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sabato 18 giugno 2016

Self Publishing - Tutto quello che non ti hanno detto (Tanja Sartori)


Pensavo da tempo di scrivere qualcosa sul self publishing, considerato da molti solo una scelta di ripiego, una comoda scorciatoia per pubblicare i propri libri senza nessun filtro editoriale. Ero stanco dei giudizi affrettati dei detrattori, di chi critica a priori questo fenomeno, spesso senza cognizione di causa. Stanco di dovermi sempre sentire uno scrittore di serie B o dover giustificare le mie scelte editoriali. Stanco di chi ci critica senza aver mai letto un nostro scritto e magari si considera superiore solo per aver pubblicato con qualche semisconosciuta casa editrice. Stanco di chi considera il self publishing solo spazzatura e poi lucra sugli autori esordienti offrendo loro i suoi costosi servizi editoriali.
Avrei voluto dire tante altre cose, ma credo che Tanja Sartori abbia saputo farlo molto meglio di me nel suo libro Tutto quello che non ti hanno detto (sul Self Publishing) che racconta il mondo del self publishing (e dell'editoria in generale) con competenza e ironia.
Tanja è una brava scrittrice, editor, blogger, etc.; una persona poliedrica capace di cimentarsi con bravura e umiltà con i più diversi generi letterari. Da qualche anno è anche una cara amica, che mi ha spesso aiutato a orizzontarmi nel mondo editoriale con i suoi preziosi consigli.
Fortunatamente nel mondo del self publishing non ci sono solo invidia e concorrenza sleale, favoritismi e attacchi gratuiti a base di di recensioni negative, ma possono anche nascere delle solide amicizie virtuali, crearsi scambi di idee e proficue collaborazioni.
Lo premetto subito, per evitare che qualcuno pensi a una recensione di favore; come sempre oltre al mio commento consiglio di leggere l'anteprima del libro per capirne lo spirito assaporarne i contenuti prima di acquistarlo. Non ve ne pentirete!


ebook - versione giocosa

Premessa
Il self publishing (o autopubblicazione se preferite) permette oggi agli scrittori, grazie alle nuove tecnologie, di pubblicare le loro opere in forma cartacea o digitale senza dover ricorrere alla mediazione e ai tempi biblici delle case editrici tradizionali, da molti considerate uniche garanti di qualità, riuscendo, almeno potenzialmente, ad avere la stessa visibilità di un autore affermato.
Molti lo considerano un percorso privilegiato, una scorciatoia per pubblicare qualsiasi cosa, senza filtri, ma anche senza badare troppo alla qualità.
In realtà la situazione è più complessa, come nell'editoria tradizionale possiamo trovare testi di valore variabile: robe illeggibili di nomi famosi accanto a ottimi libri di autori esordienti e tante situazioni intermedie, tutte da scoprire.
Un mondo complicato, fatto di illusioni e delusioni, che Tanja Sartori ha saputo raccontare in base alle sue esperienze, senza tarpare le ali ai nostri sogni, ma neanche edulcorare i tanti ostacoli. Uno stile diretto, ironico e apparentemente leggero, ma allo stesso tempo ricco di contenuti, che racconta i misteri dell'autopubblicazione, informazioni e suggerimenti che altri spesso propongono in costosi corsi sull'editoria.
Il libro è rivolto ai principianti, ma anche a quelli che si credono esperti, ma hanno ancora tanto da imparare; nonostante le lamentazioni degli editori il settore è in continua evoluzione e occorre tenersi sempre aggiornati sulle novità.
Un autore autopubblicato oggi deve puntare soprattutto sulla qualità ossia offrire storie interessanti, ben scritte e impaginate in maniera professionale. Questo significa investire tanto tempo (e a volte anche denaro) nello studio, nella progettazione, nella realizzazione e promozione delle proprie opere; un percorso che in genere ogni autore si costruisce lentamente, imparando dai propri errori.
Tanja ha condensato in questo libro più di otto anni di esperienze personali, non sempre positive, nel mondo del self publishing e dell'editoria tradizionale, offrendo ai lettori utili consigli per affrontare questo mondo variegato nella maniera migliore, senza mai peraltro entrare nei dettagli delle proprie diavventure.
Leggerlo forse non ci farà scrivere un bestseller da milioni di copie (non è questo il suo scopo), ma ci aiuterà a offrire un libro ben scritto, senza refusi e ben impaginato, un prodotto che dimostra la nostra attenzione e lealtà verso i lettori e forse ci aiuterà a emergere tra le decine, centinaia di opere di autori esordienti, non sempre di buona qualità, che ogni giorno si affacciano sul mercato editoriale.
Ma vediamo più nel dettaglio i contenuti di questo manuale, alternati a qualche considerazione personale.

Il selfpublishing
Ogni capitolo è caratterizzato da un titolo, a volte allusivo, a volte indicativo del contenuto, a a volte enigmatico o divertente.
All'inizio l'autrice spiega cos'è il self publishing e illustra brevemente i pro e i contro di questa scelta, che richiede studio, pazienza e umiltà. Non bisogna farsi grandi illusioni, pensare di diventare milionari con i propri libri resta per i più solo un bel sogno.
Occorre svolgere da soli i tanti compiti che in una casa editrice tradizionale sono affidati a più persone, spesso specializzate: oltre la scrittura ci sono l'editing, la correzione bozze, l'impaginazione, la grafica, la stampa, la conversione in ebook, la distribuzione, la vendita, etc.
E poi scontrarsi con la diffidenza (e l'ignoranza) di alcuni lettori (e autori) che ti vedranno sempre come uno scrittore di serie B, anche se i tuoi libri sono molto migliori dei loro e vendono molte più copie. Prepararsi alle critiche dei detrattori e dei pedanti, pronti ad analizzare ogni tua parola, ogni riga che scrivi per cogliere un seppur minimo difetto e poter dire che il mondo self produce solo spazzatura.
Per affrontare questa lotta bisogna avere le idee chiare su quel che si scrive (argomento, genere letterario, target, struttura, etc.) e documentarsi sul mondo che andiamo a raccontare, senza trascurare i dettagli apparentemente secondari. Leggere, rileggere, revisionare e spesso ricominciare da capo quando si pensava di essere quasi giunti al traguardo, senza mai avere troppa fretta di pubblicare.

Conoscere la grammatica
Una buona conoscenza della lingua italiana e un uso costante del vocabolario in caso di dubbi, sono un ingrediente fondamentale per imparare a scrivere. Per questo Tanja ci offre un veloce, ma esauriente ripasso di grammatica, un riepilogo degli errori tipici commessi dagli autori esordienti (e non solo) e delle situazioni ambigue che spesso traggono in inganno anche gli autori più esperti.
Parte dalla punteggiatura, poi riprende le basi della struttura della frase, i dialoghi, gli accenti e gli apostrofi, i tempi verbali, la consecutio temporum, etc.; argomenti affrontati con precisione e con uno stile mai pedante, proponendo anche esempi pratici.
Un prontuario che andrebbe sempre tenuto a portata di mano per consultarlo in caso di dubbi, preferibilmente in formato cartaceo.

Elaboratori di testo
Vengono presentati poi i due più noti elaboratori di testo, Word e LibreOffice e le funzioni essenziali per scrivere un libro. Tanti consigli pratici e semplici accorgimenti per pianificare il lavoro nel modo migliore e non dover riscrivere tutto a ogni modifica. Basta utilizzare bene le funzioni di base offerte da ogni word processor, purtroppo ancor oggi spesso ignote anche a chi lo usa regolarmente.
Un buon uso degli stili o delle interruzioni di pagina per esempio ci permette di evitare tanti problemi sia in fase di stampa che durante la conversione in epub, destinazioni che molti considerano alternative e conflittuali e che invece possono essere sviluppate in parallelo, partendo dallo stesso file.
Ancor oggi molte case editrici, anche grandi, pensano i loro libri solo per il supporto cartaceo, rinunciando a produrre ebook o mandando sul mercato prodotti imbarazzanti, pieni di refusi e errori di impaginazione, molto meno curati di tante autopubblicazioni casalinghe.

Libro o ebook ?
Per non parlare dell'annosa questione "carta contro ebook", l'eterna competizione tra chi ama il profumo della carta e le pile infinite di libri da leggere e chi preferisce poter portare con sè un gran numero di volumi in uno spazio limitato.
Personalmente apprezzo molto la praticità dell'ebook, soprattutto quando devo leggere volumi molto corposi (senza dover fare pesistica) oppure voglio alternare la lettura di più testi differenti.
Andando avanti con l'età si apprezza molto anche la possibilità di poter variare la grandezza del font o la comodità della lettura vocale, purtroppo oggi offerta solo da pochissimi lettori.
Carta e ebook sono due realtà che possono benissimo convivere ed essere complementari: a volte è più comodo poter sfogliare le pagine e prendere appunti su carta, altre volte abbiamo necessità di trovare velocemente una parola o un brano specifico grazie alle comode funzioni di ricerca offerte dalla versione digitale.

Un libro ben strutturato poi può essere stampato rapidamente attraverso uno dei tanti servizi di Print on demand, esportato in formato PDF o convertito in ebook; nel testo viene indicato come comportarsi nei tre casi, suggerendo come preparare al meglio il file di partenza e gli errori da evitare. Consigli pratici che ci consentono di evitare inutili perdite di tempo o risultati non adeguati alle nostre aspettative.
Trattando gli ebook, l'autrice chiarisce anche le differenze tra i formati epub, mobi e pdf, indicando i software necessari per una buona conversione.

Grafica, revisione e questioni legali
Il capitolo successivo è dedicato ai problemi di grafica: creazione della copertina, tutela legale delle immagini e dei font, etc., questioni che spesso gli autori affrontano con molta superficialità.
Un altro aspetto spesso sottovalutato è la fase di revisione del testo (editing) e il ruolo dell'editor, che dovrebbe accompagnare l'autore nella creazione del testo, indicargli le parti da modificare, consigliarlo, ma mai sostituirsi a lui, riscrivendo le parti traballanti.  Nel settore editoriale ci sono molti validi professionisti, ma  purtroppo anche tanti che si improvvisano tali, e non sempre la parcella richiesta aiuta a distinguere gli uni dagli altri.
Bravi editori accanto a EAP (editori a pagamento) o altre forme ibride di presunti servizi editoriali che cercano in mille modi di spillare soldi agli autori, invece di investire su di loro e aiutarli a crescere come dovrebbe essere loro dovere.
Il manuale affronta anche le norme che regolano l'editoria nel nostro paese, chiarisce cosa sono  l'ISBN e il Deposito Legale, cosa prevedono le norme sul Diritto d'Autore e quando un testo diventa di Pubblico Dominio, in ruolo della SIAE, la pirateria, i DRM, etc.; un'infarinatura legale sempre utile per chi sceglie di autopubblicarsi e non vuole rischiare di infrangere la legge.

Domande e risposte
L'ultimo capitolo è impostato in maniera diversa, cerca di dare delle risposte alle possibili domande che un autore esordiente potrebbe porre, anticipando gli argomenti di maggiore interesse.
In questa parte l'autrice spiega come orizzontarsi tra le piattaforme di pubblicazione, fornendo dei criteri generali di scelta utili per capire prima di tutto la serietà della piattaforma utilizzata e poi quale si adatta meglio alle nostre esigenze.
Fornisce qualche consiglio su come impostare il prezzo del proprio libro, su come promuoverlo senza risultare fastidiosi, tenendo conto che non esiste una ricetta generale valida per tutti e ogni autore è un caso a sé. E tante altre risposte che lascio alla curiosità del lettore.
In conclusione troviamo due appendici: una scritta da Antonino Lo Iacono, che ha anche curato l'editing del testo, che cerca di rispondere alla domanda "si può vivere di scrittura".
La seconda, più corposa,  spiega in maniera dettagliata come è fatto un epub e come editarlo con Sigil, una guida pratica e completa per ottenere un risultato professionale.

Dove trovarlo
Tutto quello che non ti hanno detto (sul Self Publishing) è disponibile su Amazon in formato cartaceo e digitale (gratis per Kindle Unlimited)
La versione cartacea è caratterizzata da una copertina tradizionale, "seria", mentre in formato digitale è disponibile anche la variante con il dinosauro, nata per gioco nella fase di preparazione del libro, che personalmente trovo più in linea con lo stile scanzonato dell'opera.
A parte la copertina, comunque il testo delle due versioni è identico.
Per il momento non è ancora disponibile in commercio la versione epub.




Titolo: Tutto quello che non ti hanno detto (sul Self Publishing)
Autore: Tanja Sartori
Editor: Antonino Lo Iacono
Traduttore: -
Editore: Wade Books - www.wadebooks.com
ISBN:
ASIN:  B01G8YPKRE
Scheda cartaceo: Amazon | Giunti al Punto |
Lunghezza stampa: 209 pagine
Scheda ebook:    Amazon 
Lunghezza ebook: 55.000 parole (circa 200 pag.)
Dimensioni file: 1676 KB

 


sabato 25 gennaio 2014

Deserto Rosso (Rita Carla Francesca Monticelli)

Tempo fa ho letto casualmente un articolo sul self publishing in cui veniva citata l'esperienza vincente di  Rita Carla Francesca Monticelli e della sua serie fantascientifica Deserto Rosso, autopubblicata a scadenze prefissate, di cui stava per uscire il quarto "volume". Non capita spesso di trovare autrici italiane di fantascienza per cui ho subito colto l'occasione per scoprire Deserto Rosso - Punto di non ritorno, inizio di questa saga marziana. Una lettura appassionante che mi ha poi pian piano portato a leggere anche gli altri volumi della serie e ad avere dei positivi scambi di opinioni con l'autrice, sempre molto gentile e chiara nell'esprimere il suo punto di vista.
L'unico dispiacere è aver scoperto questo progetto relativamente tardi il che, se da un lato mi ha consentito di leggere tutta la storia senza grandi attese temporali tra le uscite, mi ha comunque "costretto" a recuperare in fretta le varie parti per poter finalmente arrivare al finale della storia. Appena possibile dovrò gustarmelo con calma, per cogliere meglio ogni sfumatura.

Un plauso particolare all'autrice per aver scelto di firmarsi col suo nome per intero, senza ricorrere a pseudonimi o abbreviazioni, scelta coraggiosa che credo pochi editori avrebbero condiviso.
La recensione si basa  sulla lettura delle quattro "puntate" mentre la scheda fà riferimento all'edizione unica, uscita nel frattempo sia in cartaceo che in ebook; nei prossimi mesi dovrebbe arrivare anche la versione inglese, insieme ad altri volumi che amplieranno lo scenario della saga dell'Aurora.






Una giovane astronauta esce di nascosto dalla stazione spaziale Alfa e si allontana a bordo del rover sulla superficie marziana, incurante degli appelli di richiamo e del tragico destino che forse l'attende; un viaggio apparentemente senza meta e forse senza ritorno.
Con questa scena drammatica si apre Deserto Rosso — Punto di non ritorno di Rita Carla Francesca Monticelli, la storia di Anna Personn, esobiologa svedese inviata su Marte con la missione Isis, trenta anni dopo un primo disastroso tentativo di colonizzare il pianeta rosso.
Una storia in parte autoconclusiva, in parte svelata negli episodi successivi, raccontata sapientemente dalla scrittrice con frequenti salti sia spaziali che temporali, piccoli tasselli da mettere insieme per costruire il quadro complessivo.
Provo a raccontarla in estrema sintesi, cercando di non incorrere in involontari spoiler e seguendo la successione dei "volumi", ognuno arricchito da un riassunto cronologico delle puntate precedenti che aiuta a comprendere meglio tanti particolari appena accennati nella narrazione di cui si scopre l'importanza solo in un secondo tempo.

Il primo volume racconta la storia della fuga di Anna, con flashback sul suo passato raccontati in prima persona: il rapporto contrastato con  Hassan Qabbani, medico di bordo di origine mediorientale, da lei tenuto lontano perché le ricordava tanto il suo odiato padre;  l'amicizia con il tecnico Robert Green e il dolore per la morte del comandante Dennis Francis e di sua moglie Michelle; il primo incontro con Jan De Witt, scrittore e suo ex compagno, che l'aveva abbandonata dopo aver scoperto che la missione su Marte sarebbe stata permanente, senza possibilità di ritorno. Tanti gli interrogativi lasciati in sospeso, che troveranno risposta nei successivi libri.

Nel secondo volume Deserto Rosso - Abitanti di Marte si indaga sulle cause della fuga di Anna, mostrando le sue relazioni con gli altri componenti della missione.
Una scoperta casuale e in parte sottovalutata sembra aprire nuove prospettive a una missione apparentemente fallimentare, ritardata da gravi problemi e ostacoli burocratici che sembrano impedire anche un eventuale recupero degli astronauti.
La morte del comandante per un tumore e di sua moglie per un inspiegabile incidente inaspriscono i già tesi rapporti tra i superstiti, generando sospetti reciproci e la folle decisione di Anna, spinta a tornare nel luogo dove ha scoperto delle possibili tracce di vita marziana e captato dei misteriosi segnali radio. Per farla rinsavire la Nasa rintraccia persino Jan De Wit, chiedendogli di provare a convincerla a tornare indietro.
 Anna ritrova i superstiti della missione Hera, sopravvissuti miracolosamente, sposandosi tra loro e generando figli e nipoti; una piccola colonia terrestre su Marte completamente sconosciuta alle autorità terrestri che apre nuove prospettive per la Isis 2.

Nel terzo volume Deserto Rosso — Nemico Invisibile Anna cerca di tornare alla base Alfa per ritrovare i suoi compagni. Dopo vari colpi di scena molte certezze crollano; diventa persino difficile capire chi sono davvero gli amici e i nemici. Sullo sfondo il clamore mediatico generato dalla scoperta dei superstiti dell'Hera, le manovre della Nasa per sollecitare la nuovamissione Isis 2 senza svelare le reali ragioni del fallimento della Isis. E un terribile segreto che Anna scoprirà solo poco prima di ripartire per la Terra.

Nel quarto volume Deserto Rosso — Ritorno a casa l'azione si svolge sulla Terra, ma l'influenza marziana torna continuamente, condizionando le scelte di Anna e il suo rapporto tormentato con Jan e con Hassan e minacciando il nostro pianeta. Forse la sezione più complessa perché finalmente si scoprono tutte le carte ed emergono i reali pensieri e ruoli dei vari protagonisti, in un intreccio quasi da thriller.

Nel complesso il ciclo di Deserto Rosso si rivela una lettura piacevole e coinvolgente. L'autrice è riuscita ad affrontare in maniera originale il tema marziano, forse uno degli argomenti più trattati dagli scrittori di fantascienza di ogni epoca, senza cadere nel già visto o nella banalità, offrendo molti inaspettati colpi di scena.
Da sottolineare anche il valore sperimentale di questo progetto, autopubblicato a puntate uscite a scadenze di cinque mesi l'una dall'altra e cresciuto anche grazie all'interazione con i lettori che hanno in un certo senso "partecipato emotivamente" alla stesura dell'opera, con i loro pareri, consigli, critiche, apprezzamenti.
Non deve essere stato facile scrivere le varie parti senza farsi prendere dall'ansia e dalla paura di non riuscire a rispettare i tempi di uscita prestabiliti
La vicinanza del pubblico, sapere che qualcuno fosse in attesa del seguito, credo sia stata uno stimolo in più, ma anche un'ulteriore responsabilità a fare un buon lavoro, anche per dimostrare ai detrattori che si può anche fare self publishing di qualità.


Titolo: Deserto Rosso
Autore: Rita Carla Francesca Monticelli
Traduttore: -
Editore: Rita Carla Francesca Monticelli
ISBN: 9781494358693

Recensione pubblicata anche su Braviautori il 25/01/2014



sabato 27 luglio 2013

Fogli diversi, un anno dopo

Sono trascorsi ormai dodici mesi dalla pubblicazione del mio primo libro "Fogli diVersi", una raccolta di poesie scritte durante gli anni del liceo, all'incirca negli anni '80 del secolo scorso e poi tenute per anni "in sospeso", forse per pudore, forse per paura, forse semplicemente perché non era ancora il loro momento.
Non è  facile mettersi in gioco e decidere di condividere con gli altri i propri scritti;  le poesie in particolare sono in genere uno sfogo intimo e personale ed è difficile valutarle in maniera obiettiva.
Possono piacere, se trattano di temi che ci toccano da vicino, ma ciascuno le rileggerà a modo suo, adattandole al proprio vissuto. Come diceva il grande Troisi "la poesia non è di chi la scrive, ma di chi gli serve."
Una scelta sofferta anche per la disinformazione e i pregiudizi che circondano ancora l'autopubblicazione (o self-publishing), spesso confusa ancora con l'editoria a pagamento o considerata l'ultima spiaggia per chi ambisce a vedere il proprio nome stampato su una copertina.
Personalmente non ho mai intasato le caselle postali delle case editrici o ambito a pubblicare ad ogni costo, ma se scrivi qualcosa e pensi di poter trasmettere qualcosa credo sia normale voler ampliare il proprio raggio d'azione, raggiungere più gente possibile.
Il mondo editorialem mi sembrava troppo distante, non ne comprendevo le logiche e sentivo raccontare storie assurde, forse vere, forse solo leggende metropolitane: manoscritti buttati via senza neanche essere mai stati letti, autori scelti solo in base alle amicizie o perché potevano vantare un cognome famoso, somme esorbitanti richieste agli autori come contributo di pubblicazione, e tante altre cose che non mi convincevano..

Probabilmente le mie opere letterarie sarebbero rimaste ancora segregate nel classico "cassetto" (molte cose che ho scritto sono ancora là e forse non ne usciranno mai) se non avessi sentito parlare per caso di self-publishing e deciso di provare a mettermi in gioco anch'io.
Internet è stato un valido alleato, sia per reperire le informazioni, per farsi un'idea delle varie piattaforme di pubblicazione, confrontando caratteristiche, procedure e costi alla ricerca della formula più adatta a me.
Ho fatto qualche prova sui portali più noti, ho letto e recensito libri di altri autori esordienti, riscontrando spesso ottime capacità letterarie, ho ascoltato le esperienze e i consigli di amici più esperti e alla fine la scelta è ricaduta su Youcanprint, soprattutto per la possibilità di poter interagire, seppure via internet, anche con uno staff "umano", da ogni punto di vista, in grado di chiarire i miei tanti dubbi, darmi i consigli giusti e aiutarmi a portare avanti questo progetto impegnativo.
Una scelta soddisfacente, che ho voluto ripetere con il secondo libro "Ricominciare" e probabilmente continuerò in futuro, cercando di coniugare cartaceo e ebook, presente e futuro dell'editoria.
In questi mesi ho imparato molte cose, fatto anche qualche errore; sono cresciuto insieme al mio "editore" che ha rinnovato la sua piattaforma informatica, fornendoci un innovativo sistema di monitoraggio online delle vendite in tempo reale.
Certo i risultati finora non sono stati da best seller e questo era comunque in preventivo, soprattutto per Fogli diVersi (si sà che la poesia vende poco), ma mi hanno dato comunque delle soddisfazioni, aiutandomi a far conoscere una parte poco nota di me.
Ricevere la mail che ti avvisa che una copia del tuo libro è stata venduta è sempre una bella emozione!
La possibilità di stampare e vendere anche una sola copia del tuo libro credo sia una grande possibilità per il futuro che permette da un lato di evitare che tanti libri marciscano nei magazzini delle case editrici o vadano al macero, dall'altra di ristampare in "edizione limitata" testi ormai esauriti o introvabili.
A quelli che pensano che il self-publishing sia una scelta di comodo, una scorciatoia per evitare i filtri editoriali rispondo solo che mi sembra giusto che sia il lettore a poter scegliere liberamente. Oggi la maggior parte degli store online offrono una anteprima gratuita che permette di farsi un'idea del libro che andremo a leggere, molto più della classica sbirciata alla quarta di copertina.
Internet permette anche a un autore esordiente di poter presentare il proprio lavoro, alla pari con i nomi più noti che comunque godranno sempre di una maggiore pubblicità e visibilità all'interno delle librerie tradizionali, in genere poco inclini a dare spazio agli autori poco noti.
Chi sceglie di autopubblicarsi deve comunque essere cosciente di doversi impegnare maggiormente, sia nella fase di preparazione del libro per individuare refusi ed errori grammaticali, sia nella fase successiva per l'attività di promozione, senza poter scaricare le proprie colpe sulla casa editrice.
L'aver il proprio nome in copertina è una bella soddisfazione, ma anche una grande responsabilità.
Nello stesso tempo l'autopubblicazione consente una maggiore libertà; quello che viene stampato o messo online come ebook diventa davvero la tua creatura, senza che nessun altro possa censurarlo o distorcere il tuo messaggio. Sarà tuo e non qualcosa che qualcun altro ha scritto per te.
Si dice che spesso editor troppo zelanti piuttosto che collaborare con l'autore al miglioramento del testo, tendono a riscrivere tutto a loro immagine, col pretesto di uniformare lo stile della collana e il rischio concreto di spegnere ogni accenno di originalità nei testi, finendo per pubblicare libri ben riconoscibile, perché in fondo sempre uguali. Spero sia solo un'altra leggenda metropolitana, se fosse vero sarebbe davvero triste.
Capisco che l'editore possa aiutarti a crescere, darti consigli, ma francamente non mi piace che qualcun altro debba avere l'ultima parola su quello che scrivo.

La prima edizione di Fogli diVersi, con una struttura molto simile a quella poi mandata in stampa, era dattiloscritta e poi rilegata in maniera artigianale con un po' di colla. Una vera e propria autopubblicazione, benché limitata a un solo esemplare, realizzata con la passione che ho cercato di trasmettere nelle mie pagine.
Era "il mio libro" e ne ero fiero e non mi importava troppo del giudizio degli altri.
Non so se poi il mio messaggio sia passato: ho ricevuto tanti commenti positivi, ma ancora nessuna recensione "esterna" (obiettiva), un dato che non so ancora come valutare. Il fatto che nessuno degli acquirenti del libro mi abbia chiesto i soldi indietro lascia ben sperare. Almeno credo. ;-)
Col tempo il libro è uscito anche in versione ebook, una frontiera nuova ancora tutta da esplorare, poi è nata la pagina Facebook e infine questo blog.

A distanza di un anno  ancora non ho fatto la "presentazione" ufficiale del libro, tappa che molti ritengono fondamentale per farsi conoscere e non so ancora se la farò. Vedo tante, troppe presentazioni in giro e tanta gente che si lamenta perché sono noiose e spesso completamente slegate rispetto al libro.
Voi che ne pensate?

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