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domenica 2 luglio 2017
Se apri un blog, pensaci bene prima
Negli ultimi anni sono nate molte piattaforme di autopubblicazione e tanti siti/blog che offrono consigli per scrivere, pubblicare e vendere i propri libri.
Uno dei primi consigli che da anni sento dare agli scrittori emergenti è quello di aprire un blog/sito web per farsi conoscere online e indirizzare i potenziali lettori verso i propri testi.
Ma funziona davvero? Proviamo a capirlo.
In tutte le guide all'autopubblicazione o siti web/blog dedicati all'argomento prima o poi viene fuori il consiglio di creare un proprio spazio sulla rete, dedicato ai singoli libri o in generale alla propria attività letteraria.
L'ho fatto anch'io alcuni anni fa, aprendo prima una pagina facebook dedicata al mio primo libro Fogli diVersi (link) e poi un blog omonimo, online dal 18 aprile 2013.
Ho evitato la classica pagina "Pinco Pallino scrittore" perchè è una dicitura molto impegnativa, che mi fa sorridere; autodefinirsi scrittore o poeta richiede una forte dose di presunzione o incoscienza e il rischio che qualcuno ti chieda conto di quanto hai scritto finora per poterti fregiare di tale titolo.
Non affezionarsi troppo agli elementi del blog
Quando ho creato il mio blog Fogli diversi non avevo un preciso piano editoriale o la minima idea di cosa volessi comunicare davvero, al di là della voglia di promuovere quel titolo, quel libro.
Ero partito da una struttura semplice, poche pagine senza troppi fronzoli su Blogger, con l'idea di aggiungere in seguito altri elementi a mano a mano che se ne fosse presentata la necessità.
Forse mi sono fatto prendere troppo dalla novità, dalla voglia di sperimentare, aggiungendo post, widget, testatine, immagini, provando varie soluzioni alternative senza un progetto di base.
Col tempo il blog è cresciuto in maniera "anarchica" e ho cominciato a pensare seriamente a come renderlo più semplice ed efficace.
Aggiungere elementi nuovi è facile, inebriante, ma eliminarli o riposizionarli diventa poi più complicato, si finisce per affezionarsi a quell'immagine, quel logo, quel widget, quel qualcosa che forse non aggiunge niente al tuo sito, ma ormai ne è parte integrante, almeno nel tuo cuore.
Tecnicamente ci vorrebbe solo un attimo per toglierlo, ma poi cominci a chiederti se ne valga davvero la pena e alla fine lo lasci per paura di non riuscire a rifarlo o a rendere lo stesso effetto.
Gli scrittori sanno bene quanto sia a volte difficile eliminare una parola, una frase, un brano, un personaggio, un qualcosa che abbiamo scritto, ma che sentiamo che non vada più bene dove l'avevamo posto.
C'è chi cancella tutto d'istinto, provando poi a riscrivere da capo senza farsi influenzare dalla vecchia versione e chi invece tiene traccia di ogni modifica, anche se poi difficilmente riuscirà a districarsi nel mare di periodi in sospeso archiviati chissà dove, e a ritrovare quella frase che sembrava scritta apposta.
Buoni propositi disattesi
Prima o poi forse troverò il tempo e la voglia di risistemare tutto, garantendo una presenza più costante sul blog. Me lo riprometto sempre, ma poi il tempo passa e mi rendo conto di aver scritto solo uno, massimo due post in un mese, praticamente una presenza quasi simbolica, forse il minimo per considerare il blog ancora vivo.
La cosa paradossale è che spesso le idee non mancano, ci sono già vari post in bozza, articoli e recensioni da inserire, scritte parzialmente ormai da mesi su carta e poi parcheggiate da qualche parte.
Fogli dispersi in attesa di venire recuperati, articoli puntualmente rinviati perchè non più di attualità e tante idee geniali che dopo qualche giorno non sembrano più così brillanti.
Anche questo articolo in origine doveva uscire per fine maggio 2017, verificherete voi stessi la data effettiva di pubblicazione, se riuscirò mai a completarlo. ;-)
Lo scorso anno mi ero di nuovo fatto prendere dal desiderio di migliorare il blog, avevo persino chiesto aiuto a un'amica esperta di grafica e siti web che mi ha fornito tanti utili consigli, forse le uniche modifiche sostanziali realizzate finora, mentre tanti altri suggerimenti rimangono ancora da applicare.
Per il resto tanti dubbi, esitazioni, forse anche un pizzico di pigrizia e la difficoltà di impostare un serio piano di revisione sia della grafica che dei contenuti.
Modifiche iniziate e poi lasciate a metà, come tanti cantieri fantasma nel nostro paese, interventi strutturali cominciati con entusiasmo e tante buone intenzioni. Poi rinviati temporaneamente, con l'idea di realizzarli poco per volta, nei tempi morti delle altre attività. Solo che quella serie di piccole modifiche, rapide se effettuate in successione, diventano elefantiache se fatte a macchia di leopardo nei ritagli di tempo.
Spesso dopo qualche giorno perdi il ricordo preciso di cosa volevi fare, di quanto già fatto e di cosa ancora andrebbe rivisto. E contemporaneamente i tuoi preziosi appunti cartacei o digitali sugli interventi da realizzare magicamente si perdono in un mare di carta o di bit. ;-)
Consigli inutili, forse
Forse non sono la persona più adatta per dirti come realizzare un blog; ho sempre diffidato di chi crede di conoscere ogni cosa e di avere sempre la risposta giusta.
Cerco di dire comunque la mia opinione, partendo dalle mie esperienze, dagli errori fatti, ma anche dalle soluzioni trovate per caso o dopo ore di tentativi più o meno casuali.
Non ti propongo pomposi decaloghi o lunghe liste, solo quattro consigli. Poi decidi tu se vale la pena di seguirli. ;-)
1) Se ti suggeriscono di creare un blog per vendere più libri, non crederci.
O almeno non partire subito in quarta per averlo pronto in prossimità dell'uscita del libro.
Non fare le cose in fretta, come se da quelle poche ore o giorni di ritardo dipendessero il destino del mondo e le vendite stratosferiche del tuo prezioso volume.
Prendi un po' di tempo per cercare di pianificare con cura la struttura del tuo blog/sito web, cerca di capire cosa vuoi comunicare, di immaginare la grafica e i contenuti possibili.
Ricorda comunque che gestire un blog richiede molto impegno, tempo e voglia di comunicare e non sempre i risultati, soprattutto agli inizi, ti ripagano dei sacrifici fatti.
Difficilmente noterai un aumento vertiginoso delle vendite del tuo libro, almeno nel breve periodo.
I primi tempi tornerai spesso davanti allo schermo per controllare il resoconto delle visualizzazioni, per vedere quante persone hanno visitato il tuo sito dall'ultima volta.
Ricorda che in genere il totale comprende anche le tue visite, compresi gli interventi di manutenzione; cui se ti colleghi 10 volte al giorno per controllare e il totale non si discosta troppo da quella cifra, forse devi cominciare a porti qualche domanda.
2) Non fidarti di tutti quelli che ti contattano, spesso vogliono solo sfruttarti
Preso dal terrore di essere solo nell'universo blogger, forse aspetti con ansia che qualcuno dei tuoi lettori si manifesti, lasci un commento, una critica, un elogio, insomma faccia avvertire la propria presenza. ;-)
Certamente è una gioia sapere che qualcuno ha "perso" del tempo per leggere le nostre parole e vuole condividere con noi le sue emozioni; fa sempre piacere, perfino quando riceviamo qualche piccola critica.
Tieni presente che con l'aumento delle visite e della notorietà del blog potrebbero arrivare attestati di stima o richieste di collaborazione, ma anche visite indesiderate: spammer, troll, case editrici a pagamento, agenzie letterarie e tante altre figure non sempre gradevoli che bazzicano il sottobosco editoriale in cerca di possibili clienti.
Valuta sempre quello che ti viene offerto o richiesto, senza cadere nelle trappole di chi cerca di spillare soldi o sfruttare la tua collaborazione gratuita per arricchirsi. Nel dubbio rifiuta cortesemente; è inutile perdere tempo per attività poco chiare o che non portano vantaggi concreti.
Se hai un blog letterario, sicuramente verrai contattato anche da uno dei tanti autori esordienti in cerca di recensioni (positive) per accrescere la propria visibilità.
Qualcuno ti chiederà gentilmente se può inviarti il suo libro/ebook, qualcun altro ti spedirà tutto senza neanche chiedere il permesso o pretenderà con arroganza valutazioni a tempo di record.
Scrivere recensioni bene richiede tempo e competenze che non tutti hanno; molti dimenticano che per poter dare un giudizio efficace occorre prima aver letto il libro.
Cerca di essere sempre gentile, rifiutando con cortesia e spiegando perché non puoi farlo.
Pensa a quante volte sei stato dall'altra parte e avresti voluto un minimo d'attenzione.
Evita comunque di prendere impegni che non sei in grado di portare avanti; è sempre tempo sottratto alle tue attività o alle tue letture preferite. Mantieni comunque un minimo di curiosità, a volte tra le tante cose inviate a caso si trovano anche testi interessanti.
Nel caso la cosa si ripeta spesso, scrivi una nota sul sito/blog per avvisare che non fai recensioni su richiesta.
Io ho fatto la scelta di trattare solo libri che ho letto e che mi sono piaciuti, di condividere e consigliare le mie letture preferite piuttosto che offrire recensioni affrettate.
2) Programma la periodicità dei post in base al tempo reale a disposizione.
Dopo aver deciso per sommi capi la struttura del sito e i suoi possibili contenuti comincia a scrivere qualche post di prova, per verificare quanto tempo impieghi e creare una piccola banca dati di argomenti da trattare e articoli pronti, da tenere di riserva per i momenti di blocco.
Solo in ultimo comincia a inserire realmente i post, senza farti prendere dalla mania di presenzialismo, dal voler scrivere tanti messaggi alla settimana, magari più volte in un giorno.
Meglio puntare su una periodicità precisa, magari uno, due post in giorni precisi della settimana, di più solo se strettamente necessario.
In questo modo probabilmente non esaurirai in fretta le tue energie creative, non stancherai il lettore abituale con ritmi al limite dello spam selvaggio e potrai dedicare maggior tempo e cura alla scrittura di ogni singolo post.
3) Sperimenta le possibilità offerte dalla piattaforma che ospita il tuo sito, ma senza esagerare.
Oggi chiunque può creare un semplice blog o sito web senza dover imparare astruse nozioni tecniche, affidandosi ai modelli offerti gratuitamente dalle piattaforme o CMS più noti (Wordpress, Blogger, Joomla e tanti altri).
Siti forse simili tra loro nella struttura e basilari rispetto a quelli progettati da un professionista, ma in genere sufficienti per le esigenze dell'utente comune, di chi vuole essere in rete, ma non sa bene ancora perchè e per fare cosa.
Tutte le piattaforme oggi consentono l'aggiunta di widget o plug-in, piccoi programmi che consentono di inserire in maniera semplice funzioni utili.
L'utente curioso tende spesso a provare tutto, senza capire se gli serve davvero, solo per il gusto di sperimentare, finendo per trovare il sito appesantito da orpelli spesso inutili, ma a cui non si riesce a rinunciare.
Valuta bene prima di aggiungere ogni elemento la sua reale utilità, il suo peso sulla pagina e evita di sperimentare troppi elementi in contemporane.
4) Non rubare le immagini dalla Rete, non tutto è liberamente disponibile.
Spesso, soprattutto agli inizi, si tende a inserire nel blog qualunque bella immagine suggerita dal motore di ricerca, senza preoccuparsi troppo della fonte. Di fatto rubandole da altri siti, a volte in maniera inconsapevole o solo per la fretta di dover trovare al più presto la foto giusta per quell'articolo.
In genere si tende a salvare la foto senza tenere nota della provenienza, dimenticando che molte immagini non sono di pubblico dominio solo perchè sono reperibili su internet.
Se proprio non riesci a fare a meno di un'immagine e non trovi un'alternativa valida nei tanti archivi di foto liberamente utilizzabili, gratuiti e a pagamento, disponibili oggi in rete, cerca almeno di segnarti il link d'origine.
Potrai utilizzarlo per chiedere il permesso d'uso all'autore/autrice o almeno per citare la fonte.
Quando ho cominciato a scrivere recensioni spesso collegavo la foto nell'articolo al link dell'immagine originale della copertina. Mi illudevo che mantenendo il collegamento al sito originale fossi autorizzato all'uso dell'immagine.
Purtroppo non è così, pur essendo forse un passo in avanti rispetto al furto selvaggio.
Ricorda che col tempo comunque i siti cambiano, alcune pagine vengono aggiornate, altre eliminate, e quei bei collegamenti finiscono per diventare inutili, lasciando nelle nostre pagine solo dei riquadri bianchi.
mercoledì 16 dicembre 2015
Comunicare con semplicità
Sono trascorsi quasi due mesi dal mio ultimo post su questo blog.
Nonostante i buoni propositi e vari idee sugli argomenti da affrontare non sono riuscito a mantenere l'impegno di pubblicare almeno un post alla settimana, considerato il minimo per una presenza costante, ma non invasiva sulla rete.
Mi scuso con i miei quattro lettori e con coloro a cui avevo promesso di dedicare uno spazio sul blog e spero nelle prossime settimane di recuperare gli articoli rimasti in sospeso.
Riparto con un post sulla comunicazione, riprendendo brevemente alcuni consigli tratti dal capitolo "Suggerimenti per la redazione di testi chiari" del Codice di stile delle Comunicazioni scritte nelle Pubblica Amministrazione (Sabino Cassese 1994) , uno dei primi tentativi di semplificare e mettere ordine nella comunicazione della pubblica amministrazione, spesso caratterizzata da un linguaggio poco comprensibile per i cittadini.
Suggerimenti semplici, che mettono insieme efficacia e buonsenso, utili per chiunque si occupi di scrittura e comunicazione, in qualsiasi campo.
Per chi volesse approfondire la storia dei vari tentativi fatti finora per semplificare la burocrazia e la comunicazione all'interno della Pubblica Amministrazione consiglio il resoconto di Daniele Fortis e altri interessanti articoli e link presenti sul sito di Luisa Carrada.
| Le tappe della semplificazione della Comunicazione nella PA |
Pensare in modo chiaro
Sembra banale, ma spesso si comincia a lavorare a un progetto senza aver ben chiaro cosa si vuole comunicare e a chi.
Perdere qualche minuto per chiarirsi le idee, dipanare eventuali dubbi, capire quale sia il messaggio che vogliamo trasmettere, può aiutarci a essere più comprensibili.
Spesso, invece, soprattutto nella comunicazione burocratica o in altri linguaggi tecnici specialistici, si tendono a ricopiare formule preconfezionate di cui si ignora il reale significato, tanto da non riuscire a volte a tradurle con termini più comprensibili.
In generale ogni progetto di comunicazione o scrittura procede meglio e più velocemente se viene prima progettato, pensato con cura.
Non occorre scendere nei particolari; a volte basta un semplice schema, una scaletta degli argomenti per evitare di dimenticare qualcosa o riprendere il filo del discorso dopo qualche divagazione.
Annotare a parte altre idee
Spesso nel corso della progettazione di un testo o nella fase di scrittura ci vengono in mente altre idee che possono arricchire l'argomento o evidenziarne i punti deboli. Divagazioni o critiche che a volte ci allontanano dal tema principale, facendoci perdere il filo del discorso.
Sarebbe bene annotare ogni altro spunto a parte, riprendendolo in un secondo momento, per non interrompere il flusso delle idee.
Consiglio di conservare momentaneamente anche le parti cancellate che potrebbero essere utili in seguito. Una divagazione ritenuta inappropriata per un certo testo, può magari fornire uno spunto di riflessione o di approfondimento per un lavoro successivo.
Molti autori raccolgono appunti, note, immagini che li hanno colpiti e che magari al momento non sanno come utilizzare.
Rileggere a distanza di tempo
Sarà capitato anche a voi di scrivere di getto un commento o un post per il vostro blog e dopo averlo pubblicato rendervi conto di aver commesso qualche stupido errore di battitura.
La fretta è sempre cattiva consigliera per cui, se possibile, dopo aver terminato di scrivere un testo (ricordatevi di salvarlo!) conviene riposarsi e lasciarlo riposare per qualche ora (oppure, qualche giorno, mese o anno, dipende dal lavoro e dal tempo a disposizione).
Poi, a mente fresca, rileggerlo e correggere tutti i refusi e le imperfezioni che a un primo sguardo non avevamo notato, riscrivere quelle parti che vi sembravano perfette e adesso non vi convincono più.
Le pause tra una revisione e l'altra aiutano il nostro cervello a recuperare in pieno la propria efficienza e a valutare quanto scritto con maggiore obiettività e distacco.
Rileggere dopo molto tempo un testo aiuta anche a limitare quello che io chiamo "l'effetto memoria", ossia la tendenza a non leggere quanto effettivamente compare sullo schermo o su carta, ma piuttosto ripassare la sua immagine ancora presente nella nostra mente, cosa che spesso ci impedisce di notare i refusi presenti.
Affidare la lettura a persone esterne
Chi si occupa di scrittura lo sa bene: tutti siamo bravi a trovare i refusi... degli altri, un po' meno i nostri.
Far leggere quello che scriviamo a persone esterne ci aiuta a stanare gli errori nascosti, ma soprattutto a valutare se e quanto il nostro testo sia comprensibile a tutti.
Soprattutto in caso di testi tecnici destinati al grande pubblico è importante che il lettore non sia una persona competente della materia, in modo da poter individuare i punti più oscuri che necessitano di un'ulteriore revisione.
Tradurre i termini specialistici con parole di uso comune
Ogni professione ha il suo gergo tecnico, compreso solo dagli addetti ai lavori e spesso se ne fa un uso esagerato, a volte solo per mettersi in mostra e sfoggiare la propria preparazione accademica.
I termini tecnici andrebbero usati solo quando realmente indispensabili o limitati alle conversazioni tra specialisti. Negli altri casi, soprattutto per testi destinati al grande pubblico, vanno sostituiti con parole di uso comune.
Nel Codice di Stile sono presenti molti esempi di riscrittura e semplificazione di moduli e documenti burocratici. Inoltre in appendice è riportato il Vocabolario di Base della Lingua Italiana compilato dal linguista Tullio De Mauro, un elenco delle 7000 parole indispensabili per conoscere la nostra lingua che andrebbe preso come riferimento per ogni lavoro di semplificazione.
Rendere immediatamente disponibili le parole chiave
Spesso nelle comunicazioni tecniche e burocratiche, si antepongono al testo lunghe e spesso noiose introduzioni prima di arrivare a definire le informazioni basilari: chi scrive, a chi è rivolto, qual è il messaggio principale.
Sarebbe invece utile, prendendo esempio dal linguaggio giornalistico, dare queste informazioni all'inizio del testo per permettere al lettore di comprendere immediatamente cosa gli viene comunicato o quali azioni gli viene chiesto di effettuare.
Il consiglio vale anche per i testi letterari dove andrebbero evitate le lunghe premesse o limitate le descrizioni particolareggiate di ambienti e personaggi che tendono ad annoiare il lettore e a spezzare il ritmo della narrazione.
giovedì 29 agosto 2013
Blog da vedere
Da oggi è pienamente disponibile la sezione Blog da vedere, un archivio di blog e siti web sulla comunicazione che ho incontrato e ritenuto interessanti.
L'elenco è chiaramente incompleto, sicuramente ci sono in rete ancora tanti altri blog interessanti da scoprire; ho cercato di fornire una mappa di siti utili (una settantina circa), accompagnati da una breve nota informativa, una specie di promemoria per capire velocemente chi gestisce ogni spazio e di cosa si occupa, informazioni non sempre facilmente reperibili all'interno dei siti.
Un elenco nato per "uso personale", per potermi orizzontare nella miriade di blog esistenti su questi temi, che spero possa essere utile anche ad altri. ;-)
Come forse avrete notato, nelle zone laterali del blog esistono alcuni lunghi elenchi:
L'elenco è chiaramente incompleto, sicuramente ci sono in rete ancora tanti altri blog interessanti da scoprire; ho cercato di fornire una mappa di siti utili (una settantina circa), accompagnati da una breve nota informativa, una specie di promemoria per capire velocemente chi gestisce ogni spazio e di cosa si occupa, informazioni non sempre facilmente reperibili all'interno dei siti.
Un elenco nato per "uso personale", per potermi orizzontare nella miriade di blog esistenti su questi temi, che spero possa essere utile anche ad altri. ;-)
Come forse avrete notato, nelle zone laterali del blog esistono alcuni lunghi elenchi:
- sulla destra la sezione Blog Scrittura e Comunicazione visualizza gli ultimi aggiornamenti di tutti i siti inseriti nella sezione Blog da vedere. Per ragioni di praticità sono attualmente visualizzati solo gli ultimi 25 aggiornamenti; per vedere anche gli altri è sufficiente cliccare sul tasto Mostra tutti presente in coda all'elenco.
- sulla sinistra trovate la sezione Altri Blog, che mostra gli ultimi aggiornamenti di una serie di siti di vario genere non inclusi nell'altro elenco.
- nelle zone laterali trovate anche un elenco di siti web e pagine Facebook da vedere.
- per finire sul lato sinistro c'è la sezione Social link, dove ho raccolto i link di siti religiosi o associazioni umanitarie che ritengo importanti. Visto che il blog non ospita pubblicità, se non quelle dei libri che ho scritto, mi sembrava opportuno offrire uno spazio gratuito a queste realtà positive che operano ogni giorno per gli altri e spesso sono poco conosciute.
giovedì 18 aprile 2013
Cominciamo il viaggio
Dopo molte esitazioni e ripensamenti ho deciso di creare anch'io il mio blog "personale", un progetto che nasce come contenitore per raccogliere le pubblicazioni realizzate finora, ma che vorrei far diventare anche uno spazio di dialogo, dove poter condividere la passione per la scrittura e la lettura.
La struttura è ancora provvisoria, sono i primi passi con questo strumento per me completamente nuovo.
Il nome Fogli diversi è ispirato al mio primo libro, una omonima raccolta di poesie in cui giocavo un po' con l'assonanza tra diversi e di versi per definire poesie che avessero anche contenuti insoliti, che aiutassero anche a riflettere.
Mi è sembrato bello riprenderlo per dare un nome a questo blog dove cercherò di condividere i miei pensieri e scritti letterari, come preannunciato dal sintetico sottotitolo "Divagazioni letterarie (e non)".
Non ho voluto definire in anticipo un piano di scrittura, anche perché difficilmente sarei riuscito a rispettarlo; preferisco partire navigando a vista, per poi correggere la rotta pian piano in base anche ai suggerimenti dei lettori, viaggiatori o naufraghi che per caso o per scelta incroceranno la mia rotta.
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