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mercoledì 16 dicembre 2015

Comunicare con semplicità


Sono trascorsi quasi due mesi dal mio ultimo post su questo blog.
Nonostante i buoni propositi e vari idee sugli argomenti da affrontare non sono riuscito a mantenere l'impegno di pubblicare almeno un post alla settimana, considerato il minimo per una presenza costante, ma non invasiva sulla rete.
Mi scuso con i miei quattro lettori e con coloro a cui avevo promesso di dedicare uno spazio sul blog  e spero nelle prossime settimane di recuperare gli articoli rimasti in sospeso.


Riparto con un post sulla comunicazione, riprendendo brevemente alcuni consigli tratti dal capitolo "Suggerimenti per la redazione di testi chiari" del Codice di stile delle Comunicazioni scritte nelle Pubblica Amministrazione (Sabino Cassese 1994) , uno dei primi tentativi di semplificare e mettere ordine nella comunicazione della pubblica amministrazione, spesso caratterizzata da un linguaggio poco comprensibile per i cittadini.
Suggerimenti semplici, che mettono insieme efficacia e buonsenso, utili per chiunque si occupi di scrittura e comunicazione, in qualsiasi campo.

Per chi volesse approfondire la storia dei vari tentativi fatti finora per semplificare la burocrazia e la comunicazione all'interno della Pubblica Amministrazione consiglio il resoconto di Daniele Fortis e altri interessanti articoli e link presenti sul sito di Luisa Carrada.

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Le tappe della semplificazione della Comunicazione nella PA



Pensare in modo chiaro
Sembra banale, ma spesso si comincia a lavorare a un progetto senza aver ben chiaro cosa si vuole comunicare e a chi.
Perdere qualche minuto per chiarirsi le idee, dipanare eventuali dubbi, capire quale sia il messaggio che vogliamo trasmettere, può aiutarci a essere più comprensibili.
Spesso, invece, soprattutto nella comunicazione burocratica o in altri linguaggi tecnici specialistici, si tendono a ricopiare formule preconfezionate di cui si ignora il reale significato, tanto da non riuscire a volte a tradurle con termini più comprensibili.
In generale ogni progetto di comunicazione o scrittura procede meglio e più velocemente se viene prima progettato, pensato con cura.
Non occorre scendere nei particolari; a volte basta un semplice schema, una scaletta degli argomenti per evitare di dimenticare qualcosa o riprendere il filo del discorso dopo qualche divagazione.

Annotare a parte altre idee
Spesso nel corso della progettazione di un testo o nella fase di scrittura ci vengono in mente altre idee che possono arricchire l'argomento o evidenziarne i punti deboli. Divagazioni o critiche che a volte ci allontanano dal tema principale, facendoci perdere il filo del discorso.
Sarebbe bene annotare ogni altro spunto a parte, riprendendolo in un secondo momento, per non interrompere il flusso delle idee.
Consiglio di conservare momentaneamente anche le parti cancellate che potrebbero essere utili in seguito. Una divagazione ritenuta inappropriata per un certo testo, può magari fornire uno spunto di riflessione o di approfondimento per un lavoro successivo.
Molti autori raccolgono appunti, note, immagini che li hanno colpiti e che magari al momento non sanno come utilizzare.

Rileggere a distanza di tempo
Sarà capitato anche a voi di scrivere di getto un commento o un post per il vostro blog e dopo averlo pubblicato rendervi conto di aver commesso qualche stupido errore di battitura.
La fretta è sempre cattiva consigliera per cui, se possibile, dopo aver terminato di scrivere un testo (ricordatevi di salvarlo!) conviene riposarsi e lasciarlo riposare per qualche ora (oppure, qualche giorno, mese o anno, dipende dal lavoro e dal tempo a disposizione).
Poi, a mente fresca, rileggerlo e correggere tutti i refusi e le imperfezioni che a un primo sguardo non avevamo notato, riscrivere quelle parti che vi sembravano perfette e adesso non vi convincono più.
Le pause tra una revisione e l'altra aiutano il nostro cervello a recuperare in pieno la propria efficienza e a valutare quanto scritto con maggiore obiettività e distacco.
Rileggere dopo molto tempo un testo aiuta anche a limitare quello che io chiamo "l'effetto memoria", ossia la tendenza a non leggere quanto effettivamente compare sullo schermo o su carta, ma piuttosto ripassare la sua immagine ancora presente nella nostra mente, cosa che spesso ci impedisce di notare i refusi presenti.

Affidare la lettura a persone esterne
Chi si occupa di scrittura lo sa bene: tutti siamo bravi a trovare i refusi... degli altri, un po' meno i nostri.
Far leggere quello che scriviamo a persone esterne ci aiuta a stanare gli errori nascosti, ma soprattutto a valutare se e quanto il nostro testo sia comprensibile a tutti.
Soprattutto in caso di testi tecnici destinati al grande pubblico è importante che il lettore non sia una persona competente della materia, in modo da poter individuare i punti più oscuri che necessitano di un'ulteriore revisione.

Tradurre i termini specialistici con parole di uso comune
Ogni professione ha il suo gergo tecnico, compreso solo dagli addetti ai lavori e spesso se ne fa un uso esagerato, a volte solo per mettersi in mostra e sfoggiare la propria preparazione accademica.
I termini tecnici andrebbero usati solo quando realmente indispensabili o limitati alle conversazioni tra specialisti. Negli altri casi, soprattutto per testi destinati al grande pubblico, vanno sostituiti con parole di uso comune.
Nel Codice di Stile sono presenti molti esempi di riscrittura e semplificazione di moduli e documenti burocratici. Inoltre in appendice è riportato il Vocabolario di Base della Lingua Italiana compilato dal linguista Tullio De Mauro, un elenco delle 7000 parole indispensabili per conoscere la nostra lingua che andrebbe preso come riferimento per ogni lavoro di semplificazione.

Rendere immediatamente disponibili le parole chiave
Spesso nelle comunicazioni tecniche e burocratiche, si antepongono al testo lunghe e spesso noiose introduzioni prima di arrivare a definire le informazioni basilari: chi scrive, a chi è rivolto, qual è il messaggio principale.
Sarebbe invece utile, prendendo esempio dal linguaggio giornalistico, dare queste informazioni all'inizio del testo per permettere al lettore di comprendere immediatamente cosa gli viene comunicato o quali azioni gli viene chiesto di effettuare.
Il consiglio vale anche per i testi letterari dove andrebbero evitate le lunghe premesse o limitate le descrizioni particolareggiate di ambienti e personaggi che tendono ad annoiare il lettore e a spezzare il ritmo della narrazione.