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sabato 30 giugno 2018

Liber uscita - giugno 2018

Questo mese dedico questo spazio alla raccolta di poesie "Altissima miseria" di Claudia Di Palma, poetessa che ho avuto modo di ascoltare il 21 aprile 2018 per l'iniziativa di Palazzo Romano per la giornata mondiale della poesia "Versi della memoria" . 
Non so perché tra i tanti bravi poeti che si sono alternati quella sera, forse a ritmo troppo rapido per poter assaporare i loro versi nel modo migliore, le sue poesie hanno particolarmente attirato la mia attenzione, per cui ho poi cercato di documentarmi sulla sua produzione letteraria. 

In genere evito di commentare le poesie altrui, credo che "un poeta" sia spesso la persona meno indicata per analizzare un testo poetico in maniera obiettiva perchè inevitabilmente cercherà di rapportarla al proprio mondo letterario, preferendo quelle più affini ai suoi scritti e trascurando le altre. Operazione che forse inconsciamente ho fatto anch'io scegliendo questa raccolta.

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Altissima miseria

di Claudia Di Palma


«Altissima miseria» è il libro d'esordio della giovane scrittrice salentina Claudia Di Palma, nata nel 1985 a Maglie e vincitrice nel 2017 del Premio Opera Prima "Luciana Notari".

Una scrittura semplice, diretta, dissacrante, che arriva dritto al cuore del lettore e lo invita a riflettere..
La raccolta, secondo i critici, parla di resa, sembra un invito ad arrendersi alla vita, alla propria miseria, ad esprimere il bisogno di esternare il proprio dolore di essere in questo mondo.
A mio parere i versi dicono anche altro, lasciano comunque uno spiraglio aperto ala speranza.
È vero che nella poesia d'avvio l'autrice offre la sua bandiera bianca, ma nello stesso tempo invita il lettore nel "luogo stupendo della mia resa, la scrittura" dove "le briciole non hanno pietà dell'indifferenza". Dove c'è una scrittura libera e la lotta all'indifferenza non può esserci resa, al massimo consapevolezza dei propri limiti, di non poter andare oltre un certo punto.
In un altro componimento l'autrice confessa "Scrivo per non lasciare andar via l’effimero", con il proposito per preservare l'attimo, per essere d'aiuto alle cose cagionevoli e non lasciarle morire. Evocativa la copertina dell'artista Benedetta Longo, in sintonia con i versi di Claudia.Deludente la veste grafica della versione ebook che ho avuto modo di leggere, con un ampio spazio dedicato ai pareri dei critici (metà del volume!) e un sovrabbondarnte e fastidioso abuso del grassetto, che rischia di sviare l'attenzione dai testi, riprodotti in una sequenza continua, con solo una sottile riga a separare le composizioni, quasi tutte prive di titolo.

  • Titolo: Altissima miseria
  • Autrice: Claudia Di Palma
  • Editore: Musicaos
  • Data di Pubblicazione: 15 aprile 2017
  • ISBN: 9788899315627
  • Pagine: 92 p. Brossura
  • Disponibile anche in ebook

Link utili
     

    giovedì 4 agosto 2016

    Poesie di periferia (Roberta F.I. Visone)


    Qualche mese fa avevo visto Poesie di periferia  tra i libri degli Autori Youcaniani e mi aveva incuriosito, forse per il titolo inusuale, forse per la bella copertina. Mi è tornato alla mente quando dovevo indicare il libro prescelto per l'iniziativa "Noi ci leggiamo 2016", un acquisto incrociato di libri, utile per conoscere meglio le opere degli altri autori/autrici del gruppo e valutare i tempi di spedizione dei vari store online.

    La lettura e la recensione di questo libro ha avuto un percorso abbastanza travagliato: ho ricevuto per errore prima la vecchia versione Anti-Zibaldone 2.0 e ho cominciato a leggerla e commentarla, confrontandola poi con la nuova, letta prima in streaming su 24symbols e poi in versione cartacea.
    Un piccolo disguido che comunque mi ha consentito di confrontare le due edizioni del libro, di cogliere meglio il percorso di maturazione artistica e umana di Roberta F.I. Visone e di poterne apprezzare maggiormente i contenuti. Nel commento faccio riferimento alla versione finale.


    copertina Poesie di periferia



    Considerazioni generali
    Ho apprezzato molto questa raccolta. Uno stile semplice, senza usare termini troppo ricercati o inutili orpelli, che mira a trasmettere contenuti, sentimenti, emozioni, comunicando direttamente al cuore del lettore, spesso con un pizzico di ironia. Uno spirito abbastanza affine al mio modo di scrivere, di concepire la poesia che me le ha fatte apprezzare da subito, trovando anche qualche analogia nei temi e nel modo di raccontare le emozioni.
    Belli anche il titolo e l'immagine di copertina utilizzati per Poesie di periferia, che mi avevano subito incuriosito, spingendomi a leggere questo testo.
    La raccolta è divisa in 7 sezioni, caratterizzate da un titolo e da un commento introduttivo, contenenti
    componimenti di lunghezza variabile, scritti principalmente in italiano, con qualche incursione in altre lingue.
    Personalmente ho apprezzato maggiormente le poesie più brevi, veri piccoli quadri poetici condensati in poche righe dal titolo evocativo.
    Le poesie più lunghe sono comunque interessanti, ma a volte si tende a perdere il filo, distratti dai troppi contenuti e dal ritmo musicale che l'autrice ha voluto dare a questi testi, spesso delle vere e proprie canzoni di cui però non conosciamo la melodia.
    Non so se Roberta le abbia concepite inizialmente come poesie o come testi musicali, se abbia provato a canticchiarle mentre le scriveva, come è capitato a me mentre scrivevo alcuni testi dalla struttura simile.
    Nella raccolta ci sono anche alucne poesie in altre lingue: inglese, francese, tedesco e napoletano.
    Alcune sono complete di traduzione a fronte, altre lasciate alla libera interpretazione del lettore.
    Non essendo poliglotta come Roberta, di quest'ultime ho potuto apprezzare solo quelle in inglese.
    Capisco che nella traduzione spesso si perda la musicalità e il ritmo della poesia, ma secondo me sarebbe stato opportuno includere la traduzione di tutti i testi in lingua straniera, visto che purtroppo non tutti parlano corrrentemente più lingue.

    Confronto tra le due versioni
    Visto che ho avuto l'opportunità di leggere entrambe le versioni, mi permetto di fare qualche considerazione in merito.
    Anti-Zibaldone 2.0 rappresenta un po' la prova generale del libro, il tentativo di raccogliere su carta le proprie poesie e trovare il coraggio di condividerle con gli altri. Una genesi incompleta che la stessa autrice ha subito sentito la necessità di riproporre in una nuova veste, sistemando alcune poesie in un ordine diverso, aggiungendo alcune cose e togliendone altre.
    La prefazione della seconda edizione mi sembra molto più chara ed efficace; l'altra era forse troppo personale, con molte notizie autobiografiche di scarso interesse per il lettore comune e citazioni letterarie che non tutti potevano comprendere agevolmente. Buona la scelta di spiegare nelle note i tanti riferimenti letterari o musicali "nascosti" tra i suoi versi.
    Nella prima versione era anche incluso il racconto breve La donna col cappotto rosso, testo interessante, ma poco in linea con lo spirito di una raccolta di poesia.  L'aspetto attuale del racconto si presenta come un lungo blocco di testo che non invoglia certo alla lettura e i cui contenuti non sono sempre ben chiari. Probabilmente andrebbe suddiviso in paragrafi più brevi e spaziati, riscrivendo alcune parti del testo e sviluppando la storia "sognata" in maniera più ampia. Giusta la scelta di eliminarlo dalla nuova versione, tenendolo in serbo magari per una futura raccolta di racconti.
    Entrambe le edizioni, uscite a distanza di quasi un anno l'una dall'altra, sono impaginate in formato A4, assumendo un po' l'aspetto di quadernoni scolastici. Una scelta che inizialmente mi ha spiazzato, poi l'ho apprezzata per un velato richiamo al mondo scolastico o ai diari dell'adolescenza.
    Migliorata l'impaginazione nella versione definitiva, allargando i margini interni che davano qualche problema nella lettura di alcune poesie.
    Non condivido molto la scelta di adattare la pagina al testo, inserendo i versi a volte su una colonna singola, a volte su due colonne; a volte allineate a sinistra, a volte centrate, senza una struttura definita.
    La scelta di dare ad alcuni testi una grafica un po' "ballerina" con versi che saltano in maniera creativa da un lato all'altro della pagina è sicuramente originale, forse un richiamo alla poesia visiva futurista, ma a mio parere  poco funzionale alla lettura, alla lunga tende a distrarre dai contenuti.

    Panoramica sulle poesie
    Non sono un esperto di poesia dal punto di vista prettamente tecnico per cui il mio commento si basa soprattutto sulle emozioni suscitate in me dai versi di Poesie di periferia.
    Procederò sezione per sezione, evidenziando alcuni versi dei componimenti che mi hanno colpito maggiormente e aggiungendo qualche breve nota.
    Salto volutamente quelli scritti in altre lingue, che non sarei in grado di giudicare in maniera corretta.

    1) Dell'attesa, dell'infatuazione, degli amori platonici e della cruda realtà
    La prima sezione contiene le poesie dedicate al'amore desiderato, che ho trovato molto belle e affini al mio spirito.
    All I need - poesia in inglese che esprime il bisogno di amare, il bisogno di una persona che ci faccia stare bene, di cui poterci fidare sempre.
    Speranza d'amore - una bella riflessione sul bisogno di ciascuno di ni di essere amato, se non nella realtà, almeno nei proprio sogni.
    Campanaro - in certi periodi l'amore non scatta, nessuno riesce a  risvegliare i nostri sentimenti e desideri
    Serenità - finalmente l'amore ritrovato, io la tua stella/ e tu il mio cielo.
    E ieri... e oggi - sembra il testo di una canzone su un amore sbagliato. Il dialogo virtuale, la sequenza di "e io" opposto a "e tu" mi ricorda un po' "se io, se lei" di Biagio Antonacci.
    Il muro dell'egoismo - una delle mie preferite, nonostante la lunghezza. La solitudine, la paura, l'assenza di stimoli dopo la fine di un amore, emozioni che purtroppo quasi tutti abbiamo provato.
    Fuggire via - il desiderio di fuga grazie alla musica e alla fantasia.
    Mete diverse, difficile accettazione della fine di un amore, tra ricordi, rimpianti e consapevolezza di non aver ormai più niente in comune.
    Una notte di marzo - non è chiaro se si riferisce alla perdita improvvisa di una persona cara o alle ali della propria fantasia, tarpata da tante ferite.
    Il mio cuore è un quadro - bella l'immagine del proprio cuore paragonato a un quadro pieno di colori, di immagini di vita felice.
    Tornerò - desiderio di riprendere a sognare, di ritrovare una ragione per vivere e lottare.

    2) Dell'incoraggiamento e della religione
    Lettera a un'innamorata interrotta - un commovente messaggio a un'amica che è stata appena lasciata, per spingerla a non rinchiudersi nel suo dolore, a ricominciare a vivere.
    Nuove gioie, nuovi amori - immagino sia il seguito della storia, un messaggio di speranza di ritrovare presto un nuovo amore.
    Libera di amare me - un vecchio amore, una paura, un dolore; pensieri infelici che spesso tornano a tormentarci e non è facile riprendersi la propria libertà.
    La tempesta e la mano - quando la vita ci rende fragili come una barca in tempesta ci serve a volte qualcuno che ci prenda per mano e ci conduca oltre.
    La mia penna - una bella descrizione del mestiere dello scrittore.

    3) Frammenti di vita
    Poesie brevi, per immagini, quadri poetici condensati in poche righe dal titolo evocativo, ispirate alla corrente Imagism fondata da Ezra Pound. Non conoscevo questa corrente letteraria, pur avendo scritto qualcosa di simile. C'è sempre da imparare!
    Impossibile riassumere ulteriormente versi già brevi e evocativi per cui mi limiterò a citare i miei titoli preferiti: Una goccia, Il sigillo, Gioia, Il viaggio di una piccola zingara, Ogni giorno di più, Ostaggio, Ma sempre e comunque noi, Insieme di minerali.

    4) Della musica e di Napoli
    Napoli e la musica sono due elementi inscindibili, che l'autrice porta sempre dentro di sè.
    La musica sempre - la musica come una dolce medicina che ci aiuta ad andare avanti, afrontando e  superando ogni difficoltà.
    E questo non basta? - poesia in napoletano con traduzione. Una dichiarazione d'amore per la propria città, amata, nonostante i tanti problemi, per la sua bellezza che ti fa sognare.

    5) Del vero amore
    L'amore ritrovato, dopo tante delusioni e paure, alla ricerca della felicità.
    Resta ancora lì -un amore nato a distanza, guardando lei pescare sul ponte, seduto sulla sponda del fiume, un sentimento che cresce, nonostante la guerra, senza mai svelarsi.
    Goodby my lover - storia di un amore finito quando poi hai già scelto / la tua via, via da me!
    La nostra poesia - un amore che è come un fuoco ardente, da vivere ogni giorno.
    E' in notti come queste - nelle giornate fredde e piovose cresce il desiderio di stare insieme, abbracciati, una speranza che prima o poi diventerà reale.

    6) Delle questioni sociali
    La solitudine, l'esclusione, l'amicizia, i pregiudizi, il potere, ma anche la voglia di opporsi alle critiche ingiuste.
    Il verso dell'escluso - un suono per molti fastidioso che ricorda a tutti le loro debolezze e denuncia il male.
    La scelta spetta a te - il cuore visto come una casa, dove tanti vogliono entrare per diventarne padroni. Ma per fortuna c'è anche chi sa prendersene cura.
    Una, nessuna, centomila - un ritratto della donna vista con gli occhi della gente, costretta sempre a doversi adattare a come gli altri la vogliono. Fino a che non decide di fare di testa sua e tornare libera da ogni condizionamento.

    7) Del compleanno, della morte e della serenità altrove  
    Gli affetti familiari e i pensieri su quello che viene dopo la nostra vita. 
    Auguri nonna -  un bel gesto d'more verso la nonna in occasione dei suoi ottant'anni.
    Cosa porteremo mai in cielo? - una breve poesia per riflettere sul reale valore di tante cose che comunemente consideriamo importanti.
    Come in una nuvola - una persona andata via troppo presto, di cui forse sappiamo poco, ma che immaginiamo in cielo, leggero come una nuvola.
    Hai lasciato un mondo saturo - quasi una lettera, un ultimo messaggio d'amore dell'autrice al padre defunto.




    Titolo: Poesie di periferia
    Autore: Roberta Fausta Ilaria Visone
    blog Poesie di periferia - Pagina Autore Youcanprint
    Traduttore: -
    Anno: Ottobre 2015
    Editore (cartaceo): Youcanprint
    ISBN cartaceo: 9788891167729
    ISBN ebook: 9788891170019
    ASIN:B00RNKGTK0
    Scheda cartaceo: IBS | Amazon | Youcanprint |
    Lunghezza stampa: 66 p.
    Scheda ebook: IBS | Amazon | Streetlib | Youcanprint |
    Dimensioni file: 366 KB


    Recensione pubblicata anche su Braviautori il 22/08/2016
    www.braviautori.com/book_poesie-di-periferia.html


    lunedì 29 aprile 2013

    Quasi niente (Filippo Paradiso)



    Questa è forse la prima recensione che ho scritto, parecchi anni fa, per le pagine del mensile locale Gioia Viva (Novembre 1997) con cui collaboravo come redattore e impaginatore; testo ripreso in anni recenti per il bollettino parrocchiale di Santa Lucia e poi inserito anche su Anobii.
    Ho ricevuto per caso da un amico comune il libro di Filippo Paradiso e ha subito catturato la mia attenzione, spingendomi a mettere su carta le mie impressioni. L'inaspettata telefonata di ringraziamento dell'autore, che ho avuto il piacere di conoscere personalmente solo nel 2009, è stato forse il momento più bello della mia esperienza "giornalistica
    ".


    Quasi niente
    Stringere una penna fra le dita e la volontà di farlo. Questo per il poeta gioiese Filippo Paradiso il senso del mestiere dello scrittore, del poeta, di chi riesce a dar vita alle parole, a trasformarle in sentimenti, in emozioni. Questo il senso del suo desiderio di scrivere, di mettere in musica il silenzio da cui è nato "Quasi niente" (Progetto Physis - 1997).
    Un libro in cui Paradiso ha sapientemente fermato sulla carta tante piccole storie di momenti vissuti o immaginati, riflessioni, ricordi e sentimenti, veri e propri quadri, intervallati dai disegni dell'autore.
    Poesie che non vanno lette con l'occhio minuzioso, ma spesso miope del critico, perché parlano al cuore. Versi in cui i sentimenti, le gioie e le sofferenze dell'autore diventano quelle di tutti noi. L'elemento autobiografico, la storia personale dell'autore fanno da sfondo al desiderio di scrivere, che Paradiso definisce rifugio e ponte, un modo per recuperare dentro di sé le emozioni ed i sentimenti più nascosti per donarli agli altri. Una ricerca a volte dolorosa perché porta a scavare nell'intimo, a mettere a nudo la propria anima che il poeta esprime molto efficacemente nella poesia intitolata "Cuore mio": ma proprio quando sanguini, / sei esposto, tormentato / io penso, sento, amo: / io vivo, cuore mio. Poesie spesso brevi, a volte senza un titolo, ma tutte caratterizzate da una data, quasi a voler fotografare nel tempo l'istante che le ha generate. Il fluire del tempo, la nostalgia del passato, la voglia di non arrendersi al dolore, il desiderio di crescere, di trasformarsi sono alcuni degli elementi ricorrenti nelle sue poesie. Così in quella che dà il titolo al libro egli dice che tra il velluto di una rosa e la mano c'è sempre una spina e che un acuto dolore è spesso il giusto compenso per quel morbido tocco. Accettazione del dolore, visto anche nei suoi lati positivi, ma non rassegnazione. Voglia di comunicare, di donarsi agli altri come nella poesia "Cirano" che sa di avere tanto amore da non poterlo contenere, ma non riesce ad esprimerlo perché a volte il corpo ti impedisce di volare. La voglia di volare, di esprimersi liberamente, deve spesso scontrarsi con la dura realtà. 
    È una spiacevole sensazione che tutti gli artisti prima o poi provano, lo scontro fra il loro desiderio di "andare oltre" e chi li vorrebbe rinchiudere in schemi ed etichette, vorrebbe imprigionare la loro anima. Molti si fermano, preferiscono non proseguire il cammino, tornare alla realtà. Ma si può veramente fermare la poesia? Paradiso dice di no, sente di voler andare avanti nella sua ricerca poetica sarà bene che mi alzi, / ho ancora da scrivere, / ancora da sognare. E tutti noi vorremmo continuare a sognare con le sue poesie, dalle quali questo articolo ha "rubato" qualche verso (le parti scritte in corsivo) per dare un'idea del contenuto del libro. Ma il consiglio è di non fermarsi a questi piccoli "assaggi" presi qua e là, di accostarsi al testo originale, un piccolo sforzo che non ci costa "quasi niente", ma può aprire i nostri orizzonti. 

    Titolo: Quasi niente
    Autore: Filippo Paradiso
    Traduttore: -
    Editore: Progetto Physis - 1997


    Recensione pubblicata su GioiaViva di Novembre 1997, poi ripresa su Anobii il 05/03/2010
    http://www.anobii.com/books/Quasi_niente/0143c6df9162b8a100/

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