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venerdì 1 luglio 2016

Lungo gli argini (AUTOREcensione) - parte seconda



Seconda parte del mio esperimento di AUTOREcensione del libro Lungo gli argini.
Se il primo articolo vi è piaciuto consigliatelo agli altri; se state ancora sonnecchiando per la noia, di certo conoscerete qualcuno che soffre d'insonnia e potrete consigliarglielo come terapia.

Nel dubbio continuo. 
Visto che questo articolo è uscito in ritardo rispetto alla tabella prevista, ho deciso di prorogare ancora, fino al 31 luglio 2016, le promozioni sui miei libri, sconto 10% per gli ebook e 20% per la versione cartacea, valide solo acquistando dal sito Youcanprint e inserendo i codici indicati a lato)

PS La versione ebook di Lungo gli argini dovrebbe subire piccolo un aggiornamento nelle prossime settimane e probabilmente ci vorrà qualche giorno perché la nuova versione sia disponibile su tutte le piattaforme. Avvisatemi, se per errore vi viene inviata quella precedente.

copertina Lungo gli argini

Le poesie in breve - parte seconda


Riprendiamo con In cima alla montagna, un inno contro la guerra.
Alla fine di un conflitto bellico qualcuno pianta in cima a una montagna una croce, fatta con le armi dei caduti e ancora intrisa del loro sangue. Un monumento improvvisato che diventa un simbolo di pace e di speranza per i reduci che tornano a casa. Qualcuno si ferma a pregare per ringraziare di essere ancora vivo, per i compagni morti, per chi non è tornato/ qualunque la divisa/ che ieri abbia portato.
Speso sentiamo la mancanza di quelli che ci hanno lasciati, Nostalgia di parenti e amici che possiamo solo tener vivi nei nostri ricordi, sperando che siano felici tutti insieme/ nel regno dei santi.
Un vecchio bue offre una rilettura originale dell'evento natalizio, visto dal punto di vista del bue, uno dei protagonisti inconsapevoli dell'evento, spesso lasciato solo nello sfondo nei nostri presepi e nelle consuete narrazioni.
A volte tutte le nostre azioni appaiono inutili, sembra che niente possa cambiare. In Vanità viene espresso questo stato d'animo di rassegnazione, ma anche il desiderio di continuare la lotta, di non adeguarsi e restare sempre fuori dal coro dei compromessi.
Le cronache ci hanno spesso raccontato di persone, popolazioni intere portate via dalle loro terre, segregate e uccise per motivi politici e religiosi. Di loro si cerca di cancellare tutto, anche ogni ricordo. In Sono tornati un sopravvissuto tiene viva la memoria delle persone care scomparse e, contro ogni logica, aspetta con speranza il loro ritorno perché nessuno è morto/ sepolto veramente, / finché rimane vivo/ nel cuore della gente.
da In cima alla montagna
Raccontare cose positive, grandi amori, gesta eroiche è il desiderio di ogni poeta, ma spesso è costretto a mettere in luce, raccontare anche cose negative; sentimenti contrastanti espressi in Il sogno del poeta, che include anche un invito a non abbattersi e a non prendersi troppo sul serio ridi dei tuoi affanni/ e non farai mai danni.
La vita spesso ci porta a cadere, a finire nella disperazione, da cui da soli spesso non riusciamo a venir fuori; in Fango le persone in difficoltà cercano di rialzarsi insieme, aiutandosi reciprocamente a non ricadere.
Madre Teresa di Calcutta (oggi Santa Teresa) è stata un personaggio importante nella vita della chiesa e del mondo: cerco di raccontare la sua missione verso gli ultimi, il suo impegno e la sua umiltà nella poesia Teresa di Calcutta.
Neve rossa ricorda un episodio doloroso avvenuto, se ben ricordo, durante la guerra del Kossovo: un gruppo di bambini furono uccisi da una bomba (o una mina) mentre giocavano a calcio in un campetto improvvisato. Un pensiero per tutte le vittime delle guerre, spesso bambini e donne innocenti, colpevoli solo di essere al loro posto in un mondo sbagliato.
Sul monte degli ulivi è quasi una preghiera, in cui viene riassunta la vita di Gesù, insieme alle paure, ai dubbi che costellano il cammino di ogni uomo. Segue una poesia dal titolo simile, All'ombra di un ulivo, dedicata a don Tonino Bello, indimenticabile vescovo di Molfetta-Ruvo-Terlizzi, presidente di Pax Christi e soprattutto uomo di pace e dialogo. Un ricordo scritto in occasione del secondo anniversario della morte, con un augurio finale Se un giorno sarò degno/ di entrare in Paradiso / vorrei che il gran portone/ mi aprisse il tuo sorriso.
Folle e Ancora sembrano solo dei giochi di parole: il primo alterna la follia umana e le folle senza volto che seguono il loro folle sovrano, cercando di offrire degli utili spunti di riflessione e una nota di speranza per questo folle mondo; l'altro riflette sul nostro bisogno d'amore, che come un'ancora ci mantiene ancora legati ai nostri sogni.
Non poteva mancare una poesia dedicata alla Speranza, amica sincera e disinteressata che ci accompagna in ogni giorno della nostra vita. aiutandoci ad andare avanti e a spargere ovunque/ i tuoi semi d'amore.
Molti scrittori e giornalisti scrivono eroicamente per denunciare le ingiustizie, ma spesso i loro ideali si scontrano con la necessità di vendere il proprio lavoro senza svendersi, restando comunque uomini liberi. In Mercenario emergono i dubbi e i rimpianti di Una penna mercenaria, / in una stretta gabbia, / tanti castelli in aria/ e dentro ancora rabbia che cerca di restare libera affinché del tuo scriver sia/ Dio l'unico sovrano.
Un uomo che muore, un uomo senza sorriso/ che cerca una donna/ e non rammenta il suo viso ritratto in Avete mai, poesia che parte da alcuni versi di Ditemelo voi, offrendone una versione alternativa.
Lo scrigno dorato custodisce i nostri amori non corrisposti, quelli per cui a volte siamo costretti a rinunciare alla persona amata, sperando che almeno lei sia felice.
Il tema dell'informazione torna in Scoop dove ci si interroga su un certo tipo di giornalismo urlato, che punta in maniera indegna sulla curiosità morbosa più che sulla completezza della notizia.
Sulla strada è dedicato alle tante ragazze costrette a lasciare la loro casa e a prostituirsi in una terra straniera, usate e disprezzate dai loro clienti, come se fossero solo corpi vuoti. Con l'augurio che il loro dolore possa aver fine, che il loro viaggio possa avere una meta, portare a una vita libera e felice.
A volte Dio si nasconde in attesa che gli uomini lo vadano a cercare; in Senza Dio c'è un personaggio televisivo, una sorta di telepredicatore ateo, che mette in dubbio fede e religione senza rendersi conto che attraverso le sue parole qualcuno ritroverà la fede perduta. E che quel Dio tanto negato non è poi così lontano da lui.
A tutti noi sarà capitato di cogliere un fiore mentre passeggiavamo tra i campi: in Fiore reciso riflettiamo su quanto questo atto apparentemente delicato e poetico, per il fiore equivalga ad una condanna, nonostante i nostri vani tentativi di mantenerlo in vita.
Un modo originale è un piccolo viaggio alla ricerca di un'alternativa  alla nota rima cuore/amore, da molti considerata ormai desueta. Ma non sempre quel che si trova ha lo stesso valore; la variante appare nuova, diversa, ma spesso non altrettanto poetica e efficace.
Tutti conoscono la nota tragedia di Shakespeare Romeo e Giulietta, icona intramontabile dell'amore che non conosce confini e barriere sociali. Tragedia veronese è un mio modesto omaggio a questa storia intramontabile e senza tempo.
La perla rara conclude la raccolta con un messaggio di speranza, un invito a ricercare l'amore, un nuovo progetto di vita.

Spero che questo rapido viaggio tra le mie poesie sia stato di vostro gradimento e magari vi abbia incuriositi e invogliati a conoscerle meglio.