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mercoledì 4 marzo 2020

poesia Sulla strada


In occasione dell'otto marzo, festa della donna, condivido con voi una poesia dedicata a tutte le donne oppresse con l’augurio di ritrovare presto la loro libertà.
Un testo che parla delle cosiddette "ragazze di strada", donne vittime di cui nessuno parla mai.
Quelle che molti additano con disprezzo, ma poi spesso usano senza ritegno e rispetto. 


strada di campagna

 

Sulla strada

Sul bordo della strada
c’è una donna che cammina;
io non so dove vada
con quel viso da bambina.
Venuta da lontano,
pigiata in una stiva,
con pochi soldi in mano
tra le onde alla deriva.
Le dissero «cammina»,
lei prese quella via
e la percorre piano,
senza troppa allegria.
Deve vender l’amore
a ogni sconosciuto,
anche se lei l’amore
non lo ha mai avuto.
Sul bordo della strada
cammina senza meta,
mostrando il suo bel corpo 

e un finto sorriso.
Con i suoi occhi tristi
lei cerca di parlare,
ma nessuno sente,
comprende il suo dolore.
E quando resta sola
lei piange disperata
e pensa alla sua terra
da dove un dì è partita.
Un giorno tornerà,
lo sogna ogni momento
perché Dio vede e sa
e sente il suo lamento.
E lungo quella strada
invano andrà la gente:
lei è di nuovo a casa,
libera finalmente.


(tratta da Lungo gli argini)







giovedì 20 giugno 2013

Il prezzo della libertà

Breve racconto scritto nel 1995 e pubblicato nel numero di gennaio del mensile nazionale dell'Azione Cattolica Segno nel mondo Soci
Un piccolo aquilone danza libero nel vento e cerca di liberarsi dal filo che lo unisce al suo creatore.


C'era una volta un aquilone. Era legato ad un filo sottile e si librava nell'aria, come danzando, pilotato dolcemente dalle mani esperte di un piccolo uomo, il suo creatore.
L'aquilone gioiva nel vederlo sorridere mentre lui danzava, ma un giorno sentì il desiderio di andare più in alto, di volare da solo e si accorse che quel filo, quel filo sottile glielo impediva.
D'un tratto quell'esile filo che era stato l'unione col suo creatore divenne per lui come una catena opprimente. L'aquilone cominciò a dimenarsi, a dare strattoni, ad imprecare contro quel piccolo uomo che lo teneva prigioniero. Tanto si agitò che ad un certo punto il filo si spezzò.
L'aquilone cominciò a volare da solo, finalmente libero, felice di danzare nel vento senza catene.
Il piccolo uomo lo chiamava, supplicandolo di non andare troppo in alto, ma egli, ormai libero, non ascoltava le sue parole.
Improvvisamente il vento divenne più forte e cominciò a sbatterlo da ogni parte, a trascinarlo in una folle corsa.
Avrebbe voluto rallentare, fermarsi per un attimo, ma non poteva.
Il vento lo feriva con le sue raffiche mortali, lo mandava a sbattere contro le cime degli alberi e non poteva scansarle. I rami aguzzi gli strappavano brandelli di carta, mettevano a dura prova il suo esile scheletro.
L'aquilone cominciò ad aver paura, a pensare che presto il suo volo sarebbe finito per sempre.
Guardò giù e, sotto di sé, vide il piccolo uomo che correva affannosamente, cercando di non perderlo di vista.
Provò nostalgia per quel viso sorridente, ma il vento non gli dava tregua, sembrava divertirsi a tormentarlo.
All'improvviso il vento cominciò a scemare e l'aquilone pensò che presto si sarebbe finalmente fermato. Guardò diritto davanti a sé e vide una grossa pozzanghera che sì faceva sempre più vicina.
Provò un brivido di terrore, ma non poteva cambiare strada. L'acqua lo accolse in un abbraccio mortale e sentì la carta rammollirsi, disfarsi lentamente.
E' la fine, - pensò - ma poi, improvvisamente si sentì sollevato delicatamente da una mano familiare. Il piccolo uomo, tutto sporco di fango, lo asciugò pazientemente, curò le sue ferite, sistemò il suo esile scheletro e lo legò di nuovo con quel piccolo filo.
Passarono i giorni e l'aquilone tornò a volare legato a quel filo sottile, tra le mani del piccolo uomo. Capì che era bello volare insieme a lui, danzare per lui e quel filo sottile non gli sembrò più una catena crudele, ma un appiglio sicuro, un rifugio contro le avversità.
Aveva capito, finalmente, che la libertà è bella, ma ha un prezzo, che occorre pagare.

Segno nel mondo, Soci, Anno V n. 2 del 31/01/1995

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