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domenica 22 giugno 2014

Libro in ricordo di mons. Mariano Magrassi

Sono trascorsi dieci anni dalla morte di mons. Mariano  Magrassi, vescovo della diocesi di Bari (e poi Bari-Bitonto) dal 1977 al 1999, quando ha dovuto lasciare il suo incarico per motivi di salute.
Qualche anno fa ho avuto la fortuna di incontrarlo e poter scambiare qualche parola con lui in maniera informale. 

Era il 1992 e io settimanalmente mi recavo alla sede della Caritas, allora posta accanto alla sede episcopale, per gli incontri di formazione degli obiettori di coscienza.
Padre Magrassi scendeva per aspettare l'auto che lo accompagnava nei suoi impegni pastorali e un paio di volte abbiamo avuto modo di scambiare qualche parola in maniera informale. Ho il ricordo di una persona cordiale, curiosa di conoscere il mio percorso di vita.

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In occasione del decennale della morte (avvenuta il 15/04/2004) la diocesi di Bari-Bitonto ha voluto dedicargli un libro intitolato "Mariano Andrea Magrassi. Monaco, maestro, pastore" che ripercorre l'itinerario di questo sacerdote piemontese della diocesi di Tortona, diventato monaco, chiamato dalla Liguria a fare l'abate in Puglia presso l'Abbazia Madonna della Scala di Noci e poi  arcivescovo a Bari per oltre un ventennio.
Una ricostruzione storica per cominciare a raccogliere una copiosa documentazione oggi conservata in vari archivi e riscoprire la figura di padre Magrassi, fortemente impegnato per il dialogo ecumenico con la chiesa ortodossa.

Centro Studi Storici della Chiesa di Bari-Bitonto
Mariano Andrea Magrassi Arcivescovo di Bari-Bitonto (1977-1999) monaco, maestro, pastore
a cura di Salvatore Palese e Michele Bellino
Bari 2014
prezzo € 40,00

per approfondire


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mercoledì 21 agosto 2013

Riconciliazione




Scrivere a volte significa inventare storie e personaggi, a volte saper leggere la realtà, cogliendo spunti dalla vita quotidiana. Nelle scorse settimane ho assistito ad una piccola scena di vita familiare, apparentemente secondaria, che mi ha fatto riflettere su cosa significhi riconciliazione, fare pace con qualcuno. Ho voluto fermare su carta, fotografare questo quadretto, prima che si perda nei meandri della memoria e svanisca.
 
Due bambine di differente età, probabilmente sorelle, sono sedute in chiesa accanto ai loro genitori.
La liturgia è lunga e forse noiosa per loro e le ragazzine non sempre riescono a seguirla con la dovuta attenzione; soprattutto la più piccola mostra spesso segni di stanchezza; ogni tanto si alza e cammina per la chiesa, curiosando accanto al vicino confessionale. Si muove in silenzio con grazia, improvvisando non vista qualche passo di danza in momenti liturgicamente poco opportuni.
Richiamata all'ordine dai genitori torna a sedersi al suo banco.
Le due sorelle parlottano tra loro a bassa voce; forse scherzano, forse discutono di qualcosa.
Di colpo la piccola si alza ancora e si allontana di qualche metro, nascondendosi dietro il confessionale. Si siede con aria triste sul bordo dell'inginocchiatoio di legno, col viso imbronciato,  tutta rannicchiata come se volesse rendersi invisibile.
Dopo qualche secondo anche l'altra bambina si alza, si guarda attorno spaurita in cerca della sorella e  la raggiunge in fretta, senza parlare. Si accosta a lei e la prende per mano, riportandola dai genitori, sorridendo come chi ha compiuto una missione difficile.
L'altra bimba la segue felice. La lite è ormai cosa passata.

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