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lunedì 26 agosto 2013

Baol, una tranquilla notte di regime (Stefano Benni)


Di solito scrivo recensioni solo per libri che mi sono piaciuti: sono giudizi soggettivi e non mi piace criticare il lavoro altrui. Le analisi serie le lascio fare a chi ha maggiori competenze.
Ho letto questo libro per partecipare a un Salotto Letterario (a cui poi non ho potuto prendere parte) e mi è sembrato opportuno lasciare comunque le mie impressioni, un po' controcorrente, visto che in rete trovavo solo commenti entusiastici che riportavano pari pari la quarta di copertina, il vecchio trucco di chi scrive recensioni senza leggere il libro in questione oppure esalta un testo solo per non  ammettere onestamente di non averci capito niente (pratica sleale più comune di quanto sembri).

Baol l'ho letto tutto, purtroppo aggiungerei, restandone deluso, perché Stefano Benni di solito scrive bene e avevo apprezzato altri suoi testi (L'ora più bella, La grammatica di Dio). In questo caso ha forse voluto sperimentare troppo, in un genere, la fantascienza, che non gli è congeniale e non può essere improvvisato inserendo un'ambientazione futuribile o qualche neologismo tecnologico.



Un'occasione mancata; questa forse la definizione migliore per questo libro che sulla carta si presenta come un racconto distopico (ambientato in un futuro alternativo), ma in realtà per una buona metà è solo un accozzaglia di parole e frasi messe insieme quasi a caso.
Un abuso di neologismi e termini inesistenti, spesso elencati in una catena di lunghe frasi prive di punteggiatura, appesantisce fortemente la lettura, rendendo poco fruibile la storia. Una lettura pesante in cui a volte risulta difficile individuare una trama o comprendere i riferimenti all'attualità che (forse) l'autore ha voluto nascondere nel testo.
Probabilmente nell'immaginaria realtà alternativa sono state abolite la grammatica e la sintassi!
Sembra un puro esercizio letterario fine a se stesso che forse mira a sorprendere il lettore, ma di certo lo manda via deluso.
Ogni tanto è presente qualche spunto spiritoso, utile magari per chi fa collezione di citazioni, slegate da ogni contesto; piccole frasi da incorniciare, dimenticando (in fretta) il testo da cui sono tratte.
Solo nel finale il metodo narrativo si normalizza, offrendoci nel complesso delle buone pagine, forse un premio per aver perseverato nella lettura e resistito fino alla fine.
Ma ormai è tardi! La maggior parte dei lettori a quel punto saranno già scappati via. Un peccato, perché il tema avrebbe potuto offrire spunti narrativi interessanti.

Titolo: Baol, una tranquilla notte di regime
Autore: Stefano Benni
Traduttore: -
Editore: Feltrinelli (collana Universale economica)

Recensione pubblicata anche su Braviautori il 17/05/2013
http://www.braviautori.com/book_baol-una-tranquilla-notte-di-regime.html