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giovedì 30 ottobre 2014

poesia Reciterò per te

Ultimo estratto dalla raccolta Lungo gli argini.

Ho tardato qualche giorno perchè indeciso nella scelta; in ballottaggio fino all'ultimo ci sono stati una mezza dozzina di titoli cui sono particolarmente affezionato o che considero più significativi, tra cui quelli dedicati a don Tonino Bello e a Madre Teresa di Calcutta.
Alla fine ho preferito Reciterò per te, un inno alla speranza: la storia di una persona qualunque, un attore improvvisato che si mette in gioco per ridare il sorriso a chi sta soffrendo.

Dedicata, come scrivo nel libro, a tutti “i matti” che cercano di donare
momenti di allegria a chi soffre, in particolare ai clown di corsia, ringraziandoli per la gioia che portano negli ospedali e ovunque ci sia bisogno di un sorriso e di un po’ di speranza. 

Ma anche a tutti i sognatori che  non si sono ancora arresi (attori, registi, sceneggiatori, scrittori, poeti, musicisti, artisti, etc. ) e soprattutto a chi ogni giorno sperimenta la sofferenza fisica o morale e aspetta da noi un abbraccio o una parola di speranza per tornare a sorridere.


Reciterò per te

19/11/1994

Reciterò per te
che piangi di nascosto,
credendo che ormai
per te non ci sia posto.
Reciterò per te
e i tuoi lunghi silenzi,
i tuoi sguardi tristi,
che sembrano lamenti.
Reciterò per te
che butti tutto all’aria
e dici che niente
ormai ti dà più gioia.
Reciterò per te,
fingendomi un attore
perché il tuo volto grigio
torni a ridere ancora.
Guarderò i tuoi occhi tristi,
gli occhi di chi ha perso
e senza alcuno sforzo
troverò un allegro verso.
Così, senza copione,
ti sembrerò un po’ matto,
ma poi mi ascolterai,
rasserenando tutto.
E vedrai che le lacrime
che già sono cadute
non saranno che il ricordo
di un incubo svanito.
Reciterò per te
senza cercar l’applauso,
sperando di vedere
di nuovo il tuo sorriso.