Visualizzazione post con etichetta poesie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta poesie. Mostra tutti i post

giovedì 4 agosto 2016

Poesie di periferia (Roberta F.I. Visone)


Qualche mese fa avevo visto Poesie di periferia  tra i libri degli Autori Youcaniani e mi aveva incuriosito, forse per il titolo inusuale, forse per la bella copertina. Mi è tornato alla mente quando dovevo indicare il libro prescelto per l'iniziativa "Noi ci leggiamo 2016", un acquisto incrociato di libri, utile per conoscere meglio le opere degli altri autori/autrici del gruppo e valutare i tempi di spedizione dei vari store online.

La lettura e la recensione di questo libro ha avuto un percorso abbastanza travagliato: ho ricevuto per errore prima la vecchia versione Anti-Zibaldone 2.0 e ho cominciato a leggerla e commentarla, confrontandola poi con la nuova, letta prima in streaming su 24symbols e poi in versione cartacea.
Un piccolo disguido che comunque mi ha consentito di confrontare le due edizioni del libro, di cogliere meglio il percorso di maturazione artistica e umana di Roberta F.I. Visone e di poterne apprezzare maggiormente i contenuti. Nel commento faccio riferimento alla versione finale.


copertina Poesie di periferia



Considerazioni generali
Ho apprezzato molto questa raccolta. Uno stile semplice, senza usare termini troppo ricercati o inutili orpelli, che mira a trasmettere contenuti, sentimenti, emozioni, comunicando direttamente al cuore del lettore, spesso con un pizzico di ironia. Uno spirito abbastanza affine al mio modo di scrivere, di concepire la poesia che me le ha fatte apprezzare da subito, trovando anche qualche analogia nei temi e nel modo di raccontare le emozioni.
Belli anche il titolo e l'immagine di copertina utilizzati per Poesie di periferia, che mi avevano subito incuriosito, spingendomi a leggere questo testo.
La raccolta è divisa in 7 sezioni, caratterizzate da un titolo e da un commento introduttivo, contenenti
componimenti di lunghezza variabile, scritti principalmente in italiano, con qualche incursione in altre lingue.
Personalmente ho apprezzato maggiormente le poesie più brevi, veri piccoli quadri poetici condensati in poche righe dal titolo evocativo.
Le poesie più lunghe sono comunque interessanti, ma a volte si tende a perdere il filo, distratti dai troppi contenuti e dal ritmo musicale che l'autrice ha voluto dare a questi testi, spesso delle vere e proprie canzoni di cui però non conosciamo la melodia.
Non so se Roberta le abbia concepite inizialmente come poesie o come testi musicali, se abbia provato a canticchiarle mentre le scriveva, come è capitato a me mentre scrivevo alcuni testi dalla struttura simile.
Nella raccolta ci sono anche alucne poesie in altre lingue: inglese, francese, tedesco e napoletano.
Alcune sono complete di traduzione a fronte, altre lasciate alla libera interpretazione del lettore.
Non essendo poliglotta come Roberta, di quest'ultime ho potuto apprezzare solo quelle in inglese.
Capisco che nella traduzione spesso si perda la musicalità e il ritmo della poesia, ma secondo me sarebbe stato opportuno includere la traduzione di tutti i testi in lingua straniera, visto che purtroppo non tutti parlano corrrentemente più lingue.

Confronto tra le due versioni
Visto che ho avuto l'opportunità di leggere entrambe le versioni, mi permetto di fare qualche considerazione in merito.
Anti-Zibaldone 2.0 rappresenta un po' la prova generale del libro, il tentativo di raccogliere su carta le proprie poesie e trovare il coraggio di condividerle con gli altri. Una genesi incompleta che la stessa autrice ha subito sentito la necessità di riproporre in una nuova veste, sistemando alcune poesie in un ordine diverso, aggiungendo alcune cose e togliendone altre.
La prefazione della seconda edizione mi sembra molto più chara ed efficace; l'altra era forse troppo personale, con molte notizie autobiografiche di scarso interesse per il lettore comune e citazioni letterarie che non tutti potevano comprendere agevolmente. Buona la scelta di spiegare nelle note i tanti riferimenti letterari o musicali "nascosti" tra i suoi versi.
Nella prima versione era anche incluso il racconto breve La donna col cappotto rosso, testo interessante, ma poco in linea con lo spirito di una raccolta di poesia.  L'aspetto attuale del racconto si presenta come un lungo blocco di testo che non invoglia certo alla lettura e i cui contenuti non sono sempre ben chiari. Probabilmente andrebbe suddiviso in paragrafi più brevi e spaziati, riscrivendo alcune parti del testo e sviluppando la storia "sognata" in maniera più ampia. Giusta la scelta di eliminarlo dalla nuova versione, tenendolo in serbo magari per una futura raccolta di racconti.
Entrambe le edizioni, uscite a distanza di quasi un anno l'una dall'altra, sono impaginate in formato A4, assumendo un po' l'aspetto di quadernoni scolastici. Una scelta che inizialmente mi ha spiazzato, poi l'ho apprezzata per un velato richiamo al mondo scolastico o ai diari dell'adolescenza.
Migliorata l'impaginazione nella versione definitiva, allargando i margini interni che davano qualche problema nella lettura di alcune poesie.
Non condivido molto la scelta di adattare la pagina al testo, inserendo i versi a volte su una colonna singola, a volte su due colonne; a volte allineate a sinistra, a volte centrate, senza una struttura definita.
La scelta di dare ad alcuni testi una grafica un po' "ballerina" con versi che saltano in maniera creativa da un lato all'altro della pagina è sicuramente originale, forse un richiamo alla poesia visiva futurista, ma a mio parere  poco funzionale alla lettura, alla lunga tende a distrarre dai contenuti.

Panoramica sulle poesie
Non sono un esperto di poesia dal punto di vista prettamente tecnico per cui il mio commento si basa soprattutto sulle emozioni suscitate in me dai versi di Poesie di periferia.
Procederò sezione per sezione, evidenziando alcuni versi dei componimenti che mi hanno colpito maggiormente e aggiungendo qualche breve nota.
Salto volutamente quelli scritti in altre lingue, che non sarei in grado di giudicare in maniera corretta.

1) Dell'attesa, dell'infatuazione, degli amori platonici e della cruda realtà
La prima sezione contiene le poesie dedicate al'amore desiderato, che ho trovato molto belle e affini al mio spirito.
All I need - poesia in inglese che esprime il bisogno di amare, il bisogno di una persona che ci faccia stare bene, di cui poterci fidare sempre.
Speranza d'amore - una bella riflessione sul bisogno di ciascuno di ni di essere amato, se non nella realtà, almeno nei proprio sogni.
Campanaro - in certi periodi l'amore non scatta, nessuno riesce a  risvegliare i nostri sentimenti e desideri
Serenità - finalmente l'amore ritrovato, io la tua stella/ e tu il mio cielo.
E ieri... e oggi - sembra il testo di una canzone su un amore sbagliato. Il dialogo virtuale, la sequenza di "e io" opposto a "e tu" mi ricorda un po' "se io, se lei" di Biagio Antonacci.
Il muro dell'egoismo - una delle mie preferite, nonostante la lunghezza. La solitudine, la paura, l'assenza di stimoli dopo la fine di un amore, emozioni che purtroppo quasi tutti abbiamo provato.
Fuggire via - il desiderio di fuga grazie alla musica e alla fantasia.
Mete diverse, difficile accettazione della fine di un amore, tra ricordi, rimpianti e consapevolezza di non aver ormai più niente in comune.
Una notte di marzo - non è chiaro se si riferisce alla perdita improvvisa di una persona cara o alle ali della propria fantasia, tarpata da tante ferite.
Il mio cuore è un quadro - bella l'immagine del proprio cuore paragonato a un quadro pieno di colori, di immagini di vita felice.
Tornerò - desiderio di riprendere a sognare, di ritrovare una ragione per vivere e lottare.

2) Dell'incoraggiamento e della religione
Lettera a un'innamorata interrotta - un commovente messaggio a un'amica che è stata appena lasciata, per spingerla a non rinchiudersi nel suo dolore, a ricominciare a vivere.
Nuove gioie, nuovi amori - immagino sia il seguito della storia, un messaggio di speranza di ritrovare presto un nuovo amore.
Libera di amare me - un vecchio amore, una paura, un dolore; pensieri infelici che spesso tornano a tormentarci e non è facile riprendersi la propria libertà.
La tempesta e la mano - quando la vita ci rende fragili come una barca in tempesta ci serve a volte qualcuno che ci prenda per mano e ci conduca oltre.
La mia penna - una bella descrizione del mestiere dello scrittore.

3) Frammenti di vita
Poesie brevi, per immagini, quadri poetici condensati in poche righe dal titolo evocativo, ispirate alla corrente Imagism fondata da Ezra Pound. Non conoscevo questa corrente letteraria, pur avendo scritto qualcosa di simile. C'è sempre da imparare!
Impossibile riassumere ulteriormente versi già brevi e evocativi per cui mi limiterò a citare i miei titoli preferiti: Una goccia, Il sigillo, Gioia, Il viaggio di una piccola zingara, Ogni giorno di più, Ostaggio, Ma sempre e comunque noi, Insieme di minerali.

4) Della musica e di Napoli
Napoli e la musica sono due elementi inscindibili, che l'autrice porta sempre dentro di sè.
La musica sempre - la musica come una dolce medicina che ci aiuta ad andare avanti, afrontando e  superando ogni difficoltà.
E questo non basta? - poesia in napoletano con traduzione. Una dichiarazione d'amore per la propria città, amata, nonostante i tanti problemi, per la sua bellezza che ti fa sognare.

5) Del vero amore
L'amore ritrovato, dopo tante delusioni e paure, alla ricerca della felicità.
Resta ancora lì -un amore nato a distanza, guardando lei pescare sul ponte, seduto sulla sponda del fiume, un sentimento che cresce, nonostante la guerra, senza mai svelarsi.
Goodby my lover - storia di un amore finito quando poi hai già scelto / la tua via, via da me!
La nostra poesia - un amore che è come un fuoco ardente, da vivere ogni giorno.
E' in notti come queste - nelle giornate fredde e piovose cresce il desiderio di stare insieme, abbracciati, una speranza che prima o poi diventerà reale.

6) Delle questioni sociali
La solitudine, l'esclusione, l'amicizia, i pregiudizi, il potere, ma anche la voglia di opporsi alle critiche ingiuste.
Il verso dell'escluso - un suono per molti fastidioso che ricorda a tutti le loro debolezze e denuncia il male.
La scelta spetta a te - il cuore visto come una casa, dove tanti vogliono entrare per diventarne padroni. Ma per fortuna c'è anche chi sa prendersene cura.
Una, nessuna, centomila - un ritratto della donna vista con gli occhi della gente, costretta sempre a doversi adattare a come gli altri la vogliono. Fino a che non decide di fare di testa sua e tornare libera da ogni condizionamento.

7) Del compleanno, della morte e della serenità altrove  
Gli affetti familiari e i pensieri su quello che viene dopo la nostra vita. 
Auguri nonna -  un bel gesto d'more verso la nonna in occasione dei suoi ottant'anni.
Cosa porteremo mai in cielo? - una breve poesia per riflettere sul reale valore di tante cose che comunemente consideriamo importanti.
Come in una nuvola - una persona andata via troppo presto, di cui forse sappiamo poco, ma che immaginiamo in cielo, leggero come una nuvola.
Hai lasciato un mondo saturo - quasi una lettera, un ultimo messaggio d'amore dell'autrice al padre defunto.




Titolo: Poesie di periferia
Autore: Roberta Fausta Ilaria Visone
blog Poesie di periferia - Pagina Autore Youcanprint
Traduttore: -
Anno: Ottobre 2015
Editore (cartaceo): Youcanprint
ISBN cartaceo: 9788891167729
ISBN ebook: 9788891170019
ASIN:B00RNKGTK0
Scheda cartaceo: IBS | Amazon | Youcanprint |
Lunghezza stampa: 66 p.
Scheda ebook: IBS | Amazon | Streetlib | Youcanprint |
Dimensioni file: 366 KB


Recensione pubblicata anche su Braviautori il 22/08/2016
www.braviautori.com/book_poesie-di-periferia.html


venerdì 1 luglio 2016

Lungo gli argini (AUTOREcensione) - parte seconda



Seconda parte del mio esperimento di AUTOREcensione del libro Lungo gli argini.
Se il primo articolo vi è piaciuto consigliatelo agli altri; se state ancora sonnecchiando per la noia, di certo conoscerete qualcuno che soffre d'insonnia e potrete consigliarglielo come terapia.

Nel dubbio continuo. 
Visto che questo articolo è uscito in ritardo rispetto alla tabella prevista, ho deciso di prorogare ancora, fino al 31 luglio 2016, le promozioni sui miei libri, sconto 10% per gli ebook e 20% per la versione cartacea, valide solo acquistando dal sito Youcanprint e inserendo i codici indicati a lato)

PS La versione ebook di Lungo gli argini dovrebbe subire piccolo un aggiornamento nelle prossime settimane e probabilmente ci vorrà qualche giorno perché la nuova versione sia disponibile su tutte le piattaforme. Avvisatemi, se per errore vi viene inviata quella precedente.

copertina Lungo gli argini

Le poesie in breve - parte seconda


Riprendiamo con In cima alla montagna, un inno contro la guerra.
Alla fine di un conflitto bellico qualcuno pianta in cima a una montagna una croce, fatta con le armi dei caduti e ancora intrisa del loro sangue. Un monumento improvvisato che diventa un simbolo di pace e di speranza per i reduci che tornano a casa. Qualcuno si ferma a pregare per ringraziare di essere ancora vivo, per i compagni morti, per chi non è tornato/ qualunque la divisa/ che ieri abbia portato.
Speso sentiamo la mancanza di quelli che ci hanno lasciati, Nostalgia di parenti e amici che possiamo solo tener vivi nei nostri ricordi, sperando che siano felici tutti insieme/ nel regno dei santi.
Un vecchio bue offre una rilettura originale dell'evento natalizio, visto dal punto di vista del bue, uno dei protagonisti inconsapevoli dell'evento, spesso lasciato solo nello sfondo nei nostri presepi e nelle consuete narrazioni.
A volte tutte le nostre azioni appaiono inutili, sembra che niente possa cambiare. In Vanità viene espresso questo stato d'animo di rassegnazione, ma anche il desiderio di continuare la lotta, di non adeguarsi e restare sempre fuori dal coro dei compromessi.
Le cronache ci hanno spesso raccontato di persone, popolazioni intere portate via dalle loro terre, segregate e uccise per motivi politici e religiosi. Di loro si cerca di cancellare tutto, anche ogni ricordo. In Sono tornati un sopravvissuto tiene viva la memoria delle persone care scomparse e, contro ogni logica, aspetta con speranza il loro ritorno perché nessuno è morto/ sepolto veramente, / finché rimane vivo/ nel cuore della gente.
da In cima alla montagna
Raccontare cose positive, grandi amori, gesta eroiche è il desiderio di ogni poeta, ma spesso è costretto a mettere in luce, raccontare anche cose negative; sentimenti contrastanti espressi in Il sogno del poeta, che include anche un invito a non abbattersi e a non prendersi troppo sul serio ridi dei tuoi affanni/ e non farai mai danni.
La vita spesso ci porta a cadere, a finire nella disperazione, da cui da soli spesso non riusciamo a venir fuori; in Fango le persone in difficoltà cercano di rialzarsi insieme, aiutandosi reciprocamente a non ricadere.
Madre Teresa di Calcutta (oggi Santa Teresa) è stata un personaggio importante nella vita della chiesa e del mondo: cerco di raccontare la sua missione verso gli ultimi, il suo impegno e la sua umiltà nella poesia Teresa di Calcutta.
Neve rossa ricorda un episodio doloroso avvenuto, se ben ricordo, durante la guerra del Kossovo: un gruppo di bambini furono uccisi da una bomba (o una mina) mentre giocavano a calcio in un campetto improvvisato. Un pensiero per tutte le vittime delle guerre, spesso bambini e donne innocenti, colpevoli solo di essere al loro posto in un mondo sbagliato.
Sul monte degli ulivi è quasi una preghiera, in cui viene riassunta la vita di Gesù, insieme alle paure, ai dubbi che costellano il cammino di ogni uomo. Segue una poesia dal titolo simile, All'ombra di un ulivo, dedicata a don Tonino Bello, indimenticabile vescovo di Molfetta-Ruvo-Terlizzi, presidente di Pax Christi e soprattutto uomo di pace e dialogo. Un ricordo scritto in occasione del secondo anniversario della morte, con un augurio finale Se un giorno sarò degno/ di entrare in Paradiso / vorrei che il gran portone/ mi aprisse il tuo sorriso.
Folle e Ancora sembrano solo dei giochi di parole: il primo alterna la follia umana e le folle senza volto che seguono il loro folle sovrano, cercando di offrire degli utili spunti di riflessione e una nota di speranza per questo folle mondo; l'altro riflette sul nostro bisogno d'amore, che come un'ancora ci mantiene ancora legati ai nostri sogni.
Non poteva mancare una poesia dedicata alla Speranza, amica sincera e disinteressata che ci accompagna in ogni giorno della nostra vita. aiutandoci ad andare avanti e a spargere ovunque/ i tuoi semi d'amore.
Molti scrittori e giornalisti scrivono eroicamente per denunciare le ingiustizie, ma spesso i loro ideali si scontrano con la necessità di vendere il proprio lavoro senza svendersi, restando comunque uomini liberi. In Mercenario emergono i dubbi e i rimpianti di Una penna mercenaria, / in una stretta gabbia, / tanti castelli in aria/ e dentro ancora rabbia che cerca di restare libera affinché del tuo scriver sia/ Dio l'unico sovrano.
Un uomo che muore, un uomo senza sorriso/ che cerca una donna/ e non rammenta il suo viso ritratto in Avete mai, poesia che parte da alcuni versi di Ditemelo voi, offrendone una versione alternativa.
Lo scrigno dorato custodisce i nostri amori non corrisposti, quelli per cui a volte siamo costretti a rinunciare alla persona amata, sperando che almeno lei sia felice.
Il tema dell'informazione torna in Scoop dove ci si interroga su un certo tipo di giornalismo urlato, che punta in maniera indegna sulla curiosità morbosa più che sulla completezza della notizia.
Sulla strada è dedicato alle tante ragazze costrette a lasciare la loro casa e a prostituirsi in una terra straniera, usate e disprezzate dai loro clienti, come se fossero solo corpi vuoti. Con l'augurio che il loro dolore possa aver fine, che il loro viaggio possa avere una meta, portare a una vita libera e felice.
A volte Dio si nasconde in attesa che gli uomini lo vadano a cercare; in Senza Dio c'è un personaggio televisivo, una sorta di telepredicatore ateo, che mette in dubbio fede e religione senza rendersi conto che attraverso le sue parole qualcuno ritroverà la fede perduta. E che quel Dio tanto negato non è poi così lontano da lui.
A tutti noi sarà capitato di cogliere un fiore mentre passeggiavamo tra i campi: in Fiore reciso riflettiamo su quanto questo atto apparentemente delicato e poetico, per il fiore equivalga ad una condanna, nonostante i nostri vani tentativi di mantenerlo in vita.
Un modo originale è un piccolo viaggio alla ricerca di un'alternativa  alla nota rima cuore/amore, da molti considerata ormai desueta. Ma non sempre quel che si trova ha lo stesso valore; la variante appare nuova, diversa, ma spesso non altrettanto poetica e efficace.
Tutti conoscono la nota tragedia di Shakespeare Romeo e Giulietta, icona intramontabile dell'amore che non conosce confini e barriere sociali. Tragedia veronese è un mio modesto omaggio a questa storia intramontabile e senza tempo.
La perla rara conclude la raccolta con un messaggio di speranza, un invito a ricercare l'amore, un nuovo progetto di vita.

Spero che questo rapido viaggio tra le mie poesie sia stato di vostro gradimento e magari vi abbia incuriositi e invogliati a conoscerle meglio.

mercoledì 8 giugno 2016

Lungo gli argini (AUTOREcensione) - parte prima


Inauguro oggi un piccolo esperimento promozionale che ho chiamato AUTOREcensione (o recensione d'autore),  un tentativo di scrivere un commento obiettivo ai miei libri, visti dalla parte del lettore. Una prova generale su cosa raccontare in una ipotetica presentazione.
Una via forse non originale, probabilmente percorsa da altri prima di me, comunque un percorso insidioso perché dietro l'angolo c'è sempre il rischio di trasformarlo in un mero messaggio pubblicitario o di cadere nelle facili autocelebrazioni (o al contrario nell'autocommiserazione).
La novità forse è farlo apertamente, avvisando il lettore di non farsi incantare solo dalle mie parole, ma di assaggiare invece le pagine di anteprima gratuita offerte su questo sito.
Sono parecchie settimane che provo a scrivere questo articolo, cancellando e riscrivendo per cercare di renderlo più leggero, facendo slittare tutti gli altri programmi.
Fatemi sapere se avete gradito questa iniziativa, se vi ho annoiati o se le mie parole sono state troppo "di parte".

Per l'occasione ho deciso di prorogare fino al 30 giugno 2016 le promozioni sui miei libri, valide solo acquistando dal sito Youcanprint e inserendo i codici indicati a lato.

Poeta io?
Ho scelto di cominciare questa prova dalla raccolta Lungo gli argini, terzo libro in ordine di pubblicazione, probabilmente il migliore che ho scritto finora, ma anche il meno considerato dai lettori, forse perché da me promosso finora in maniera inadeguata.
Pur avendo pubblicato due raccolte di poesie (quelli bravi le chiamerebbero "sillogi", ma io preferisco volare basso) non mi considero un poeta, piuttosto un narratore di sensazioni, senza grandi pretese.
Fogli diVersi e Lungo gli argini sono nate in tempi lontani, nel secolo scorso, quando ancora si scriveva a macchina e i computer erano un sogno futuristico. Impaginate con i mezzi dell'epoca e messe da parte per qualche anno, a invecchiare come il buon vino, sono tornate alla ribalta quando ho deciso di cominciare la mia avventura con il self-publishing, prendendo finalmente nuova forma cartacea e digitale,
Solo per un caso ho deciso di cominciare il percorso con questi testi, scelta che ha spesso condizionato la percezione dei lettori e degli altri autori, portandoli a credermi un poeta. In realtà da tempo ho smesso di scrivere poesie, pur non avendo mai rinnegato questo primo amore, gli inizi del mio percorso letterario e oggi della mia esperienza di autore autopubblicato, grazie anche al valido sostegno dello staff di Youcanprint e ai preziosi consigli di altri autori/autrici più esperti.

La maggior parte della mia produzione ancora inedita è composta da racconti brevi: alcuni da buttar via, qualcuno ancora da limare, molti in buona parte da riscrivere. Testi al momento non ancora pronti a confrontarsi con il giudizio del pubblico. Ma arriverà anche il loro momento, prima o poi.



Lungo gli argini, racconti di vita
La raccolta Lungo gli argini contiene 44 poesie, scritte tra il 1991 e il 1998, arricchite dalla data di composizione e da una breve nota introduttiva.
Segna idealmente il seguito di Fogli diversi e il ritorno alla scrittura dopo un periodo di silenzio; a volte sono come dei piccoli quadri, che cercano di raccontare delle storie, comunicare dei messaggi, affrontare i temi della fragilità senza mai rinunciare alla speranza.
Come scrivo nell'introduzione, "Lungo gli argini sostano le persone in attesa: di attraversare il fiume per andare lontano o di sprofondare fra le sue acque", in equilibrio precario tra fede e disperazione, con uno sguardo critico sui mali di questo mondo.
La voglia di ripartire, di ricominciare è evidente già nelle prime pagine del testo, a partire dal motto d'apertura "Ridi dei tuoi affanni e non farai mai danni",  un invito a vivere la vita con leggerezza e autoironia, senza preoccuparsi in maniera esagerata o prendersi troppo sul serio.
Tutti abbiamo delle qualità, dei talenti nascosti che spesso non riusciamo a valorizzare; tutti abbiamo avuto dei momenti di incertezza, delle paure, siamo stati in attesa lungo gli argini del fiume con la voglia di attraversare, di superare gli ostacoli e la paura di finirci dentro, di arrenderci al nostro destino.
Nel testo fragilità e speranza camminano spesso insieme, come nella vita di ciascuno di noi.
Vengono proposti piccoli spunti di riflessione con un linguaggio semplice, forse lontano dalle frasi altisonanti e dalle costruzioni ardite dei bravi poeti, ma spero più vicino al cuore della gente comune.

Proverò a illustrarvi brevemente ogni poesia, inserendo talvolta qualche breve stralcio in corsivo, lasciando al lettore il piacere di ascoltarne la voce attraverso il proprio cuore.
"Le poesie non vanno spiegate, ma solo lette", scrissi tempo fa; forse era solo una mia considerazione personale, forse la reminiscenza delle parole di qualcun altro, non ricordo. Spiegare una poesia, soffermandosi sul significato di ogni parola e sulla sua possibile interpretazione allegorica, ci aiuta forse a comprendere il senso letterale dei versi, a decifrare le frasi più oscure, ma spesso impoverisce la comunicazione, quel che essi trasmettono direttamente al nostro cuore, al di là delle parole e a volte anche delle intenzioni dell'autore.
Come diceva il grande Troisi "la poesia è di chi gli serve", di chi ne ha bisogno; una volta scritta in un certo senso smette di appartenere solo all'autore per divenire patrimonio dell'umanità.

Le poesie in breve - parte prima
Fogli diversi si concludeva con Il cuore del poeta, che esprimeva quasi una resa, la fine dell'ispirazione poetica e forse del sogno letterario, ma lasciava anche uno spiraglio di speranza sarà ora,/ domani o forse un giorno,/ ma quella voce qui farà ritorno.
La raccolta parte con due poesie scritte nello stesso giorno, In cammino e Una luce di un tempo che fu, due testi diversi che però esprimono entrambi una voglia di rinascita, di ripartire, di riprendere un cammino interrotto per troppo tempo.
Ai versi E rivedo una vita/ che pareva perduta/ritrovare vigore/ e tornare a lottare contenuti nella prima poesia fanno eco E la fiamma mia vana/ che pareva ormai spenta/ ha riaperto la tana / e ora arde contenta presenti nella seconda.
La raccolta prosegue con Un nuovo sole, un invito a svegliarsi, a mettere da parte la pigrizia, a lasciarsi cullare dal calore del sole che sorge ogni giorno anche per noi, riportandoci la speranza.
Dopo il risveglio arriva la consapevolezza dei mali di questo mondo, la voglia di denunciare i soprusi, espressa in La forza di gridare, poesia in cui compare anche l'elemento religioso, una richiesta di aiuto al Signore per riuscire a non tacere, a mettersi sempre in gioco, anche quando sembra inutile.
Sotto un cielo d'asfalto affronta il tema delicato della ricerca della propria identità sessuale, attraverso la storia di una donna, anzi di un uomo intrappolato nel proprio corpo femminile, che non sente più suo, e avverte il bisogno di un amore diverso.
In Sabbia torna il tema della speranza perduta e della necessità di ridare valore anche alle piccole cose; perfino un granello di sabbia può segnare l'inizio della costruzione di un mondo nuovo, restituire la speranza perduta.
Ditemelo voi è una riflessione sull'inutilità della guerra, una sorta di lettera aperta ai "signori della guerra", che scherniscono chi la pensa diversamente, convinti che le armi siano l'unica soluzione per risollevare l'economia E ridete di noi/che parliamo di pace commenta tristemente, chiedendosi per quale ragione/ si debba ammazzare / quell'altra divisa che contiene un uomo come me.
Armonia riprende il tema religioso, dipingendo un piccolo quadro in cui si rincorrono i canti degli uccelli e il suono delle campane, modi diversi di lodare il nome del Signore e di richiamare a lui l'umanità perduta.
Lungo gli argini, poesia da cui prende il nome l'intera raccolta, parla di un'umanità dolente, che attende lungo le sponde del fiume, forse per attraversarlo, forse per caderci dentro, cercando spesso invano una risposta. Anche qui è determinante il sostegno di Dio, che ci prende per mano per aiutarci a non cadere tra i flutti, a non lasciarci sopraffare dalle nostre paure.
Questa voce che ci guida lungo il cammino, non lasciandoci mai soli con il nostro destino, è presente anche in A volte, invito a non arrendersi mai, a non aver paura di sbagliare perché l'importante/ è comunque provare.
Tra le stelle racconta un sogno d'amore, di una storia finita ancora prima di nascere, forse solo un dolce miraggio.
Si è parlato di un Dio compagno di strada, ma spesso le regole del mondo sono diverse, regna l'economia, l'ingordigia, il desiderio di dominio, di possesso; idoli moderni a cui nella poesia Il dio di questo mondo viene contrapposto l'ideale della rinuncia, della povertà francescana che invita a non essere legato / a quello che possiedi concludendo che il dio denaro può essere sconfitto perché il suo potere nasce solo dal desiderio e non potrà spaventare / con incubi di indigenza / chi sa già rinunciare / a ogni possidenza.
La voce della Chiesa riprende un po' gli stessi temi, denunciando una chiesa spesso complice dei potenti rivolta al dio denaro / e assai poco alla speranza e quindi distante dalla gente, incapace di comprenderne i veri bisogni.
Due poesie scritte nel 1994 che forse anticipano quello che oggi predica e cerca di costruire papa Francesco o semplicemente riprendono quello che la Chiesa insegna da più di duemila anni, a volte perdendosi per strada.
Ecco allora La lanterna, un vecchio cieco con una lampada in mano che ci mostra la strada, invitandoci a fidarci, a non avere paura di seguirlo perché ti condurrà per mano/ per tutti i giorni tuoi, un'immagine che si ispira umilmente a una nota poesia di Trilussa sulla Fede.
In Quando sarò... troviamo il confronto con il tema della morte e del giudizio sulla nostra vita, appuntamento tanto temuto da evitare solitamente persino di parlarne. L'invito a non piangere, a non disperarsi in vista dell'incontro con il Signore, a cui consegneremo il fardello dei nostri peccati e delle nostre buone azioni. E a compiere un gesto umano di altruismo come la donazione degli organi.
Tutti sognano la ragazza (o il ragazzo) ideale, accontentandosi poi della persona reale che incontrano sulla loro strada. In Se ho provato a immaginare come sarebbe la nostra vita se lei fosse davvero come l'abbiamo sempre sognata.
Non è facile restituire il sorriso a chi sta soffrendo: il protagonista di Reciterò per te ci prova, improvvisandosi attore, per ridare speranza a una persona malata. Non è stata scritta per una persona in particolare, così come la successiva Le gambe di cera, dedicata a chi ha perso la propria autonomia a causa di incidenti o malattie e deve convivere con la sedia a rotelle.
Due poesie che mi hanno spesso fatto riflettere: sono nate come un messaggio di speranza, ma spesso mi chiedo se chi soffre davvero potrà cogliere questo lato positivo e non piuttosto vederle come un invito alla rassegnazione. Motivo che mi ha spesso purtroppo portato, con rimpianto, a non condividerle con chi viveva situazioni difficili o ci ha lasciato troppo presto.
Amare le parole è una sorta di filastrocca, ispirata al grande e spesso dimenticato Gianni Rodari, un funambolo delle parole che ha ispirato i miei primi tentativi di scrittura.
La vita a volte ci costringe a mettere da parte i nostri desideri, a rinunciare a tanti nostri progetti; in Ridatemi i miei sogni l'appello di un uomo che vuole ritrovare la propria strada,  mettendo da parte le illusioni per tornare a credere nel futuro. 

Continua




sabato 27 luglio 2013

Fogli diversi, un anno dopo

Sono trascorsi ormai dodici mesi dalla pubblicazione del mio primo libro "Fogli diVersi", una raccolta di poesie scritte durante gli anni del liceo, all'incirca negli anni '80 del secolo scorso e poi tenute per anni "in sospeso", forse per pudore, forse per paura, forse semplicemente perché non era ancora il loro momento.
Non è  facile mettersi in gioco e decidere di condividere con gli altri i propri scritti;  le poesie in particolare sono in genere uno sfogo intimo e personale ed è difficile valutarle in maniera obiettiva.
Possono piacere, se trattano di temi che ci toccano da vicino, ma ciascuno le rileggerà a modo suo, adattandole al proprio vissuto. Come diceva il grande Troisi "la poesia non è di chi la scrive, ma di chi gli serve."
Una scelta sofferta anche per la disinformazione e i pregiudizi che circondano ancora l'autopubblicazione (o self-publishing), spesso confusa ancora con l'editoria a pagamento o considerata l'ultima spiaggia per chi ambisce a vedere il proprio nome stampato su una copertina.
Personalmente non ho mai intasato le caselle postali delle case editrici o ambito a pubblicare ad ogni costo, ma se scrivi qualcosa e pensi di poter trasmettere qualcosa credo sia normale voler ampliare il proprio raggio d'azione, raggiungere più gente possibile.
Il mondo editorialem mi sembrava troppo distante, non ne comprendevo le logiche e sentivo raccontare storie assurde, forse vere, forse solo leggende metropolitane: manoscritti buttati via senza neanche essere mai stati letti, autori scelti solo in base alle amicizie o perché potevano vantare un cognome famoso, somme esorbitanti richieste agli autori come contributo di pubblicazione, e tante altre cose che non mi convincevano..

Probabilmente le mie opere letterarie sarebbero rimaste ancora segregate nel classico "cassetto" (molte cose che ho scritto sono ancora là e forse non ne usciranno mai) se non avessi sentito parlare per caso di self-publishing e deciso di provare a mettermi in gioco anch'io.
Internet è stato un valido alleato, sia per reperire le informazioni, per farsi un'idea delle varie piattaforme di pubblicazione, confrontando caratteristiche, procedure e costi alla ricerca della formula più adatta a me.
Ho fatto qualche prova sui portali più noti, ho letto e recensito libri di altri autori esordienti, riscontrando spesso ottime capacità letterarie, ho ascoltato le esperienze e i consigli di amici più esperti e alla fine la scelta è ricaduta su Youcanprint, soprattutto per la possibilità di poter interagire, seppure via internet, anche con uno staff "umano", da ogni punto di vista, in grado di chiarire i miei tanti dubbi, darmi i consigli giusti e aiutarmi a portare avanti questo progetto impegnativo.
Una scelta soddisfacente, che ho voluto ripetere con il secondo libro "Ricominciare" e probabilmente continuerò in futuro, cercando di coniugare cartaceo e ebook, presente e futuro dell'editoria.
In questi mesi ho imparato molte cose, fatto anche qualche errore; sono cresciuto insieme al mio "editore" che ha rinnovato la sua piattaforma informatica, fornendoci un innovativo sistema di monitoraggio online delle vendite in tempo reale.
Certo i risultati finora non sono stati da best seller e questo era comunque in preventivo, soprattutto per Fogli diVersi (si sà che la poesia vende poco), ma mi hanno dato comunque delle soddisfazioni, aiutandomi a far conoscere una parte poco nota di me.
Ricevere la mail che ti avvisa che una copia del tuo libro è stata venduta è sempre una bella emozione!
La possibilità di stampare e vendere anche una sola copia del tuo libro credo sia una grande possibilità per il futuro che permette da un lato di evitare che tanti libri marciscano nei magazzini delle case editrici o vadano al macero, dall'altra di ristampare in "edizione limitata" testi ormai esauriti o introvabili.
A quelli che pensano che il self-publishing sia una scelta di comodo, una scorciatoia per evitare i filtri editoriali rispondo solo che mi sembra giusto che sia il lettore a poter scegliere liberamente. Oggi la maggior parte degli store online offrono una anteprima gratuita che permette di farsi un'idea del libro che andremo a leggere, molto più della classica sbirciata alla quarta di copertina.
Internet permette anche a un autore esordiente di poter presentare il proprio lavoro, alla pari con i nomi più noti che comunque godranno sempre di una maggiore pubblicità e visibilità all'interno delle librerie tradizionali, in genere poco inclini a dare spazio agli autori poco noti.
Chi sceglie di autopubblicarsi deve comunque essere cosciente di doversi impegnare maggiormente, sia nella fase di preparazione del libro per individuare refusi ed errori grammaticali, sia nella fase successiva per l'attività di promozione, senza poter scaricare le proprie colpe sulla casa editrice.
L'aver il proprio nome in copertina è una bella soddisfazione, ma anche una grande responsabilità.
Nello stesso tempo l'autopubblicazione consente una maggiore libertà; quello che viene stampato o messo online come ebook diventa davvero la tua creatura, senza che nessun altro possa censurarlo o distorcere il tuo messaggio. Sarà tuo e non qualcosa che qualcun altro ha scritto per te.
Si dice che spesso editor troppo zelanti piuttosto che collaborare con l'autore al miglioramento del testo, tendono a riscrivere tutto a loro immagine, col pretesto di uniformare lo stile della collana e il rischio concreto di spegnere ogni accenno di originalità nei testi, finendo per pubblicare libri ben riconoscibile, perché in fondo sempre uguali. Spero sia solo un'altra leggenda metropolitana, se fosse vero sarebbe davvero triste.
Capisco che l'editore possa aiutarti a crescere, darti consigli, ma francamente non mi piace che qualcun altro debba avere l'ultima parola su quello che scrivo.

La prima edizione di Fogli diVersi, con una struttura molto simile a quella poi mandata in stampa, era dattiloscritta e poi rilegata in maniera artigianale con un po' di colla. Una vera e propria autopubblicazione, benché limitata a un solo esemplare, realizzata con la passione che ho cercato di trasmettere nelle mie pagine.
Era "il mio libro" e ne ero fiero e non mi importava troppo del giudizio degli altri.
Non so se poi il mio messaggio sia passato: ho ricevuto tanti commenti positivi, ma ancora nessuna recensione "esterna" (obiettiva), un dato che non so ancora come valutare. Il fatto che nessuno degli acquirenti del libro mi abbia chiesto i soldi indietro lascia ben sperare. Almeno credo. ;-)
Col tempo il libro è uscito anche in versione ebook, una frontiera nuova ancora tutta da esplorare, poi è nata la pagina Facebook e infine questo blog.

A distanza di un anno  ancora non ho fatto la "presentazione" ufficiale del libro, tappa che molti ritengono fondamentale per farsi conoscere e non so ancora se la farò. Vedo tante, troppe presentazioni in giro e tanta gente che si lamenta perché sono noiose e spesso completamente slegate rispetto al libro.
Voi che ne pensate?

Post più popolari