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sabato 27 luglio 2013

Fogli diversi, un anno dopo

Sono trascorsi ormai dodici mesi dalla pubblicazione del mio primo libro "Fogli diVersi", una raccolta di poesie scritte durante gli anni del liceo, all'incirca negli anni '80 del secolo scorso e poi tenute per anni "in sospeso", forse per pudore, forse per paura, forse semplicemente perché non era ancora il loro momento.
Non è  facile mettersi in gioco e decidere di condividere con gli altri i propri scritti;  le poesie in particolare sono in genere uno sfogo intimo e personale ed è difficile valutarle in maniera obiettiva.
Possono piacere, se trattano di temi che ci toccano da vicino, ma ciascuno le rileggerà a modo suo, adattandole al proprio vissuto. Come diceva il grande Troisi "la poesia non è di chi la scrive, ma di chi gli serve."
Una scelta sofferta anche per la disinformazione e i pregiudizi che circondano ancora l'autopubblicazione (o self-publishing), spesso confusa ancora con l'editoria a pagamento o considerata l'ultima spiaggia per chi ambisce a vedere il proprio nome stampato su una copertina.
Personalmente non ho mai intasato le caselle postali delle case editrici o ambito a pubblicare ad ogni costo, ma se scrivi qualcosa e pensi di poter trasmettere qualcosa credo sia normale voler ampliare il proprio raggio d'azione, raggiungere più gente possibile.
Il mondo editorialem mi sembrava troppo distante, non ne comprendevo le logiche e sentivo raccontare storie assurde, forse vere, forse solo leggende metropolitane: manoscritti buttati via senza neanche essere mai stati letti, autori scelti solo in base alle amicizie o perché potevano vantare un cognome famoso, somme esorbitanti richieste agli autori come contributo di pubblicazione, e tante altre cose che non mi convincevano..

Probabilmente le mie opere letterarie sarebbero rimaste ancora segregate nel classico "cassetto" (molte cose che ho scritto sono ancora là e forse non ne usciranno mai) se non avessi sentito parlare per caso di self-publishing e deciso di provare a mettermi in gioco anch'io.
Internet è stato un valido alleato, sia per reperire le informazioni, per farsi un'idea delle varie piattaforme di pubblicazione, confrontando caratteristiche, procedure e costi alla ricerca della formula più adatta a me.
Ho fatto qualche prova sui portali più noti, ho letto e recensito libri di altri autori esordienti, riscontrando spesso ottime capacità letterarie, ho ascoltato le esperienze e i consigli di amici più esperti e alla fine la scelta è ricaduta su Youcanprint, soprattutto per la possibilità di poter interagire, seppure via internet, anche con uno staff "umano", da ogni punto di vista, in grado di chiarire i miei tanti dubbi, darmi i consigli giusti e aiutarmi a portare avanti questo progetto impegnativo.
Una scelta soddisfacente, che ho voluto ripetere con il secondo libro "Ricominciare" e probabilmente continuerò in futuro, cercando di coniugare cartaceo e ebook, presente e futuro dell'editoria.
In questi mesi ho imparato molte cose, fatto anche qualche errore; sono cresciuto insieme al mio "editore" che ha rinnovato la sua piattaforma informatica, fornendoci un innovativo sistema di monitoraggio online delle vendite in tempo reale.
Certo i risultati finora non sono stati da best seller e questo era comunque in preventivo, soprattutto per Fogli diVersi (si sà che la poesia vende poco), ma mi hanno dato comunque delle soddisfazioni, aiutandomi a far conoscere una parte poco nota di me.
Ricevere la mail che ti avvisa che una copia del tuo libro è stata venduta è sempre una bella emozione!
La possibilità di stampare e vendere anche una sola copia del tuo libro credo sia una grande possibilità per il futuro che permette da un lato di evitare che tanti libri marciscano nei magazzini delle case editrici o vadano al macero, dall'altra di ristampare in "edizione limitata" testi ormai esauriti o introvabili.
A quelli che pensano che il self-publishing sia una scelta di comodo, una scorciatoia per evitare i filtri editoriali rispondo solo che mi sembra giusto che sia il lettore a poter scegliere liberamente. Oggi la maggior parte degli store online offrono una anteprima gratuita che permette di farsi un'idea del libro che andremo a leggere, molto più della classica sbirciata alla quarta di copertina.
Internet permette anche a un autore esordiente di poter presentare il proprio lavoro, alla pari con i nomi più noti che comunque godranno sempre di una maggiore pubblicità e visibilità all'interno delle librerie tradizionali, in genere poco inclini a dare spazio agli autori poco noti.
Chi sceglie di autopubblicarsi deve comunque essere cosciente di doversi impegnare maggiormente, sia nella fase di preparazione del libro per individuare refusi ed errori grammaticali, sia nella fase successiva per l'attività di promozione, senza poter scaricare le proprie colpe sulla casa editrice.
L'aver il proprio nome in copertina è una bella soddisfazione, ma anche una grande responsabilità.
Nello stesso tempo l'autopubblicazione consente una maggiore libertà; quello che viene stampato o messo online come ebook diventa davvero la tua creatura, senza che nessun altro possa censurarlo o distorcere il tuo messaggio. Sarà tuo e non qualcosa che qualcun altro ha scritto per te.
Si dice che spesso editor troppo zelanti piuttosto che collaborare con l'autore al miglioramento del testo, tendono a riscrivere tutto a loro immagine, col pretesto di uniformare lo stile della collana e il rischio concreto di spegnere ogni accenno di originalità nei testi, finendo per pubblicare libri ben riconoscibile, perché in fondo sempre uguali. Spero sia solo un'altra leggenda metropolitana, se fosse vero sarebbe davvero triste.
Capisco che l'editore possa aiutarti a crescere, darti consigli, ma francamente non mi piace che qualcun altro debba avere l'ultima parola su quello che scrivo.

La prima edizione di Fogli diVersi, con una struttura molto simile a quella poi mandata in stampa, era dattiloscritta e poi rilegata in maniera artigianale con un po' di colla. Una vera e propria autopubblicazione, benché limitata a un solo esemplare, realizzata con la passione che ho cercato di trasmettere nelle mie pagine.
Era "il mio libro" e ne ero fiero e non mi importava troppo del giudizio degli altri.
Non so se poi il mio messaggio sia passato: ho ricevuto tanti commenti positivi, ma ancora nessuna recensione "esterna" (obiettiva), un dato che non so ancora come valutare. Il fatto che nessuno degli acquirenti del libro mi abbia chiesto i soldi indietro lascia ben sperare. Almeno credo. ;-)
Col tempo il libro è uscito anche in versione ebook, una frontiera nuova ancora tutta da esplorare, poi è nata la pagina Facebook e infine questo blog.

A distanza di un anno  ancora non ho fatto la "presentazione" ufficiale del libro, tappa che molti ritengono fondamentale per farsi conoscere e non so ancora se la farò. Vedo tante, troppe presentazioni in giro e tanta gente che si lamenta perché sono noiose e spesso completamente slegate rispetto al libro.
Voi che ne pensate?