venerdì 17 aprile 2015

Un lucchetto non basta



Qualche giorno fa ho partecipato sulle pagina facebook de Il Mondo dello Scrittore a un'animata discussione (rilanciata poi anche su  Youcaniani e aspiranti autori di Youcanprint ) in merito ad alcuni siti che permetterebbero di scaricare gratis ebook di autori famosi e meno noti e in molti hanno espresso preoccupazione per questa "concorrenza sleale". 
Mi sembra opportuno tornare sull'argomento e riprendere così le attività del blog, scusandomi per la lunga pausa pasquale (chissà se qualcuno si sarà accorto della mia assenza dal blog?).

Non si scrive solo per i soldi (altrimenti la maggior parte di noi probabilmente avrebbe smesso da un pezzo di farlo), ma soprattutto per passione, voglia di comunicare, di raccontare e raccontarsi, ma indubbiamente non è piacevole scoprire che qualcuno diffonda gratis i nostri lavori, senza il nostro permesso.
La prima reazione è indubbiamente di sorpresa; si pensa sempre che la pirateria riguardi solo i nomi più famosi, i libri che vendono tanto e che nessuno verrà mai a prendere proprio il tuo ebook da 2 euro, che magari ha venduto finora solo poche decine di copie (perlopiù amici e parenti).
La seconda reazione è di autocompiacimento. Forse qualcuno ha notato il tuo libro e lo ha prelevato perchè lo ritiene interessante e da diffondere. Un talent-scout pirata.  ;-)
Pensiero che dura solo pochi istanti, giusto il tempo di capire che non c'è stata una selezione per merito, ma probabilmente solo qualche algoritmo che automaticamente ha copiato integralmente le copertine e i dati delle tue pubblicazioni da qualcuno degli store più noti, riproponendoli poi con una grafica diversa.


Un lucchetto non basta
La terza reazione è di delusione, rabbia verso chi ruba il tuo lavoro, la tua passione per la scrittura e incertezza su come comportarsi, su come e a chi denunciare l'accaduto.
Come primo passo molti si sono rivolti alla Polizia Postale oppure hanno chiesto istruzioni sul da farsi al  proprio editore (o la loro piattaforma di pubblicazione per gli autori indipendenti); insomma chi gestisce i nostri file online ed è responsabile della loro sicurezza.
Alessandro De Giorgi, responsabile di Youcanprint (servizio con cui ho ormai pubblicato ben tre libri e considero di fatto il mio editore) è intervenuto con la consueta prontezza e disponibilità sulla pagina Youcaniani e ci ha rassicurati sulle misure di sicurezza adottate, ritenendo difficile che qualcuno abbia potuto accedere direttamente ai loro server per prelevare gli ebook.

Un banner contro l'uso dei lucchetti digitali DRM
Qualcuno ha suggerito come contromisura tecnica l'adozione del DRM (Digital rights management), un lucchetto digitale che permette l'utilizzo del file solo ai legittimi acquirenti.
Una soluzione apparentemente più sicura che in realtà spesso danneggia solo il proprietario del file.
Ho potuto sperimentare direttamente come lettore le difficoltà d'uso dei file protetti sul mio lettore ebook e ormai evito di acquistare quelli dotati di protezioni, peraltro aggirabili con facilità dai pirati esperti e quindi di fatto inutili.
Chi acquista un ebook legalmente non può essere costretto a riscaricare il file o a compiere altre manovre complicate quando il lucchetto fa le bizze, solo per poter accedere al  proprio libro.
Da autore non lo userei mai perché ritrovarsi con un file illeggibile sicuramente allontana i lettori e mina la mia credibilità (e della casa editrice che ha installato la protezione). E in generale perché non amo lucchetti e altre limitazioni alla libertà e diffusione della cultura; a volte il passaparola e la diffusione delle copie pirata sono state un veicolo pubblicitario molto efficace per far conoscere autori altrimenti sconosciuti.
Una polemica che si trascina da decenni, da quando sembrava che i primi registratori a cassette avrebbero distrutto il mercato discografico; la possibilità di scaricare legalmente  musica a pagamento tramite iTunes e siti simili si è poi  dimostrata molto più efficace di tutte le protezioni messe in campo.
Una rivoluzione che sta interessando oggi anche il mercato degli ebook, con la creazione di servizi di abbonamento per i grandi lettori come Amazon kindle unlimited, Scribd e l'italiano Bookolico, che permettono di leggere un numero illimitato di testi pagando un canone mensile.


Attenti ai pescatori
I siti pirata scoperti nelle ultime settimane si presentano come delle vetrine, spesso ben fatte, con una grafica simile a quella degli store più famosi, che mettono in mostra copertine e dati principali degli ebook in commercio, proponendone poi la visione online o il download gratuito.
Spesso non fanno distinzione tra titoli più famosi e sconosciuti, tra ebook a pagamento o gratuiti, tra grandi o medie case editrici e autori indipendenti.
Cliccando sulle opzioni di visione e download, operazione potenzialmente pericolosa e da non fare senza adeguate protezioni, in genere si viene dirottati su un'altra pagina che chiede di iscriversi ad un sito.
Circostanza sospetta che fa pensare che l'operazione sia in realtà solo un tentativo di phishing, un tipo di truffa che cerca di "pescare" informazioni riservate, convincendoci a fornire dati personali, coordinate bancarie o della carta di credito.
Non è chiaro se andando avanti nella registrazione, cosa che sconsiglio, si possa poi realmente accedere ai file gratuiti o si venga rimandati a qualche altra pagina civetta.

Meglio diffidare
A volte capita di cercare uno specifico titolo, magari molto recente o ormai esaurito sugli store legali e avere la tentazione di rivolgersi al "mercato parallelo" costituito da siti e archivi contenenti testi di dubbia provenienza, senza tener conto dei rischi, non solo legali, ma anche di sicurezza per i nostri dati.
Molto spesso il file con il nome dell'ebook (del programma, del video o altro) desiderato contiene altro: materiale pornografico, malware, virus o altro materiale potenzialmente pericoloso.
Un rischio che spesso sottovalutiamo, navigando in certi lidi senza alcuna protezione.

domenica 22 marzo 2015

Leggere la Bibbia online 1




logo La Bibbia 2008La Bibbia è uno dei libri più venduti nel mondo, presente nelle case della maggior parte dei cristiani, ma spesso viene letto solo saltuariamente, un po' per pigrizia, un po' perché magari posseduto solo in un'ingombrante versione cartacea illustrata, poco maneggevole e spesso relegata in un angolo della libreria.

L'anno scorso ho fatto una ricerca per il sito interparrocchiale, individuando alcune modalità  alternative disponibili online o sui più moderni dispositivi digitali. 
Mi è sembrato interessante riproporla oggi, a poche settimane dalla Pasqua, sperando possa essere utile a chi vuole accostarsi  alla lettura della Sacra Scrittura anche attraverso le moderne tecnologie.

Le modalità per accedere alla Bibbia online sono diverse, per comodità le ho suddivise in:

    foto app Bibbia CEI
  • programmi che consentono di leggere e fare un confronto dei versetti biblici tra traduzioni diverse
  • siti web che ospitano edizioni della Bibbia consultabili online oppure scaricabili in formato pdf o come archivio zip
  • ebook in formato epub, mobi o pdf contenenti l'intero testo biblico oppure i singoli libri che lo compongono, leggibili su PC oppure tramite gli ebook reader, che permettono di variare la grandezza del carattere, reimpaginando di conseguenza il testo in base alle proprie esigenze (ed eventuali difficoltà visive).
  • App  che danno la possibilità di leggere la Sacra Scrittura anche su telefonini, smartphone e tablet.
In queste versioni digitali spesso mancano le note, caratteristica peculiare e distintiva di alcune famose traduzioni bibliche. Alcune versioni si limitano a riprodurre il solo testo biblico, senza un indice generale o introduzioni ai singoli libri, risultando scomodi per la ricerca dei singoli versetti.
Questa prima parte è dedicata alle risorse gratuite presenti in rete; nella prossima parlerò di quelle commerciali, in vendita sui vari store online o nelle librerie.
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   Programmi per PC

www.laparola.net
logo La Parola Programma gratuito realizzato da Richard Wilson, responsabile anche dell'omonimo sito, che consente ricerche e confronti di passi biblici provenienti da varie edizioni della Bibbia in italiano (CEI, Diodati, Luzzi, Nuova Riveduta, etc) e altre lingue antiche e moderne.Versioni disponibili per Windows, Mac, Linux e altri Sistemi Operativi.

Oltre alla versione base del programma (anche in versione light) si possono scaricare separatamente le versioni e traduzioni disponibili e tanti altri materiali.
Sul sito sono disponibili anche i file della Bibbia CEI in vari formati per computer, ebook reader e cellulari

Link diretti

N.B.: il creatore del programma è protestante, all'interno del sito o del programma potrebbero dunque trovarsi note o spiegazioni bibliche che esulano dalla dottrina cattolica. 
Il testo della CEI è  il testo cattolico, e dunque il suo uso non espone a problemi dottrinali.

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MyBible
http://nardello.altervista.org/pages/bibbia.htm
MyBible è un software open source per ambiente Windows che consente di visualizzare il testo della Bibbia per capitoli o per citazione e di cercare una o più parole in tutta l'opera o limitatamente ad uno o più libri: in questo caso saranno visualizzati i vari versetti dell'intera Bibbia o dei libri selezionati contenenti le parole desiderate, che saranno evidenziate.
NON PIU AGGIORNATO, potrebbe non funzionare su SO più recenti.
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Siti Web

La Sacra Bibbia - CEI illustrata, ospitata sul sito Maranatha (www.maranatha.it) 
Versione CEI, resa disponibile gratuitamente perché possa essere facilmente duplicata e distribuita.
Il contenuto è di pubblico dominio, per la Gloria di Dio.
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BibbiaEDU

Versione online della Bibbia comprendente le versioni CEI del 2008 e 1974, la traduzione interconfessionale e il testo ebraico, greco e latino. Possibile effettuare la ricerca all'interno del testo oppure specificare dirattamente i versetti richiesti. Il modulo di ricerca dei versetti incluso può essere inserito nei propri blog o siti web.

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Sacra Bibbia Edizione CEI italiana - sito Vaticano

Versione online della Bibbia CEI del 1974. La prima pagina offre un elenco dei libri biblici da dove è possibile raggiungere i singoli versetti.

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Bibbia.net

Versione online della Bibbia comprendente le versioni CEI del 2008 e 1974 e la traduzione interconfessionale TILC. Possibile effettuare la ricerca all'interno del testo oppure specificare dirattamente i versetti richiesti. Il modulo di ricerca dei versetti incluso può essere inserito nei propri blog o siti web.

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App per smartfone e tablet


APP BIBBIA CEI

Nasce gratuita per offrire a tutti una nuova esperienza di lettura della Sacra Bibbia, proponendo il testo biblico nella traduzione ufficiale 2008 della Conferenza Episcopale Italiana, completo dell'apparato critico.


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IBibbia 2008 per iPhone

 App della Bibbia Cei 2008, compatibile con iPhone, iPod touch e iPad, sviluppata da Giorgio Gallina e scaricabile gratuitamente (non commerciabile).

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BibleWorld

Una App per iPad per portare la Bibbia ad ogni persona con ogni mezzo in occasione del centenario della fondazione della Societa' San Paolo.
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Ebook


Pagina di Liber Liber contenente la Bibbia completa (editio princeps del 1971) oppure i singoli libri scaricabili gratuitamente in versione PDF, RTF e TXT.

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Bibbia di Gerusalemme
Versione PDF completa (il testo è quello tratto da Liber Liber). Non ci sono le note, caratteristica peculiare di questa versione della Bibbia.

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La Parola.it
Libri della Bibbia versione CEI 2008 scaricabili singolarmente in formato epub mobi e pdf

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Preghiamo.org
Il testo ufficiale della Bibbia CEI 2008 da scaricare, diviso in parti o in file unico, in differenti formati, anche per lettori e-book (EPUB, MOBI per Kindle).


La Sacra Bibbia CEI 2008 - testo integrale in file unico
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Gli scritti - centro culturale
Bibbia e documenti della chiesa






giovedì 12 marzo 2015

La poesia bistrattata


Quando vogliamo dire che un particolare autore o cantante ha una sensibilità e capacità di scrittura particolare, comunemente lo definiamo "un poeta", come a voler sottolineare un distacco, una superiorità rispetto agli altri.
Eppure allo stesso tempo, la poesia rappresenta oggi un mercato di nicchia, poco considerato da lettori e critici e quasi snobbato dagli editori perché considerato poco remunerativo. 

 

Tanti scrivono poesie nel nostro paese, non a torto definito "popolo di santi, poeti e navigatori", ma in genere sono poco considerati, sia dagli editori, preoccupati dai bassi introiti del settore, sia dai lettori, spesso concentrati solo sui classici o su autori stranieri, nomi spesso sconosciuti, a volte poco significativi anche nel loro paese o tradotti in maniera orribile.  Ma siamo un paese strano, spesso esterofilo, pronto ad accogliere il peggio che ci arriva d'oltreoceano e poi magari a ignorare tanti validi autori stranieri.
In Italia sembra più chic dire di aver letto l'illustre poeta Karpankolosky (nome di fantasia per indicare un qualunque autore straniero sconosciuto ai più; se dovesse esserci davvero qualcuno con questo nome mi scuso per il riferimento involontario ;-)  piuttosto che Pascoli, Leopardi, Carducci o altri poeti nostrani meno noti. Il nome straniero, meglio se quasi impronunciabile o difficile da scrivere, attira l'attenzione sul parlante, ma crea una barriera mentale in quanti non lo hanno mai sentito nominare, costretti al silenzio per non palesare la loro ignoranza e non in grado di controbattere le sue illustri citazioni o verificare abbia realmente letto qualcosa di quell'autore.
Da quando frequento il "sottobosco" degli autori esordienti, spesso più validi di tanti nomi ultracelebrati, a volte uso anch'io la stessa tattica, con la differenza di citare nomi di autori che conosco e di cui ho letto le opere. Molti li trovate anche in questo blog nelle sezioni "le mie recensioni" o "libri che mi sono piaciuti" e spero un giorno di riuscire a dedicare loro uno spazio apposito.


Nel gran mare dei blog letterari diffusi in rete quanti si occupano anche saltuariamente di poesia? Indubbiamente pochi, i più evitano l'argomento e spesso inseriscono una apposita nota sul sito per ribadire questa scelta. In generale c'è sempre una certa reticenza nel leggere e commentare le poesie altrui.
Anch'io finora ho scritto un solo commento per una raccolta poetica. Mi è capitato di leggerne altre, anche valide, ma ho preferito condividere il mio parere solo con gli autori, una valutazione spesso basata più sull'emozione che su criteri oggettivi che potessero farne una vera recensione.
Scrivere di poesia indubbiamente non è facile perché entrano in gioco vari fattori: capacità di analizzare la tecnica e lo stile dell'autore, conoscenza della metrica o degli altri aspetti formali, sensibilità e gusti personali, umore del momento.


Il concetto di poesia secondo i bambini di una scuola bolognese

Ci sono ancora tante dispute su cosa considerare davvero poesia e cosa semplice "sfogo letterario", utile magari dal punto di vista terapeutico per l'autore, ma senza reale valore editoriale.
Alcuni vorrebbero limitare l'etichetta di poeta solo ai grandi classici o a chi ha venduto un determinato numero di copie, dimenticando che molti grandi autori del passato al loro esordio hanno avuto un mercato molto limitato, forse inferiore a molti esordienti di oggi e spesso il loro successo era determinato soprattutto dal passaparola tra letterati, più che dalla vendita delle loro opere.
Personalmente valuto una poesia valida se riesce a comunicarmi qualcosa, indipendentemente da chi l'abbia scritta; a volte un grande autore può lasciarmi indifferente mentre magari uno sconosciuto esordiente trasmettermi grandi emozioni.
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        

Dal punto di vista prettamente tecnico
, dividerei i poeti in tre categorie principali: i dotti, gli spontanei e gli improvvisatori.

  • I dotti seguono le regole della metrica, la tradizione letteraria; in genere utilizzano un linguaggio più ricercato, non sempre comprensibile a tutti, e curano molto gli aspetti formali della composizione poetica.
  • Gli spontanei  curano meno gli aspetti formali, focalizzandosi più sui contenuti e le emozioni da trasmettere, con un linguaggio semplice e di più immediata comprensione.
  • Gli improvvisatori riescono a creare versi e rime quasi a comando, inventandole in base all'occasione e al pubblico. Figura molto diffusa nel passato con i poeti di corte, oggi abbastanza rara.
Categorie forse imprecise e che comunque comprendono tutta una serie di posizioni intermedie, ma forse aiutano a comprendere meglio le differenzer.

Secondo la mentalità comune forse solo i dotti meriterebbero pienamente l'attributo di poeta, ma sappiamo che la lingua si evolve e spesso si crea un divario tra la lingua letteraria e quella comunemente parlata. Alcuni autori si chiudono nel loro tecnicismo, nell'autocelebrazione della propria abilità dimenticando che la poesia (e la letteratura in generale) è nata soprattutto per comunicare.
Personalmente spesso trovo difficoltà ad accostarmi a testi troppo complessi, ho necessità di rileggerli più volte (magari con il vocabolario accanto, un esercizio sempre salutare) per riuscire a comprenderli pienamente.
Provate a leggere la Divina Commedia senza l'aiuto di un'edizione critica corredata di note e dopo pochi versi anche voi vacillerete perché incapaci di riconoscere e capire pienamente tutti i riferimenti storici e gli artifici letterari, di cogliere tutte le sfumature che l'autore ha cercato di comunicare (o che i critici gli hanno voluto attribuire).


Una difficoltà che si nota sempre più accostandosi alle composizioni più datate, scritte in un italiano sicuramente molto differente da quell'odierno, ma a volte anche con poesie moderne, che utilizzano volutamente termini rari o desueti, 
di non immediata comprensione.
Utilizzare un linguaggio forbito non è sbagliato, in certi casi può anche arricchire il patrimonio lessicale dei lettori, ma l'abuso di paroloni che solo pochi riescono a comprendere, spesso non indispensabili, serve solo a spaventare il lettore e allontanarlo ulteriormente dalla lettura.
Soprattutto quando alcuni autori si nascondono dietro frasi e formule altisonanti, sempre uguali e ripetitive, solo per mascherare la vacuità della loro ispirazione poetica, il vuoto di contenuti che c'è nei loro versi. 

Molti evitano la poesia (e i libri in generale) anche per i ricordi negativi della scuola, che ci obbligava a commentare e spesso imparare a memoria le composizioni degli autori più noti. Un esercizio utile per sviluppare la memoria e il senso critico, forse, ma che in molti ha lasciato solo un ricordo negativo.
Forse ricordate la "versione in prosa" dei testi poetici, un tempo esercizio molto diffuso (non so adesso se si usa ancora) e considerato indispensabile per accostarsi a ogni testo poetico.
Francamente non ho mai compreso la sua reale utilità. Se un autore ha impiegato tanto tempo e fatica per scrivere versi, incastrare rime perfette, trovare immagini e allegorie adeguate, mi sono sempre chiesto, perché trasformare tutto in prosa, generando un riassunto striminzito e interpretazioni comunque discutibili ?
Uno sforzo spesso anche inutile per migliorare le proprie conoscenze letterarie: molti per fare prima imparavano solo la "traduzione" della poesia, senza neanche"guardare" il testo originale. ;-)



lunedì 2 marzo 2015

Il coraggio della normalità


Accogliendo l'invito del presidio Libera di Gioia del Colle a mantenere viva la memoria del suo sacrificio, ho deciso di dedicare anch'io qualche riga a Donato Boscia, ingegnere gioiese ucciso dalla mafia a soli 31 anni  il 2 marzo del 1988 per non aver voluto ubbidire agli ordini delle cosche.
Non l'ho conosciuto personalmente, ma ricordo bene lo sgomento che la sua morte suscitò allora nel nostro paese.
Un esempio e un sacrificio da non dimenticare, soprattutto in questo periodo, in cui le cronache nazionali e locali ci presentano solo modelli di corruzione e malaffare.

Una nota personale: in  quello stesso anno  cominciava la mia breve avventura universitaria a Ingegneria Elettronica e anch'io, insieme a tanti coetanei, partecipai al bando per una borsa di studio offerta dalla Ferrocemento in memoria dell'ing. Donato Boscia.

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Donato Boscia era nato a Gioia del Colle nel 1957 e si era laureato brillantemente al Politecnico di Torino a soli 23 anni. Lavorava per la Ferrocemento di Roma, società impegnata in grandi opere pubbliche, tra cui l'acquedotto di Palermo. 
Il giovane ingegnere pugliese aveva ottenuto la direzione di una sezione dell'acquedotto di Palermo e prevedeva di terminare i lavori di scavo di monte Grifone per il 14 aprile 1988.
Dopo una serie di minacce e "avvertimenti" mafiosi, il 2 marzo del 1988 gli assassini bloccarono la sua macchina a un incrocio mentre rincasava dal cantiere, uccidendolo con cinque colpi di pistola solo per aver voluto svolgere onestamente e in maniera professionale il proprio lavoro, senza scendere a patti con le cosche.Un esempio di dedizione che i suoi operai vollero imitare, riuscendo a portare comunque a termine i lavori nei tempi stabiliti, lavorando senza stipendio e anche di notte
Nel 1997 nel corso del maxiprocesso di Palermo venne individuato Salvatore Riina come mandante dell'omicidio.



Per approfondire:

venerdì 20 febbraio 2015

associazione Adolescenti e Cancro



Qualche mese fa, mentre scrivevo la recensione del libro "Fino all'ultimo respiro" di Rebecca Domino, ho deciso di dedicare in seguito maggiore spazio all'associazione Adolescenti e Cancro, di cui nell'articolo avevo fatto solo un breve cenno.
Per questo motivo ho chiesto a Rebecca, che ringrazio per la disponibilità, maggiori informazioni sul'associazione da lei fondata e le difficoltà che vivono gli adolescenti malati di cancro.
Un argomento di cui si parla poco nel nostro paese, venuto alla ribalta solo recentemente grazie al successo della serie tv "Braccialetti Rossi".


 
Il sorriso di Laura, una ragazza che non si arrende alla malattia

 

L'ASSOCIAZIONE ADOLESCENTI E CANCRO: 

RAGAZZI FRA I 13 E I 24 ANNI UNITI 

AL GRIDO DI MAI PIU' SOLI

 

logo associazione Adolescenti e Cancro
L'associazione Adolescenti e cancro è nata il 16 ottobre 2014 per offrire supporto sociale e occasioni di confronto fra coetanei ad adolescenti e giovani adulti (13-24 anni) da tutta Italia che hanno o hanno avuto il cancro.
Dopo aver svolto le ricerche per il suo secondo romanzo "Fino all'ultimo respiro" - che parla del cancro nell'adolescenza - la scrittrice emergente Rebecca Domino (pseudonimo di una trentenne della provincia di Livorno) si è resa conto che in Italia non c'è molto supporto sociale e occasioni di confronto rivolti a questa fascia d'età. Si parla spesso di cancro nei bambini e negli adulti ma gli adolescenti e i giovani adulti si ritrovano in una sorta di "terra di nessuno" e al momento nel nostro Paese ci sono soltanto due reparti oncologici a misura di adolescente con il risultato che la maggior parte dei ragazzi viene curato con i bambini piccoli, gli adulti o gli anziani o comunque in reparti che non hanno servizi/attività doneii alla loro fascia d'età.


laboratorio cake design
Adolescenti e cancro si concentra sulla vita durante e dopo il cancro, la vita fuori dall'ospedale ed è nata per creare ricordi, sorrisi e bei momenti da condividere con altri giovani in situazioni simili. Fra le altre cose, l'associazione offre supporto on-line di modo che i ragazzi da tutta Italia possano connettersi con altri ragazzi che stanno affrontando o hanno affrontato un'esperienza simile, organizza giornate di svago gratuite per i ragazzi che abitano vicini gli uni agli altri (lezioni di fimo, cake design, uscite a teatro ecc...), invia pacchi sorpresa gratuiti con regalini a misura di adolescente, sta lavorando alla mostra fotografica internazionale "Sei bellissima", sta organizzando il primo mini-break gratuito in Toscana per l'estate aperto ai ragazzi maggiorenni dell'associazione e in generale si concentra sul favorire la nascita di amicizie e sul permettere ai ragazzi di ridere, svagarsi, parlare e confrontarsi su qualunque argomento, dalla malattia alle cose di tutti i giorni.
«Anche a distanza di tre anni e mezzo dalla diagnosi a volte non è semplice instaurare rapporti di amicizia con i coetanei perché, per quanto la mia vita sia tornata alla normalità, certi argomenti non me la sono mai sentita e non me la sento tutt'ora di parlarne con loro. Avere l'opportunità di essere parte di un gruppo di ragazzi "come me" è fantastico.»  (Debora, 20 anni)
 
laboratorio fimo
L'associazione fa anche sensibilizzazione alla donazione di midollo osseo, l'argomento è piuttosto lungo e allora se avete fra i 18 e i 35-40 anni (il limite di eta' massima varia da regione a regione) e siete in salute visitate il sito dell'ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo) www.admo.it dove potete trovare tutte le informazioni per unirvi al registro donatori midollo osseo.
Per farsi tipizzare ed entrare nel registro basta un semplice prelievo di sangue.
Contattate la sede ADMO piu' vicina a voi: solo 1 persona su 100.000 e' compatibile con un malato in attesa di trapianto e quella persona potresti essere tu. Una persona che potra' provare a salvare una vita.

Adolescenti e cancro accetta tutti i ragazzi che pensano di beneficiare di quello che fa: non importa dove abitano, lo stadio del loro cancro (l'associazione accetta anche ragazzi in remissione) o il tipo di reparto in cui sono o sono stati curati, tutti sono i benvenuti. 
Se vuoi darci una mano a farci conoscere parla di noi alle persone che conosci - specialmente se conosci un ragazzo/una ragazza che potrebbe beneficiare di quello che facciamo - e sui tuoi social network, oppure se scrivi per un blog/un giornale/un sito Internet contattaci per organizzare un'intervista o un articolo. Grazie!

E ci sono altri modi in cui potete aiutare, per esempio inviando materiale per i pacchi sorpresa per i ragazzi oppure tramite una donazione libera, che ci permette di portare avanti quello che facciamo e di raggiungere sempre piu' ragazzi.
foto convegno

Grazie di cuore!
Per saperne di piu' ed essere sempre aggiornati su quello che facciamo:


 "Mi sento sola, pero' nel gruppo dei ragazzi dell'associazione mi sento a casa". (Margherita, 22 anni).










mercoledì 11 febbraio 2015

La mia amica ebrea (Rebecca Domino)

Ho sentito parlare per la prima volta di questo libro di Rebecca Domino lo scorso anno, leggendo un messaggio promozionale che ne annunciava l'uscita in occasione della Giornata della Memoria 2014, in contemporanea con "Quando dal cielo cadevano le stelle" scritto dalla sorella Sofia. Mi aveva incuriosito la particolarità di questi due libri, scritti da due sorelle e entrambi dedicati all'Olocausto, visto da punti di vista differenti, in qualche modo speculari.
Qualche mese dopo ho avuto modo di leggere e recensire i loro successivi lavori "Fino all'ultimo respiro" e "Come lacrime nella pioggia" e le due autrici mi hanno gentilmente concesso di leggere anche le loro prime produzioni, chiedendo un mio parere in merito.
Umiltà, talento e grande voglia di comunicare, di migliorarsi credo siano caratteristiche importanti di Rebecca e Sofia e di molti nuovi autori che ho avuto modo di conoscere, a dispetto delle critiche e dei pregiudizi che ancora circondano l'autopubblicazione.





Sono tanti i libri che affrontano il tema della guerra e della Shoah e non è facile raccontarlo in maniera originale e al tempo stesso storicamente verosimile. L'autrice Rebecca Domino anche questa volta ha svolto prima un buon lavoro di documentazione, in parte riassunto in una piccola appendice finale che aiuta a collocare gli avvenimenti narrati anche dal punto di vista cronologico.

Josepha Faber detta Seffi è una ragazzina tedesca di quindici anni che vive a Wandsbeck, quartiere di Amburgo, insieme ai genitori e al fratello Ralf. Suo padre è un calzolaio, reduce di guerra, che ha perso una gamba sul fronte russo, insieme al suo equilibrio psichico, dicono, e a molte delle sue certezze. E' iscritto al partito, ma senza troppa convinzione.
Suo fratello è iscritto alla Gioventù Hitleriana, legge e porta a casa continuamente opuscoli e libri di propaganda nazista, spesso litigando con suo padre per una diversa visione della politica hitleriana. Sua madre cerca di mandare avanti la casa, arrabattandosi con piccoli lavori di sartoria o cucendo in silenzio calzini per i soldati al fronte.
Seffi ha un carattere molto sensibile, "Seffi e le sue lacrime" la canzonano spesso le sue inseparabili amiche Anja, Jutte e Trudi che condividono con lei studi, giochi, passeggiate, i primi amori, l'illusione di riuscire ad avere una vita normale, sempre con la paura che ogni giorno possa essere l'ultimo.
Sogna di fare la scrittrice o l'insegnante come la signorina Abt, che dopo la chiusura delle scuole, tiene ancora lezioni in casa per le ragazze ariane non ancora fuggite in zone più sicure. E' cresciuta nella certezza della superiorità della razza ariana, con la convinzione che gli ebrei siano solo un pericoloso veleno. "Il fungo velenoso" recita il titolo di una sorta di fiaba antisemita allora in voga tra i giovani tedeschi, che suo fratello le ha fatto leggere, rimproverandola poi per aver espresso qualche perplessità, per lui Hitler ha sempre ragione e non possono esserci dubbi.

Una sera qualcuno bussa alla porta con concitazione, mettendo tutta la famiglia in apprensione. Tutti sanno che la Gestapo cerca le case degli ebrei per portarli via o per arrestare chiunque abbia commesso qualche crimine. Tutti hanno paura: basta poco, una sola parola fuori posto per finire nella lista dei sospetti.
Dopo molte esitazioni decidono di aprire, trovandosi davanti la signora Binner e due dei suoi figli, tre ebrei in cerca di aiuto. Il signor Faber conosceva il marito della donna, deportato in un campo di concentramento, e rimane perplesso di fronte alla sua richiesta d'aiuto, indeciso sul da farsi, mentre il figlio Ralf lo esorta a cacciarli via, minacciando di denunciarlo alla Gestapo.
Lo scontro è violento, ma il padre è irremovibile nell'offrire qualcosa da mangiare, un pezzo di pane imburrato alla figlia più piccola, svenuta per la fame. Seffi prepara il pane come ordinato da suo padre, ma non sa se ascoltare lui o suo fratello, che ha svolto il ruolo di capofamiglia in sua assenza.
Dopo un momento di forte tensione, Ralf si chiude nella sua stanza minacciando denunce e il signor Faber finge di allontanare i tre fuggiaschi, offrendo loro un rifugio in soffitta, all'insaputa di suo figlio.
Seffi e sua madre, per quanto titubanti, accettano di aiutarlo, portando ogni tanto di nascosto un po' di cibo (tre fette di pane imburrato).

Piano piano tra Josepha e Rina, sua coetanea, nasce un dialogo; Seffi comincia ad avere dei dubbi. Non comprende quali siano le ragioni di tanto odio verso gli ebrei, come tanti tedeschi non sa cosa avvenga realmente nei campi di concentramento, però considera gli ebrei una razza inferiore e non riesce ancora a concepire la possibilità che si possa essere loro amici.
In soffitta Josepha conserva i suoi vecchi libri e inizialmente non sopporta l'idea che la ragazzina ebrea possa toccarli, leggerli; poi la comune passione per la lettura le farà avvicinare, facendole scoprire la loro difficile vita, costretti da un anno a nascondersi come topi, senza mai poter vedere il cielo, fino a sentirsi responsabile della loro sorte, della loro salvezza.

Non posso certo riassumere in poche parole le vicende narrate in questo bel libro che ha il pregio di mostrare un lato poco conosciuto della guerra, il volto buono di una parte del popolo tedesco, di chi ha aiutato anche solo poche persone, spesso pagando duramente la propria generosità.
È un libro da leggere, una storia scorrevole che alterna momenti di spensieratezza e paura, amicizia e incomprensioni, speranza e dolore, che fa riflettere su come a volte le nostre presunte certezze si basino solo su pregiudizi e scarsa conoscenza del'altro.

Per finire una breve carrellata su alcuni personaggi che attorniano Josepha, voce narrante della storia:
  • Jens Faber, il padre. Dopo la sua esperienza tragica sul fronte russo è deluso dal suo popolo e indifferente nei confronti delle promesse di Hitler. Non fa mistero delle sue opinioni diverse, almeno in famiglia. Sceglie di ospitare la famiglia Binner per l'amicizia che lo legava al capofamiglia, da cui aveva anche ricevuto aiuto in un momento di difficoltà al ritorno dal fronte. 
  • Sabine Faber, la madre. Nonostante le sue paure e il suo odio verso gli ebrei, li accoglie e porta loro da mangiare alternandosi con Seffi, solo per amore di suo marito, la cui invalidità gli impedisce di salire in soffitta. 
  • Ralf, il fratello. Fa parte della Gioventù Hitleriana ed è convinto delle loro teorie razziali, della supremazia della germania sul resto del mondo, cosa che lo porta spesso a scontrarsi con suo padre, ormai disilluso. Considerato una sorta di "nemico" in casa e tenuto all'oscuro della presenza della famiglia Binner. 
  • Anja, amica. Leader del gruppo. A differenza di Seffi, lei e Jutte cominciano a provare interesse per i ragazzi, sperimentando i primi amori e le prime delusioni. 
  • Jutte, amica. Sempre dietro a Jutte, di cui imita ogni gesto e parola, seguendola in ogni azione. La festa per il suo compleanno distrae per qualche ora le ragazze dalle loro preoccupazioni per il futuro.
  • Trudi, amica. Silenziosa e poco appariscente, sempre accompagnata dalla sua maschera antigas, come per esorcizzare la paura della morte. 
  • Uriel Binner, fratello di Rina. Inizialmente scontroso e diffidente nei confronti di Josepha e della sua famiglia, come sua madre col tempo capirà gli sforzi fatti per mantenerli nascosti.


Titolo: La mia amica ebrea
Autore: Rebecca Domino
Traduttore: -
Editore: Rebecca Domino (Lulu)
ISBN: -
Formato: pdf
Pagine: 294
Prezzo: 1,99 euro
Scheda libro:
http://www.lulu.com/it/it/shop/rebecca-domino/la-mia-amica-ebrea/ebook/product-21416032.html


Recensione pubblicata anche su Braviautori il 11/02/2015
 www.braviautori.com/book_la-mia-amica-ebrea.html.

domenica 1 febbraio 2015

La sinossi, forse sopravvalutata


Ci sono pensieri che a volte ti entrano nella testa e vorresti scriverli, condividerli con gli altri, ma poi sei costretto a lasciarli fuori, a cacciarli via per il timore di suscitare polemiche inutili, di dire cose che potrebbero offendere qualcuno. Ho deciso di condividere alcune di queste riflessioni ad alta voce, nella speranza che possano aiutare anche altri a pensare a cose che spesso non vediamo.
Ho chiamato "sassolini" questa nuova rubrica che ogni tanto si affaccerà sullo schermo pensando a quei fastidiosi granelli che a volte entrano nelle nostre scarpe, facendoci camminare in modo innaturale e di cui vorremmo tanto liberarci.


Oggi capita sempre più spesso che le case editrici o le agenzie letterarie per valutare la bontà di un romanzo e la sua "pubblicabilità" non chiedano più l'invio dell'intero manoscritto, ma di una sinossi, termine enigmatico per indicare in pratica un riassunto della nostra opera.
Immagino che l'uso di questo termine sia stato introdotto per mettere in difficoltà gli autori (o aspiranti scrittori) e saggiare la loro cultura. Il solito vizio di complicare le cose semplici introducendo termini apparentemente "tecnici", di cui peraltro l'illustre Treccani fornisce una definizione differente da quella ormai entrata nell'uso comune.
La sinossi dei Promessi Sposi forse comincerebbe così
Scrivere "riassunto" dell'opera probabilmente sembrava troppo semplice, troppo comprensibile, lontano dal "gergo da iniziati", spesso usato da alcuni editori per allontanare gli aspiranti autori, quasi fossero un fastidio e non i fornitori delle loro future pubblicazioni (e dei loro guadagni).

Per la precisione la sinossi è un riassunto in grado di offrire uno sguardo d'insieme dell'opera: la trama, i personaggi principali, l'ambientazione, il finale.
In genere presentata in forma narrativa, come un racconto, ma a volte anche sintetizzata in uno schema riassuntivo, la sinossi dovrebbe fornire all'editore, all'agenzia letteraria (o chi per loro) tutte le informazioni necessarie per capire se un'opera possa essere pubblicabile.

A volte oltre alla sinossi vengono richiesti anche l'incipit e i primi capitoli (o solo qualche pagina) del testo vero e proprio per poter fare una valutazione sommaria, un po' come avviene al normale lettore quando sfoglia un volume in libreria, lasciandosi prendere dalla copertina, dalle prime righe del testo, dal breve riassunto posto in quarta di copertina o sbirciando rapidamente qualche riga (o pagina per i più veloci) del testo mentre il libraio fa finta di non vedere.
Una  consuetudine ben nota ai lettori più voraci, oggi sempre più spesso sostituita dall'analoga esperienza in rete, forse meno emozionante, ma a volte altrettanto piacevole (e meno frettolosa). Non è un caso che i maggiori store online permettano anche di leggere comodamente una breve anteprima del testo.
Personalmente ho collezionato centinaia di preview di testi di autori emergenti da valutare prima dell'acquisto e tanti altri scaricati d'impulso perché potenzialmente interessanti (e magari anche gratuiti o a basso prezzo),  in attesa di trovare anche il tempo per leggerli. La maggior parte anche di ottimo livello.

Gli esperti (o i più pignoli) sottolineano la differenza profonda tra sinossi e quarta di copertina:
  • la sinossi deve fornire un quadro esauriente del testo, senza giudizi di merito o intenti promozionali. Serve per convincere l'editore a investire sul tuo lavoro (e sul tuo talento) e non deve nascondere nessun elemento.
  • la quarta di copertina invece è rivolta più al pubblico; deve invogliare all'acquisto, ammaliare il lettore, dire e non dire, raccontare la trama per sommi capi, senza mai svelare il finale o eventuali colpi di scena.
Entrambi gli elementi rappresentano spesso una grossa sfida per l'autore, non sempre capace di riassumere in poche righe il contenuto dei propri testi: per paura di rivelare troppo, o troppo poco, per scarsa abitudine a guardare il proprio lavoro dall'esterno o difficoltà di condensare centinaia di pagine in un paio di cartelle.

Sinossi (e incipit) a mio parere sono due elementi forse sopravvalutati, forse solo per pigrizia, e ogni testo andrebbe sempre esaminato e valutato nella sua interezza. Un po' come quando a scuola si pretendeva di insegnare tutto di un autore facendone studiare solo la biografia e i pareri dei critici, senza mai affrontare, leggere quello che aveva scritto, lasciarsi rapire dalle sue parole, in un certo senso ascoltare la sua voce.
Ci sono grandissimi autori incapaci di scrivere una buona sinossi (o un incipit memorabile) che alcuni editori tenderebbero a emarginare (tanti grandi testi sono stati scartati dalla loro miopia), a non considerare validi solo perché non supportati da un buon riassunto.
Allo stesso tempo ci sono autori capaci di scrivere sinossi affascinanti per libri orribili oppure incipit accattivanti seguiti... dal nulla, da testi assolutamente impresentabili; magari bravi a vendere un maggior numero di copie, ma lasciando poi al lettore solo un'amara delusione.
Capisco che spesso gli editori siano sommersi da manoscritti cartacei (o in formato digitale) e non possano leggere tutto quello che ricevono, ma mi sembra riduttivo che l'esame del manoscritto (se avviene) si limiti alla sinossi e all'incipit, che nulla dicono sullo stile e sulle reali capacità di un'autore.
Le agenzie letterarie spesso offrono servizi di valutazione dei testi a pagamento; in questo caso credo sia anche un obbligo morale leggere e valutare l'intero testo, poi eventualmente correggerlo e stravolgerlo per renderlo più presentabile e interessante per il lettore.




Vedi anche definizione Sinossi in
Treccani - http://www.treccani.it/vocabolario/sinossi/
Wikipedia - http://it.wikipedia.org/wiki/Sinossi
La Tela Nera - http://www.latelanera.com/scritturacreativa/lezioni/lezione.asp?id=31

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