Visualizzazione post con etichetta storie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta storie. Mostra tutti i post
mercoledì 21 agosto 2013
Riconciliazione
Scrivere a volte significa inventare storie e personaggi, a volte saper leggere la realtà, cogliendo spunti dalla vita quotidiana. Nelle scorse settimane ho assistito ad una piccola scena di vita familiare, apparentemente secondaria, che mi ha fatto riflettere su cosa significhi riconciliazione, fare pace con qualcuno. Ho voluto fermare su carta, fotografare questo quadretto, prima che si perda nei meandri della memoria e svanisca.
Due bambine di differente età, probabilmente sorelle, sono sedute in chiesa accanto ai loro genitori.
La liturgia è lunga e forse noiosa per loro e le ragazzine non sempre riescono a seguirla con la dovuta attenzione; soprattutto la più piccola mostra spesso segni di stanchezza; ogni tanto si alza e cammina per la chiesa, curiosando accanto al vicino confessionale. Si muove in silenzio con grazia, improvvisando non vista qualche passo di danza in momenti liturgicamente poco opportuni.
Richiamata all'ordine dai genitori torna a sedersi al suo banco.
Le due sorelle parlottano tra loro a bassa voce; forse scherzano, forse discutono di qualcosa.
Di colpo la piccola si alza ancora e si allontana di qualche metro, nascondendosi dietro il confessionale. Si siede con aria triste sul bordo dell'inginocchiatoio di legno, col viso imbronciato, tutta rannicchiata come se volesse rendersi invisibile.
Dopo qualche secondo anche l'altra bambina si alza, si guarda attorno spaurita in cerca della sorella e la raggiunge in fretta, senza parlare. Si accosta a lei e la prende per mano, riportandola dai genitori, sorridendo come chi ha compiuto una missione difficile.
L'altra bimba la segue felice. La lite è ormai cosa passata.
lunedì 29 aprile 2013
Quasi niente (Filippo Paradiso)
Questa è forse la prima recensione che ho scritto, parecchi anni fa, per le pagine del mensile locale Gioia Viva (Novembre 1997) con cui collaboravo come redattore e impaginatore; testo ripreso in anni recenti per il bollettino parrocchiale di Santa Lucia e poi inserito anche su Anobii.
Ho ricevuto per caso da un amico comune il libro di Filippo Paradiso e ha subito catturato la mia attenzione, spingendomi a mettere su carta le mie impressioni. L'inaspettata telefonata di ringraziamento dell'autore, che ho avuto il piacere di conoscere personalmente solo nel 2009, è stato forse il momento più bello della mia esperienza "giornalistica".
![]() | |
| Quasi niente |
Un libro in cui Paradiso ha sapientemente fermato
sulla carta tante piccole storie di momenti vissuti o immaginati,
riflessioni, ricordi e sentimenti, veri e propri quadri, intervallati
dai disegni dell'autore.
Poesie che non vanno lette con l'occhio
minuzioso, ma spesso miope del critico, perché parlano al cuore. Versi
in cui i sentimenti, le gioie e le sofferenze dell'autore diventano
quelle di tutti noi. L'elemento autobiografico, la storia personale
dell'autore fanno da sfondo al desiderio di scrivere, che Paradiso
definisce rifugio e ponte, un modo per recuperare dentro di sé le
emozioni ed i sentimenti più nascosti per donarli agli altri. Una
ricerca a volte dolorosa perché porta a scavare nell'intimo, a mettere a
nudo la propria anima che il poeta esprime molto efficacemente nella
poesia intitolata "Cuore mio": ma proprio quando sanguini, / sei
esposto, tormentato / io penso, sento, amo: / io vivo, cuore mio. Poesie
spesso brevi, a volte senza un titolo, ma tutte caratterizzate da una
data, quasi a voler fotografare nel tempo l'istante che le ha generate.
Il fluire del tempo, la nostalgia del passato, la voglia di non
arrendersi al dolore, il desiderio di crescere, di trasformarsi sono
alcuni degli elementi ricorrenti nelle sue poesie. Così in quella che dà
il titolo al libro egli dice che tra il velluto di una rosa e la mano
c'è sempre una spina e che un acuto dolore è spesso il giusto compenso
per quel morbido tocco. Accettazione del dolore, visto anche nei suoi
lati positivi, ma non rassegnazione. Voglia di comunicare, di donarsi
agli altri come nella poesia "Cirano" che sa di avere tanto amore da non
poterlo contenere, ma non riesce ad esprimerlo perché a volte il corpo
ti impedisce di volare. La voglia di volare, di esprimersi liberamente,
deve spesso scontrarsi con la dura realtà.
È una spiacevole sensazione
che tutti gli artisti prima o poi provano, lo scontro fra il loro
desiderio di "andare oltre" e chi li vorrebbe rinchiudere in schemi ed
etichette, vorrebbe imprigionare la loro anima. Molti si fermano,
preferiscono non proseguire il cammino, tornare alla realtà. Ma si può
veramente fermare la poesia? Paradiso dice di no, sente di voler andare
avanti nella sua ricerca poetica sarà bene che mi alzi, / ho ancora da
scrivere, / ancora da sognare. E tutti noi vorremmo continuare a
sognare con le sue poesie, dalle quali questo articolo ha "rubato"
qualche verso (le parti scritte in corsivo) per dare un'idea del
contenuto del libro. Ma il consiglio è di non fermarsi a questi piccoli
"assaggi" presi qua e là, di accostarsi al testo originale, un piccolo
sforzo che non ci costa "quasi niente", ma può aprire i nostri orizzonti.
Titolo: Quasi niente
Autore: Filippo Paradiso
Traduttore: -
Editore: Progetto Physis - 1997
Recensione pubblicata su GioiaViva di Novembre 1997, poi ripresa su Anobii il 05/03/2010
http://www.anobii.com/books/Quasi_niente/0143c6df9162b8a100/
Iscriviti a:
Post (Atom)
Post più popolari
-
Non ricordo bene come sono capitato sulla pagina facebook dedicata al film "Un amore rubato"; forse avevo incontrato l'auto...
-
Come molti della mia generazione, ho guardato tutti gli episodi della serie televisiva Orzowei , canticchiato l'omonima sigla compost...
-
Per inaugurare la nuova rubrica FreeSoft ho scelto Focus Writer , un programma che riproduce una semplice macchina da scrivere, consentend...

