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sabato 9 agosto 2014

poesia Nagasaki: 9 agosto 1945

Pochi giorni fa in tutto il mondo si è ricordato l'anniversario della prima bomba atomica, esplosa a Hiroshima il 6 agosto del 1945, una grande tragedia che ha fatto vivere per anni il mondo intero con l'incubo di una guerra nucleare.
Solo pochi giorni dopo scoppiava a Nagasaki un'altra bomba, a volte un po' dimenticata nelle celebrazioni ufficiali. Un crimine forse peggiore perché compiuto dopo aver visto gli effetti devastanti della prima bomba, senza neanche più l'alibi di non conoscerne il reale potere distruttivo.

Qualche anno fa ho scritto varie poesie su questo tema, compresa quella che segue, dedicata esplicitamente alla tragedia di Nagasaki. 
Vorrei dedicarla a tutte le vittime della follia umana, dei conflitti del passato e purtroppo anche delle tante, troppe guerre combattute ancora oggi e spesso dimenticate dai mezzi d'informazione.



Nagasaki: 9 agosto 1945

Quel giorno
un vecchio pescatore
gettava le sue reti,
come sempre.
Un bambino
librava nell’aria il suo aquilone,
fiero del suo lavoro,
e lo mostrava a sua madre
che allattava l’ultimo nato.
All’improvviso,
nel cielo
apparve un grosso uccello nero.
E un nuovo sole si accese.
Il grande albero
aprì la sua nera chioma,
avvolgendo tutto.
Fu solo un istante
e poi il nulla.
In un attimo
non ci fu più nessuno,
non ci fu più niente.
Il vecchio pescatore scomparve
in quel rogo infernale
e con lui la piccola giunca,
il porto,
il serpente di carta,
la lieta famigliola
e tutto ciò che,
un giorno,
era stato Nagasaki.
Quel giorno è lontano ormai,
ma in noi deve essere vivo il ricordo,
la paura di quel giorno,
di quell’ultima follia,
per poter dire ancora,
per sempre,
MAI PIÙ.


(tratto dalla raccolta Fogli diVersi