la recensione subito, magari a caldo appena terminata la lettura del libro, quando sembra che le riflessioni e le parole sgorghino di getto.
Errore che ho spesso fatto anch'io, credendo di velocizzare i tempi

Meglio lasciar passare un po' di tempo, anche solo qualche ora per permettere a quanto letto di sedimentarsi in noi e riuscire a vederlo con maggiore obiettività. Non troppo, chiaramente, perchè altrimenti la memoria vacilla e si perdono alcuni riferimenti (per questo è sempre utile avere degli appunti sottomano).
Una cosa importante è anche tenere nota dei nomi dei personaggi e luoghi principali per evitare di confonderli durante la scrittura della recensione. Per romanzi molto lunghi e articolati consiglio comunque un altro controllo veloce prima della stesura finale.

Dare un giudizio comunque ?
Come comportarsi se il libro da recensire non ci è proprio piaciuto?
Può capitare, ognuno di noi ha gusti, esigenze e sensibilità differenti e quindi a volte uno stesso libro può raccogliere contemporaneamente consensi e stroncature, piacere al pubblico e non alla critica o viceversa, etc.
Alcuni recensori preferiscono dare un giudizio solo se il  libro è piaciuto per evitare di mettere in cattiva luce chi lo ha scritto e per non sottrarre tempo a testi più meritevoli.
Altri si esprimono comunque, dicendo quello che pensano, per onestà intelletuale o per puro gusto della polemica, dando vita spesso a flame infiniti con autori troppo suscettibili,  che purtroppo a volte sfociano in attacchi personali.

Diario delle letture
Scrivere commenti mi serve soprattutto per tenere traccia dei libri che ho letto e gradito, una sorta di diario delle letture migliori che poi consiglio anche a chi mi segue, sempre con l'avvertenza che si tratta di giudizi personali e non di recensioni scritte da un professionista.
Se un libro non mi è piaciuto in genere evito di esprimere giudizi; al limite se conosco l'autore gli scrivo in privato per spiegargli  quali sono state le parti che ho gradito e quelle che non mi hanno convinto. Senza troppe pretese.
Come autore comprendo il desiderio di ricevere recensioni, l'amarezza per il silenzio attorno al proprio capolavoro (per un autore resta tale anche se tutti lo demoliscono, come un figlio un po' ribelle) che fa venire qualche dubbio, a volte motivato, sulle proprie capacità espressive.
Finora mi è capitato di ricevere una sola recensione, dopo uno scambio di letture con un altro autore, che metteva in luce anche alcuni aspetti negativi del mio testo, difetti su cui dovrò lavorare per i lavori successivi.
Una critica motivata può aiutare a crescere e a volte confrontarsi con i lettori ci permette di trovare strade nuove per esprimere le nostre sensazioni. Inutile chiudersi in difesa del proprio testo o accusare il lettore di non capirci. Se il messaggio che volevamo trasmettere non arriva a tutti la responsabilità è anche nostra.

Il mercato delle recensioni
Da alcuni anni proliferano i blog a tema letterario, segno che il libro non è ancora morto nonostante le politiche miopi di alcuni editori, e molti blogger si dedicano anche alla promozione dei nuovi autori attraverso la creazione di schede o vetrine dedicate alle nuove uscite o la scrittura di recensioni.
Alcuni autori inondano tutti i blog esistenti (e sono davvero tanti) di richieste di recensioni per farsi conoscere, ottenendo spesso  buoni risultati in termini di visibilità, ma rischiando di ricevere tanti commenti simili concentrati in un breve periodo o di essere etichettati come spammer.
E di perdere potenziali lettori inviando per la recensione troppe copie dei loro ebook o testi cartacei.
Il modo di porsi, di richiedere la recensione, la troppa insistenza, insieme al tempo disponibile e agli impegni pregressi determinano poi il normale evolversi di questi rapporti di collaborazione.
La maggior parte di questi siti offrono il loro spazio gratuitamente, chiedendo all'autore solo di fare pubblicità al proprio portale, nel reciproco interesse.
Spesso gli autori sono anche blogger per cui si crea un circolo di collaborazioni, scambio di letture e reciproche recensioni, in cui ciascuno promuove anche le opere degli autori amici.
Niente di male, soprattutto se fatto alla luce del sole. Sappiamo tutti che gli autori indipendenti faticano a farsi notare e darsi una mano a vicenda, mettendo da parte rivalità e invidie, a volte e a volte l'unico modo per trovare degli spazi nelle ristrette maglie del mercato editoriale.
Il rovescio della medaglia è che molti lettori tendono a sottovalutare le opere presentate perchè pensano che nella rete di reciproche recensioni ci sia spazio solo per commenti positivi e che non tutti i libri proposti meritino davvero di essere letti.
Chissà perchè nessuno si pone la stessa questione quando autori, conduttori, opinionisti e giornalisti noti fanno rete nello stesso modoper promuoversi su giornali e televisioni.
In effetti questo tipi di scambi espone ad alcuni rischi:
  • le recensioni sono considerate a priori troppo benevole o etichettate frettolosamente come semplici spot pubblicitari di opere non sempre all'altezza
  • chi scrive una recensione positiva per un autore amico si aspetta un trattamento analogo da parte dei colleghi e non sempre accdetta serenamente eventuali critiche.
  • una recensione negativa o solo un po' critica viene percepita dall'autore come un attacco personale, un segno dell'invidia di chi scrive il ommento, generando discussioni infinite
  • alcuni recensori, per evitare problemi, evitano o ritardano ogni commento a opere di autori che conoscono, aspettando magari che qualcun altro si esponga prima.
Ricevere una critica non piace, è naturale, ma è sbagliato prenderla come un attacco personale o solo pensare di poter piacere a tutti. Possiamo aver scritto un libro bellissimo, ma ci sarà sempre qualcuno che non gradirà la trama, il genere, lo stile perchè magari abituato a leggere altro. Credo che a tutti sia capitato di leggere un libro, osservare un quadro o ascoltrare una musica e poi commentare "L'autore è bravo, ma non è il mio genere" che significa "apprezzo il tuo talento, ma non ho gli strumenti per giudicarlo.in maniera obietiva. Ogni lettore ha gusti e sensibilità personali differenti e, per fortuna, il pubblico non può essere omologato come un'entità unica.

Consiglio ancora di usare le recensioni come primo contatto con autori che non conosciamo, senza farci circuire da commenti eccessivamente entusiastici, affidandoci invece alla lettura diretta dei testi, l'unico mezzo valido per comprenderne il reale valore.
Un metodo che andrebbe sempre applicato, anche in ambito scolastico, dove spesso di ci affida più all'autorità dei critici e alle loro opinioni su un autore che alla conoscenza e lettura dei testi.

Concludo mettendo in guardia gli autori dai alcuni siti che offrono recensioni a pagamento,
Capisco che in tempo di crisi molti cerchino di far fruttare anche economicamente le proprie passioni,  chiedendo un corrispettivo in cambio del servizio offerto. Alcuni fanno anche un buon lavoro, chiedendo magari in cambio una piccola somma, presentata come rimborso spese per l'onere della lettura.
In generale meglio evitare le recensioni a pagamento, spesso ospitate su siti  "civetta", che restano online giusto per il tempo necessario per intascare i soldi, sparendo magicamente senza realizzare alcuna recensione.
A mio parere sono comunque una doppia fregatura:
  • per l'autore, costretto a pagare un commento su commissione, spesso redatto in fretta o magari usando lo stesso schema, ripetendo gli stessi concetti, proponendo recensioni fotocopia dove tutti sono "la rivelazione dell'anno" e variando soltanto titolo e autore.
  • per il pubblico perché generalmente una recensione a pagamento è sempre positiva, indipendentemente dal reale valore del testo, per cui sono solo parole inutili. Alcuni recensori "più seri" comunque si riservano il diritto di poter anche scrivere note negative, offrendo forse  una maggiore garanzia al lettore, ma vanificando l'investimento economico e di immagine dell'autore.
Meglio affidarsi sempre a siti conosciuti, possibilmente presenti in rete da tempo e con una reputazione consolidata, esaminando le recensioni già realizzate prima di chiederne una, per  valutarne la qualità.
E fare marcia indietro alla prima richiesta di denaro! ;-)

venerdì 24 luglio 2015

Streetlib, novità luglio 2015








Inizialmente avevo scritto questa breve nota in coda al precedente articolo su Streetlib, poi ho deciso di dargli più spazio, sperando possa essere utile a chi, come me, ha qualche difficoltà a districarsi tra le nuove denominazioni dei servizi offerti.




La nascita di Streetlib ha dato vita a una piccola rivoluzione in casa Narcissus e Simplicissimus Book Farm.
Da oggi tutte le attività confluiranno sulla piattaforma Streetlib, cambiando nome in un'ottica di riorganizzazione e semplificazione dei servizi.
Per gli utenti di fatto cambierà poco, a parte il fatto di doversi orizzontare con le nuove denominazioni dei servizi (un po' troppo anglofone; si stenta a capire che sia un'azienda italiana).

Un aiuto può venire dall'interessante articolo  di Sonia Lombardo su Storia Continua, da cui ho tratto questo semplice specchietto riassuntivo.
Mi piace l'idea di riunire tutti i servizi in un'unica piattaforma, ma temo che i nomi scelti creino confusione, soprattutto nei primi mesi. Difficile per gli utenti italiani districarsi tra Streetlib Publish e Streetlib SelfPublish o cogliere immediatamente la differenza tra Streetlib Store, Streetlib Sell e Streetlib Marketplace.
Troppo simili e potenzialmente sinonimi per chi ha solo una conoscenza di base della lingua inglese.
Capisco la necessità di proporsi su uno scenario internazionale (e un pizzico di esterofilia), ma non credo costi molto aggiungere alle nuove denominazioni anche una breve nota esplicativa (possibilmente anche in italiano) per aiutare gli utenti a comprendere meglio le differenze tra i servizi proposti.
E magari anche un tasto "home" per poter tornare al punto di partenza se ci si rende conto di aver selezionato la pagina sbagliata.
Spero siano solo difficoltà momentanee, dovute alla necessità di mettere insieme, omologare graficamente e far comunicare tra loro servizi nati su siti diversi e con logiche differenti.
Da ammirare comunque il coraggio imprenditoriale di Antonio Tombolini e del suo staff di Simplicissimus Book Farm nel dar vita alla nuova piattaforma unica Streetlib, mettendo da parte marchi ormai consolidati sul panorama italiano e internazionale come Narcissus, Stealth, Ultima Books, Footwings e Backtypo.


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