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sabato 18 giugno 2016

Self Publishing - Tutto quello che non ti hanno detto (Tanja Sartori)


Pensavo da tempo di scrivere qualcosa sul self publishing, considerato da molti solo una scelta di ripiego, una comoda scorciatoia per pubblicare i propri libri senza nessun filtro editoriale. Ero stanco dei giudizi affrettati dei detrattori, di chi critica a priori questo fenomeno, spesso senza cognizione di causa. Stanco di dovermi sempre sentire uno scrittore di serie B o dover giustificare le mie scelte editoriali. Stanco di chi ci critica senza aver mai letto un nostro scritto e magari si considera superiore solo per aver pubblicato con qualche semisconosciuta casa editrice. Stanco di chi considera il self publishing solo spazzatura e poi lucra sugli autori esordienti offrendo loro i suoi costosi servizi editoriali.
Avrei voluto dire tante altre cose, ma credo che Tanja Sartori abbia saputo farlo molto meglio di me nel suo libro Tutto quello che non ti hanno detto (sul Self Publishing) che racconta il mondo del self publishing (e dell'editoria in generale) con competenza e ironia.
Tanja è una brava scrittrice, editor, blogger, etc.; una persona poliedrica capace di cimentarsi con bravura e umiltà con i più diversi generi letterari. Da qualche anno è anche una cara amica, che mi ha spesso aiutato a orizzontarmi nel mondo editoriale con i suoi preziosi consigli.
Fortunatamente nel mondo del self publishing non ci sono solo invidia e concorrenza sleale, favoritismi e attacchi gratuiti a base di di recensioni negative, ma possono anche nascere delle solide amicizie virtuali, crearsi scambi di idee e proficue collaborazioni.
Lo premetto subito, per evitare che qualcuno pensi a una recensione di favore; come sempre oltre al mio commento consiglio di leggere l'anteprima del libro per capirne lo spirito assaporarne i contenuti prima di acquistarlo. Non ve ne pentirete!


ebook - versione giocosa

Premessa
Il self publishing (o autopubblicazione se preferite) permette oggi agli scrittori, grazie alle nuove tecnologie, di pubblicare le loro opere in forma cartacea o digitale senza dover ricorrere alla mediazione e ai tempi biblici delle case editrici tradizionali, da molti considerate uniche garanti di qualità, riuscendo, almeno potenzialmente, ad avere la stessa visibilità di un autore affermato.
Molti lo considerano un percorso privilegiato, una scorciatoia per pubblicare qualsiasi cosa, senza filtri, ma anche senza badare troppo alla qualità.
In realtà la situazione è più complessa, come nell'editoria tradizionale possiamo trovare testi di valore variabile: robe illeggibili di nomi famosi accanto a ottimi libri di autori esordienti e tante situazioni intermedie, tutte da scoprire.
Un mondo complicato, fatto di illusioni e delusioni, che Tanja Sartori ha saputo raccontare in base alle sue esperienze, senza tarpare le ali ai nostri sogni, ma neanche edulcorare i tanti ostacoli. Uno stile diretto, ironico e apparentemente leggero, ma allo stesso tempo ricco di contenuti, che racconta i misteri dell'autopubblicazione, informazioni e suggerimenti che altri spesso propongono in costosi corsi sull'editoria.
Il libro è rivolto ai principianti, ma anche a quelli che si credono esperti, ma hanno ancora tanto da imparare; nonostante le lamentazioni degli editori il settore è in continua evoluzione e occorre tenersi sempre aggiornati sulle novità.
Un autore autopubblicato oggi deve puntare soprattutto sulla qualità ossia offrire storie interessanti, ben scritte e impaginate in maniera professionale. Questo significa investire tanto tempo (e a volte anche denaro) nello studio, nella progettazione, nella realizzazione e promozione delle proprie opere; un percorso che in genere ogni autore si costruisce lentamente, imparando dai propri errori.
Tanja ha condensato in questo libro più di otto anni di esperienze personali, non sempre positive, nel mondo del self publishing e dell'editoria tradizionale, offrendo ai lettori utili consigli per affrontare questo mondo variegato nella maniera migliore, senza mai peraltro entrare nei dettagli delle proprie diavventure.
Leggerlo forse non ci farà scrivere un bestseller da milioni di copie (non è questo il suo scopo), ma ci aiuterà a offrire un libro ben scritto, senza refusi e ben impaginato, un prodotto che dimostra la nostra attenzione e lealtà verso i lettori e forse ci aiuterà a emergere tra le decine, centinaia di opere di autori esordienti, non sempre di buona qualità, che ogni giorno si affacciano sul mercato editoriale.
Ma vediamo più nel dettaglio i contenuti di questo manuale, alternati a qualche considerazione personale.

Il selfpublishing
Ogni capitolo è caratterizzato da un titolo, a volte allusivo, a volte indicativo del contenuto, a a volte enigmatico o divertente.
All'inizio l'autrice spiega cos'è il self publishing e illustra brevemente i pro e i contro di questa scelta, che richiede studio, pazienza e umiltà. Non bisogna farsi grandi illusioni, pensare di diventare milionari con i propri libri resta per i più solo un bel sogno.
Occorre svolgere da soli i tanti compiti che in una casa editrice tradizionale sono affidati a più persone, spesso specializzate: oltre la scrittura ci sono l'editing, la correzione bozze, l'impaginazione, la grafica, la stampa, la conversione in ebook, la distribuzione, la vendita, etc.
E poi scontrarsi con la diffidenza (e l'ignoranza) di alcuni lettori (e autori) che ti vedranno sempre come uno scrittore di serie B, anche se i tuoi libri sono molto migliori dei loro e vendono molte più copie. Prepararsi alle critiche dei detrattori e dei pedanti, pronti ad analizzare ogni tua parola, ogni riga che scrivi per cogliere un seppur minimo difetto e poter dire che il mondo self produce solo spazzatura.
Per affrontare questa lotta bisogna avere le idee chiare su quel che si scrive (argomento, genere letterario, target, struttura, etc.) e documentarsi sul mondo che andiamo a raccontare, senza trascurare i dettagli apparentemente secondari. Leggere, rileggere, revisionare e spesso ricominciare da capo quando si pensava di essere quasi giunti al traguardo, senza mai avere troppa fretta di pubblicare.

Conoscere la grammatica
Una buona conoscenza della lingua italiana e un uso costante del vocabolario in caso di dubbi, sono un ingrediente fondamentale per imparare a scrivere. Per questo Tanja ci offre un veloce, ma esauriente ripasso di grammatica, un riepilogo degli errori tipici commessi dagli autori esordienti (e non solo) e delle situazioni ambigue che spesso traggono in inganno anche gli autori più esperti.
Parte dalla punteggiatura, poi riprende le basi della struttura della frase, i dialoghi, gli accenti e gli apostrofi, i tempi verbali, la consecutio temporum, etc.; argomenti affrontati con precisione e con uno stile mai pedante, proponendo anche esempi pratici.
Un prontuario che andrebbe sempre tenuto a portata di mano per consultarlo in caso di dubbi, preferibilmente in formato cartaceo.

Elaboratori di testo
Vengono presentati poi i due più noti elaboratori di testo, Word e LibreOffice e le funzioni essenziali per scrivere un libro. Tanti consigli pratici e semplici accorgimenti per pianificare il lavoro nel modo migliore e non dover riscrivere tutto a ogni modifica. Basta utilizzare bene le funzioni di base offerte da ogni word processor, purtroppo ancor oggi spesso ignote anche a chi lo usa regolarmente.
Un buon uso degli stili o delle interruzioni di pagina per esempio ci permette di evitare tanti problemi sia in fase di stampa che durante la conversione in epub, destinazioni che molti considerano alternative e conflittuali e che invece possono essere sviluppate in parallelo, partendo dallo stesso file.
Ancor oggi molte case editrici, anche grandi, pensano i loro libri solo per il supporto cartaceo, rinunciando a produrre ebook o mandando sul mercato prodotti imbarazzanti, pieni di refusi e errori di impaginazione, molto meno curati di tante autopubblicazioni casalinghe.

Libro o ebook ?
Per non parlare dell'annosa questione "carta contro ebook", l'eterna competizione tra chi ama il profumo della carta e le pile infinite di libri da leggere e chi preferisce poter portare con sè un gran numero di volumi in uno spazio limitato.
Personalmente apprezzo molto la praticità dell'ebook, soprattutto quando devo leggere volumi molto corposi (senza dover fare pesistica) oppure voglio alternare la lettura di più testi differenti.
Andando avanti con l'età si apprezza molto anche la possibilità di poter variare la grandezza del font o la comodità della lettura vocale, purtroppo oggi offerta solo da pochissimi lettori.
Carta e ebook sono due realtà che possono benissimo convivere ed essere complementari: a volte è più comodo poter sfogliare le pagine e prendere appunti su carta, altre volte abbiamo necessità di trovare velocemente una parola o un brano specifico grazie alle comode funzioni di ricerca offerte dalla versione digitale.

Un libro ben strutturato poi può essere stampato rapidamente attraverso uno dei tanti servizi di Print on demand, esportato in formato PDF o convertito in ebook; nel testo viene indicato come comportarsi nei tre casi, suggerendo come preparare al meglio il file di partenza e gli errori da evitare. Consigli pratici che ci consentono di evitare inutili perdite di tempo o risultati non adeguati alle nostre aspettative.
Trattando gli ebook, l'autrice chiarisce anche le differenze tra i formati epub, mobi e pdf, indicando i software necessari per una buona conversione.

Grafica, revisione e questioni legali
Il capitolo successivo è dedicato ai problemi di grafica: creazione della copertina, tutela legale delle immagini e dei font, etc., questioni che spesso gli autori affrontano con molta superficialità.
Un altro aspetto spesso sottovalutato è la fase di revisione del testo (editing) e il ruolo dell'editor, che dovrebbe accompagnare l'autore nella creazione del testo, indicargli le parti da modificare, consigliarlo, ma mai sostituirsi a lui, riscrivendo le parti traballanti.  Nel settore editoriale ci sono molti validi professionisti, ma  purtroppo anche tanti che si improvvisano tali, e non sempre la parcella richiesta aiuta a distinguere gli uni dagli altri.
Bravi editori accanto a EAP (editori a pagamento) o altre forme ibride di presunti servizi editoriali che cercano in mille modi di spillare soldi agli autori, invece di investire su di loro e aiutarli a crescere come dovrebbe essere loro dovere.
Il manuale affronta anche le norme che regolano l'editoria nel nostro paese, chiarisce cosa sono  l'ISBN e il Deposito Legale, cosa prevedono le norme sul Diritto d'Autore e quando un testo diventa di Pubblico Dominio, in ruolo della SIAE, la pirateria, i DRM, etc.; un'infarinatura legale sempre utile per chi sceglie di autopubblicarsi e non vuole rischiare di infrangere la legge.

Domande e risposte
L'ultimo capitolo è impostato in maniera diversa, cerca di dare delle risposte alle possibili domande che un autore esordiente potrebbe porre, anticipando gli argomenti di maggiore interesse.
In questa parte l'autrice spiega come orizzontarsi tra le piattaforme di pubblicazione, fornendo dei criteri generali di scelta utili per capire prima di tutto la serietà della piattaforma utilizzata e poi quale si adatta meglio alle nostre esigenze.
Fornisce qualche consiglio su come impostare il prezzo del proprio libro, su come promuoverlo senza risultare fastidiosi, tenendo conto che non esiste una ricetta generale valida per tutti e ogni autore è un caso a sé. E tante altre risposte che lascio alla curiosità del lettore.
In conclusione troviamo due appendici: una scritta da Antonino Lo Iacono, che ha anche curato l'editing del testo, che cerca di rispondere alla domanda "si può vivere di scrittura".
La seconda, più corposa,  spiega in maniera dettagliata come è fatto un epub e come editarlo con Sigil, una guida pratica e completa per ottenere un risultato professionale.

Dove trovarlo
Tutto quello che non ti hanno detto (sul Self Publishing) è disponibile su Amazon in formato cartaceo e digitale (gratis per Kindle Unlimited)
La versione cartacea è caratterizzata da una copertina tradizionale, "seria", mentre in formato digitale è disponibile anche la variante con il dinosauro, nata per gioco nella fase di preparazione del libro, che personalmente trovo più in linea con lo stile scanzonato dell'opera.
A parte la copertina, comunque il testo delle due versioni è identico.
Per il momento non è ancora disponibile in commercio la versione epub.




Titolo: Tutto quello che non ti hanno detto (sul Self Publishing)
Autore: Tanja Sartori
Editor: Antonino Lo Iacono
Traduttore: -
Editore: Wade Books - www.wadebooks.com
ISBN:
ASIN:  B01G8YPKRE
Scheda cartaceo: Amazon | Giunti al Punto |
Lunghezza stampa: 209 pagine
Scheda ebook:    Amazon 
Lunghezza ebook: 55.000 parole (circa 200 pag.)
Dimensioni file: 1676 KB

 


domenica 1 febbraio 2015

La sinossi, forse sopravvalutata


Ci sono pensieri che a volte ti entrano nella testa e vorresti scriverli, condividerli con gli altri, ma poi sei costretto a lasciarli fuori, a cacciarli via per il timore di suscitare polemiche inutili, di dire cose che potrebbero offendere qualcuno. Ho deciso di condividere alcune di queste riflessioni ad alta voce, nella speranza che possano aiutare anche altri a pensare a cose che spesso non vediamo.
Ho chiamato "sassolini" questa nuova rubrica che ogni tanto si affaccerà sullo schermo pensando a quei fastidiosi granelli che a volte entrano nelle nostre scarpe, facendoci camminare in modo innaturale e di cui vorremmo tanto liberarci.


Oggi capita sempre più spesso che le case editrici o le agenzie letterarie per valutare la bontà di un romanzo e la sua "pubblicabilità" non chiedano più l'invio dell'intero manoscritto, ma di una sinossi, termine enigmatico per indicare in pratica un riassunto della nostra opera.
Immagino che l'uso di questo termine sia stato introdotto per mettere in difficoltà gli autori (o aspiranti scrittori) e saggiare la loro cultura. Il solito vizio di complicare le cose semplici introducendo termini apparentemente "tecnici", di cui peraltro l'illustre Treccani fornisce una definizione differente da quella ormai entrata nell'uso comune.
La sinossi dei Promessi Sposi forse comincerebbe così
Scrivere "riassunto" dell'opera probabilmente sembrava troppo semplice, troppo comprensibile, lontano dal "gergo da iniziati", spesso usato da alcuni editori per allontanare gli aspiranti autori, quasi fossero un fastidio e non i fornitori delle loro future pubblicazioni (e dei loro guadagni).

Per la precisione la sinossi è un riassunto in grado di offrire uno sguardo d'insieme dell'opera: la trama, i personaggi principali, l'ambientazione, il finale.
In genere presentata in forma narrativa, come un racconto, ma a volte anche sintetizzata in uno schema riassuntivo, la sinossi dovrebbe fornire all'editore, all'agenzia letteraria (o chi per loro) tutte le informazioni necessarie per capire se un'opera possa essere pubblicabile.

A volte oltre alla sinossi vengono richiesti anche l'incipit e i primi capitoli (o solo qualche pagina) del testo vero e proprio per poter fare una valutazione sommaria, un po' come avviene al normale lettore quando sfoglia un volume in libreria, lasciandosi prendere dalla copertina, dalle prime righe del testo, dal breve riassunto posto in quarta di copertina o sbirciando rapidamente qualche riga (o pagina per i più veloci) del testo mentre il libraio fa finta di non vedere.
Una  consuetudine ben nota ai lettori più voraci, oggi sempre più spesso sostituita dall'analoga esperienza in rete, forse meno emozionante, ma a volte altrettanto piacevole (e meno frettolosa). Non è un caso che i maggiori store online permettano anche di leggere comodamente una breve anteprima del testo.
Personalmente ho collezionato centinaia di preview di testi di autori emergenti da valutare prima dell'acquisto e tanti altri scaricati d'impulso perché potenzialmente interessanti (e magari anche gratuiti o a basso prezzo),  in attesa di trovare anche il tempo per leggerli. La maggior parte anche di ottimo livello.

Gli esperti (o i più pignoli) sottolineano la differenza profonda tra sinossi e quarta di copertina:
  • la sinossi deve fornire un quadro esauriente del testo, senza giudizi di merito o intenti promozionali. Serve per convincere l'editore a investire sul tuo lavoro (e sul tuo talento) e non deve nascondere nessun elemento.
  • la quarta di copertina invece è rivolta più al pubblico; deve invogliare all'acquisto, ammaliare il lettore, dire e non dire, raccontare la trama per sommi capi, senza mai svelare il finale o eventuali colpi di scena.
Entrambi gli elementi rappresentano spesso una grossa sfida per l'autore, non sempre capace di riassumere in poche righe il contenuto dei propri testi: per paura di rivelare troppo, o troppo poco, per scarsa abitudine a guardare il proprio lavoro dall'esterno o difficoltà di condensare centinaia di pagine in un paio di cartelle.

Sinossi (e incipit) a mio parere sono due elementi forse sopravvalutati, forse solo per pigrizia, e ogni testo andrebbe sempre esaminato e valutato nella sua interezza. Un po' come quando a scuola si pretendeva di insegnare tutto di un autore facendone studiare solo la biografia e i pareri dei critici, senza mai affrontare, leggere quello che aveva scritto, lasciarsi rapire dalle sue parole, in un certo senso ascoltare la sua voce.
Ci sono grandissimi autori incapaci di scrivere una buona sinossi (o un incipit memorabile) che alcuni editori tenderebbero a emarginare (tanti grandi testi sono stati scartati dalla loro miopia), a non considerare validi solo perché non supportati da un buon riassunto.
Allo stesso tempo ci sono autori capaci di scrivere sinossi affascinanti per libri orribili oppure incipit accattivanti seguiti... dal nulla, da testi assolutamente impresentabili; magari bravi a vendere un maggior numero di copie, ma lasciando poi al lettore solo un'amara delusione.
Capisco che spesso gli editori siano sommersi da manoscritti cartacei (o in formato digitale) e non possano leggere tutto quello che ricevono, ma mi sembra riduttivo che l'esame del manoscritto (se avviene) si limiti alla sinossi e all'incipit, che nulla dicono sullo stile e sulle reali capacità di un'autore.
Le agenzie letterarie spesso offrono servizi di valutazione dei testi a pagamento; in questo caso credo sia anche un obbligo morale leggere e valutare l'intero testo, poi eventualmente correggerlo e stravolgerlo per renderlo più presentabile e interessante per il lettore.




Vedi anche definizione Sinossi in
Treccani - http://www.treccani.it/vocabolario/sinossi/
Wikipedia - http://it.wikipedia.org/wiki/Sinossi
La Tela Nera - http://www.latelanera.com/scritturacreativa/lezioni/lezione.asp?id=31

giovedì 4 settembre 2014

Editing - il nuovo affare?


Solo qualche mese fa sembrava che il self-publishing fosse il male assoluto, l'unica causa della crisi dell'editoria in Italia e della degenerazione dell'offerta libraria nel nostro paese.
Editori piccoli e grandi e scrittori di fama si scagliavano contro i self-publisher, considerandoli ignoranti e presuntuosi perchè osavano pubblicare le proprie opere senza chiedere prima il loro illuminato giudizio e le loro competenze.

Poi qualcuno ha provato ad addentrarsi nei sottoboschi dell'autopubblicazione, scoprendo anche opere valide, a volte migliori degli osannati e megapubblicizzati bestseller.
Storie originali e ben scritte, capaci di imporsi solo per la loro qualità, nonostante il budget  risicato e l'asfissiante pubblicità della concorrenza. Provate a entrare in una qualsiasi grande libreria e troverete sugli scaffali sempre gli stessi autori, principalmente stranieri; al massimo anche qualche classico, giusto per variare un po' l'offerta e accontentare anche i nostalgici.

Nessuno spazio per i self-publisher, neanche gli autori locali nelle piccole librerie di provincia.
Occupano spazio e non vendono - vi diranno i librai, non so se a torto o a ragione.
Secondo me un piccolo spazio dedicato agli autori self locali potrebbe ancora ritagliarsi una quota di mercato; vedere sullo scaffale il libro di un autore che magari conosci personalmente invoglia l'acquisto ponderato, sicuramente più di quello delle presentazioni librarie.
A molti sarà capitato di disertare la presenzione di un libro che magari ci incuriosiva un po', per non essere costretti a un acquisto non voluto e spesso (quasi) obbligato.

In effetti un autore autopubblicato generalmente vende poche copie, soprattutto se confrontate con i dati strombazzati dalla grande editoria (peraltro perennemente in crisi), numeri che nel migliore dei casi sarebbero considerati un flop clamoroso da un editore tradizionale, abituato a ragionare in termini di grandi tirature, piuttosto che di vendite reali.
Anche le fascette allegate ai cosiddetti bestseller  parlano sempre di "tiratura" o di "copie stampate", non ci dicono niente sulla reale sorte di tali libri. Tutti venduti? Oppure accatastati in un magazzino, rimessi in circolo nelle librerie remainders o nel peggiore dei casi mandati al macero.

In realtà i libri autopubblicati non occupano spazio visto che vengono stampati al momento dell'ordine (print on demand) e quasi mai compaiono nelle vetrine delle librerie; al massimo trovano spazio nelle vetrine virtuali degli store online e possono essere acquistati alla pari degli autori più noti; ci vuole solo la pazienza di aspettare qualche giorno in più.
Il lettore finalmente può scegliere cosa leggere, scegliere di dare fiducia a un autore sconosciuto piuttosto che accontentarsi dei pochi titoli proposti, spesso imposti dalle case editrici.
Come ho scritto anche altre volte i self-publisher per tentare di emergere devono puntare soprattutto sulla qualità, cercando di mettere insieme testi scritti in italiano corretto e  ben impaginati, copertine graficamente accattivanti e non dozzinali.
Una cura che purtroppo non sempre vedo sugli scaffali delle librerie, dove spesso conta più il nome dell'autore che un buon impatto grafico.

Il self-publisher per definizione è editore di se stesso, per cui, se in grado di farlo, può occuparsi di tutte le fasi della filiera editoriale (editing, revisione, grafica, distribuzione) con ottimi risultati. Altrimenti, se il suo bilancio lo permette, può avvalersi di altre professionalità, spesso proposte come servizi opzionali anche dalle stesse piattaforme di self publishing.
Da qualche mese noto parecchi articoli che insistono su questo aspetto e molti professionisti che si propongono per il miglioramento di testi e grafica, spesso denigrando a priori l'operato di chi prova a fare tutto da sè, comportamento scorretto e a mio parere indice di scarsa professionalità.

Criticare il lavoro altrui non è il miglior biglietto da visita, soprattutto se ci si limita a generiche calunnie invece di proporre analisi puntuali e possibili soluzioni. E magari dopo aver sparato a zero sugli autori esordienti, si pubblicizzano i propri ineccepibili lavori, pubblicati da altisonanti case editrici, sconosciute ai più e sulle quali non abbiamo alcuna garanzia.

Tra l'altro noto un aumento esponenziale di editor e grafici che offrono i loro servizi e mi viene quallche dubbio.
Dov'erano finora questi professionisti? E quanti hanno semplicemente fiutato l'affare e si sono improvvisati, senza alcuna esperienza o formazione specifica?
Una laurea in lettere o in comunicazione (o altro) non sempre è garanzia di una buona professionalità. In realtà in questo settore non esistono titoli riconosciuti e molto è affidato al faidate, all'esperienza accumulata, agli errori compiuti.

Come riconoscere i veri professionisti, in grado di darti qualcosa in più, da chi ti propone solo patacche ?
Personalmente diffido di quelli che pensano di poter e saper fare tutto solo perché hanno seguito qualche corso; come ci insegna Luisa Carrada il vero professionista deve essere sempre pronto a rimettersi in gioco, a mettere in dubbio le proprie certezze, essere umile e disposto a imparare dalle esperienze altrui (e dai propri errori; nessuno è perfetto!).
Non esistono rendite di posizione, non serve presentarsi come guru se poi mancano idee innovative.

Purtroppo in questo settore non esistono ancora tariffari o costi consolidati e ciascuno propone cifre diverse, calcolate in maniera arbitraria e quasi mai  ben pubblicizzate.
Gli alti costi non sempre sono sinonimo di qualità e non sempre prezzi troppo concorrenziali indicano scarsa affidabilità.
In mancanza di altri strumenti di verifica può avere ancora un peso fondamentale il classico passaparola: chi ha ricevuto un lavoro ben fatto, retribuito in maniera adeguata sia per il committente che per l'esecutore, può rendersi testimone nei confronti dei nuovi clienti.
Oppure sconsigliare chi lavora male o applica tariffe poco trasparenti e ingannevoli.
Sarebbe auspicabile un tariffario minimo riconosciuto e adottato dai professionisti del settore, anche senza arrivare alla creazione di albi e associazioni di categoria, in modo da tutelare i clienti dagli operatori disonesti e mantenere prezzi adeguati. Chi si affaccia nel settore, in mancanza di informazioni certe, spesso tende al ribasso per scarsa informazione o per acquisire clienti, spesso a discapito dell'intera categoria.


giovedì 29 agosto 2013

Blog da vedere

Da oggi è pienamente disponibile la sezione Blog da vedere, un archivio di blog e siti web sulla comunicazione che ho incontrato e ritenuto interessanti.
L'elenco è chiaramente incompleto, sicuramente ci sono in rete ancora tanti altri blog interessanti da scoprire; ho cercato di fornire una mappa di siti utili (una settantina circa), accompagnati da una breve nota informativa, una specie di promemoria per capire velocemente chi gestisce ogni spazio e di cosa si occupa, informazioni non sempre facilmente reperibili all'interno dei siti.
Un elenco nato per "uso personale", per potermi orizzontare nella miriade di blog esistenti su questi temi, che spero possa essere utile anche ad altri. ;-)

Come forse avrete notato, nelle zone laterali del blog esistono alcuni lunghi elenchi:
  • sulla destra la sezione Blog Scrittura e Comunicazione visualizza gli ultimi aggiornamenti di tutti i siti inseriti nella sezione Blog da vedere. Per ragioni di praticità sono attualmente visualizzati solo gli ultimi 25 aggiornamenti; per vedere anche gli altri è sufficiente cliccare sul tasto Mostra tutti presente in coda all'elenco.
  • sulla sinistra trovate la sezione Altri Blog, che mostra gli ultimi aggiornamenti di una serie di siti di vario genere non inclusi nell'altro elenco.
  • nelle zone laterali trovate anche un elenco di siti web e pagine Facebook da vedere.
  • per finire sul lato sinistro c'è la sezione Social link, dove ho raccolto i link di siti religiosi o associazioni umanitarie che ritengo importanti. Visto che il blog non ospita pubblicità, se non quelle dei libri che ho scritto, mi sembrava opportuno offrire uno spazio gratuito a queste realtà positive che operano ogni giorno per gli altri e spesso sono poco conosciute.
Se volete, vi invito a suggerirmi altri siti interessanti o a segnalare errori o inesattezze eventualmente presenti nell'elenco.

sabato 27 luglio 2013

Fogli diversi, un anno dopo

Sono trascorsi ormai dodici mesi dalla pubblicazione del mio primo libro "Fogli diVersi", una raccolta di poesie scritte durante gli anni del liceo, all'incirca negli anni '80 del secolo scorso e poi tenute per anni "in sospeso", forse per pudore, forse per paura, forse semplicemente perché non era ancora il loro momento.
Non è  facile mettersi in gioco e decidere di condividere con gli altri i propri scritti;  le poesie in particolare sono in genere uno sfogo intimo e personale ed è difficile valutarle in maniera obiettiva.
Possono piacere, se trattano di temi che ci toccano da vicino, ma ciascuno le rileggerà a modo suo, adattandole al proprio vissuto. Come diceva il grande Troisi "la poesia non è di chi la scrive, ma di chi gli serve."
Una scelta sofferta anche per la disinformazione e i pregiudizi che circondano ancora l'autopubblicazione (o self-publishing), spesso confusa ancora con l'editoria a pagamento o considerata l'ultima spiaggia per chi ambisce a vedere il proprio nome stampato su una copertina.
Personalmente non ho mai intasato le caselle postali delle case editrici o ambito a pubblicare ad ogni costo, ma se scrivi qualcosa e pensi di poter trasmettere qualcosa credo sia normale voler ampliare il proprio raggio d'azione, raggiungere più gente possibile.
Il mondo editorialem mi sembrava troppo distante, non ne comprendevo le logiche e sentivo raccontare storie assurde, forse vere, forse solo leggende metropolitane: manoscritti buttati via senza neanche essere mai stati letti, autori scelti solo in base alle amicizie o perché potevano vantare un cognome famoso, somme esorbitanti richieste agli autori come contributo di pubblicazione, e tante altre cose che non mi convincevano..

Probabilmente le mie opere letterarie sarebbero rimaste ancora segregate nel classico "cassetto" (molte cose che ho scritto sono ancora là e forse non ne usciranno mai) se non avessi sentito parlare per caso di self-publishing e deciso di provare a mettermi in gioco anch'io.
Internet è stato un valido alleato, sia per reperire le informazioni, per farsi un'idea delle varie piattaforme di pubblicazione, confrontando caratteristiche, procedure e costi alla ricerca della formula più adatta a me.
Ho fatto qualche prova sui portali più noti, ho letto e recensito libri di altri autori esordienti, riscontrando spesso ottime capacità letterarie, ho ascoltato le esperienze e i consigli di amici più esperti e alla fine la scelta è ricaduta su Youcanprint, soprattutto per la possibilità di poter interagire, seppure via internet, anche con uno staff "umano", da ogni punto di vista, in grado di chiarire i miei tanti dubbi, darmi i consigli giusti e aiutarmi a portare avanti questo progetto impegnativo.
Una scelta soddisfacente, che ho voluto ripetere con il secondo libro "Ricominciare" e probabilmente continuerò in futuro, cercando di coniugare cartaceo e ebook, presente e futuro dell'editoria.
In questi mesi ho imparato molte cose, fatto anche qualche errore; sono cresciuto insieme al mio "editore" che ha rinnovato la sua piattaforma informatica, fornendoci un innovativo sistema di monitoraggio online delle vendite in tempo reale.
Certo i risultati finora non sono stati da best seller e questo era comunque in preventivo, soprattutto per Fogli diVersi (si sà che la poesia vende poco), ma mi hanno dato comunque delle soddisfazioni, aiutandomi a far conoscere una parte poco nota di me.
Ricevere la mail che ti avvisa che una copia del tuo libro è stata venduta è sempre una bella emozione!
La possibilità di stampare e vendere anche una sola copia del tuo libro credo sia una grande possibilità per il futuro che permette da un lato di evitare che tanti libri marciscano nei magazzini delle case editrici o vadano al macero, dall'altra di ristampare in "edizione limitata" testi ormai esauriti o introvabili.
A quelli che pensano che il self-publishing sia una scelta di comodo, una scorciatoia per evitare i filtri editoriali rispondo solo che mi sembra giusto che sia il lettore a poter scegliere liberamente. Oggi la maggior parte degli store online offrono una anteprima gratuita che permette di farsi un'idea del libro che andremo a leggere, molto più della classica sbirciata alla quarta di copertina.
Internet permette anche a un autore esordiente di poter presentare il proprio lavoro, alla pari con i nomi più noti che comunque godranno sempre di una maggiore pubblicità e visibilità all'interno delle librerie tradizionali, in genere poco inclini a dare spazio agli autori poco noti.
Chi sceglie di autopubblicarsi deve comunque essere cosciente di doversi impegnare maggiormente, sia nella fase di preparazione del libro per individuare refusi ed errori grammaticali, sia nella fase successiva per l'attività di promozione, senza poter scaricare le proprie colpe sulla casa editrice.
L'aver il proprio nome in copertina è una bella soddisfazione, ma anche una grande responsabilità.
Nello stesso tempo l'autopubblicazione consente una maggiore libertà; quello che viene stampato o messo online come ebook diventa davvero la tua creatura, senza che nessun altro possa censurarlo o distorcere il tuo messaggio. Sarà tuo e non qualcosa che qualcun altro ha scritto per te.
Si dice che spesso editor troppo zelanti piuttosto che collaborare con l'autore al miglioramento del testo, tendono a riscrivere tutto a loro immagine, col pretesto di uniformare lo stile della collana e il rischio concreto di spegnere ogni accenno di originalità nei testi, finendo per pubblicare libri ben riconoscibile, perché in fondo sempre uguali. Spero sia solo un'altra leggenda metropolitana, se fosse vero sarebbe davvero triste.
Capisco che l'editore possa aiutarti a crescere, darti consigli, ma francamente non mi piace che qualcun altro debba avere l'ultima parola su quello che scrivo.

La prima edizione di Fogli diVersi, con una struttura molto simile a quella poi mandata in stampa, era dattiloscritta e poi rilegata in maniera artigianale con un po' di colla. Una vera e propria autopubblicazione, benché limitata a un solo esemplare, realizzata con la passione che ho cercato di trasmettere nelle mie pagine.
Era "il mio libro" e ne ero fiero e non mi importava troppo del giudizio degli altri.
Non so se poi il mio messaggio sia passato: ho ricevuto tanti commenti positivi, ma ancora nessuna recensione "esterna" (obiettiva), un dato che non so ancora come valutare. Il fatto che nessuno degli acquirenti del libro mi abbia chiesto i soldi indietro lascia ben sperare. Almeno credo. ;-)
Col tempo il libro è uscito anche in versione ebook, una frontiera nuova ancora tutta da esplorare, poi è nata la pagina Facebook e infine questo blog.

A distanza di un anno  ancora non ho fatto la "presentazione" ufficiale del libro, tappa che molti ritengono fondamentale per farsi conoscere e non so ancora se la farò. Vedo tante, troppe presentazioni in giro e tanta gente che si lamenta perché sono noiose e spesso completamente slegate rispetto al libro.
Voi che ne pensate?

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