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martedì 30 luglio 2013

Lucky Starr e le lune di Giove (Isaac Asimov)

Nuova recensione sul ciclo di Lucky Starr, quinto racconto dedicato al pianeta Giove.

Giove è considerato il gigante del Sistema Solare, da molti scienziati ritenuto una "stella mancata", troppo grande per restare un semplice pianeta, ma troppo piccolo e vicino al Sole per far "accendere la fusione nucleare" e brillare di luce propria.
Una forza di gravità enorme, aveva sempre impedito all'uomo di avvicinarsi a questo gigante gassoso fino a quando il
Consiglio delle Scienze non ha progettato il motore "Agrav", un sistema rivoluzionario per immagazzinare e riutilizzare la gravità come mezzo di propulsione.
Un progetto talmente strategico e segreto che tutti gli scienziati e i tecnici che ci lavorano sono stati relegati in un base sotterranea su Giove Nove, un piccolo e isolato satellite. Nonostante le precauzioni e i mille controlli sull'equipaggio alcune informazioni top secret sono state sottratte e rese note ai tradizionali nemici di Sirio, potenza da sempre in lotta con la Terra.
Un evento imspiegabile, su cui finora hanno indagato vanamente le migliori menti terrestri. Come sempre il Consiglio delle Scienze decide di affidarsi al suo asso David Lucky Starr e al suo amico marziano Bigman (e alla loro creatura venusiana). Una indagine in un ambiente apertamente ostile agli estranei, tra gente preoccupata solo di non rallentare il viaggio inaugurale della prima nave Agrav o di evitare ulteriori indagini sul proprio passato, per cercare di individuare la spia senza compromettere il progetto.
In questo romanzo dominano le descrizioni della grandiosità di Giove, come immaginata in quegli anni, prima che le sonde Voyager cominciassero a rivelarci i suoi segreti, il vero volto del gigante.

Titolo: Lucky Starr e gli Lune di Giove
Autore: Isaac Asimov
Traduttore: Lidia Lax e Diana Geordiacodis
Editore: Mondadori

Recensione pubblicata su Braviautori il 24/05/2013
http://www.braviautori.com/book_lucky-starr-e-le-lune-di-giove.html

domenica 28 luglio 2013

Lucky Starr e il grande sole di Mercurio

Nuova recensione sul ciclo di Lucky Starr, quarto racconto dedicato al pianeta Mercurio. 

Mercurio è il pianeta più vicino al sole, con una notevole escursione termica tra la notte e il giorno e spettacolari fenomeni luminosi chiamati "il fantasma bianco" e "il fantasma rosso" del Sole. Il luogo ideale per sperimentare un nuovo sistema di approvvigionamento della luce solare noto come "Progetto Luce", su cui il Consiglio ha investito notevoli risorse finanziarie e umane, ostacolato dal potente senatore Swenson.
Quando sul pianeta cominciano a verificarsi dei misteriosi incidenti, Lucky Starr viene inviato per una semplice "missione politica", volta a rlanciare la credibilità del Consiglio, individuando il sabotatore.
Ben altri fantasmi si nascondono sul pianeta, misteri e rivalità che si intrecciano in un quadro spesso pericoloso.
Anche questo romanzo risulta "datato" dal punto di vista astronomico, basato su teorie ormai superate, ma comunque ancora godibile.
Al di là delle sue precise (per l'epoca) ricostruzioni astronomiche, Asimov ha saputo tratteggiare sapientemente dei personaggi che non risentono del passare degli anni. Peccato che l'obiettivo originale di realizzare una serie televisiva sul personaggio di David Starr non sia stato portato avanti (nè allora, né in seguito); per fortuna ci sono rimasti i sei romanzi della serie, considerata per ragazzi e pubblicata con lo pseudonimo di Paul French per distinguerli dal resto della produzione di Asimov.


Titolo: Lucky Starr e il Grande Sole di Mercurio
Autore: Isaac Asimov
Traduttore: Maria Paola Dettore  
Editore: Mondadori

Recensione pubblicata su Braviautori il 24/05/2013

http://www.braviautori.com/book_lucky-starr-e-il-grande-sole-di-mercurio.html

sabato 27 luglio 2013

Fogli diversi, un anno dopo

Sono trascorsi ormai dodici mesi dalla pubblicazione del mio primo libro "Fogli diVersi", una raccolta di poesie scritte durante gli anni del liceo, all'incirca negli anni '80 del secolo scorso e poi tenute per anni "in sospeso", forse per pudore, forse per paura, forse semplicemente perché non era ancora il loro momento.
Non è  facile mettersi in gioco e decidere di condividere con gli altri i propri scritti;  le poesie in particolare sono in genere uno sfogo intimo e personale ed è difficile valutarle in maniera obiettiva.
Possono piacere, se trattano di temi che ci toccano da vicino, ma ciascuno le rileggerà a modo suo, adattandole al proprio vissuto. Come diceva il grande Troisi "la poesia non è di chi la scrive, ma di chi gli serve."
Una scelta sofferta anche per la disinformazione e i pregiudizi che circondano ancora l'autopubblicazione (o self-publishing), spesso confusa ancora con l'editoria a pagamento o considerata l'ultima spiaggia per chi ambisce a vedere il proprio nome stampato su una copertina.
Personalmente non ho mai intasato le caselle postali delle case editrici o ambito a pubblicare ad ogni costo, ma se scrivi qualcosa e pensi di poter trasmettere qualcosa credo sia normale voler ampliare il proprio raggio d'azione, raggiungere più gente possibile.
Il mondo editorialem mi sembrava troppo distante, non ne comprendevo le logiche e sentivo raccontare storie assurde, forse vere, forse solo leggende metropolitane: manoscritti buttati via senza neanche essere mai stati letti, autori scelti solo in base alle amicizie o perché potevano vantare un cognome famoso, somme esorbitanti richieste agli autori come contributo di pubblicazione, e tante altre cose che non mi convincevano..

Probabilmente le mie opere letterarie sarebbero rimaste ancora segregate nel classico "cassetto" (molte cose che ho scritto sono ancora là e forse non ne usciranno mai) se non avessi sentito parlare per caso di self-publishing e deciso di provare a mettermi in gioco anch'io.
Internet è stato un valido alleato, sia per reperire le informazioni, per farsi un'idea delle varie piattaforme di pubblicazione, confrontando caratteristiche, procedure e costi alla ricerca della formula più adatta a me.
Ho fatto qualche prova sui portali più noti, ho letto e recensito libri di altri autori esordienti, riscontrando spesso ottime capacità letterarie, ho ascoltato le esperienze e i consigli di amici più esperti e alla fine la scelta è ricaduta su Youcanprint, soprattutto per la possibilità di poter interagire, seppure via internet, anche con uno staff "umano", da ogni punto di vista, in grado di chiarire i miei tanti dubbi, darmi i consigli giusti e aiutarmi a portare avanti questo progetto impegnativo.
Una scelta soddisfacente, che ho voluto ripetere con il secondo libro "Ricominciare" e probabilmente continuerò in futuro, cercando di coniugare cartaceo e ebook, presente e futuro dell'editoria.
In questi mesi ho imparato molte cose, fatto anche qualche errore; sono cresciuto insieme al mio "editore" che ha rinnovato la sua piattaforma informatica, fornendoci un innovativo sistema di monitoraggio online delle vendite in tempo reale.
Certo i risultati finora non sono stati da best seller e questo era comunque in preventivo, soprattutto per Fogli diVersi (si sà che la poesia vende poco), ma mi hanno dato comunque delle soddisfazioni, aiutandomi a far conoscere una parte poco nota di me.
Ricevere la mail che ti avvisa che una copia del tuo libro è stata venduta è sempre una bella emozione!
La possibilità di stampare e vendere anche una sola copia del tuo libro credo sia una grande possibilità per il futuro che permette da un lato di evitare che tanti libri marciscano nei magazzini delle case editrici o vadano al macero, dall'altra di ristampare in "edizione limitata" testi ormai esauriti o introvabili.
A quelli che pensano che il self-publishing sia una scelta di comodo, una scorciatoia per evitare i filtri editoriali rispondo solo che mi sembra giusto che sia il lettore a poter scegliere liberamente. Oggi la maggior parte degli store online offrono una anteprima gratuita che permette di farsi un'idea del libro che andremo a leggere, molto più della classica sbirciata alla quarta di copertina.
Internet permette anche a un autore esordiente di poter presentare il proprio lavoro, alla pari con i nomi più noti che comunque godranno sempre di una maggiore pubblicità e visibilità all'interno delle librerie tradizionali, in genere poco inclini a dare spazio agli autori poco noti.
Chi sceglie di autopubblicarsi deve comunque essere cosciente di doversi impegnare maggiormente, sia nella fase di preparazione del libro per individuare refusi ed errori grammaticali, sia nella fase successiva per l'attività di promozione, senza poter scaricare le proprie colpe sulla casa editrice.
L'aver il proprio nome in copertina è una bella soddisfazione, ma anche una grande responsabilità.
Nello stesso tempo l'autopubblicazione consente una maggiore libertà; quello che viene stampato o messo online come ebook diventa davvero la tua creatura, senza che nessun altro possa censurarlo o distorcere il tuo messaggio. Sarà tuo e non qualcosa che qualcun altro ha scritto per te.
Si dice che spesso editor troppo zelanti piuttosto che collaborare con l'autore al miglioramento del testo, tendono a riscrivere tutto a loro immagine, col pretesto di uniformare lo stile della collana e il rischio concreto di spegnere ogni accenno di originalità nei testi, finendo per pubblicare libri ben riconoscibile, perché in fondo sempre uguali. Spero sia solo un'altra leggenda metropolitana, se fosse vero sarebbe davvero triste.
Capisco che l'editore possa aiutarti a crescere, darti consigli, ma francamente non mi piace che qualcun altro debba avere l'ultima parola su quello che scrivo.

La prima edizione di Fogli diVersi, con una struttura molto simile a quella poi mandata in stampa, era dattiloscritta e poi rilegata in maniera artigianale con un po' di colla. Una vera e propria autopubblicazione, benché limitata a un solo esemplare, realizzata con la passione che ho cercato di trasmettere nelle mie pagine.
Era "il mio libro" e ne ero fiero e non mi importava troppo del giudizio degli altri.
Non so se poi il mio messaggio sia passato: ho ricevuto tanti commenti positivi, ma ancora nessuna recensione "esterna" (obiettiva), un dato che non so ancora come valutare. Il fatto che nessuno degli acquirenti del libro mi abbia chiesto i soldi indietro lascia ben sperare. Almeno credo. ;-)
Col tempo il libro è uscito anche in versione ebook, una frontiera nuova ancora tutta da esplorare, poi è nata la pagina Facebook e infine questo blog.

A distanza di un anno  ancora non ho fatto la "presentazione" ufficiale del libro, tappa che molti ritengono fondamentale per farsi conoscere e non so ancora se la farò. Vedo tante, troppe presentazioni in giro e tanta gente che si lamenta perché sono noiose e spesso completamente slegate rispetto al libro.
Voi che ne pensate?

Salotto all'UNOTre - Programma Quarto Ciclo 2013




Continua il Salotto all'UnoTre, salotto letterario ideato e condotto da Giacomo Leronni e ospitato presso lo Spazio UnoTre di Mario Pugliese (in Via Barba n. 13 a Gioia del Colle). 
Questo il programma del Quarto Ciclo (Settembre - Novembre 2013) e l'elenco dei libri che saranno commentati. Gli incontri si svolgeranno di giovedì con inizio alle ore 20.00.

26 SETTEMBRE
James M. Cain
Mildred Pierce 
Gli Adelphi

31 OTTOBRE

Arto Paasilinna
L’anno della lepre
Iperborea

28 NOVEMBRE

Yukio Mishima   
Trastulli d’animali
U.E. Feltrinelli
---
Nota
Si coglie l’occasione per invitare tutti ad essere puntuali, in modo da consentire la chiusura degli incontri, al massimo, per le ore 22.00. Si ricorda inoltre che, per partecipare agli incontri, è bene aver letto i libri di cui si parlerà, anche se gli incontri sono comunque aperti a tutti.
Buona lettura, dunque. E buone vacanze, anche nel nome della letteratura!
Giacomo Leronni

giovedì 25 luglio 2013

Lucky Starr e gli oceani di Venere (Isaac Asimov)

Nuova recensione sul ciclo di Lucky Starr, terzo racconto dedicato al pianeta Venere. 

Asimov era molto attento a creare storie avvincenti che fossero comunque anche verosimili dal punto di vista scientifico per cui un lettore moderno potrebbe trovare strano questo romanzo, basato su una errata concezione del pianeta Venere, tipica degli anni in cui fu scritto (1954).
I grandi oceani su cui è basta questa storia, con gli anni si sono rivelati un semplice miraggio, vista la scarsa percentuale di acqua presente sul pianeta e le l'atmosfera densa e velenosa che avvolge il pianeta.
Fatta questa premessa, il romanzo offre una storia valida, in cui accompagna passo passo il lettore verso la soluzione dell'enigma, senza svelare troppo.
David Lucky Starr questa volta viene inviato tra gli oceani di Venere, immense distese d'acqua che ospitano gigantesche città protette da possenti cupole, per indagare su una serie di misteriosi incidenti.
Episodi isolati di apparente follia o parte di un preciso piano per danneggiare le esportazioni del prezioso lievito venusiano? Chi c'è dietro, ammesso che esista davvero un nemico? Perché il consigliere Evans inviato sul posto dal Consiglio delle Scienze per svolgere delle indagini sembra comportarsi in maniera insolita? Chi ha cercato di tenere lontano David Starr dal pianeta?
Tante le domande cui dare una risposta in fretta, evitando i pericoloi e cercando allo stesso tempo di difendere l'onore di un vecchio amico accusato di tradimento.

Titolo: Lucky Starr e gli Oceani di Venere
Autore: Isaac Asimov
Traduttore: Lidia Lax e Diana Geordiacodis
Editore: Mondadori

Recensione pubblicata su Braviautori il 07/05/2013
http://www.braviautori.com/book_lucky-starr-e-gli-oceani-di-venere.html

domenica 21 luglio 2013

Spazio Emergenti su Rag Doll


Segnalo una bella iniziativa di Rag Doll, marchio/gruppo creato da alcuni autori indipendenti per promuovere le loro pubblicazioni (sito da vedere, disponibile anche in versione inglese): 
aperta la sezione Spazio Emergenti, dedicata agli scrittori esordienti ed emergenti che sono piaciuti alla redazione.

Gli autori attualmente presenti (con una o più opere) sono:
  • Valentina Barbieri
  • Giovanni Capotorto
  • Massimo Jr. D'Auria
  • Uriel Fanelli
  • Alessandro Girola
  • Francesco Mastinu
  • Laura McLem
  • Giuseppe Pasquali
  • Massimiliano Prandini
  • Arkadij Scestlivzev
  • Tanja Steel
  • Elena Vesnaver
Completano l'elenco una serie di antologie e alcune riviste letterarie digitali.
Alcuni degli autori consigliati figurano anche nella mia pagina dei Libri che mi sono piaciuti.

Visto che nella lista compare anche il mio nome, mi sembra doveroso ringraziare  Rag Doll per l'apprezzamento e per averci dato l'opportunità di farci conoscere.  :-)

giovedì 18 luglio 2013

Ricominciare su Il Missionario Francescano


Nel numero di luglio-agosto 2013 della rivista missionaria Il Missionario Francescano all'interno nella rubrica "Ci scrivono" è stata inserita una mia mail e la copertina del libro "Ricominciare".
Ringrazio P. GBattista Buonamano (e tutta la redazione) per questa opportunità di far conoscere il mio lavoro e soprattutto per le sue parole di incoraggiamento.

Le tematiche che io affrontato nel libro in maniera forse superficiale sono ogni giorno una sfida concreta per i missionari e per tutti coloro che si impegnano per rendere questo mondo migliore. A tutti loro un doveroso GRAZIE per il loro impegno!









mercoledì 17 luglio 2013

Lucky Starr e i pirati degli asteroidi (Isaac Asimov)


Lucky Starr e i pirati degli asteroidi - Asimov Isaac
Riprendono le recensioni sul ciclo di Lucky Starr, scritto da Asimov per un pubblico giovanile in previsione di una serie televisiva (mai realizzata) e considerato (a torto) un'opera minore. Nei prossimi giorni inserirò anche quelle sugli altri libri; per praticità ho valutato separatamente ogni romanzo, ma credo andrebbero letti insieme per cogliere il quadro complessivo e la crescita dei personaggi.

Seconda avventura di David Lucky Starr e del suo fido compagno John Bigman Jones, ambientata nella cintura degli asteroidi, da sempre rifugio dei pirati degli asteroidi, uomini disperati o in cerca di potere, denaro o emozioni forti al di fuori di ogni controllo del governo terrestre.
Un nemico difficile da estirpare, visto l'enorme numero di "rocce" (come loro le definiscono) su cui nascondersi.
L'improvvisa ripresa dei sanguinosi attacchi contro le astronavi terrestri di passaggio, dopo anni di silenzio seguiti all'ultimo tentativo di ripulire la zona, costringe il Consiglio delle Scienze a tentare una carta nuova, fidandosi delle intuizioni del giovane consigliere.
Una doppia sfida per Lucky Starr: scoprire chi sono e dove si nascondono i pericolosi uomini degli asteroidi e affrontare non solo situazioni pericolose, ma anche i fantasmi del proprio passato, tornando nei luoghi dove sono stati uccisi i suoi genitori.
Tante tessere da mettere pazientemente insieme per arrivare all'inattesa verità; questa serie di racconti segue un po' lo schema del giallo classico: ci fa incontrare gli indizi, a volte intuire una strada, proponendo solo alla fine il colpo di scena.
Secondo Asimov questo racconto (scritto nel 1953) è quello che meno ha risentito negativamente del passare degli anni, rimanendo ancora attuale, nonostante il nuovo quadro dell'Universo disegnato in base ai progressi scientifici e astronomici seguiti al lancio dei satelliti e ai viaggi spaziali che a volte ha completamente stravolto le nostre conoscenze sul Sistema Solare.

Titolo: Lucky Starr e il Pirati degli Asteroidi
Autore: Isaac Asimov
Traduttore: Giuseppe Lippi
Editore: Mondadori 

Recensione pubblicata su Braviautori il 06/05/2013
http://www.braviautori.com/book_lucky-starr-e-i-pirati-degli-asteroidi.html

sabato 13 luglio 2013

Perchè mi piace l'alba (Manuela Vasco)


Gli incontri più belli a volte accadono per caso. Mentre pubblicizzavo i miei scritti tra i contatti FB ho scoperto che anche Manuela stava scrivendo un libro, una sua passione che non conoscevo.
Uno scambio di link e la curiosità di leggere l'anteprima e poi finalmente la gioia di poter vedere l'opera finita, a mio parere con ottimi risultati.

 

Perchè mi piace l'alba
Una storia intensa, dichiaratamente ispirata ai film di Pedro Almodovar, un viaggio nel mondo sommerso dei transessuali e del degrado morale che li circonda e di cui spesso sono vittime più o meno consapevoli.
Chi è davvero Hernando, in fuga dal suo Brasile e dai fantasmi del suo passato? Lo impareremo pian piano, seguendo il suo viaggio, i suoi incontri, raccontati con uno stile diretto, a volte crudo, in cui anche le scene di sesso appaiono pienamente funzionali alla narrazione.
Una storia in cui emerge un forte senso dell'amicizia e della solidarietà tra persone ai margini;  la profonda umanità di Hernando, Adel, Azarita, don Giulio, Clara, nonostante le loro vite al di fuori dei "normali" canoni morali di una società spesso perbenista solo a parole.
La prostituzione rimane in molti casi l'unico modo per fare soldi; a volte scelta, a volte imposta dalle circostanze, vissuta come un "mestiere", quasi naturale conseguenza dell'essere "diversa".
Una buona prova per l'autrice Manuela Vasco; una storia ambientata tra Rio e Milano, alternando passato e presente della protagonista, usando spesso periodi molto lunghi, che quasi non lasciano respiro, facendo risaltare il concitato flusso delle idee.
Forse un maggior uso del punto e virgola avrebbe agevolato la lettura di questo testo, comunque ben scritto, soprattutto nelle frasi più lunghe.

Titolo: Perché mi piace l'alba
Autore: Manuela Vasco
Traduttore: -
Editore: Amazon

Recensione pubblicata su Braviautori il 14/07/2013
http://www.braviautori.com/book_perche-mi-piace-l-alba.html
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Al momento il libro è disponibile solo su Amazon in formato Kindle
 Perchè mi piace l'alba

Per informazioni 
Pagina Facebook Perché mi piace l'alba


sabato 6 luglio 2013

Ciao Vito Osvaldo!


La notizia dell'improvvisa morte di Vito Osvaldo Angelillo (per tutti Vito Osvaldo) ci ha lasciati tutti senza parole. Attore, autore, regista, è stato una figura poliedrica nel panorama culturale gioiese.



Solo un saluto, per accompagnarti in questo nuovo, inaspettato viaggio che il destino ti ha improvvisamente presentato, costringendoti a lasciare di colpo gli ormeggi della vita, a mettere da parte tutti i tuoi grandi progetti.
Da sempre uno dei pilastri del teatro gioiese, a volte incompreso dal grande pubblico, ma coerente nella tua ricerca di strade alternative, nel tuo impegno per valorizzare la cultura a Gioia del Colle (e non solo).
Solo da poco c'eravamo conosciuti personalmente; ci eravamo incontrati nel salotto letterario allo Spazio UnoTre e avevamo scambiato poche parole, come capita quando entri in un ambiente nuovo e cerchi di fare nuove amicizie. Ti conoscevo solo di fama, ma non c'erano mai state fino ad allora occasioni di incontro (e purtroppo non ce ne saranno più).
L'annuncio della tua morte improvvisa è stato come una doccia fredda.
Ci mancherai, soprattutto ai tuoi cari, a quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerti bene, di collaborare con te. Mancherai a questo paese, spesso poco attento alla cultura,  forse per mancanza di volontà o di punti di riferimento.
Mentre cercavo online una tua foto, ho trovato questa posa vagamente "garibaldina", forse tratta dal tuo progetto "Garibaldi reloaded", e mi è sembrato esprimesse bene il tuo modo d'essere, sempre con lo sguardo fisso in avanti, proiettato verso il futuro.

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Per conoscere meglio Vito Osvaldo Angelillo 
  • un profilo biografico scritto da Dalila Bellacicco su Gioianet
    http://www.gioianet.it/attualita/7687-vito-osvaldo-angelillo-un-grande-incompreso-videofoto.html
  • il suo canale Youtube che raccoglie alcuni filmati delle sue performance teatrali e cinematografiche
    http://www.youtube.com/user/vitosvaldo

L'inventore del mouse

Solo pochi giorni fa, il 2 luglio 2013, si è spento Douglas Engelbart, inventore del mouse e di molte delle idee che hanno rivoluzionato la storia dell'informatica.

Douglas Engelbart
Ci sono persone che con le loro idee e progetti hanno cambiato la storia dell'umanità eppure i loro nomi non compaiono mai sulle copertine dei giornali.
La morte di Douglas Engelbart è stata pressoché ignorata dai mass media (un po' come quella del nostro Piergiorgio Perotto, inventore del primo personal computer) nonostante questo ingegnere americano abbia inventato l'oggetto che ha rivoluzionato la storia dell'informatica: il mouse, all'epoca battezzato 'indicatore di posizione X-Y per display'.
Erano gli anni '60 e l'idea stessa di personal computer ancora impensabile quando Elgelbart realizzò questo piccolo dispositivo in legno con due ruote di metallo che consentiva lo spostamento del cursore sullo schermo.
Un'idea sottovalutata all'epoca, considerata forse stravagante, tanto che nessuno pensò di rinnovare il brevetto originario, depositato nel 1967 da Elgelbart e scaduto dopo vent'anni, visto anche lo scarso successo commerciale dello Xerox Star, primo computer al mondo dotato di mouse. Un errore di valutazione costato molto caro in termini economici, vista la successiva enorme diffusione della sua invenzione.
Per nostra fortuna il giovane Steve Jobs vide una dimostrazione del progetto e perfezionò l'idea con l'Apple Lisa e il Macintosh, dando il via all'informatica moderna (e a profitti enormi), fino a quel momento basata solo sulla tastiera o addirittura la scheda perforata.
Solo chi ha usato un vecchio computer dell'era "pre-mouse" può comprendere la portata di questa rivoluzione; l'uso del mouse e i moderni sistemi operativi basati sulle icone hanno ampliato il numero du utilizzatori del computer, diminuendo le capacità tecniche necessarie.
Grazie a Douglas Elgelbart!

Per approfondire

  • http://it.wikipedia.org/wiki/Douglas_Engelbart
  • http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/tecnologia/2013/07/04/Addio-Doug-Engelbart-papa-mouse-_8973068.html
  • http://attivissimo.blogspot.it/2013/07/ci-ha-lasciato-douglas-engelbart-papa.html

lunedì 1 luglio 2013

Le tre sorelle


Ho scritto questo racconto parecchi anni fa, in occasione di un camposcuola (mi pare nel 1993) in cui si parlava anche delle Virtù Teologali. Dopo qualche mese ho scoperto che anche grandi autori come Kahlil Gibran e Charles Peguy avevano già affrontato lo stesso tema in maniera simile.
Evito ogni confronto
con questi giganti, ma sono comunque contento di aver percorso inconsapevolmente la loro stessa strada. 

Mi fa piacere che dopo tanti anni che questo  racconto venga a volte utilizzato come base per le catechesi sull'argomento e sia presente su vari siti parrocchiali (e non).


C'erano una volta, e ci sono ancora, tre sorelle.
La prima stava sempre in chiesa a pregare. Per tutti. Perché, diceva, le preghiere non sono mai abbastanza.
In parrocchia era onnipresente; lei curava il catechismo e l'animazione liturgica. Se avesse potuto, forse avrebbe anche celebrato.
Sapeva trasmettere agli altri la sua incrollabile fiducia in Dio e nella sua bontà.
Non era mai triste o preoccupata. Sapeva che Lui avrebbe aggiustato ogni cosa.
 
La seconda invece era sempre in movimento. Aiutava gli altri, instancabile. Dovunque qualcuno soffriva lei era sempre lì per soccorrerlo. Aveva imparato a curare molte malattie. Ma spesso era la sua sola presenza operosa a guarire.
Anche lei andava in chiesa, ma si fermava solo per poco.
C'era tanto da fare e non voleva sottrarre tempo ai suoi poveri. Sentiva che quello era il suo modo per glorificare Dio, ponendosi al servizio delle creature più bisognose. E poi, comunque c'era sempre sua sorella a pregare per tutti.


La più piccola si chiamava Speranza. A volte si fermava con Fede a pregare, altre volte aiutava Carità nel suo giro. Ma spesso era triste e, di nascosto, piangeva.
Le sue sorelle servivano continuamente Dio. L'una con le preghiere, l'altra con le opere. Lei invece si sentiva inutile. Non aveva un ruolo preciso e credeva di non poter amare come loro.


Quel giorno davanti al portone della chiesa era seduto un uomo che piangeva, disperato.
Passò Fede e cercò di consolare la sua pena parlandogli della bontà divina. L'uomo entrò in chiesa e pregò a lungo insieme a lei. Ne usci rincuorato, ma in fondo al suo cuore la sua pena non era svanita.
Non aveva più niente, nessuno da amare. Si sentiva inutile.
Camminò a lungo, senza una meta, chiedendo a Dio di guidare i suoi stanchi passi, di mostrargli lo scopo della sua vita. Cadde stremato dalla fatica e dalla fame.
Passò Carità e lo raccolse, offrendogli un pasto caldo ed un posto per dormire.
Si addormentò subito, finalmente su un letto vero.


In sogno vide un sentiero ripido, tortuoso che portava verso la cima di un monte. Non riusciva a vederla, ma sentiva che emanava una forte luce, come se il sole si fosse divertito a nascondersi dietro al monte.
Tanti cercavano di percorrere il sentiero, ma solo pochi si spingevano fino alla cima. Alcuni si fermavano a metà strada, incerti se proseguire. Erano pieni di lividi per le tante cadute e spesso, sconsolati, si volgevano indietro.


Ai piedi del monte c'era Fede che indicava la cima ad alcune persone assorte in preghiera. Chiedevano la forza per salire.
L'uomo comprese chi c'era su quel monte.
Era seduto sul bordo della strada, chiedendosi se continuare quella scalata apparentemente impossibile.
Attorno a lui c'era tanta gente che piangeva e si lamentava. Alcuni erano a terra, ormai esausti, pieni di lividi, incapaci di proseguire il cammino.
E Carità era accanto a loro per curare le loro membra stanche.


L'uomo si guardò intorno. Sul sentiero adesso c'era solo un vecchio barcollante, incapace di stare in piedi. C'era anche una bambina che cercava di sorreggerlo, di aiutarlo. Piangeva perché il peso era troppo grande per lei.
Il suo compito era portarlo fino in cima. Si disperava, impotente.
L'uomo vide il suo sforzo sovrumano e provò ammirazione per quella bimba così testarda.
Istintivamente si alzò e corse per aiutarla.
Afferrò il vecchio sottobraccio e subito i suoi muscoli si gonfiarono per lo sforzo. Sembrava troppo pesante anche per lui, ma non si arrese.
Per la prima volta nella sua vita era felice di poter essere utile a qualcuno.
Riprovò a spingere, aiutato dalla piccola, e finalmente il vecchio si mosse. Lentamente cominciarono a salire. Passo dopo passo il peso sembrava diminuire. Quando raggiunsero la cima, l'uomo ormai esausto, si pose a sedere.
Il vecchio si voltò verso di lui, come per ringraziarlo.
Aveva il suo stesso volto, consumato dagli anni e dalla disperazione.
L'uomo provò un brivido di terrore, vedendosi come in uno specchio distorto.
Comprese subito l'arcano messaggio. Quel peso immane era la sua vita senza senso, i suoi peccati.
La bambina gli fece un cenno e scese di nuovo. La seguì; non era più stanco.


Al mattino la piccola Speranza svegliò l'uomo col suo dolce sorriso.
Lui la riconobbe subito e la prese per mano.
Anche lei aveva fatto quel sogno. Non si sentiva più inutile. Aveva capito.
Le sue sorelle indicavano la meta, aiutando chi si perdeva per strada.
Ma solo lei poteva salire.
Insieme, mano nella mano, andarono a cercare il senso delle loro vite.
Ai piedi del monte c'era tanta gente che aspettava e solo lei, solo loro potevano aiutarli ad arrivare in cima. E loro sapevano chi c'era su quel monte.